Due grandi Paesi per cui facciamo tutti il tifo. Il millenario fascino della Tunisia

Partendo dal concept Tunisia: un Paese, cento sfumature, mille viaggi, l’Ente Nazionale Tunisino per il Turismo è presente in BIT per dare un segnale forte al comparto turistico italiano e un chiaro messaggio di positività. La fiera fornirà inoltre l’occasione ideale per rafforzare le relazioni con gli operatori di settore, incontrare i media e presentarsi direttamente ai consumatori con la sua ricca offerta turistica.
La missione perseguita da anni dall’Ente, e oggi vera più che mai, è sostenere la promozione turistica verso la destinazione nella sua totalità; un obiettivo perseguito attraverso una strategia di comunicazione a tutto tondo, che mira a consolidare nell’immaginario collettivo l’ampia gamma di possibilità proposte dal Paese.
Habib Ammar - Direttore Generale dell’Ente Nazionale Tunisino per il Turismo (foto) - commenta: “La Tunisia vanta un lungo ed importante rapporto con il mercato turistico italiano: vogliamo rassicurare gli operatori turistici e continuare a proporre il Paese come meta ideale per ogni tipo di viaggiatore, dalle famiglie ai gruppi di amici, senza dimenticare le coppie e il target business dei viaggi MICE & Incentive. Siamo andati in BIT anche e soprattutto per incontrare i professionisti italiani del turismo e trovare soluzioni congiunte per continuare a stimolare gli arrivi italiani a destinazione. In questo momento più che mai dobbiamo guardare oltre questa difficile congiuntura nazionale e internazionale: già vediamo in atto segnali positivi di ripresa, dobbiamo puntare su questi”. “La Tunisia è un Paese dal fascino millenario – continua Ammar – grazie al nostro ricco patrimonio culturale e naturale, ad un clima sempre mite e un’offerta mare vicina ed interessante”.
Qui le tracce di una storia che inizia nella notte dei tempi sono ovunque.
Cartagine, la mitica città punica della regina Didone, attrae con l’eco di una gloria che nemmeno i romani sono riusciti a spegnere. Sarà un’emozione passeggiare fra i porti punici, il santuario della Dea Tanit, il Tophet, il teatro, il quartiere delle ville romane, la basilica cristiana e le terme di Antonino, dopo aver visitato il museo situato sulla collina di Byrsa. Ma anche Tunisi riserva incredibili sorprese per chi cerca la cultura. Nell’ampio Museo Nazionale del Bardo, le volte e i soffitti di legno dipinto dell’antico palazzo del Bey sono la cornice ideale per la più bella collezione di mosaici romani del mondo che, con la loro perfezione e i loro colori, raccontano storie di talenti e abilità che hanno saputo superare la barriera del tempo. Nel cuore della medina, la grande moschea Zitouna è visitabile nella parte del cortile interno e la Biblioteca Nazionale è ricca di manoscritti unici.
Per scoprire la civiltà e la storia della Tunisia non basta limitarsi alla capitale: Tabarka, bastione della cristianità protetto da un forte genovese, che ha conservato numerose vestigia fenicie e romane; le abitazioni sotterranee di Bulla Regia e le vestigia di una città romana industriosa e attiva a Dougga; il forte spagnolo e la casbah bizantina di Biserta; le moschee di ispirazione ispanica di Testour; i resti di abitazioni puniche a Kerkouane sorprendenti per la disposizione dei bagni e il sistema avanzato di drenaggio; il forte bizantino di Kelibia risalente al IV secolo, i laboratori di ceramica a Nabeul; la medina di Yasmine Hammamet con lo stile architettonico raffinato tipico della cultura arabo musulmana, cresciuta qui.
E poi Sousse, città fenicia capitale incontrastata del Sahel che racchiude nei suoi bastioni la casbah dell’XI secolo, un museo archeologico ricco di mosaici e che vanta 5 km di catacombe intorno alla Medina; e ancora Kairouan con le moschee e i mausolei e il vicino museo islamico di Rakkada che ospita i più begli esemplari di calligrafia cubica così come corani inestimabili; e Monastir con il Ribat del VIII secolo, Mahdia con il palazzo dei Fatimidi e El Jem con il più grande anfiteatro dell’Africa settentrionale, Sbeitla con gli archi di Diocleziano e di Settimio Severo, Makthar fondata dal Re Numida Massinissa che conserva l’arco di trionfo di Traiano. (sm)