54° Congresso Fijet all'ombra delle Piramidi

Il tunisino Tijani Haddad è stato riconfermato presidente della Fijet, la federazione mondiale dei giornalisti e scrittori di turismo, a conclusione del 54° Congresso tenuto in Egitto, sotto l’alto patronato del ministro del turismo, Hisham Zaazou. Circa 250 i delegati di diversi paesi presenti al Cairo ed Alessandria, dove si sono confrontati in un serrato dibattito per un effettivo rilancio del turismo nell’area del mediterraneo, dopo le note vicende della primavera araba.
Ritornando al congresso del Cairo, il nuovo esecutivo, neoeletto, risulta composto dal presidente Haddad, da Salah Attia, vicepresidente, che ha organizzato sempre alla grande l’assise Fijet nelle due importanti città egiziane, nonché le escursioni alle Piramidi e alla Sfinge, al Museo Reale, alla cittadella e piazza della Moschea, a Montazah Gardens, al Teatro romano e alla Biblioteca di Alessandria, ad Alamein-Almarsa Matrouh, a Pumpy Colonna e catacombe, al cimitero delle vittime della seconda guerra, nonché e Porto Marina. Riconfermati pure Bonnetain Roux Bernadette (tesoriere) e Campè Jacques (segretario generale). Gli altri membri sono: Cubrilo Tina, Gonzalez Suarez Miguel Angel, Plenzler Anna,Sandikcioglu Ertan, Shabi Eyrtan e Tarasenko Nataliya. Incarichi speciali sono stati affidati a Miguel Guercia Brera (adviser to the president, in charge of legal and athical matters), Jim Thompson (chaurge of meetings and congresses), Frans Rombouts, auditor.
IL CAIRO
In arabo al-Qâhira, è la capitale, la città più popolosa dell’Egitto, fondata sul Nilo, con circa 6 milioni di abitanti e oltre 15 milioni dell’area metropolitana e del governatorato omonimo. Nonostante al-Qâhira sia il nome ufficiale della città, Il Cairo chiamato semplicemente con il nome Egitto, Misr, pronunciato Masr in dialetto locale, si trova sulla riva e sulle isole del Nilo, nel nord dell’Egitto, immediatamente a sud del punto in cui il fiume abbandona il deserto e si rompe in tre rami che formano la regione del Delta. Complessivamente la città ricopre un’area di 214 chilometri quadri ed è situata a un’altezza media di 68 metri sopra il livello del mare. Il territorio cittadino comprende anche le due isole di Gezîra con il quartiere di Zamalek e Roda, e si estende fino a Giza.
La parte più antica della città è sorta a est, successivamente si è sviluppata verso ovest, incorporando i terreni agricoli vicino al fiume. Questa parte occidentale della città è stata costruita sul modello di Parigi dal Khedivè Ismâîl a metà del XIX secolo, ed è caratterizzata da ampi viali, giardini pubblici e spazi aperti.
La zona orientale più antica è invece molto differente: è cresciuta in maniera disordinata nei secoli e presenta piccole viuzze affollate. Mentre la parte occidentale del Cairo ospita palazzi governativi ed è contraddistinta da architetture moderne, quella orientale è disseminata di centinaia di antiche moschee.
Alcuni ponti collegano le isole sul Nilo di Gezira e Roda, dove vi sono molti uffici e palazzi governativi. Altri ponti attraversano completamente il Nilo collegando la periferia di Giza con il resto della città, che con il suo agglomerato urbano comprende inoltre tre centri minori: Imbaba, Eliopoli e Giza. La zona ovest di Giza, oltre il deserto, è parte dell’antica necropoli di Menfi dove sono situate le piramidi egiziane più famose, tra cui la grande Piramide di Cheope (l’unica sopravvissuta delle antiche sette meraviglie del mondo). Circa 18 km a sud della città moderna, si trova la città di Menfi e, poco distante, la necropoli di Saqqâra. Queste ultime due sono le città predecessori dell’antica Cairo che ospita anche il più importante Museo Egizio del mondo.
ALESSANDRIA
E’ il maggior porto egiziano e la seconda città per grandezza dell’Egitto. Fondata tra il 332 e il 331 a.C. da Alessandro Magno che ne tracciò personalmente la pianta. Alessandria d’Egitto divenne una delle città più importanti del mondo ellenistico e fu seconda solo a Roma per grandezza e ricchezza. Il suo statuto era quello delle libere città greche e mantenne la sua assemblea cittadina sino alla conquista romana.
Una volta che l’Egitto divenne provincia dell’impero romano, Alessandria ne seguì lo sviluppo e il successivo declino sino ad arrivare al 640 quando gli Arabi, dopo un assedio durato 14 mesi, la conquistarono.
La fondazione del Cairo, nel 969, contribuì al declino della città e la scoperta nel 1498 della rotta verso Oriente, doppiando il Capo di Buona Speranza, finì per rovinarne la forza economica di Alessandria d’Egitto.
Presa nel 1798 dai francesi guidati da Napoleone I°, passò sotto il controllo degli Inglesi nel 1801 successivamente agli Ottomani e la città arrivò a contare 4.000 abitanti contro i 300.000 del suo periodo di maggior splendore.
In seguito alla conquista, da parte degli Inglesi (che lasceranno l’Egitto solo nel 1954) , negli ultimi decenni dell’800 la città si riprese e assunse un ruolo importante come centro portuale militare.
La celebre Biblioteca di Alessandria contribuì a farla divenire uno dei principali motori culturali dell’antichità. Fu istituita in epoca tolemaica ed era grandemente celebrata per la sua ricchezza e il grande numero di opere letterarie che vi si conservavano, stimate in circa 700.000 volumi. Le cause della sua distruzione sono tuttora oggetto di discussione.
Grazie ad un progetto comune tra UNESCO ed Egitto, è stata costruita la nuova Biblioteca del Mondo Mediterraneo che accoglierebbe circa 5 milioni di libri.
La vicinanza con il mare regala ad Alessandria d’Egitto un clima è particolarmente mite. La cucina tipica è ricca di spezie che la rendono unica nei sapori e nei profumi. La zuppa di verdure, moulokheya, si accompagna spesso al piccione cucinato nei modi più svariati. Da buona città di mare, le tavole dei ristoranti regalano ricche portate di pesce e di legumi.
Giacomo Glaviano