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Incontro con l'uomo che sussurra ai leoni

Il suo nome era Tsavo, un leone adulto chiamato come il luogo dove alcuni sui simili, mangiatori di uomini, avevano divorato molti lavoratori impegnati nella costruzione della ferrovia che da Mombasa in Kenya portava nel cuore dell’Africa coloniale alla fine dell’800. Era un animale fortemente penalizzato dalla mancanza di artigli che gli impedivano o quasi di cacciare e di condurre la vita dei grandi predatori. Per questo era ospite del South African Lion Park a nord di Johannesburg in Sud Africa, un parco dove poter vedere questi imponenti felini senza avventurarsi in un safari. Occupava un recinto vicino allo spazio riservato a Tau e Napoleon, due leoni maschi di pochi mesi. Un allora giovanissimo Kevin Richardson era un volontario del parco che, grazie alla sua innata capacità di relazionarsi con gli animali, usciva quotidianamente per una passeggiata in compagnia di Tau e Napoleon con i quali giocava alla stregua di cuccioli domestici, seguito a distanza dal più anziano Tsavo. Proprio nel giorno del diciottesimo compleanno di Kevin, forse un’imprudenza o, come preferisce definirla lui stesso, la scelta di seguire il ragionamento al posto dell’istinto nel suo atteggiamento verso l’adulto, hanno portato Tsavo ad attaccare il ragazzo con conseguenze che potevano essere fatali se avesse potuto disporre degli artigli o se Kevin avesse tentato una inutile reazione all’aggressione del leone. Dalle ferite riportate Kevin non ricava la paura per questi animali ma la consapevolezza che solo assimilando e rispettando i loro atteggiamenti avrebbe potuto continuare a interagire con loro. Come uno di loro.
E’ innegabile che un’alchimia particolare, forse unica, lega Kevin Richardson alla pericolosa fauna con la quale oggi vive quotidianamente nella sua riserva sudafricana. Leoni ma anche iene, leopardi, ghepardi. Complice sua moglie Mandy e da poco il piccolo Tyler nato dalla loro unione. Kevin lo zoologo, l’animalista, il sognatore che lavora per proteggere animali autoctoni sempre a rischio di estinzione anche a causa della caccia grossa ancora legale in Sud Africa e contro la quale l’uomo che sussurra ai leoni si batte. 'The Kingdom' è il suo regno condiviso con i mammiferi che lo popolano. Quotidiane passeggiate con i leoni e pigre pause sotto gli alberi fino a impensabili nuotate nel fiume con Meg, la leonessa preferita. Malgrado la loro fama, spiega Richardson, i leoni amano il contatto fisico; farsi coccolare, accarezzare o semplicemente dormire potendo 'toccare' chi amano, chi considerano parte del loro branco. Il Sud Africa è una terra di estremi e singolari realtà: geograficamente è la punta di un continente immenso; custode di tesori nascosti nelle miniere di diamanti; sfida per i navigatori impegnati nel doppiaggio dell’insidioso Capo di Buona Speranza. Nel Paese tristemente famoso per la politica di apartheid istituita dal governo dei bianchi, 'The Kingdom' è l’antitesi; nessuna separazione, non solo tra gli uomini, ma neppure con gli animali. La riserva non è un territorio per safari. Niente lodge, jeep per portare in giro turisti a caccia di immagini, ma semplicemente un angolo incontaminato del continente troppo spesso defraudato della sua selvaggia identità originale a favore di un turismo invasivo e dannoso. Per finanziarsi, 'The Kingdom' produce documentari e ha aperto da poco un programma per volontari, per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche e aiutare i coniugi Richardson e i loro collaboratori a costruire e mantenere 'l’isola felice' di una fauna mito dell’immaginario collettivo. In cambio del proprio lavoro, chi decide di dedicare un po’ di tempo a questa iniziativa, ha la possibilità di vivere un’esperienza unica, persino difficile da immaginare. E’ indispensabile però lasciare a casa le illusioni. La riserva non è un circo equestre e gli animali non sono bestie ammaestrate, quindi spetta solo alla conoscenza e all’intuito di Kevin Richardson decidere se è o meno il momento per far avvicinare gli estranei ai suoi amici a quattro zampe. Però, l’opportunità di arrampicarsi su una verdeggiante collina africana in compagnia di Thor, il leone albino, Meg, la leonessa che non disdegna un tuffo nel fiume e Trelli, la pigra iena che ama dormire sul sedile posteriore dell’auto… beh, non ha prezzo e val bene il tentativo.

Paola Drera

www.lionwhisperer.co.za