La Terra Maya dai mille colori

Uscito solo quindici anni fa da un lungo periodo di guerra civile durato trent’anni, il Guatemala é un paese ospitale deciso a recuperare in fretta il tempo perduto e presentarsi come una valida meta turistica, un posto in cui è ancora possibile praticare il turismo responsabile. Culla della cultura Maya, il Guatemala offre emozionanti tour alla scoperta delle ricchezze del suo passato, dove è possibile toccare con mano le testimonianze che questa civiltà ha lasciato. Le tracce sono evidenti in ogni dove ed è proprio per questo che ogni villaggio, ogni mercato è contornato da un’atmosfera speciale, in mix meraviglioso di colori, suoni, odori e materie che il Guatemala vuole mostrare con orgoglio ai suoi ospiti ma, allo stesso tempo, si tratta di tesori che protegge gelosamente.
Un viaggio nel Guatemala è un’occasione d’oro per immergersi in quella natura e nei silenzi che secoli fa hanno visto nascere la cultura Maya le cui testimonianze sono disseminate nel paese, soprattutto nella parte settentrionale dove sorgono realtà come la città di Flores, nella regione di Petén, il punto di partenza per una visita a Tikal, la più importante e spettacolare zona archeologica Maya facente parte del Parco nazionale di Tikal, sito segnalato dall’Unesco come uno dei Patrimoni dell’Umanità nonché una popolare meta turistica dove, in una fitta giungla verdeggiante di 225 chilometri quadrati, si potrebbero passare intere settimane a gironzolare per i sentieri della giungla che la circonda tra simpatici incontri con scimmie urlatrici, pavone, tucani, pappagalli verdi e formiche tagliatrici di foglie oltre a giaguari e coati.
Altro suggestivo sito archeologico di ancestrale bellezza è Ceibal, sempre nella parte settentrionale del Guatemala, là dove il viaggio per giungervi è una vera e memorabile avventura! A bordo di un battello si naviga lungo il Rio de la Pasiòn e, una volta a terra, preparatevi a nuove ed emozionanti peripezie prima di giungere a destinazione! Ebbene si, è necessario arrampicarsi per un viottolo stretto e roccioso, basta un minimo impegno per godere di una meravigliosa vista, quella degli innumerevoli templi avvolti dalla lussureggiante giungla. Anche il sito archeologico di Aguateca non è da meno: situato nel bacino di Petexbatun, è circondato da una laguna accessibile tramite l’uso di una barca che conduce fino a quelle meraviglie considerate le meglio conservate dell’intero Guatemala.
Le ricchezze antiche sembrano non finire mai: infatti, a 23 chilometri a nord di Tikal, si trova un altro dei siti archeologici più importanti del Guatemala, Uaxactùn o "Ocho Piedras" dove è conservata la famosa piramide E VII Sub, caratterizzata da una scalinata su ciascun lato e quattro maschere di stucco che raffigurano il dio della pioggia, considerata il più antico monumento sacro Maya (III secolo d.C.).
I Maya, come altre culture mesoamericane, misuravano il tempo utilizzando un sistema di tre calendari. I giorni erano organizzati attraverso un calendario religioso rituale della durata di 260 giorni (chiamato Tzolk’in), suddiviso in trecene (periodi temporali di 13 giorni) e utilizzato prevalentemente a scopo divinatorio, e un calendario solare di 360 giorni (Haab’), suddiviso in 18 periodi di 20 giorni ciascuno.
I Maya non misuravano gli anni, tuttavia le date di questi due calendari erano combinate tra loro per dare luogo a cicli di 18.980 giorni (cioè 52 anni) per un totale di 52 cicli diversi ricorrenti.
Un ulteriore calendario, il cosiddetto Lungo computo, calcolava, invece, il tempo trascorso dalla data della creazione del mondo secondo la mitologia maya (11 agosto 3114 a.C. per noi). Secondo il Popol Vuh - uno dei principali documenti storici sul corpus mitologico dei maya - il Lungo computo attuale è solo il quarto in ordine di tempo poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni ritenendole fallimentari. La terza creazione fu distrutta al termine del 13° b’ak’tun (12.19.19.17.19), una data che ricorrerà nuovamente alla fine del 2012.
Sulla base di interpretazioni di impronta prevalentemente New Age, sono stati formulati due diversi scenari sulla corrispondenza di questa data.
Da un’iscrizione sul ‘Monumento 6’ del sito archeologico di Tortuguero si ricava la data del 2012, in cui accadrebbe qualcosa che coinvolgerebbe una misteriosa divinità Maya, Bolon Yokte, associata in genere alla guerra e alla creazione. Da qui se ne è ricavata l’eventuale profezia Maya data al 2012. Risultano tuttavia diverse altre tavolette che riportano date anche molto successive al 2012, cosa che fa ritenere che i Maya non pensassero a questo giorno come all’ultimo.
La credenza in catastrofi nel giorno 21 dicembre 2012 o in vicinanza ad esso, è peraltro una previsione considerata sbagliata dalla corrente principale degli studiosi degli antichi Maya.
Ad esempio, secondo Sandra Noble, executive director della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, di Crystal River in Florida, "rendere il 21 dicembre 2012 come un Giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico è una completa invenzione e una possibilità per molte persone di fare profitto". La fine di un ciclo del calendario era infatti vista dal popolo Maya semplicemente come occasione di grandi celebrazioni per festeggiare l’ingresso nella nuova era, in questo caso il sesto ciclo.