Le risaie di Longsheng: sulla schiena del drago

Nella mitologia cinese, il drago è tradizionalmente associato al concetto di “yang” (bene, ndr) in relazione all’elemento dell’acqua. Il drago – a cui i cinesi si affidavano nei momenti di siccità e carestia - era quindi portatore di pioggia per irrigare i campi, per far fiorire i raccolti e abbeverare gli animali.
Ma il profondo legame tra la figura del drago, l’acqua e la vita stessa non è - oggi - solo leggenda e proprio un immenso dragone è quello che sembra disegnato dalle risaie Longji a Longsheng, nella regione autonoma cinese dello Guangxi, al confine con il Vietnam.
Queste risaie sono annoverate tra le più spettacolari della Cina e del mondo intero, una meta irrinunciabile per chi vuole scoprire gli angoli più autentici dell’Impero Celeste.
Il principale centro della regione è la città di Guilin, che si trova a circa 100 Km e da cui partono i principali tour per raggiungere le risaie di Longji, letteralmente “le risaie della spina dorsale del drago”.
Affidarsi a uno di questi tour è il mezzo più economico e semplice per raggiungere a bordo di un van le pendici dei terrazzamenti. Tra bancarelle di pettini e tessuti parte un cammino impervio che porta in cima a queste colline di riso ed acqua.
Per scattare delle fotografie basta un cammino di mezz’ora che porta alla sommità dei terrazzamenti dove le colture di riso si parano davanti agli occhi nella loro interezza, assumendo la forma contorta e affascinante del dorso del drago che le protegge fin dalla loro nascita (secondo gli storici risale alla dinastia Yuan, 1271-1368).
I sentieri che si snodano tra boschi e minuscoli villaggi sono l’ideale per chi ama pedalare o trascorrere una giornata nella natura. Non c’è una stagione migliore per visitarle, perché in ogni periodo dell’anno le risaie assumono colori differenti: verdi di germogli estivi, lucenti in primavera, quando l’acqua irriga i campi, bianche di neve in inverno e dorate nel pieno del raccolto del riso che in questa zona, a causa dell’altitudine che sfiora i 1000 metri, può avvenire solo una volta l’anno, in autunno.
Un susseguirsi di anse e balze - che si estende per circa 66 Km quadrati - dona al paesaggio un’indescrivibile bellezza, ma la costruzione dei terrazzamenti ha soprattutto una funzione pratica: la struttura delle colture riesce infatti a sfruttare al meglio il terreno e le scarse risorse idriche della zona.
Il territorio è ricco di scorci unici, ma anche di cultura autentica e antica. È questa la terra della minoranza etnica Zhuang, la più popolosa nella nazione, che mantiene usanze e costumi folcloristici.
Un’altra etnia è quella Yao, i cui villaggi – che costellano il territorio – sono costruiti con una struttura architettonica unica: nessun chiodo viene utilizzato per costruire le case. Oltre a queste due etnie principali convivono altre minoranze come i Miao e i Dong, che qui si mischiano in un crogiuolo di usi e culture.
Ufficialmente aperto al turismo nel giugno del 2011, l’antico borgo di Longji – fondato più di 700 anni fa nella parte meridionale del Villaggio Ping’an – è uno dei punti di snodo principali per osservare questo spettacolo incredibile, in cui natura, storia e ingegno dell’uomo sono riusciti a creare un paesaggio che non ha pari in tutta la Cina.
Ilaria Brusadelli
Marco Besana