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In Austria, la tradizione natalizia è molto radicata e l’atmosfera tipica del Natale è da assaporare in ogni angolo del Paese: dai mercatini più tradizionali e celebri come quello che si tiene a Vienna, al Castello di Schönbrunn, a quelli più intimi dei piccoli borghi austriaci. Una delle tradizioni più sentite è l’'Adventkranzì', la corona d’avvento, fatta di rametti d’abeti e completata da un nastro colorato, qualche decorazione e 4 candele da accendere nelle 4 domeniche antecedenti il Natale. Gli hotel dell’Associazione Austria per l’Italia invitano gli ospiti a conoscere e a vivere la magia del Natale austriaco in un ambiente dove si parla italiano.
Il Natale in Tirolo ha un carattere romantico: nella zona di Seefeld vengono organizzati suggestivi mercatini dell’Avvento, concerti natalizi e meditative visite delle cappelle. Nella straordinaria atmosfera dell’inverno alpino tirolese il periodo più sereno dell’anno si trasforma in una vera e propria esperienza emotiva. Il mercatino dell’Avvento di Seefeld, con le sue baite di legno in stile tirolese e le tante idee regalo, vale sempre una visita. I cori, le attrazioni natalizie come l’ufficio postale degli angioletti o l’angolo del bricolage dell’Avvento creano un’intima atmosfera.
Nella valle incontaminata di Leutasch è possibile vedere da vicino le usanze che hanno radici secolari, come le escursioni con le fiaccole per le dodici cappelle della valle di Leutsch. Guidati dall‘originale 'Bantl-Hansi' di Leutasch e accompagnati dalle tipiche canzoni natalizie del 'Gstanzl', si possono ammirare tutte le caratteristiche delle dodici cappelle.
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La Svezia e Stoccolma sono rinomate per l’estivo sole di mezzanotte, quando c’è luce per tutto il giorno e non fa mai buio completamente. Ma Stoccolma è altrettanto esotica, e forse anche più accogliente, durante l’inverno quando invece il sole quasi non sorge mai. La città si rivela calda e accogliente. Caffetterie e ristoranti si riempiono di candele, le vie risplendono delle decorazioni natalizie e in tutte le finestre rilucono le candele dell’Avvento. Molte tradizioni svedesi sono legate alla luce, prima fra tutte la festa di Santa Lucia. La città è ideale per fare shopping e acquistare decorazioni tradizionali o innovative nei mercatini di Natale, per gustare il classico e squisito buffet, bere il profumato 'glögg' (vino brûlé servito con mandorle e uvette), immergersi nelle melodie del concerto di Santa Lucia, pattinare all’aperto e scoprire l’affascinante 'notte in pieno giorno'.
I mercatini di Natale sono un appuntamento imperdibile per gli abitanti di Stoccolma. Negli ultimi anni la città ospita mercatini che interpretano questa tradizionale festa in modo innovativo. Essi si svolgono durante i fine settimana dell’Avvento, gli ultimi 4 weekend prima della vigilia di Natale. Anche Göteborg s’illumina per Natale grazie a varie istallazioni, alcune ispirate al design contemporaneo e altre alla tradizione più antica. I tre chilometri del 'Viale della Luce' conducono il visitatore dal teatro dell’Opera al porto passando per il Winter Wonderland attraversando una Göteborg splendente di illuminazioni all’avanguardia fino al grande parco di divertimento Liseberg con il suo famoso mercatino di Natale addobbato con milioni di luminarie!
Dal 16 novembre 2012 il centro di Göteborg si trasformerà in una vera città del Natale, con l’apertura del mercatino di Liseberg e le tante luci bianche che illumineranno il lungo 'Viale della Luce'. Il 7 dicembre si accenderanno poi tutte le altre istallazioni luminose della città che esalteranno sontuosi palazzi, ponti e alberi; fino al 6 gennaio 2013. Tutti i negozi e le boutique lungo il Viale della Luce e zone limitrofe saranno addobbati secondo lo stile natalizio svedese e saranno aperti sette giorni su sette. Quasi cinque milioni di luci scintillanti adornano gli alberi e gli edifici del più grande mercatino di Natale della Scandinavia all’interno del parco di divertimenti di Liseberg! Ci sono circa 80 bancarelle e punti vendita, una pista di pattinaggio sul ghiaccio, vari concerti natalizi oltre a numerose attrazioni e giochi per bambini e oltre 700 alberi di Natale! Si può anche arrivare a Liseberg con la chiatta 'Paddan' sul fiume che attraversa il centro. I passeggeri potranno riscaldarsi a bordo con del vin brulé e coperte!
E ancora l’edificio più antico di Göteborg del secolo XVII, Kronhuset, viene trasformato in un bazar tradizionale dove artigiani vestiti in costumi d’epoca vendono il loro artigianato e dolciumi vari. Infine, nel delizioso castello di Gunnebo, considerato una delle principali dimore nobiliari di campagna in stile neoclassico del Nord Europa, si svolge un mercatino con circa 35 venditori di artigianato e cibo biologico. Gunnebo si trova a circa 10 km a sudest di Göteborg.
www.visitstockholm.com - www.visitsweden.com
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Dal 18 novembre 2012 al 6 gennaio 2013 Valkenburg, la città natalizia dell’Olanda, sarà trasformata in un magico luogo del Natale con tante attività dedicate nelle sue stradine illuminate a festa. Nel periodo che va dal 16 novembre al 23 dicembre, si potrà scendere nella grotta 'Fluweel' della cittadina per visitare il suggestivo mercatino natalizio sotterraneo con numerose bancarelle natalizie. Quest’anno inoltre, Babbo Natale si trasferirà nelle grotte dove sarà possibile fargli visita, ammirando la stanza dei regali e la sua slitta con le renne. Nella grotta, oltre alle bellissime decorazioni, si potranno ammirare murales, delle sculture e la cappella del XVIII secolo. Il mercato natalizio nella grotta municipale di Valkenburg aan de Geul è invece considerato il più grande e antico mercato natalizio sotterraneo in Europa, che quest’anno festeggia la sua 27esima edizione. I visitatori rimarranno sorpresi dall’atmosfera particolarmente suggestiva e dalle sue decorazioni, in perfetta armonia con i numerosi stand che offrono articoli natalizi e altre curiosità.
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Natale. E’ adesso che le città della Repubblica Ceca, splendide e a volte un po’ 'seriose', si illuminano a festa, si accendono di colori, si vestono di sfarzo e si abbandonano ad atmosfere languide. Certo, è soprattutto la festa della fede, nel paese ancora forte e radicata, ma chi può dire di non commuoversi davanti al lato magico del Natale? I mercatini dell’Avvento in Repubblica Ceca alzano il sipario già a fine novembre e regalano il loro spettacolo fino a gennaio. Sulle bancarelle, nelle casupole di legno non mancano idee regalo, addobbi, manufatti e pezzi d’artigianato con cui sorprendere amici e parenti. E tanto per entrare nel clima e apprezzare al meglio l’unicità della merce esposta, nei mercatini dell’Avvento vanno in scena dimostrazioni da parte degli artigiani e rievocazioni di antichi mestieri. Dai movimenti esperti di mani talentuose vedrete nascere come per incanto statuine intagliate nel legno, mestoli per la cucina, addobbi natalizi intrecciati nella paglia o soffiati nel vetro, stoviglie e soprammobili di ceramica, candele artistiche, gioielli originali e i tipici campanelli di Gesù Bambino forgiati nel ferro… Mentre l’occhio si lascia sedurre, le orecchie si abbandonano alle melodie delle feste e le mani rovistano, le narici catturano aromi dolci e salati che solleticano il palato. A ogni angolo una nuova tentazione: i trdelnik (una sorta di cannoli arrotolati su speciali bastoni di legno, cotti sulla brace ardente e poi cosparsi di cannella e zucchero), würstel e salsicce alla piastra, pannocchie lessate, opulenti prosciutti che si affumicano sul fuoco, caldarroste e mandorle abbrustolite, biscotti delle feste e pane dolce, vin brulè (svarene vino), il tipico grog a base di rum e acqua e la medovina (o idromele, liquore al miele servito caldo).
I mercatini di Praga sono ovviamente i più noti, gettonati e... affollati. Le bancarelle più famose sono quelle della Piazza Vecchia, allestite dal 1° dicembre al 1° gennaio con ogni ben di Dio: addobbi natalizi, statuine per il presepe, artigianato in legno, ceramica, stoffa e cuoio, manufatti in lana, bigiotteria, le tipiche marionette e dolciumi. Non da meno i mercatini di piazza Venceslao (26 novembre-1° gennaio). Per portare a casa regali e souvenir davvero tipici, realizzati a mano e frutto di tradizioni antiche, non dimenticate di acquistare giocattoli in legno (tra cui le celebri marionette di Praga), cristalli di Boemia, figurine in foglie di granturco, manufatti in paglia, addobbi natalizi e prodotti tipici, tra cui l’irresistibile prosciutto di Praga, arrostito e aromatizzato in diretta sulla brace.
In Moravia l’appuntamento è sicuramente a Brno, dal 30 novembre al 23 dicembre, in piazza namesti Svobody, in via Radnicka e al Mercato dei Cavoli (Zelny trh) in via Radnicka, allestito secondo lo stile dettato da Josef Lada, celebre pittore ceco rinomato proprio per le sue scene natalizie. In vendita non solo oggettistica, regali e addobbi, ma anche prodotti alimentari, dai formaggi ai dolci tipici. A fare da corollario al mercatino, un vivace calendario di dimostrazioni d’artigianato e momenti culturali.
Una vera chicca i mercatini di Roznov pod Radhostem, pittoresco villaggio della Valacchia morava, accoccolato ai piedi dei Monti Beskydy e già rinomato per il suo bellissimo museo etnografico all’aperto. Il sipario si alza il 15 dicembre su artisti, artigiani, vecchi mestieranti e su spettacoli folkloristici. Un vero tuffo nella magia delle feste e nel passato.
Nel Sud della Boemia, nell’incantevole Cesky Krumlov, gioiello Unesco, i mercatini sono in calendario dal 30 novembre al 1° gennaio. Anche qui un turbinio di suoni, luci e profumi. Spettacoli, eventi e la possibilità di apprendere le tecniche di decorazione del dolce tipico: il pan speziato. Protagonisti assoluti delle celebrazioni sono i bambini, che qui potranno lasciarsi incantare dal presepe vivente, incontrare San Nicola e vivere il caratteristico 'Natale degli Orsi' (una tradizione sentitissima, che vuole che il 24 dicembre adulti e bambini portino i loro doni ai grossi plantigradi che abitano il fossato del castello fin dal 1707). Caccia al regalo anche a Ceske Budejovice, metropoli della Boemia meridionale. Gli artigiani sono chiamati a raccolta dapprima nel quartiere fieristico, dal 1° al 26 dicembre, dietro alle bancarelle dei mercatini allestiti in piazza namesti Premysla Otakara.
Il castello di Krivoklat, infine, nei weekend dell’8-9 e del 15-16 dicembre, ospita un ricco programma natalizio con spettacoli teatrali, mercatini dell’artigianato tradizionale, profumi inebrianti di vin brulè o idromele (bevanda calda a base di miele). Una grande emozione per i più piccoli sarà sicuramente il viaggio sul treno a vapore che da Praga o da Pilsen condurrà al castello.
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Da Dresda a Lipsia passando per Zwickau, senza tralasciare le più piccole Bautzen, Chemnitz e Görlitz… L’intera Sassonia si prepara ad accogliere gli sfavillanti mercatini natalizi e con essi i tanti visitatori che da anni scelgono di trascorrere alcuni dei giorni del periodo più affascinante dell’anno in questa magica cornice. È qui infatti che da secoli si rinnovano le più sentite e antiche tradizioni natalizie, come il mercatino di Dresda che si ripete ogni anno dal lontano 1434, il Calendario dell’Avvento di Lipsia, il 'Christkindelmarkt' di Görlitz, o la 'Große Bergparade', la celebre parata delle corporazioni dei minatori di Chemnitz. Visitare le bancarelle in cerca del regalo giusto da scambiarsi a Natale sarà un piacere non solo per l’ampia scelta dell’artigianato natalizio locale, ma specialmente per gli eventi e l’atmosfera. Allestiti nel candore dei borghi medievali, nei romantici vicoli delle città, ai piedi d’imponenti fortezze, o lungo le vie costellate da sfarzosi edifici, i mercatini natalizi brillano sullo sfondo sassone come in poche altre parti al mondo.
Dresda, Lipsia e Zwickau
La piramide natalizia più alta del mondo si trova a Dresda e darà il benvenuto a tutti i visitatori che dal 29 novembre al 24 dicembre vorranno immergersi nell’incanto del più antico mercato di Natale della Germania, lo Striezelmarkt. Il suo nome deriva da un dolce di pasta lievitata, tipico di questa festività, 'Original Dresdner Christstollen', al quale ogni anno si dedica una grande sfilata nella prima settimana d’Avvento. Contribuiscono alla magia del mercato i migliori prodotti artigianali provenienti da Dresda e dintorni, come i famosi Schiaccianoci, gli Archi di Natale e le stelle dell’Avvento di Herrnhut. Non così antico ma altrettanto celebre è il mercato di Natale di Lipsia, dal 1767 allestito nella splendida piazza del Marktplatz. Dal 27 novembre fino al 23 dicembre tante le attrazioni da non perdere come il 'Märchenland', il mondo delle favole, da visitare insieme ai più piccoli, o il mercato medievale 'Alt Leipzig' e il 'Bazar di Betlemme'. Chiudono in bellezza i concerti festivi del celebre Thomanerchor e le numerose rappresentazioni dell’Oratorio di Natale di Bach, tenute nelle variopinte chiese cittadine. Un altro affascinante, ed altrettanto grande, mercato natalizio si trova a Zwickau, ai piedi dei monti metalliferi. Qui, dal 25 novembre al 23 dicembre, Babbo Natale si aggira solerte a caccia di letterine, mentre il culmine dei festeggiamenti si ha con la tradizionale sfilata delle corporazioni dei minatori, con i figuranti in maschera e la musica della banda.
Un altro rinomato evento si tiene a Meißen, dove dal 1º al 24 dicembre la facciata del municipio si trasforma in un enorme calendario dell’Avvento. Passeggiare tra le bancarelle dei mercati natalizi sassoni sarà come proiettarsi nel passato: in quest’atmosfera rivivono e si tramandano le antiche tradizioni e i costumi della regione. Nello stesso periodo vale la pena visitare anche il mercato di Natale di Bautzen, che vanta una lunga tradizione risalente al lontano 1384. In questa ridente cittadina addobbata a festa dai commercianti e i gastronomi, ogni giorno Babbo Natale apre una finestrella del calendario dell’Avvento nella piazza principale del mercato, l’Hauptmarkt. A rendere speciale l’atmosfera anche tante manifestazioni culturali, tra le quali il taglio dello 'Stollen' (il dolce tipico natalizio), i concerti di organi a fiato e i cori di Natale. Infine da ricordare il mercato antico di Plauen: l’Altmarkt, circondato da storici palazzi cittadini dove si erge in tutto il suo splendore un enorme albero di Natale. Tutto intorno e ai piedi della piramide natalizia numerosi commercianti offrono i loro prodotti ai visitatori, allietati dalle visite giornaliere di Babbo Natale.
www.sassoniaturismo.it
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C’è un filo diretto che unisce la montagna più alta dell’Austria, il Großglockner, con Muggia e il mare Adriatico e passa per Carinzia, Slovenia e Friuli Venezia Giulia: è l’Alpe Adria Trail, il nuovo percorso di trekking che unisce sentieri già esistenti per la prima volta cartografati in maniera unitaria per creare un itinerario senza confini, fruibile dal turista grazie alla messa a punto di servizi informativi e di accoglienza. Alpe Adria Trail è un esempio virtuoso di collaborazione tra le Regioni dell’Alpe Adria che ha come obiettivo la promozione di un prodotto turistico coordinato, la valorizzazione dell’ampia offerta del territorio e il potenziamento della cooperazione transfrontaliera nel settore turistico.
L’Alpe Adria Trail è composto da 38 tappe, ciascuna della lunghezza di circa 17 km e segnalate con una cartellonistica ideata ad hoc, che attraversano tre Paesi per un totale di 170 km in linea d’aria che diventano 690 di percorso a piedi. Ogni tappa è composta da un itinerario definito, che può essere seguito in entrambi i sensi e da scegliere a seconda del proprio allenamento e del paesaggio che si predilige. L’obiettivo infatti non è quello di arrivare in fondo ma di gustarsi il territorio, scoprirne le peculiarità oltre che le differenze e similitudini dei tre Paesi.
L’itinerario di ogni tappa è studiato in modo da fornire all’escursionista servizi di accoglienza grazie alla presenza di strutture che permettono anche di entrare in contatto con le tradizioni del territorio.
L’itinerario
Le prime sette tappe si svolgono in Carinzia e attraversano la Mölltal: si parte in mezzo al Parco Nazionale degli Alti Tauri e si prosegue per Heiligenblut e Grosskirchheim dove si incontrano i mulini di Apriach. Lungo il percorso si trova anche la medievale Gmünd e la Millstätter Alpe, fra le zone escursionistiche più belle della Carinzia. Il turista si troverà in mezzo al paesaggio del Parco Nazionale dei monti Nockberge e, con una magnifica vista sull’Ossiacher See, proseguirà per l’ultima tappa che si snoda interamente in territorio carinziano, da Velden sul Wörthersee fino alla Baumgartnerhöhe, a poca distanza dal Faaker See. Con le tappe successive del trekking Alpe Adria Trail gli escursionisti abbandonano il territorio austriaco per entrare in Slovenia e arrivare a Kransjka Gora. Il percorso segue in gran parte il fiume Isonzo e attraversa il parco del Triglav, in mezzo alle Alpi Giulie, imbocca la strada alpina più alta della Slovenia e passa per Vršic raggiungendo Bovec fino a Caporetto e Tolmino.
Da Tolmino si attraversa il confine italiano e si arriva nelle Valli del Natisone per toccare una delle tappe principali dell’itinerario del Friuli Venezia Giulia, Cividale del Friuli. Da qui si passa in Slovenia per attraversare la zona di Goriška Brda, per poi tornare in Italia in Collio. Cormons e Gradisca d’Isonzo sono tra le tappe cardine prima di arrivare nel Carso triestino, da dove il turista si affaccia sul mare, per fare poi una breve tappa in Slovenia e visitare l’allevamento ippico di Lipizza. L’ultima tappa porta infine a toccare con mano il mare Adriatico nel porto di Muggia.
Il Giro delle 3 Nazioni
Chi non ha tempo di percorrere l’intero trail ma non vuole rinunciare alle emozioni di un trekking attraverso tre Nazioni, può scegliere la variante breve dell’Alpe Adria Trail: con il Giro delle 3 Nazioni in sette tappe giornaliere si percorrono 123 km attraverso Carinzia, Slovenia e Friuli Venezia Giulia. Il punto di partenza carinziano si trova alla Baumgartner Höhe, vicino al Faaker See, da dove si prosegue per Warmbad Villach, Nötsch e Feistritz.
Quindi si punta verso l’Italia attraverso la Val Canale e i paesi di Valbruna e Tarvisio. Oltre al santuario del Monte Lussari, si toccano i laghi di Fusine e si passa ai piedi del Mangart, una delle vette più alte delle Alpi Giulie; proseguendo si entra in Slovenia a Planica, famosa per i suoi trampolini di salto con gli sci. A poca distanza si trova Kranjska Gora, stazione di sport invernali famosa a livello internazionale, da dove si parte per superare la catena delle Caravanche e ritornare al punto di partenza in Carinzia.
Per maggiori informazioni sul tracciato, e scoprire tutti i pacchetti creati ad hoc per gli escursionisti, il sito di riferimento è:
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Ponti e Feste sono l’occasione ideale per ricaricarsi di nuove energie; le Terme Krka, marchio leader del benessere in Slovenia, sono pronte ad accogliere gli ospiti nel caldo abbraccio delle piscine a 32°, delle saune e di tutti gli altri servizi benessere dei loro stabilimenti sparsi sul territorio: il centro talassoterapico di Strugnano sulla costa e le terme di Dolenjske e di Smarjeske nell’entroterra.
Grazie a tutti i servizi benessere, alla possibilità di fare tanto sport e di godere della calma della natura, scegliere di passare Ponti e Feste alle Terme Krka non è solo una scelta che fa bene al fisico e allo spirito, ma anche al portafoglio. Perché Terme Krka è sinonimo di ottimo rapporto qualità-prezzo, senza rinunce.
Al centro benessere Vitarium delle Terme di Smarjeske si può ritrovare e mantenere il "benessere" di una pelle tonica grazie ai cosmetici organici di Susanne Melchiorsen, utilizzati in specifici trattamenti viso che rigenerano e rilassano l’epidermide, prevenendo l’invecchiamento precoce. Il centro benessere Vitarium Spa & Clinique e le terme di Šmarješke sono situati a 169 m a livello del mare, in una zona protetta da alberi e circondata da prati e da sentieri che si addentrano in tranquilli boschi, ideali per una tranquilla passeggiata o una gita in bicicletta lontano dal rumore del traffico. L’acqua termale che sgorga dalle fonti di questa zona è ipoacratotermica, ovvero un’acqua termale poco mineralizzata che sgorga ad una temperatura inferiore a quella media del corpo umano: 32°C e caratteristiche organolettiche che la rendono particolarmente adatta al trattamento delle malattie cardiovascolari.
Alle Terme di Dolenjske, nel centro benessere Balnea si può scegliere fra tantissimi trattamenti benessere e massaggi, dal Lomi Lomi hawaiano al massaggio con le pietre, dal massaggio tibetano ai più moderni trattamenti per intervenire su rughe e cellulite, i più giovani possono provare la riflessoterapia plantare, una tecnica di massaggio dalle tradizioni antiche che si basa sulle conoscenze della medicina cinese e aiuta a rilassare i corpo e la mente. Il centro talassoterapico Salia di Strugnano, invece, coniuga l’accoglienza di un ambiente informale e rilassato, con la professionalità più qualificata del comparto wellness, offrendo una vasta selezione di trattamenti che vanno dal semplice massaggio rilassante a veri e propri rituali che si estendono per un’ora e che trasformano la pelle e l’umore. Come l’esclusivo "massaggio del salinaio", durante il quale il terapeuta utilizza sacchettini di lino riempiti con cristalli di sale delle saline di Strugnano ed oli essenziali di piante mediterranee: rosmarino, ginepro, lavanda, pino e basilico.
Informazioni e prenotazioni:
www.terme-krka.si - www.benessere.si
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Dalla strada dei monasteri a quella degli imperatori romani, dai castelli sul Danubio alla wine road, dai percorsi naturalistici fino ad arrivare a quelli del benessere. La Serbia cambia pelle dal punto di vista turistico e i dati dei primi sei mesi del 2012 confermano il trend in crescita. Tra gennaio e giugno si è registrato un +84% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il numero dei pernottamenti aumenta, attestandosi in media a 2,8 notti. A non deludere sono anche gli arrivi dall’Italia, che nei primi sei mesi del 2012 hanno registrato un +47% rispetto al 2011. "Ogni anno scegliamo una campagna a tema diversa", spiega Gordana Plamenac, a capo dell’Ente del Turismo serbo dal 2007. Per il 2012, "abbiamo proposto la Serbia a tavola, per il prossimo tema portante sarà invece la Cultura". Nel 2013 Milano e Nis, città natale dell’imperatore Costantino, saranno infatti protagoniste di importanti appuntamenti. Sempre nel 2013 la Serbia restituirà agli amanti dell’arte l’opportunità di ammirare i circa 200mila preziosi reperti custoditi nel Museo nazionale di Belgrado, chiuso dal 2003.
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La Svizzera è uno dei paesi più belli e variegati al mondo nel quale trascorrere le proprie vacanze. "Su una superficie estremamente piccola, i viaggiatori hanno a disposizione tantissime proposte "incentrate su natura, cultura, gastronomia e tradizione. E la cosa migliore è che tutto ciò si può "esplorare grazie alla rete di trasporti più fitta al mondo, una rete che si estende per 26.000 "chilometri, sino a toccare gli angoli più remoti del paese.
Il nome? Swiss Travel System. Con uno "straordinario biglietto all-ln-one, consente ai visitatori dall'estero di viaggiare in tutta la Svizzera "avvalendosi di treni, autobus e battelli. E, quest'autunno, Swiss Travel System continua a stupire: "con uno speciale 2x1.
I viaggiatori approfittano di Swiss Travel System già per arrivare in Svizzera. Comodi treni garantiscono "tratte spensierate dall'aeroporto o dalla stazione di confine fino alla destinazione scelta e ritorno, a "prescindere dalla durata del soggiorno, dalle città e dalle attrazioni che si vogliono visitare e dalle "escursioni che si vogliono intraprendere. Che si decida di restare in una determinata regione o di "transitare da un posto all'altro, per ogni tipologia di viaggio e per ogni budget esiste un biglietto adatto.
I trasporti pubblici elvetici sono ottimali anche per le famiglie: con ogni biglietto Swiss Travel System "viene fornita una tessera famiglia gratuita, grazie alla quale i bambini sotto i 16 anni possono viaggiare "gratis in tutta la Svizzera, se accompagnati da almeno un genitore.
Da non dimenticare che, quest'autunno, Swiss Travel System lancia una straordinaria promozione 2x1 su "tutti i biglietti Swiss Saver e Swiss Saver Flexi da 4 giorni. Dal 10 settembre al 30 novembre, due persone "possono utilizzare treni, autobus e battelli pagando solo per una. I biglietti possono essere acquistati "presso i punti vendita di tutto il mondo a partire da EUR 188 (CHF 226).
SwyssTravelSystem.com
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Clau Wau: campionato del mondo tra Babbi Natale
Il 30 novembre e il 1° dicembre, a Samnaun nel canton Grigioni, Babbi Natale provenienti da tutto il mondo si danno battaglia cimentandosi in diverse discipline come la gara di arrampicata del camino e la gara di consegna dei regali.
Per info www.clauwau.com
Settimana Belle Epoque a Kandersteg
Dal 20 al 27 gennaio 2013 il fascino della Belle Epoque rivive a Kandersteg, villaggio di 1.000 anime ai piedi del passo del Lotschen dalle tipiche case in legno. Per una settimana abitanti e visitatori, indossati costumi d'inizio '900, si sfidano in gare di sci, slittino e curling con le tecniche e le attrezzature che hanno segnato la storia del turismo alpino.
Il programma prevede anche il ballo di gala all'Hotel Victoria e il giro sul treno a vapore da Berna a Kandersteg.
Per info www.kandersteg.ch
Campionato di Velogemel
Un telaio in legno, munito di due pattini di metallo e di un manubrio: è questo l'originale bici da neve di Grindelwald, il Velogemel, costruito nel 1911 dal carpentiere Christian Bühlmann, che voleva raggiungere i suoi clienti muovendosi agilmente sulla neve alta. Usato ancora oggi, è il protagonista del 18° Velogemel World Championship che si terrà il 3 febbraio 2013.
Per info www.velogemel.ch
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Candida neve
La Svizzera d'inverno sembra fatta apposta per il relax. Esplorare altopiani imbiancati dalla neve, intatti ma facilmente accessibili, spaziare con lo sguardo sulle vette alpine o assaporare le specialità negli accoglienti rifugi di montagna sono un toccasana per dimenticare la frenesia della vita quotidiana. Località car free, villaggi di charme "fuori dal mondo", spa&wellness negli hotel sono tra le proposte per recuperare le proprie energie.
Le migliori escursioni invernali
Per immergersi nel candore della neve al ritmo lento dei propri passi, Svizzera Turismo ha selezionato le 36 migliori escursioni invernali. Da fine ottobre sarà disponibile la WinterHikeApp con cartografia, curiosità e soste lungo il percorso e la eBrochure per iPad per conoscere le specificità dei diversi comprensori: dove si scia sul ghiacciaio, quali sono le località senz'auto e quali i comprensori più elevati o in quali ristoranti sulle piste gustare piatti tipici.
N. verde 0080010020030 per informazioni turistiche generali sulla Svizzera, per prenotazioni alberghiere e richieste di brochure (inviate gratuitamente a domicilio), sito web www.svizzera.it
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Val Müstair: vicini al cielo
Da Tschierv a Lü per 7 km in Val Müstair dove si trova il monastero benedettino di San Giovanni, patrimonio UNESCO: qui è conservato il più grande ciclo di affreschi medievali del XIX secolo. Non c'è posto, in Svizzera, in cui il cielo stellato sia così luminoso e chiaro. Questo è dovuto alla posizione privilegiata, senza nebbia, al microclima asciutto e non ventoso e all'assenza di forti fonti di luce artificiale.
Il punto di partenza dell'itinerario si trova presso la stazione a valle Sportbahnen Minschuns. Il sentiero conduce in leggera salita all'Alp da Munt e prosegue sul laghetto ghiacciato Lai da Juata. Da qui si scende dolcemente attraverso l'Alpe Champatsch fino a Lü che, situato a 1'920 m, è uno dei centri abitati più alti della Svizzera.
Melchsee-Frutt: viaggio nel grande nord
L'altopiano di Melchsee-Frutt ricorda il grande Nord: oltre alle slitte trainate da cani che disegnano i loro cerchi nella neve, è possibile ammirare i pescatori che tracciano buchi nel lago ghiacciato Melchsee per pescare trote di lago. Raggiungendo da valle l'altopiano, dove non circolano automobili, ci si immerge in un mondo del tutto diverso. Si arriva in autopostale da Sarnen fino alla Stöckalp e da lì una cabinovia conduce a Melchsee-Frutt. Il sentiero inizia nei pressi della stazione a monte. Si snoda su sentieri pianeggianti lungo il lago ghiacciato Melchsee, all'altezza della cappella svolta verso il Distelboden e da lì conduce in leggera salita fino al Tannensee.
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Il maggior numero di viaggiatori all’estero non proviene da Cina e Brasile, le potenze economiche più solide, e nemmeno dalle popolose Cina e India. La vera tigre, in questo senso, è la Russia. ITB Berlin e IPK International hanno presentato un confronto sull’andamento dei viaggi all’estero dall’area Bric negli ultimi cinque anni. Tra questi Paesi, la Russia è quello con il minor numero di abitanti e il terzo su quattro per potenza economica. Però gli ex sovietici sono quelli che viaggiano di più all’estero: 1,3 volte più dei cinesi, 3,4 volte più degli indiani e 4,6 volte più dei brasiliani. La Russia è al primo posto anche per l’aumento del numero di viaggi. Cinque anni fa erano andati all’estero 15,9 milioni di russi e 13 milioni di cinesi; gli ultimi dati indicano 23,8 milioni contro 18,3 milioni. Sono esclusi i viaggi a Hong Kong e Macao, che ancora oggi riguardano gran parte degli spostamenti dei cinesi. Nel periodo esaminato dal World Travel Monitor le partenze dei russi sono aumentate del 50%, rispetto a una crescita del 41% di quelle dalla Cina.
India e Brasile seguono a larga distanza. Gli indiani, con sette milioni di viaggi, superano ampiamente i 5,2 milioni dei sudamericani. Esaminando gli ultimi cinque anni, però, riscontriamo una crescita del 30% in India (rispetto a 5,4 milioni di viaggi all’estero nel 2006), ma dell’85% in Brasile (da dove erano partite nel 2006 'appena' 2,8 milioni di persone). Il livello è relativamente basso e il tasso di crescita dell’economia è inferiore a quello dell’India, ma il mercato brasiliano si rivela quello più dinamico.
Nel confronto Cina-Russia, la seconda ha percentuali di crescita superiori a quelle cinesi, nonostante un numero di viaggi all’estero costantemente elevato già da diversi anni. Anche in questo caso, non si manifesta alcun rapporto causa-effetto tra lo sviluppo economico e le partenze, dato che il Paese con il tasso di crescita più elevato è il gigante asiatico.
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Nassfeld/Pramollo, il più grande e moderno comprensorio sciistico della Carinzia e uno dei TOP-10 comprensori dell’Austria, ha messo la qualità del servizio al primo posto per offrire agli ospiti rilassanti giorni di vacanza nell'Eldorado della neve' della Carinzia.
Infatti Nassfeld/Pramollo va a segno non solo con il suo impressionante panorama alpino ma anche con la sicurezza di neve. Infatti, approfittando del suo microclima, il comprensorio, grazie alla frequente bassa pressione adriatica, è avvolto nel bianco dall’inizio di dicembre alla metà di aprile. E se il tempo dovesse essere ingeneroso, gli estesi impianti di innevamento consentiranno per tutta la stagione un intatto piacere dello sci sui 110 chilometri di piste e i più moderni impianti di risalita. Inoltre Nassfeld/Pramollo offre un’ampia varietà di servizi che forniscono una porzione extra di confort e divertimento sulle piste: quest’anno nel nuovo assortimento di 'Nice Surprise' ci sono due palchi panoramici, il cui allestimento invita a gustarsi il panorama alpino nel Pramollo-cinema. Per condividere con gli amici a casa il grandioso paesaggio con gli Alti Tauri ed il Großglockner a Nord, le Alpi Carniche e le Dolomiti con le tre cime di Lavaredo a Ovest e le Alpi Giulie a Est, queste postazioni offrono collegamento W-LAN gratuito grazie al quale potrete inviare con lo smartphone le vostre foto anche subito. Una cornice sovra-dimensionata offre il giusto contorno per gli scatti. I punti panoramici e per le foto sono nei pressi della stazione a monte della cabinovia Millennium-Express e della seggiovia del monte Gartnerkofel.
Inoltre, Nassfeld sorprende i suoi ospiti con tutta una serie di servizi per tanto divertimento e confort con gli sport invernali. Come 'Nice Surprise' ci sono ad esempio 2 palchi con allestimento lounge per godersi il panorama sui monti.
Nassfeld/Pramollo stupisce anche i suoi ospiti con il corso di lingua più veloce delle Alpi: nella cabina del Millennium-Express gli ospiti ricevono un rapido corso in carinziano per orientarsi meglio nel comprensorio. Nel programma della lezione in tedesco o inglese ci sono parole come 'Pfiateich', 'Jagatee' o 'Kasnudeln'. Lasciando la cabina viene consegnato un diploma che sul retro riporta le dieci parole più importanti del carinziano per gli sciatori.
Oltre al servizio rapido per sci o tavole direttamente sulle piste (in parte gratis, in parte a soli 7 Euro) e al deposito sci gratis, Nassfeld offre il noleggio dell’attrezzatura per bambini fino a 14 anni praticamente gratis (1 € al giorno) e per gli adulti a soli 10 Euro. Altra 'Nice Surprise': Lo Ski Movie sulla pista di velocità che simula l’atmosfera di gara.
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La striscia di territorio lasciato alla natura compresa tra i monti delle Dolomiti di Lienz e le Alpi Carniche, esercita, fuori dalle piste battute, un fascino particolare per gli appassionati degli inverni tranquilli e silenziosi. Scivolare sulle piste di sci di fondo davanti a uno scenario maestoso, scalare con passo leggero con racchette da neve e scendere su sci o snowboard sulla neve polverosa intatta - la magia dell’inverno nella valle Lesachtal si lascia vivere in tanti modi.
La pista di sci di fondo sul confine (Grenzlandloipe) misura 60 chilometri (a doppia corsia e per skating) e nella zona del centro di biathlon di Obertilliach, dai 6 ai 10 chilometri, è addirittura dotata di innevamento artificiale. L’atleta di biathlon norvegese Ole Björndalen, più volte campione del Mondo e vincitore di Olimpiadi, si allena qui per lo sci ed il tiro. Per gli ospiti c‘è ogni settimana biathlon per principianti.
Pendii intatti con tanta neve aspettano gli sciatori ed i boarder che su neve polverosa o neve granulosa, cercano discese solo per sè. Gli escursionisti iniziano le loro ascese lunghe da due fino a quattro ore da un’altitudine a valle di 1.000 metri, con neve sicura, fino ad arrivare a 1.600 metri - si sale tra alberi, fienili e malghe. Per la preparazione e pianificazione vengono offerti speciali servizi di percorso, noleggio di attrezzatura e guide della valle Lesachtal. Ai tour sugli sci possono partecipare anche principianti (a partire dal livello spazzaneve) sotto una guida esperta.
Anche gli snowboarder possono intraprendere escursioni nella valle Lesachtal. Con lo snowboard in spalla e le racchette da neve ai piedi si sale sui monti. In cima si scambiano racchette e snowboard e si scende sulla neve polverosa. Dopo una discesa lanciata un vero bagno di fieno della valle Lesachtal, un massaggio con olio di marmotta insieme ad un sorso d’acqua minerale della propria sorgente a Tuffbad St. Lorenzen, il primo hotel benessere delle malghe, contribuiscono al rilassamento.
Dopo lo sport ed il divertimento sulla neve gli sportivi potranno assaggiare un 'Morende' (tipico della cucina contadina), una sostanziosa merenda della valle Lesachtal che consiste di squisitezze calde e fredde come speck, formaggio, crema spalmabile, frigga (speck arrostito con formaggio delle malghe), schlipfkrapfen (ravioli ripieni), speckknödel (canederli allo speck) ed altro. Da gustare con il 'pane della valle Lesachtal' appena sfornato dal forno a legna. Di sera, potrete gustare un fantastico arrosto di 'agnello della valle Lesachtal' nutrito per tutta l’estate con l’erba speziata degli alpeggi della regione.
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Nelle valli Gailtal e Gitschtal l’inverno inizia in modo piacevole: in programma ci sono escursioni invernali, slittino e sci di fondo nel romantico paesaggio.
La rete di piste da sci di fondo nell’alta valle Gailtal con il centro turistico Kötschach-Mauthen si estende su una lunghezza di 70 chilometri. Il fiore all’occhiello è la pista da sci di fondo panoramica dell’alta valle Gailtal dove si sono già disputate numerose maratone di sci di fondo. I carinziani e gli italiani curano insieme le piste che si estendono in parte in territorio italiano ed in parte in quello austriaco.
La pista escursionistica della valle Gitschtal presenta ripide salite e slanciate discese che lungo 14 chilometri uniscono le località di Hermagor e Weissbriach.
Che le piste siano tracciate e preparate al meglio è confermato dal fatto che sono regolarmente premiate con il 'Kärntner Loipengütesiegel' (marchio carinziano di qualità). Circa la metà dei percorsi per sciatori di fondo si trovano ad un’altezza compresa tra i 1000 ed i 1500 metri, la neve sicura è anch’essa garantita. Kötschach-Mauthen si presenta come base ideale per tour in sci e racchette da neve: ampi alpeggi imbiancati da cui lo sguardo può spaziare sulle Alpi Carniche e le Dolomiti di Lienz, invitano a godersi l’inverno lontano dalle piste affollate. Accanto ad escursionisti in racchette da neve e sciatori ci saranno guide professionali esperte del territorio. L’attrezzatura per le imprese sportive sulle nevi incontaminate può essere noleggiata presso i negozi sportivi locali. Come alternativa all’equipaggiamento in affitto, si raccomanda di costruire da sé racchette da neve artigianali i cui materiali di base sono il legno di salice, noce e frassino. Un corso nella scuola alpina di Kötschach-Mauthen insegnerà come le singole parti devono essere tagliate, levigate ed infine unite insieme per ottenere una buona racchetta da neve.
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Ebbene, è proprio così: in una serata insolitamente fresca, dopo il sole infuocato d’agosto, siamo andati a trovare Lei, La Madre del Cielo, in un luogo in cui la Sua Presenza è tuttora estremamente viva, palpabile, poiché dopo 31 anni sembra che Ella appaia ancora ad alcuni veggenti. Allora, quando incominciò tutto nel 1981, erano ragazzi di 20 anni, il più piccolo ancora un bambino, oggi sono uomini e donne sposati, alcuni dei quali non vivono più qui. Lei invece no, appare sempre uguale: una bellissima Fanciulla bruna, dicono i veggenti, Colei che Bernardette chiamava la Bella Signora, a Lourdes oltre un secolo fa, né i secoli né gli ultimi trent’anni l’hanno cambiata.
Appena giunti dopo un viaggio di circa sedici ore, sotto il sole ancora torrido della Bosnia, ho pensato che prima di tutto bisognava fare un saluto a Lei: ci sono arrivata colma di stupore, tra i vialetti che si snodano in mezzo ad una campagna arsa e selvaggia da un lato, e le nuove villette e alberghi dipinti a calce fresca con i freschi porticati affacciati sugli orti dall’altra. Quando si arriva in centro cambia il paesaggio; mi accoglie una sfilata di negozietti che vendono di tutto, per portare a casa un Suo piccolo ricordo, ma più in alto di tutto, in mezzo ad un ampio spazio recintato, svetta la Chiesa Parrocchiale, caratteristica per i suoi due campanili ai lati, che ormai hanno fatto il giro del mondo su cartoline ed effigi. Un tempo, era completamente sola in mezzo ai campi. Appare candida, grande, con all’interno tre ampie navate. La terza, dedicata alla Vergine Incoronata, è un angolo di Luce, preghiera, silenzio.
A Medijugorie il programma non può essere organizzato nei minimi particolari, ma rimane sempre un po’ imprevedibile, a cominciare dalle apparizioni stesse di Maria. Nel luogo dove nell’83 apparve a uno dei veggenti, Ivan, alla base della Collina delle Apparizioni, oggi c‘è una croce blu accanto ad una piccola statua della Madonna. Qui a Medjiugorie, dei veggenti, vivono Miriana e Ivanka, oltre a Vizka, purtroppo attualmente assente per motivi di salute, talvolta viene Ivan che lungo l’anno soggiorna a Boston, oppure Marja, che ha sposato un italiano e vive a Monza, molto vicino a noi.
La nostra simpatica e bravissima guida, Anita, ci ha portato a conosere questi luoghi 'santi', ma soprattutto ci ha trasmesso la sua fede genuina e profonda: come non sia importante in fondo vedere 'segni particolari', come il sole che si sdoppia, avvenuto più volte durante le apparizioni, ma credere profondamente e pregare. La fede qui si percepisce ad ogni angolo: nella grande chiesa visitata da genti di tutto il mondo, nei ceri accesi dai fedeli, nell’immensa spianata che ogni giorno si riempie di enormi moltitudini per seguire le messe in tutte le lingue, nella vista della tomba di Padre Slavko, che, chiamato a sfatare che il fenomeno delle apparizioni fosse reale,dovette quasi contro voglia ricredersi, e si dette da fare in ogni modo per rendersi utile ai pellegrini, scrivendo anche delle importanti pubblicazioni. Oggi, dopo i molti miracoli, circa 600, una Commissione della Chiesa sta studiando il fenomeno, nonostante le apparizioni avvengano ancora. A suo tempo i veggenti, quando erano ragazzi erano stati perseguitati dalla polizia comunista, avevano subito esami ed interrogatori da cui non si riuscì mai a dedurre nulla, all’infuori del fatto che erano sani di mente, genuini, sinceri, spontanei, in breve ragazzi normalissimi. In seguito raccontarono che la Madonna ha insegnato loro a pregare ed assegnato a ciascuno un compito da portare avanti nella vita: c’è chi deve pregare per i sacerdoti, chi per gli ammalati, un’altra per le famiglie e i giovani. La Madonna inoltre può apparire in ogni luogo: vi sono state apparizioni anche in chiesa o in casa. E’, questo, l’unico aspetto che la differenzia dalle apparizioni di Lourdes e Fatima. Una volta disse di essere venuta a portare a compimento quello che aveva cominciato allora. Ad alcuni appare ancora tutti i giorni: a Marja in particolare viene dato il messaggio il 25 di ogni mese, ad altri solo una volta all’anno o al mese, come a Miriana. Molto delicato è il fenomeno dei dieci segreti che avrebbe comunicato a Miriana col compito di confidarli ad un sacerdote, che dovrà diffonderli pochi giorni prima che l’evento accada. La prima giornata si è conclusa in adorazione davanti al Crocifisso, dopo la Messa, nel silenzio più profondo, interrotto solo di tanto in tanto da un canto, mentre il Cuore parlava e ascoltava Colui che solo sa accoglierlo nella sua pienezza. Il giorno seguente siamo andati a visitare in primis il Cenacolo di Suor Elisa, presentato da lei stessa e da due ragazzi che hanno narrato la loro esperienza. Suor Elisa sorprendeva: diceva di non aver fatto niente… "Non sono stata io - continuava a ripetere - E’ stata la Madonna". E che cos’ha fatto questa volta? Lei, a cui suor Elvira un aiuto lo ha pur dato, ha fatto sorgere delle case di recupero per ragazzi drogati, le prime in Italia, in Piemonte, e poi qui. Con la pazienza, l’affetto, la fermezza e il lavoro li hanno 'salvati' e trasformati in persone responsabili, che si sono sposate, alcuni son diventati missionari, altri ancora infine son divenuti sacerdoti.
Da qui salire alla collina delle apparizioni non è stato difficile: i miracoli più grandi sono già avvenuti. Era molto importante farlo perché il mattino seguente, alle ore 8.30, dove si trova la Croce Blu, doveva avvenire l’apparizione della Madonna a Miriana, oggi una signora sposata con due figli,che da ragazza studiava a Sarajevo e veniva qui a trovare i parenti. Ci siamo arrampicati anche fino a metà della collina, dove sono avvenute le prime apparizioni e sorge una statua della Madonna candida, alta, svettante verso il cielo. La fede della gente si traduceva in mille gesti; preghiere ma anche foto e biglietti che venivano lanciati all’interno del piccolo recinto che la racchiude, la forza di volontà di coloro che nonostante la fatica dovuta all’età o a condizioni di salute precarie,ce la facevano ugualmente con l’aiuto dei vicini. L’apparizione a Miriana avviene ogni 2 del mese. In queste occasioni la gente incomincia ad arrivare anche all'1, 2 di notte o rimane addirittura lì a dormire. Noi ci siamo divisi in gruppetti di 4 5 persone e uno dopo l’altro siamo giunti tra le tre e le quattro del mattino con un breve tragitto in taxi. E’ stata una veglia di preghiera di quattro ore e mezzo, tra rosari e canti. Lei non si è fatta attendere di più. Alle 8 e 30 circa si è fatto tutto silenzio, un silenzio profondo, indescrivibile, interrotto solo dal bisbigliare di qualche 'Ave Maria'. Solo Miriana la vedeva, ma lei parlava a tutti. Quando è finita si è levato un canto in suo saluto. Poi ci hanno tradotto il messaggio, parole semplici, come sempre, ma significative, non facili da seguire sempre e che vanno dritte al cuore "Io cerco anime che preghino con continuità per coloro che non pregano" ha detto. E poi con la Sua immensa dolcezza: "Io vi sarò sempre vicino, anche nei momenti più difficili". La costanza del Suo messaggio 'preghiera e pace' rivela un disegno, un progetto per salvare l’umanità, ma ha bisogno di noi per realizzarlo. Così infatti si era presentata fin dall’inizio, come la 'Regina della Pace', 'MIR', come si vide scritto in cielo, in una di quelle prime volte.
Mostar
Forse per alleggerire il ritmo e l’emozione, l’ultimo giro proposto è stato a Mostar, il capoluogo della regione, con il celebre antico ponte turco, che, bombardato durante la guerra degli anni ’90, è stato tutto ricostruito con le sue stesse pietre: è infatti un patrimonio dell’UNESCO.
A Mostar un tempo vivevano solo i cristiani, ma nel 1400 arrivarono i Turchi Ottomani, che distrussero tutto, chiese, villaggio, riducendo i cristiani in schiavitù. Svilupparono moltissimo il commercio e la zona del quartiere turco ol bazar e l’antico ponte lo dimostrano chiaramente. Il sultano tuttavia era molto crudele e assoldava architetti per costruire la fortezza, le moschee, etc, ma poneva la condizione che se avessero sbagliato il più piccolo particolare gli avrebbe fatto tagliare la testa. Un architetto, secondo la leggenda, riuscì a fuggire e scomparve. Nel bazar si vende di tutto dalle stoffe di seta ai monili in argento e pietre preziose secondo il tipico gusto orientale, monili, soprammobili, persino pentole in rame, ma ancora più bello è vedere il corso del fiume che si snoda tra il verde e le mura della fortezza. Non mancano i segni della guerra del '90 nelle case di periferia ancora bucherellate, e nella miseria nei bambini seminudi sdraiati ai crocicchi dei marciapiedi periferici.
Ritorno a Medijugorie
E’ dolce la sera a Medijgorie, ogni giorno c‘è un programma particolare, nella zona delle messe, vissuto intensamente dai fedeli: l’Adorazione della Croce, la Guarigione dello Spirito. E’stato difficile salutarla, salutare Maria che, diversamente da altri luoghi, qui è dappertutto. Risuona la promessa che ci ha fatto parlando a Miriana: "Io sarò sempre con voi, anche nei momenti più difficili". La salutiamo, ma Lei ci segue: domani partiremo con Lei.
Grazia Paganuzzi
Pellegrinaggi Santi' è la sezione del tour operator Club Magellano, predisposta a organizzare i viaggi spirituali. Oltre a Medijugorie, i suoi programmi prevedono anche Lourdes, e i luoghi di Padre Pio.
Per informazioni: www.clubmagellano.it
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Nel corso della prima settimana di settembre ha avuto inizio la raccolta dell’uva nei vigneti della Cantina Tramin a Termeno (BZ), azienda tra le più premiate d’Italia e responsabile di alcune tra le migliori interpretazioni del vitigno aromatico Gewürztraminer.
Vini di grande densità, volume e con un’alta concentrazione di sostanze aromatiche e di precursori olfattivi: queste le caratteristiche che risultano dalle prime impressioni per questa vendemmia 2012 alla Cantina Tramin.
Nelle parole dell’enologo Willi Stürz, che da 15 anni segue la cantina ed è stato eletto miglior enologo d’Italia 2004, le anticipazioni sulla prossima annata regalano grandi speranze e interesse. Dopo le felici vendemmie di questi anni, come l’eccezionale 2009, il 2011 che ha portato rossi notevoli e un Gewürztraminer eccezionale, o i bianchi fortunatissimi degli ultimi tre anni, ora anche le anticipazioni per il 2012 alimentano le aspettative positive.
Il 3 settembre è stata la data di avvio per questa vendemmia. Il caldo che ha caratterizzato questo anno di produzione infatti promette delle rese abbattute di almeno il 10% , con punte fino al 20-40% per alcuni impianti. Circa 2 o 3 migliaia di tonnellate in meno rispetto all’anno scorso, che soprattutto nel Gewürztraminer e nei bianchi, consentirà di concentrare i precursori aromatici e le tonalità intense di questi vini.
Come conferma Willi Stürz, "in questo anno la resa per ettaro, che già teniamo bassa con la potatura e il diradamento, é stata bassissima, anche a causa della forte calura. È un dato che accomuna tutte le nostre varietà vinicole, compreso il Gewürztraminer. Questo forte abbattimento della produzione porterà, per contraltare, a un maggiore potenziale in qualità, corpo e densità nei vini. Dopo una partenza anticipata in primavera, lo sviluppo della vegetazione ha subito fortunatamente un rallentamento e un ritardo di circa 10 giorni e confermando il trend delle altre annate. Durante l’estate, è giunto anche da noi il grande caldo, che ha certamente segnato e contratto lo sviluppo dei vigneti, senza tuttavia portare in sofferenza e siccità. In zona alpina infatti, il caldo intenso è arrivato nella fase iniziale della maturazione, ed era accompagnato ad intervalli da piccole piogge. In questo senso, capiamo la fortuna dei nostri climi Dolomitici: il tenore tendenzialmente fresco della nostra terra é una grande forza e ci aiuta in annate torride come questa. La bella escursione termica tra il giorno e la notte, consente di fissare profumi e valorizzare gli aromi delle nostre uve".
Una produzione, quella della Cantina Tramin, che mette a frutto tutto l’impegno dedicato in questi anni ai bisogni specifici dei singoli vitigni, molto diversi per altitudine e caratteristiche. Gli impianti crescono di annata in annata rivelando una maggiore stabilità ed equilibrio, mentre l’inerbimento e il sovescio sono trattamenti impiegati per valorizzare la qualità di alcuni appezzamenti e seguire le esigenze di ogni vigneto. Anche in questo risiede la forza del modello produttivo della cantina, con più di 200 micro soci, per i quali il rapporto uomo-vigneto è in equilibrio misurato e sostenibile.
Tra le maggiori cantine cooperative dell’Alto Adige, Cantina Tramin ha costruito la propria immagine lavorando sulla qualità e sull’eccellenza dei vini bianchi aromatici, sintesi dell’eleganza e delle fragranze peculiari del territorio altoatesino.
Anche per la propria sede, la recente ristrutturazione ha regalato al territorio un esempio di architettura contemporanea di assoluto pregio e rilievo. La spettacolare costruzione in ferro verde che si staglia contro il profilo della valle dell’Adige in mezzo ai vigneti, è opera dell’architetto Werner Tscholl ed è presente in questi mesi nella mostra della Biennale di Architettura di Venezia, come esempio di architettura contemporanea in rapporto virtuoso con territorio e ambiente.
Cantina Tramin
Strada del Vino 144 Termeno (BZ)
Tel 0471 096633
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C’è tanta scuola e un pizzico d’orgoglio italiani nel favoloso barocco boemo. Un pretesto in più per visitare la Repubblica Ceca, a caccia dei capolavori di artisti che si ispirarono alla produzione italiana non senza reinterpretarne i dettami secondo la propria tradizione e il proprio talento. Ne nacque una corrente unica, che riadattando materiali e motivi seppe tirare a lustro un’intera nazione, ridisegnandone il volto ma anche l’anima.
Non è da trascurare infatti il retroscena storico e morale della diffusione dell’arte barocca in Cechia. Siamo nel XVII secolo; nel 1620 scoppia la battaglia sulla Montagna Bianca, che poi dilagherà nel resto d’Europa con il più celebre nome di Guerra dei Trent’Anni. Gli Asburgo impongono, anche con la violenza, al popolo ceco la ricattolicizzazione e, per garantirne la conversione, ricorrono alle minacce ma anche ai Gesuiti. Questi, invitati nel Paese, portano con sé non solo il Verbo, ma anche l’arte già fiorente nel Bel Paese: il barocco appunto. Le espressioni sfarzose e ridondanti del barocco divengono quindi per gli Asburgo un ulteriore, subliminale strumento di convinzione nei confronti del popolo: i palazzi eleganti ricordano il loro potere, le chiese con il loro tripudio di stucchi, ori, spazi immensi, chiaroscuri, immagini di santi e martiri dai volti straziati –in netto e voluto contrasto con le chiese sobrie e austere dei protestanti- invitano a rivolgersi al Signore e affidarsi a lui.
Pilotata o meno, l’arte barocca trovò in Boemia terreno fertilissimo. Non solo i Gesuiti importarono materiale cui ispirarsi e favorirono i contatti (e contratti) con architetti italiani, ma molti artisti cechi si formarono proprio in Italia per poi esprimersi al meglio in patria, dove seppero dar vita a un barocco sui generis, cosmopolita e contemporaneamente autoctono. Passarono le idee –lo sfarzo, la ridondanza- ma i materiali e i soggetti del barocco italiano furono integrati con quelli locali: accanto al marmo, molto legno delle foreste; vicino all’iconografia italiana dei santi soprattutto i patroni della propria terra.
Prima strumentalizzato dagli Asburgo, poi oscurato dal regime comunista, il barocco boemo è finalmente libero di essere ammirato in tutto il suo tripudio estetico, nelle sue esplosive espressioni di bellezza e potere. Come vediamo, per esempio, nel cuore di Praga.
MALA STRANA, CUORE BAROCCO DI PRAGA.
Mala Strana, ovvero la Città Piccola. Piccola ma preziosa, come i gioielli più pregiati. Disteso sul fianco della collina che sale al Castello, questo storico quartiere della capitale è considerato il cuore barocco di Praga. Qui si trovano la splendida chiesa di San Nicola e il colossale palazzo Valdstejn. Tra le altre tappe di Praga barocca, il Clementinum (il collegio dei Gesuiti), la chiesa di San Nicola della Città Vecchia, la chiesa della Vergine della Vittoria e il suo Bambin Gesù di Praga, la chiesa di San Francesco Serafino, palazzo Czernin, il santuario di Loreta e naturalmente le statue barocche che vegliano sul fiume e la città dal Ponte Carlo. Un tempo isolata tra i vigneti della campagna praghese, la villa barocca di Troja –che dà il nome a un intero quartiere residenziale- è oggi parte della periferia della capitale. Chiamata anche castello, fu costruita secondo il modello della villa rinascimentale romana.
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Un arcobaleno di notte
Ogni apparizione dell’aurora boreale è unica. Spesso avviene sotto forma di tre strisce verdi che tagliano il cielo notturno. Oppure come delle tende mossa dal vento o del fumo che ondeggia nel cielo. Il suo colore è generalmente di un verde luminoso, spesso punteggiata di rosa sui bordi e a volte di un viola intenso al centro. La sua gamma di colori sembra uscita dagli anni ’80.
Una leggenda vivente
Forse non stupisce il fatto che l’aurora boreale abbia creato così tante leggende tra i suoi spettatori. I simboli dell’aurora boreale furono trovati sui tamburi sciamanistici dei Sami. Il fenomeno ha diversi nomi in lingua Sami. Ad esempio, è conosciuto come Guovssahas, che significa "luce che può essere udita", perchè i Sami per tradizione associavano l’aurora boreale con i suoni. Durante l’era dei Vichinghi, l’aurora boreale era l’armatura delle Valchirie, le vergini guerriere, che spargevano una strana luce scintillante. E secondo una leggenda giapponese, concepire un bambino sotto l’aurora boreale era segno di buon auspicio.
Esplosioni solari
La realtà però non è così poetica. Il sole è il padre delle aurore boreali. Durante le grandi esplosioni e gli scoppi, immense quantità di particelle vengono sprigionate nello spazio.
Queste nuvole viaggiano attraverso lo spazio con velocità che variano da 300 a 1.000 km al secondo. Quando le particelle collidono con i gas nell’atmosfera, splendono producendo una fantastica gamma di colori. Tutto ciò avviene a circa 100 km al di sopra delle nostre teste.
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