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Dal 21 al 25 settembre 2016 L’Aia ospiterà la terza edizione del Festival per la Pace (“Just Peace Festival”), organizzato dal Comune della città in collaborazione con la Fondazione per la Pace e la Giustizia de L’Aia.
Questo festival è stato istituito nel 2014 per celebrare la Giornata Internazionale della Pace del 21 settembre, indetta dalle Nazioni Unite; dopo il grande successo della celebrazione e la sua estensione nel 2013 per il 100 ° anniversario della Palazzo della Pace, è stato deciso di organizzare ogni anno nel mese di settembre un "Festival della Pace” a L'Aia.
L’evento, che richiama ogni anno sempre più visitatori, si sviluppa intorno ad un fitto programma di eventi sportivi, dibattiti, concerti, visite guidate e mostre fotografiche.
Tra i diversi eventi sportivi previsti, particolarmente popolare è la Camminata per la pace (PEACE RAGE DEN HAAG), giunta quest’anno alla sua quarta edizione, alla quale partecipano migliaia di corridori. Il percorso si sviluppa intorno al Palazzo della Pace e prevede quattro diverse lunghezze: 1,5 e 2,5 chilometri per i bambini, 5 o 10 chilometri per gli adulti.
Un’opportunità molto interessante per i visitatori è quella di entrare in contatto con diverse organizzazioni internazionali, che lavorano ogni giorno per rendere il mondo migliore; gli adulti potranno così scoprire come la città de L’Aia stia lavorando attivamente sui temi di pace e giustizia e potranno prendere parte al processo. I bambini potranno invece partecipare a laboratori interattivi e ad una grande caccia al tesoro nel Palazzo della Pace.
Il Festival rappresenta anche un’occasione unica per visitare l’affascinante Palazzo della Pace, che apre le porte al pubblico solamente alcuni week end all’anno: la visita guidata permette di scoprire i 102 anni di storia del palazzo, di esplorare le sale e comprendere l’importanza che questo palazzo ha per il mondo.
Durante tutta la durata del festival saranno presenti in città delle hostess, riconoscibili per la loro giacca verde, disponibili a fornire informazioni riguardo al festival, alla città e alle sue attrazioni turistiche.
www.justpeacethehague.com
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Ma chi l’ha detto che la Svizzera è solo banche e cioccolato? Piccola? Si. Anonima? Tutt’altro! Non è un caso se molti personaggi famosi l’hanno frequentata e, in alcuni casi, hanno fissato la loro residenza per molto tempo.
A Losanna per esempio, primo fra tutti Lord Byron e, in epoca più recente, Charlie Chaplin e famiglia. Ed è proprio su questa città che si puntano i riflettori a poche settimane dall’inizio dei Giochi Olimpici 2016 in Brasile perché Losanna, da oltre un secolo, è la capitale simbolica dello sport mondiale per volere dello stesso Pierre De Coubertin, che le affidò il messaggio dell’Olimpismo e del Comitato Internazionale Olimpico. Come un’atleta responsabile Losanna si allena per mantenere quel titolo che ha conquistato a livello mondiale grazie all’Huffington Post, che l’ha inserita fra le 11 piccole città d’Europa da non perdere e il New York Times che ha decretato il Canton Vaud, unico in Svizzera, fra i cinquantadue luoghi da visitare al mondo nel 2016.
Losanna è una città a misura di tutti. Nasce come località turistica, tre colline alle spalle coperte da vigneti, il lago Lemano a bagnarla e la Francia sulla sponda opposta ma, al contrario di molte piccole realtà lacustri che invecchiano senza neppure rendersene conto, lei cura il suo aspetto e rimane un ever green. Unica città svizzera dotata di metrò per agevolare gli spostamenti, ha un centro storico pedonale impreziosito da una parte da testimonianze di arte gotica tra le più importanti della Confederazione Elvetica e dall’altra da eleganti boutique aperte dalle griffe più conosciute. Ma per conoscerne tutti i segreti in punta di piedi sono disponibili i “Greeters”. Questi volontari e dinamici Losannesi DOC, autentici ambasciatori, accompagnano gratuitamente i visitatori alla scoperta personalizzata della città lungo itinerari originali secondo diverse tematiche di interesse. E una gita in battello sul lago? Perfetta per chi ama una panoramica più ampia, magari navigando sulle singolari imbarcazioni a pale che solcano le acque a ritmo lento.
Per noi italiani esiste una criticità che si rinnova ogni giorno al momento dei pasti: la cucina. Abituati come siamo all’eccellenza affrontiamo con diffidenza le tavole straniere. Losanna stupisce (anche noi del Bel Paese!) per questo. Le stelle Michelin a Losanna si moltiplicano: Marc Haeberlin, chef 3 stelle alsaziano, che dirige la cucina della Brasserie du Royal Savoy, all’interno del riaperto Hotel Royal Savoy Lausanne, la francese Anne-Sophie Pic, che ha elevato a 2 stelle Michelin la tavola del prestigioso Beau-Rivage Palace; Edgard Bovier, 1 stella Michelin, alla guida della “Table d’Edgard” del Lausanne Palace & Spa. In città, 1 stella Michelin anche per l’Eligo.
Ricapitoliamo: giri in città in compagnia dei residenti, gita in battello, festival estivi di ogni genere, atmosfera animata grazie alla presenza di moltissimi giovani che frequentano le numerose università di Losanna, piatti stellati. Serve un attimo di relax e allora … Spa! Per queste strutture tutta la Svizzera in generale è famosa, ma Losanna ha aggiunto un prezioso tassello al panorama nazionale grazie alla Spa du Royal, 2500 mq in un luminoso fabbricato all’interno del vasto parco di un cinque stelle inaugurato l’autunno scorso.
Ma a Losanna poteva mancare un’icona da immaginario collettivo come una scuola esclusiva? Quelle monumentali strutture all’interno delle quali si plasmano cultura, eleganza, stile, frequentate da chi di charme e carisma ne ha da vendere: da Ranieri di Monaco ai principi Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto di Savoia; l’Aga Khan Karim; il principe stilista Egon von Fürstenberg e l’attore francese Christopher Lambert, figli di personaggi famosi come Elizabeth Taylor, John Lennon e Diana Ross. Fino a tutta la prole delle dinastie americane più importanti, dai Rothschild ai Rockefeller e i Du Pont. E allora ecco la Brillantmont International School, dal 1882 crogiolo per giovani che alla fine del loro percorso svizzero sono (molto costosamente!) pronti ad affrontare qualunque sfida nel mondo e a vincerla.
A questo punto Losanna vi sembra ancora solo banche e cioccolato?
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A Günzburg, in Baviera, a un'ora di strada da Monaco come da Stoccarda, esiste un mondo per piccoli e grandi eroi: il resort LEGOLAND Deutschland, che nel 2012 ha ricevuto il premio del pubblico di Parkscout come "parco di divertimento più a misura di bambino".
Il cuore del parco di divertimento per famiglie LEGOLAND - grande come 26 campi da calcio - è l'impressionante Miniland. La miniatura in scala 1:20 ricostruisce meticolosamente città e paesaggi d'Europa, utilizzando 25 milioni di mattoncini LEGO reperibili in commercio. Numerosi paesaggi a tema aggiungono divertimento al divertimento, per esempio il paese degli avventurieri, LEGO X-treme, Imagination, LEGO City, Knights Kingdom, il paese dei pirati o anche Little Asia con la novità mondiale dei "Flying Ninjago". La partecipazione attiva è molto incoraggiata a LEGOLAND. Gli inventori possono cimentarsi al LEGO-MINDSTORMS-Center nella creazione e programmazione autonoma di robot LEGO, mentre gli architetti in erba possono provare a costruire grattacieli da capogiro nel centro costruzioni e test. Il mondo subacqueo del centro LEGO Indoor occupa ben 1.000 m² e conduce i visitatori in viaggio alla città sommersa di Atlantide: accanto a veri squali, razze e pesci tropicali, nell'acquario e tutt'intorno a esso sono visibili anche 50 modellini costruiti con più di 1 milione di mattoncini Lego. Poco importa se siete un principiante alle prime armi o un esperto arrampicatore: il percorso acrobatico in altezza offre sei diversi percorsi, con un totale di 42 elementi, per invogliare bambini e adulti a mettere alla prova i propri limiti e le proprie capacità ad altezze fino a 10 metri.
Gli oltre 50 milioni di mattoncini fanno sì che i bambini si possano immedesimare in cavalieri, pirati, inventori, esploratori e architetti. In più ci sono fantastici show dal vivo, emozionanti workshop, un cinema 4D e tanto altro ancora. Il grande "Regno dei Faraoni" di 6.000 m² assicura emozionanti avventure grazie all'attrazione indoor "Tempel X-pedition" in cui i più coraggiosi potranno esplorare in jeep le oscure profondità del tempio alla ricerca interattiva del tesoro nascosto. Ma l'avventura al LEGOLAND continua: chi desidera prolungare il soggiorno può pernottare in una delle 72 case vacanza in vivace stile LEGO nel primo villaggio vacanze LEGOLAND al mondo costruito nelle dirette vicinanze del parco. I nobili cavalieri e le belle dame possono scegliere di alloggiare nelle tende dei cavalieri. Le tende a installazione fissa sono in grado di accogliere da 3 a 6 persone.
www.legoland.de

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"Questo collegamento è frutto della grande richiesta che abbiamo riscontrato in molte città italiane, soprattutto del sud, di avvicinare l’Italia alla Polonia”. E’ quanto ha dichiarato S.E. l’Ambasciatore Tomasz Orlowski, in apertura della conferenza indetta dalle autorità turistiche locali a seguito del nuovo collegamento aereo assicurato dalla Mistral Air da Roma Fiumicino su Bydgoszcz, città del Voivodato Cuiava-Pomerania, situata nel nord della Polonia, fra Torun e Danzica. “Un tipo di collegamento, ha detto ancora l’Ambasciatore che risponde a due grandi sfide: favorire gli scambi economici fra i due Paesi e avvicinare i popoli per superare le crisi che in questo momento stanno affacciandosi nel panorama delle relazioni internazionali. Bydgoszcz è una città di 360 mila abitanti poco conosciuta, ma radicalmente cambiata negli ultimi dieci anni. Oggi si presenta come un centro cosmopolita, con una forte tradizione industriale, ma aperta al turismo. Il nuovo collegamento rappresenta per la città e per la Regione una grande opportunità".
Nutrita la rappresentanza polacca, presentatasi a Roma con delegati del turismo delle città di Bydgoszcz e Torun, le due città maggiormente interessate al collegamento, il rappresentante della regione Cuiava- Pomerania, il Presidente dell’aeroporto , tour operator e strutture ricettive. “L’aeroporto festeggia nel 2016 i suoi primi cento anni. Prima era uno scalo militare e solo da poco si è aperto al traffico commerciale, ha dichiarato il Presidente Tomasz Moraczewski. Oggi collega la città di Bydgoszcz con i principali scali nord-europei (Londra, Copenaghen, Dublino, Stoccolma, Liverpool, Vienna e Berlino) con voli operati principalmente dalla Ryanair. Questo è il primo collegamento regolare con L’Italia. La speranza è che possa essere utilizzato non soltanto dai polacchi che si recano in Italia per motivi di lavoro o per viaggi di fede, ma anche dai turisti italiani che avranno un accesso diretto sulla regione che comprende altre importanti città quali Torun (distante solo 30 minuti di auto o di treno) e Danzica raggiungibile comodamente in neppure due ore e mezzo”.
Il nuovo volo ha preso avvio il 16 giugno scorso e durerà per tutta l’estate, fino a ottobre. “Per la Mistral Air, ha detto il direttore commerciale Mark Camilleri, è l’inizio di una strategia che affianca all’attività charter, fino ad ora attuata in modo quasi esclusivo, quella di linea. Dopo il collegamento con l’Albania e quelli attuati sul fronte interno (Bari, Ancona, Firenze, Perugia, ecc), ci siamo ora lanciati in questa nuova avventura. La rotta è operata due volte la settimana (lunedì e giovedì) con orari a metà giornata in modo da consentire le connessioni sullo scalo romano. Come le autorità polacche, anche noi ci aspettiamo molto da questo nuovo collegamento. L’avvio è stato difficile, ma ora stiamo studiando nuove strategie e nuove formule per far conoscere al grande pubblico questa opportunità”. I prezzi sono davvero concorrenziali (si parla di circa 120 euro a.r.)

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“Nebbia sulla Manica, il Continente è isolato”. Questa espressione, ripetutamente citata in questi giorni per sintetizzare lo spirito ‘anglo’ che ha prodotto la vittoria del Brexit, è senz’altro molto rappresentativa, ma andrebbe, a mio giudizio, colta nelle sue sfumature più profonde. E, per coglierle, bisogna fare riferimento al contesto in cui il voto si è espresso.
Innanzitutto, abbiamo assistito a uno schieramento di forze a favore del ‘remain’ che ha pochi precedenti. Della squadra facevano parte tutti, dicasi tutti, quelli che contano: i rappresentanti delle principali istituzioni straniere, a cominciare dal Presidente Obama; praticamente tutte le testate più autorevoli inglesi, con l’eccezione del neutrale Times (gruppo Murdoch); i vertici della finanza nazionale e internazionale; la maggioranza senza confini del mondo accademico, impegnato a dettagliare le nefaste conseguenze soprattutto economiche e sociali della Brexit. Come umanamente capita, anche nel caso di eventi disumani come l’uccisione della deputata Cox, la potenza di fuoco di questa imponente batteria ha raggiunto il massimo spiegamento.
Va inoltre considerato il rapporto circospetto sempre mantenuto dal regno Unito con l’Europa e che non data certo da oggi. Il continente rappresenta per l’inglese medio (leave o remain non fa differenza) una sorta di gabbia di matti, pronti a litigare per una sciocchezza, complessivamente visti come molto inaffidabili per la difficoltà a raccordarsi su qualsiasi cosa, anche all’interno dei singoli Paesi. L’insularità dell’isola, dato di fatto di per sè inoppugnabile, ha parallelamente generato una serie di ‘sì, però…’ (spesso arbitrari e tirati per i capelli) che hanno prodotto un’unione magari anche integrale su alcuni aspetti normativi, ma mai protesa verso un futuro di unità, prospettiva decisamente aborrita un pò da tutti.
Infine voglio citare una realtà che spesso viene messa in ombra nelle analisi o valutata come semplice elemento di colore. La Gran Bretagna ha da quattro secoli come controparte il mondo intero e con esso è abituata a convivere e spesso a dominare. Oggi Sua Maestà Elisabetta II è tuttora Regina in 15 Paesi oltre il suo, Canada e Australia compresi. E del Commonwealth fanno parte 53 Paesi, cioè quasi tutti quelli di lingua inglese (non gli USA certo), e l’inglese rappresenta non solo un collante solidissimo, ma anche un passepartout imprescindibile per il mantenimento e lo sviluppo delle relazioni in tutto il mondo. Per non parlare infine del dettaglio costituito dai detestati (a parole) e spesso impresentabili ‘paradisi fiscali’: Cayman e Gibilterra sono territori del Regno Unito come il Kent e l’Essex, mentre l’isola di Man è dipendenza personale della Regina. La dimensione storica e attuale del Regno Unito è quindi globale per definizione, realizzata senza aspettare l’Unione.
Non si può peraltro sottovalutare la realtà di un’Europa un pò (troppo) manipolata dalla Germania e incline a concentrarsi su aspetti normativi penetranti per la quotidianità dei singoli in misura che anche altrove viene sempre più contestata e che, quando affronta problemi grossi, come l’ondata migratoria, lo fa senza una visione di insieme e cercando di mettere una pezza all’oggi senza considerare il domani. Anche per questo subdolo tran tran dell’andazzo europeo, il ceto medio, in Inghilterra come un pò dappertutto, dopo aver costituito il nerbo produttivo dei singoli Paesi e il fondamento sinceramente democratico delle loro istituzioni, si trova oggi ad essere impoverito nei redditi, marginalizzato nelle decisioni, sbeffeggiato nei suoi valori: il lavoro non è più essenziale, meglio un sussidio; il voto serve quasi sempre solo a compilare statistiche; la libertà individuale si espande in ogni direzione, ma non prevede più la vecchia privacy o l’aver in tasca più di mille euro.
Penso che questo serva un pò a capire come mai ha vinto il leave e a non bollare le ragioni degli altri come ‘rigurgiti populisti’. Non è il Regno Unito che è uscito dall’Europa, ma è l’Europa che è stata spinta fuori dal Regno Unito. (cv – 160627e1)
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Apre oggi un nuovo, originale 4 stelle a Parigi. Si tratta di OFF, il primo hotel e bar situato direttamente sull’acqua della Senna. Questo albergo galleggiante è “ormeggiato” tra la Rive Gauche e la Rive Droite, vicino alla Gare d’Austerlitz. Dal design ultramoderno, destinato a un pubblico cosmopolita, OFF offre 54 camere, 4 suite, un bar con vista panoramica sulla Senna, una piccola strada privata interna e una marina. La sua realizzazione, curata da Novaxia, è costata circa11 milioni di euro.
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Mentre l’Inghilterra pensa di lasciare l’Unione Europea, i suoi tifosi l’unica cosa che lasciano è il segno del loro passaggio in Francia, in occasione del campionato europeo di calcio.
Marsiglia sabato è rimasta sotto assedio per i tafferugli tra tifosi inglesi, russi e francesi impegnati in una vera e propria guerra.
Sul campo (non di gioco ma di battaglia) sono rimasti molti feriti, trasportati anche in gravi condizioni negli ospedali cittadini. Lanci di bottiglie e scazzottate le cause dei loro danni fisici.
Parafrasando il Barone De Coubertin, l’importante non è più né vincere né partecipare ma creare scompiglio usando lo sport come pretesto.
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Dal 1953 si tiene nella località di Schagen, nel nord dell’Olanda (provincia Noord-Holland) una grande festa folcloristica che si ripete per 10 giovedì a partire dal 30 giugno fino al 1 settembre. L’attrazione principale di questa festa folcloristica è la grande parata a cui partecipano circa 350 cittadini di Schagen, dai neonati agli anziani, tutti rigorosamente in abiti tradizionali, a piedi oppure a bordo di carrozze d’epoca trainate da bellissimi cavalli.
Sono più di 10.000 i visitatori che ogni giovedì vengono attratti da questo unico e affascinante avvenimento.
I 10 giovedì iniziano alle 8:30 quando i volontari si incontrano presso la fattoria-museo “Vreeburg” per legare i cavalli alle carrozze. Nella fucina della fattoria si può inoltre ammirare la ferratura dei cavalli che avviene ancora in maniera tradizionale.
Alle 10:45 ha inizio la parata, che parte dalla stazione di Schagen per terminare nella piazza principale presso la chiesa. Alla parata partecipano i cittadini a bordo di 20 carrozze formando una processione molto suggestiva, in testa alla quale si trova la banda musicale formata dai contadini. Tra i partecipanti della sfilata troviamo una forte presenza di bambini e donne che spingono carrozzine e passeggini anch’essi d’epoca.
Alle 11:30 il presentatore dà il via alle danze d’epoca, accompagnate dalla musica dal vivo, presso la grande chiesa sulla piazza del mercato. Per primo si esibisce il gruppo di danza dei bambini, seguiti dal gruppo di danza degli adulti, i “Westfriesen”. Successivamente i bambini locali si siedono ad una lunga tavolata allestita sulla piazza centrale per partecipare al pranzo in stile contadino tradizionale.
In questa giornata non poteva mancare un tradizionale mercato dove comprare numerosi prodotti tipici locali.
Ogni giovedì è dedicato ad un tema speciale. Vi è per esempio la giornata degli antichi mestieri, che quest’anno avrà luogo il 30 giugno, durante la quale gli anziani artigiani mettono in mostra come si filava la lana, come si realizzavano gli zoccoli e le reti da pesca.
Vi è anche un giovedì dedicato ai costumi antichi, che quest’anno si terrà il 21 luglio, quando gruppi in costume accorrono da tutte le provincie, sfoggiando il loro abbigliamento tipico.
Il tema che attira maggiormente i visitatori è quello dedicato ai bambini che si svolgerà giovedì 11 agosto. Durante questa giornata si organizzano vecchi giochi tradizionali olandesi a cui i bambini possono partecipare gratuitamente.
La cultura folcloristica di Schagen viene mantenuta viva grazie al contributo di circa 600 volontari che ogni settimana fanno rivivere il passato, mostrando quanto sia ancora ricca la loro cultura locale.
www.westfriesefolklore.nl
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Un ‘Trono di Spade’ tutto, o quasi, croato. Sì perché è la Croazia ad ospitare alcune delle location più suggestive della serie tv tratta dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin.
Ripercorrere la lunga la via della vergogna di Cersei, pianificare un colpo di stato nei giardini della Fortezza Rossa, trovarsi nella sala del trono di Daenerys, può essere un’esperienza unica per tutti gli appassionati della serie.
Gli iconici luoghi croati, diventati set di Game of Thrones, hanno contribuito, infatti, secondo l’ente nazionale croato per il turismo, all’aumento degli arrivi dall’Italia (+7% nel 2015), con 1 milione di visitatori in più rispetto al 2014, e un aumento dei pernottamenti (+7%) che hanno superato i 5 milioni.
Tra le ambientazioni celebri della serie tv compaiono le mura della città di Dubrovnik, erette nel XIII secolo e, successivamente, rinforzate e modificate in modo da renderle uno dei più grandi sistemi di fortificazione del Medioevo. Sullo schermo della tv queste si trasformano nelle mura della città di Approdo del Re, che compare in tutte le stagioni. Il rifugio di Daenerys Targaryen è invece il monumento più famoso di Spalato: il palazzo di Diocleziano, oggi patrimonio Unesco. Nella serie tv le sue mura e le cantine diventano i luoghi in cui Daenerys Targaryen tiene i suoi tre draghi. Le ambientazioni esterne di Meereen, la più grande città di schiavisti dove la ‘khaleesi’ rovescia il potere, sono tratte invece dalla Fortezza di Klis, a nord di Spalato, in passato sede di molti re croati.
E ancora, a soli 20 minuti da Dubrovnik, a Trsteno, si trova l’Arboretum di Trsteno, un lussureggiante giardino in cui, nella serie, personaggi come Tyrion, Varys e Margaery Tyrell complottano e tramano passeggiando nei cortili della Fortezza Rossa. Realizzati alla fine del XV secolo, questi giardini costieri hanno una superficie di 25 ettari e rappresentano i più bei giardini architettonici di Dubrovnik.
Come set per l’iconica battaglia delle Acque Nere, dove Stannis Baratheon attacca Approdo del Re per conquistare il trono di Re Joffrey, è stata scelta invece la fortezza di Lovrijenac, un simbolo storico della resistenza di Dubrovnik contro la Repubblica di Venezia.
La strada in cui la regina Cersei compie il ‘cammino della vergogna’ per espiare i propri peccati è, nella realtà, la pittoresca via di Sveti Dominika, all’interno del centro storico di Dubrovnik, dichiarata patrimonio dell’Unesco.
Infine, l’isola di Qarth, dove Daenerys visita il Re delle spezie, prende in prestito lo scenario offerto dall’isola di Lokrum, vicino Dubrovnik, una riserva naturale, abitata da famiglie di pavoni, la cui principale attrazione è il lago Mrtvo More, o Mar Morto, uno specchio d’acqua cristallina e balneare.
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Per celebrare i due secoli e mezzo di vita, il Prater, il grande parco giochi di Vienna, nato sull’antica riserva di caccia imperiale, invita grandi e piccini a scoprire le 250 attrazioni, una per ogni anno della sua storia, aperte per festeggiare l’anniversario.
Nell’aprile del 1766 l’imperatore Giuseppe II regalò la sua riserva di caccia ai viennesi che decisero di trasformarla in un’area dove passeggiare e rilassarsi, con stand e chioschi dove bere vino o birra e mangiare dolci. Nacque così il Prater che si sviluppò ancor di più in occasione dell’Esposizione universale del 1873, quando ospitò spettacoli pirotecnici e concerti; poi nel 1895 venne realizzata l’area ricreativa Venezia a Vienna e due anni dopo, per il 50esimo anniversario della salita al trono dell’imperatore Francesco Giuseppe, venne eretta la ruota panoramica, che presto divenne uno dei simboli della capitale austriaca. Il Prater era per i viennesi un luogo dove svagarsi e passare il tempo, deliziati dai concerti all’aperto, dalle passeggiate in calesse e dai giri in giostra.
Oggi il parco dei divertimenti più amato dai viennesi regala, oltre alla ruota panoramica, giochi tradizionali e tecnologici: dall’autodromo al tiro a segno, dalle montagne russe ai trenini dell’orrore e ai simulatori di volo; per i più piccoli ci sono le giostre, il teatro delle marionette e il trenino nella grotta. La grande attrazione di quest’anno, tuttavia, è l’ottovolante Olympia Looping, il più grande al mondo con i suoi cinque giri della morte: i vagoni sfrecciano per più di mille metri a 100 chilometri all’ora a un’altezza di 32 metri, con un’accelerazione gravitazionale che arriva fino a 5,2 g, cioè 5,2 volte il proprio peso corporeo. Nella piazza della ruota panoramica, inoltre, è stato inaugurato il museo di Madame Tussauds, con 71 statue di cera di celebri personaggi della storia austriaca: l’imperatore Francesco Giuseppe e l’amata principessa Sissi, Wolfgang Amadeus Mozart e Gustav Klimt, oltre ai protagonisti dello spettacolo, dello sport e della politica più recenti.
Al di là dei giochi, il Prater è un enorme parco con viali alberati, giardini e boschi, frequentato per fare jogging, passeggiare e andare in bicicletta, per sdraiarsi sui prati e accanto ai laghetti o semplicemente per sedersi a uno dei tanti chioschi o ai tavolini delle caffetterie e godersi il fresco degli alberi.
I festeggiamenti per le celebrazioni del Prater proseguono in città per tutta l’estate e prevedono mostre, concerti, giochi a tema, sfilate e spettacoli. La rassegna Al Prater! Divertimenti a Vienna dal 1766, allestita fino al 21 agosto nel museo del Prater vicino al Planetario, permette di conoscere nei dettagli attraverso oggetti e stampe d’epoca la storia di quest’area pubblica tanto amata; il museo ebraico dedica fino al 18 settembre la mostra Svago tra il Prater e la città. Le vie del divertimento, mentre nel museo del Circo e dei Clown fino al 31 dicembre è presentata l’esposizione Il mondo meraviglioso del Prater: 250 anni del Prater di Vienna.
Per maggiori informazioni: www.wien.info/it
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1. Clare island Lighthouse, Clew Bay, Contea di Mayo
É sicuramente uno dei luoghi più incantevoli d’Irlanda in cui rifugiarsi. Un tempo rifugio sicuro per i marinai, questo antico faro è stato oggi trasformato in una struttura ricettiva di classe con servizio ristorazione, una splendida vista sul mare in un ambiente naturale e rilassante. Obbligatorio svegliarsi all’alba per godersi lo spettacolo del sorgere del sole sul mare.
www.irelands-blue-book.ie
2. Bubble Domes, Finn Lough, Enniskillen, Contea di Fermanagh
Addormentarsi guardando le stelle senza rinunciare alla comodità di un morbido letto? Basta prenotare una notte nelle Bubble Domes del Finn Lough Resort, delle bolle con pareti di vetro che offrono una vista a 180 gradi sulla foresta in cui sono inserite. All’interno un grande letto, bagno privato e macchina per l’espresso. Per una full immersion - di classe- nella natura!
www.finnlough.com
3. Clissman Horse Caravan, Rathdrum, Contea di Wicklow
Per ali amanti del turismo lento e della natura, un camper alternativo e super ecologico. I camper trainati da cavalli offrono un’esperienza unica a stretto contatto con la natura. Di giorno si percorrono una quindicina di chilometri in circa 4-5 ore (le tratte sono brevi per non affaticare troppo il cavallo) e di notte è possibile sostare presso numerose fattorie, bed & breakfast e pub. Ogni camper può ospitare 4-5 persone e non è necessario avere particolare esperienza con i cavalli: si riceve una breve formazione all’inizio.
www.clissmannhorsecaravans.com
4. Helen’s Tower, Bangor, Contea di Down
I tre piani in pietra della Helen’s Tower potrebbero sembrare usciti direttamente dalle pagine di un libro di fiabe. Le pareti della sala da pranzo rivestite di velluto richiamano alla mente le immagini di Raperonzolo. Dalla cima della torre si gode una vista spettacolare sul paesaggio circostante e si possono addirittura scorgere le coste scozzesi. La torre ospita una camera con letto matrimoniale ed è quindi perfetta per una fuga romantica.
www.irishlandmark.com
5. Rock Slane Glamping, Contea di Meath
Rock Farm Slane comprende un glamping (campeggio di lusso), un centro di attività ecoturistiche e un’azienda agricola. Il campeggio si trova su una bellissima collina di fronte allo Slane Castle ed è racchiuso in un boschetto di alberi che si affaccia su prati e boschi sulla riva nord del fiume Boyne . C’è anche un piccolo negozio che vende carne, uova della fattoria e altri prodotti biologici locali.
rockfarmslane.ie/
6. Castle Leslie Estate, Glaslough, Contea di Monaghan
Questo hotel castello nella contea di Monaghan è immerso nella verde campagna irlandese ed è uno degli ultimi grandi castelli irlandesi ancora di proprietà della famiglia fondatrice. Pieno di carattere e personalità, è il perfetto rifugio rurale e offre una varietà di possibilità di pernottamento e di attività per soddisfare tutti i gusti.
www.castleleslie.com
7. New Forge House, Contea di Armagh
A soli 30 minuti da Belfast, questa country house in stile georgiano ha vinto numerosi premi. La struttura dispone di sei camere da letto ognuna con un design diverso, dove il fascino dell’antico si fonde con i comfort più moderni. New Forge House inoltre offre una colazione leggendaria: la sua Ulster Fry, la colazione tradizionale dell’Irlanda del Nord, è stata infatti giudicata “Best Breakfast in Ireland” agli Irish Breakfast Award del 2014.
www.newforgehouse.com
8. Sandhouse Hotel, Rossnowlagh, Donegal Bay, Contea di Donegal
"Casa di sabbia": il nome di questo hotel non poteva essere più azzeccato. Questa splendida struttura affacciata su un’incantevole spiaggia del Donegal era una volta un lodge di pesca ed è stata oggi trasformata un una bellissima manor house che vanta una delle posizioni più spettacolari in Irlanda, con una vista mozzafiato sulla Baia del Donegal. Se la location del Sandhouse è da sogno, gli interni non sono certo da meno: stanze lussuose e decorate in un raffinato stile country house.
manorhousehotels.com
9. The Loft at St Patricks Hall, Portaferry, Contea di Down
Spazioso loft ricavato dal piano superiore di una ex chiesa a Portaferry, graziosa località sulle sponde dello Strangford Lough, un ampio fiordo marino nella contea di Down, un’area designata di “straordinaria bellezza naturalistica” (AONB, Area of Outstanding Natural Beauty). L’appartamento offre tre camere da letto e uno splendido balcone con vista sullo Strangford Lough.
www.discovernorthernireland.com
10. Cottage irlandesi, Bettystown, Contea di Meath
Sul lungomare di Bettystown, sulla costa orientale dell’Irlanda a soli 25 minuti dall’aeroporto di Dublino si trovano sei tipici cottage irlandesi con il tetto di paglia, ideali per una rilassante vacanza in famiglia.Ogni cottage è stato ristrutturato con cura dai proprietari e oltre ad essere circondato da un rigoglioso giardino, offre anche una vista sul mare strepitosa.
www.cottages-ireland.com
www.irlanda.com
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Il 1° giugno verrà inaugurata la galleria di base del San Gottardo, alla presenza delle autorità politiche, che entrerà in funzione a fine 2016. È un’opera di ingegneria ferroviaria senza pari che renderà ancora più veloce e confortevole il viaggio in treno da Milano a Lucerna e Zurigo.
17 anni dopo l’inizio dei lavori, la galleria di base del San Gottardo entrerà in funzione l’11 dicembre del 2016. Il tunnel ferroviario è un capolavoro tecnico che batte ogni record, con 57 chilometri di lunghezza e fino a 2.300 metri di profondità all’interno della montagna. Collega Bodio (in Ticino) a Erstfeld (Canton Uri) in soli 20 minuti. Grazie alla sua velocità, resta più tempo per godersi le vacanze.
All’epoca, il mondo e l’Europa si stupirono non poco della capacità progettuale della Svizzera: quando, nel 1882, entrò in funzione la tratta ferroviaria del San Gottardo, il turismo elvetico subì una forte impennata.
All’improvviso, il nord fu collegato al sud tramite una straordinaria tratta panoramica, che allora era considerata già un capolavoro. Attraversando 205 ponti e sette tunnel elicoidali, il treno si arrampica da 470 a 1.100 metri, per poi ridiscendere e superare il massiccio del San Gottardo. Ancora oggi bellissime e leggendarie sono le gallerie elicoidali che circondano la Chiesa di Wassen.
Anche la galleria di base conferma lo spirito pionieristico che anima le grandi opere svizzere. Nel 1992 i cittadini svizzeri, tramite referendum, si sono espressi a favore della realizzazione della nuova trasversale alpina e, di conseguenza, di una mobilità sostenibile.
Prima che il traffico regolare entri in funzione attraverso la galleria di base del Gottardo, a partire dall’11 dicembre 2016, le Ferrovie Svizzere (FFS) danno la possibilità di vivere un’esperienza unica: ammirare il massiccio del San Gottardo dall’interno. Dal 2 agosto al 27 novembre 2016, circola il treno speciale Gottardino: i passeggeri potranno arrivare a profondità da record e fare una fermata presso la stazione multifunzionale di Sedrun. Qui, 800 metri sottoterra, una visita guidata illustrerà il gigantesco sistema di cunicoli. Un’occasione da non perdere visto che, quando i treni sfrecceranno ad alta velocità attraverso la
galleria, non sarà più possibile fermarsi al suo interno.
http://www.swisstravelsystem.com/it/home/highlights-it/galleria-di-base-del-sangottardo.html
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A partire da giugno, il nuovo Tourist Tram collegherà il centro de L’Aia con la spiaggia di Scheveningen, utilizzando vetture storiche. La particolarità del servizio risiede nel fatto che si tratterà di un circuito “hop-on hop-off”, ovvero che permetterà ai turisti di utilizzare il tram, scendendo e salendo a una delle 16 fermate, a piacere, per uno o più giorni. Questo farà sì che L’Aja possa offrire un servizio simile a quello già disponibile in città come San Francisco, Melbourne e Lisbona.
Il Tourist Tram è un tipico tram de L’Aja: color crema con grandi righe verdi, proprio come quelli che servivano la città olandese negli anni ’50. Sono previste corse ogni 30 minuti tra le 9.30 e le 17.30, 7 giorni su 7 (domeniche e festività incluse), per tutto il periodo estivo. Il percorso che parte dal centro de l’Aia e porta alla vicina spiaggia di Scheveningen tocca molte attrazioni turistiche della città (il futuro Museum Quarter vicino a Lange Voorhout, il Peace Palace e lo storico hotel Kurhaus affacciato sul mare. Sulla via del ritorno il tram passa dalla International Zone e dal museo Gemeentemuseum). Un audio tour in più lingue descriverà tutte le attrazioni lungo il percorso.
www.denhaag.com/en/location/45872/tourist-tram-the-hague
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Il Louvre si conferma re dei musei del mondo, anche se un po' più mestamente del solito visto che perde 660 mila visitatori nel 2015. Ma è tutta Parigi che paga lo scotto al terrorismo, con il Centre Pompidou che precipita e i musei della Ville Lumière che complessivamente perdono il 5%. E così terrorismo e paura lasciano la loro traccia anche sulla classifica annuale stilata da The Art Newspaper che raggruppa i 100 musei più gettonati del mondo che complessivamente perdono quest'anno 8 milioni di visitatori.
Un quadro a luci e ombre che vede però l'Italia in controtendenza: i Musei Vaticani sfondano il muro dei 6 milioni di visitatori e si piazzano al quarto posto, scavalcando la National Gallery di Londra, in flessione.
Se in Francia va male, il quadro è meno fosco in Gran Bretagna, dove il British, eterno secondo nella blasonata classifica, cresce dell'1,9%. Come pure cresce il Met di New York, che quest'anno si riprende il terzo posto del podio.
In Spagna si registra l'exploit del Reina Sofia, che guadagna addirittura il 20% rispetto al 2014. Un segnale di speranza si fa strada per la Grecia, dove il Museo dell'Acropoli ad Atene sale dal 40 al 36esimo posto.
In particolare, fa notare il Giornale dell'Arte, sembrano crescere di più (complessivamente del +14%) i musei che hanno investito su ampliamenti e nuove architetture. E' il caso del Los Angeles County Museum of Art (Lacma), che deve un suo ritrovato successo agli ampliamenti progettati nel 2008 da Renzo Piano e che ora ci riprova affidandosi a Peter Zumthor.
Ma anche del Perez Museum di Miami, che ha enormemente aumentato il suo appeal grazie alla nuova sede affacciata sul mare firmata Herzog & deMeuron (dai 55 mila del 2007 ai 315 mila del 2014). Qualche volta l'appeal scema con il passare della novità, ma non sempre se si guarda al Palais de Tokyo di Parigi, che dal giorno della riapertura, nel 2012, continua ad aumentare il suo pubblico.
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In occasione del 211^ anniversario dalla nascita del celebre favolista, la città di Odense ha annunciato il progetto della nuova Casa di Hans Christian Andersen a Odense: in collaborazione con gli architetti di Cornelius+Vöge, gli architetti paesaggisti di MASU Planning e gli ingegneri di Eduard Troelsgård, Kengo Kuma and Associates ha vinto il concorso per la progettazione del Museo Hans Christian Andersen, museo che ruota intorno al mondo delle fiabe. Kengo Kuma ha sbaragliato la concorrenza di importanti studi internazionali come Barozzi Veiga e Snøhetta, e gli architetti danesi della BIG (Bjarke Ingels Group), che hanno preso parte alla gara.
La proposta di Kengo Kuma e dei suoi partner danesi ha catturato l'attenzione del sindaco di Odense, Anker Boye, presidente della giuria, che ha dichiarato: “Abbiamo trovato un progetto vincente davvero unico. Il fatto che Kengo Kuma venga dal Giappone dimostra semplicemente che a volte bisogna andare all'estero per ritrovare casa. La sua proposta è di una qualità senza uguali: è in grado di catturare l'essenza di Hans Christian Andersen e di Odense e si equilibra perfettamente a livello internazionale e locale. È un progetto che riesco a immaginare possibile solo qui a Odense. Ma al tempo stesso, va oltre il dato locale e nazionale. È internazionalmente "Odenseano".
Il progetto gioca un ruolo importante nei cambiamenti radicali attualmente in corso nel centro cittadino di Odense, in particolare la chiusura dell'arteria principale Thomas B. Thriges Gade.
Precedentemente, la strada attraversava tutta la città e fa ora parte dei 9.000 mq della zona coinvolta nel progetto, che include – oltre all'area circostante il Museo Hans Christian Andersen – il Centro Culturale per Bambini The Tinderbox e il parco Lotzes Have. Basandosi sul mondo fiabesco dello scrittore e affiancato da incantevoli giardini, il progetto unisce il Museo Hans Christian Andersen e il Centro Culturale per Bambini The Tinderbox nella stessa attrazione, drasticamente ampliata. L'edificio stesso avrà una superficie di 5.600 mq, due terzi dei quali saranno sotterranei per creare un giardino magico nel centro di Odense che sia il più grande possibile.
Oltre a questa competizione, si è precedentemente svolta un'altra gara per un progetto combinato di exhibit design legato alla visione del mondo di Hans Christian Andersen: la competizione è stata vinta dal gruppo britannico Event Communications il cui progetto è stato una delle basi della proposta di Kengo Kuma.
Questo insolito procedimento in cui un exhibit design è alle basi dello sviluppo architettonico è uno dei punti di forza del progetto, secondo Jane Jegind, assessore di Odense per gli Affari Urbani e Culturali. Profondamente coinvolta nel progetto, sia in qualità di membro della giuria per la gara da poco conclusa, sia in virtù del suo ruolo alla presidenza di Odense City Museums (che include il Museo Hans Christian Andersen) ha affermato: “Nella pianificazione del progetto, per noi era fondamentale che il giardino, l'edificio e l'exhibit design fossero considerati come un insieme interconnesso in grado di catturare l'essenza di Andersen e al tempo stesso di far emergere quello della Città di Odense. Questo è un altro dei motivi per cui è stato geniale essere riusciti a trovare un progetto così ben integrato e ideato, che è sia ingegno sia magia. Kengo Kuma e i partner danesi Cornelius+Vöge e MASU Planning hanno creato l'ambiente ideale per la futura presentazione di Hans Christian Andersen, concentrandosi maggiormente sul suo universo incantato più che sulla sua vita personale.
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Una notte tra 35 squali in una camera sommersa nell'acquario di Parigi: è l'ultima proposta messa in palio da Airbnb per le notti dell'11, 12 e 13 aprile. Per partecipare al concorso, occorre accedere al proprio account Airbnb entro le 23.59 di domenica 3 aprile e scrivere un messaggio dai 50 ai 550 caratteri in cui spiegare il motivo per cui si desidera trascorrere una “notte con gli squali”.
La singolare stanza da letto è immersa in una vasca di oltre tre milioni di litri d'acqua, in un acquario di 10 metri di profondità e dove l'unica cosa che separa gli ospiti dai maestosi squali è una parete trasparente con vista a 360 gradi. Tre fortunati, accompagnati da un ospite, trascorreranno una notte ciascuno nella camera da letto sott'acqua. Saranno accolti e accompagnati dal padrone di casa, Fred Buyle, apneista record mondiale, fotografo subacqueo e ambientalista.
Progettata specificamente e testata nel mare Mediterraneo, la camera da letto sottomarina vivrà anche dopo la partenza degli ospiti Airbnb, come zona studio per i biologi. "Siamo entusiasti di essere il primo acquario al mondo a offrire questa opportunità per le persone che non saranno più semplicemente visitatori, ma avranno una vera esperienza 'immersiva'", ha dichiarato Alexis L. Powilewicz, ceo dell'Acquario di Parigi.
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Nel cantone svizzero San Gallo sono tutti pazzi per Heidi: arrivano il parco e due hotel a tema. La località alpina di Tannenboden, a circa 1.350 metri nella parte sudorientale del Walensee, ha deciso di investire in un progetto turistico dedicato alla pastorella svizzera più famosa del mondo. L’idea però non è di fare concorrenza al ‘vero’ paese di Heidi (Maienfeld, GR), distante una trentina di chilometri, che già attira circa 70 mila visitatori all’anno. Bensì di sfruttarne la sinergia. Almeno fino al 2029, anno in cui scade la licenza per il nome “Paese di Heidi”.
Pertanto oltre al parco divertimenti e i due alberghi da 180 posti letto verrà costruito un parcheggio sotterraneo di 400 posti e verranno potenziati gli impianti di risalita di Flumserberg, che così sarà in grado di trasportare fino a 4.000 persone all’ora. Il tutto per un investimento totale di 100 milioni di franchi.
Il progetto, che dovrebbe concludersi entro l’estate del 2018, potrebbe attirare circa 200 mila turisti supplementari all’anno. Nel 2015, dei 35,6 milioni di pernottamenti negli alberghi svizzeri, 1 milione è stato registrato nel canton San Gallo. Ma in realtà sono due anni che la zona soffre di una tendenza negativa, con un calo dei pernottamenti dal 2014 al 2015 pari al 6%, il peggior risultato dal 1992. E il progetto Heidi dovrebbe rilanciare il turismo locale e farlo uscire dalla crisi. Così almeno la pensa Heidiland Tourismus, con sede a Bad Ragaz (SG), che riunisce 17 comuni e si occupa del marketing sia per Maienfeld sia per il Flumserberg.
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Il centro di Utrecht è suddiviso in cinque quartieri, ciascuno con il proprio fascino, con una vasta scelta di negozi e luoghi caratteristici tutti da scoprire. Qui si può vivere la città dal punto di vista degli abitanti, che spesso si incontrano nelle accoglienti stradine per un aperitivo in compagnia. Potete trovare locali con terrazzo, boutique esclusive e svariati tipi di sistemazioni per il vostro soggiorno. Le caratteristiche viuzze fanno inoltre spesso da cornice per eventi sorprendenti.
Siete curiosi di scoprire cosa vi aspetta in questi quartieri? Di seguito le nostre proposte per vivere al meglio la città.
Museumkwartier (quartiere dei musei) – un pezzo di storia
Camminando verso sud lungo l’Oudegracht, giungete al Museumkwartier. Sulle sue vie si affacciano case in stile medievale e cortili nascosti. Qui si possono trovare i musei più famosi di Utrecht.
Se si vuole fare un po’ di shopping, molto consigliata è la Twijnstraat, la via più bella della città. Questo è il posto giusto se si è alla ricerca di specialità culinarie, supermercati bio, winebar molto trendy e numerosi ristoranti. Il cuore pulsante del Museumkwartier è Ledig Erf, un’accogliente piazzetta circondata da pub, dalle più belle terrazze di Utrecht e dal centro cinematografico e culturale Louis Hartlooper Complex.
Domkwartier – il cuore pulsante della città
Nel cuore di Utrecht si trova lo storico Domkwartier (quartiere del Duomo), che offre davvero molto da vedere. Al DOMunder è possibile scendere sotto la piazza del duomo ‘Domplein’, per scoprire una grande raccolta di reperti archeologici. Un’altra esperienza molto consigliata è la salita dei 465 scalini che portano alla sommità della torre del duomo ‘Domtoren’, la torre del duomo, dove vi aspetta una vista mozzafiato su tutta la città.
Intorno alla piazza del duomo si trovano numerosi monumenti, chiostri e stradine storiche. Lungo la Zadelstraat si possono sbirciare le vetrine di boutique esclusive, e qual è il luogo migliore per concludere la giornata, se non nel cuore di Utrecht? Sulla Domplein, ‘t Wed e la Mariaplaats ci sono tantissimi ristoranti dall’atmosfera unica, frequentatissimi dagli abitanti che amano incontrarsi con gli amici e trascorrere la serata in compagnia.
Universiteitskwartier – frizzante e attraente
L’Universiteitsqwartier 8quartiere universitario) è molto frequentato e pieno di vita. Bar, tavolini all’aperto con ristoranti pieni di studenti e giovani creativi, e nei pub sulla Nobelstraat e il Janskerkhof è festa ogni giorno.
Al sabato, nella piazza, troverete il coloratissimo mercato dei fiori, mentre, qualche metro un po’ più in là, il famosissimo mercato dei tessuti di Utrecht offre stoffe di qualità a prezzi modici. Per lo shopping sono molto consigliate la Voorstraat e la Biltstraat, per trovare abbigliamento vintage e creazioni di giovani stilisti. Infine, qui potete concedervi una pausa nei migliori ristoranti della città.
Vredenburgkwartier – l’anima dello shopping
Avente intenzione di fare shopping sfrenato a Utrecht? Eccovi nel posto giusto. Con una vasta scelta di botteghe, negozi specializzati, supermercati, è quasi impossibile lasciare la città a mani vuote. La centrale piazza Vredenburgplein si trasforma tre volte a settimana in un vivace mercato, dove poter acquistare pesce fresco, verdura, frutta, formaggio e stroopwafels (biscotti al caramello) ancora caldi.
E dopo una faticosa giornata di compere, si può concludere in bellezza in un accogliente caffè o al ristorante. Se scendete le scale e raggiungete le banchine, oppure svoltate in uno de tanti vicoli romantici, troverete sicuramente un locale pronto ad accogliervi per un aperitivo o una cena. Il nostro consiglio è di recarvi nella Drieharingstraat, tra Vredenburg e l’Oudegracht. Dalle tapas al sushi, dagli hamburger alla pasta: qui ne troverete di tutti i gusti per soddisfare qualsiasi palato.
Stadhuiskwartier – il segreto di Utrecht
Nello splendido Stadhuiskwartier si trova la più vasta offerta in termini di shopping e sistemazioni. Gli abitanti lo definiscono il quartiere che ben custodisce segretamente tanti negozi. Dietro le facciate caratteristiche infatti, si nascondono boutique ricche di stile. Qui si possono trovare capi esclusivi, gioielli unici e accessori favolosi, oltre a rari oggetti di design e squisite specialità culinarie.
Non mancano naturalmente locali e ristornati accoglienti, in grado di offrire cucina contemporanea e piatti tradizionali. Nelle strade secondarie si trovano caffé dall’aspetto molto trendy, winebar e terrazze all’aperto adatte anche per una breve pausa. E non dimenticate di dare un’occhiata alla piazza De Neude, il centralissimo luogo di incontro della città: potrebbe esserci un evento sorprendente.
Maliekwartier
Il Maliekwartier è costituito dalla Nachtegaalstraat da un lato, la Burgemeester Reigerstraat dall’altro e dalla Maliebaan nel centro. Insieme costituiscono il collegamento tra la zona orientale della città e il centro storico, e sono un’ottima alternativa per lo shopping. Oltre ai negozi per le spese quotidiane, preparatevi a scoprire botteghe uniche che non troverete così facilmente da nessun’altra parte.
www.visit-utrecht.com
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Il comune di Valencia, da un anno guidato da una giunta vicina a Podemos, ha modificato i personaggi stilizzati dei semafori 'mettendo loro la gonna'. La città spagnola ha deciso di cambiare una ventina di incroci del centro con questa nuova simbologia. ''Vogliamo dare visibilità alle donne quando costruiamo le città - ha spiegato Isabel Lozano, consigliera per la parità, a El Pais online - affinché l'universalità non sia rappresentata solo da figure maschili''
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Celata tra colline e boschi nell’interno della Dalmazia settentrionale, quasi al confine con la Bosnia Erzegovina, si nasconde una delle più preziose perle naturali della Croazia e dell’intera penisola balcanica, il parco nazionale del laghi di Plitvice.
Si tratta di uno spettacolare complesso di 16 laghi e laghetti di varie dimensioni, (il maggiore è lungo 4 km), collegati tra di loro da una serie innumerevole di cascate e cascatelle su un dislivello totale di 130 metri.
Plitvice si trova in un tratto sperduto di una straordinaria vallata di 8 chilometri, tra boschi di faggi, pini, aceri, abeti bianchi, salici, ontani, sorbi, carpini e frassini capaci di offrire riparo ad una fauna altrove ormai rara come orsi, lupi, gatti selvatici, cervi, cinghiali, puzzole, martore, lepri, volpi e tassi, nonché un gran numero di uccelli acquatici e silvani come gufi, cuculi, falchi, martin pescatore, aironi, anatre selvatiche, fino alle rare cicogne nere. La vegetazione annovera persino piante carnivore e orchidee selvatiche e, tra gli insetti, bellissime farfalle.
I laghi, alimentati da due torrenti e da sorgenti sotterranee, variano di colore a seconda del mutare della luce, passando dal turchese al verde giada, fino al blu, colori tanto intensi da sembrare finti, con acque sempre incredibilmente limpide e trasparenti fino ad una profondità massima di 46 metri: tra l’altro,nessuno specchio si presenta uguale all’altro.
Il tutto è ammirabile grazie a passerelle di legno, per una lunghezza di 28 km, che sovrastano ruscelli impetuosi o attraversano stagni tranquilli, zigzagando tra alberi sommersi e boschetti di piante rigogliose.
A Plitvice si ha spesso la sensazione di camminare sull’acqua, ascoltando ovunque il rumore ora lieve di un ruscello che scorre placido, ora forte di cascata che precipita fino ad un massimo di 78 metri, (tra l’altro, la più alta della Croazia).
Il parco non offre però soltanto maestosi scenari naturali, ma costituisce uno straordinario esempio biodinamico in continua evoluzione, un laboratorio didattico di fenomeno carsico alla luce del sole.
L’acqua acida per la presenza di vegetazione, tende infatti a sciogliere il carbonato di calcio contenuto nella roccia calcarea e questo minerale, trasformato al contatto con l’aria in bicarbonato di calcio, (un po’quello che succede con le concrezioni nelle grotte), tende a depositarsi sulla vegetazione con cui entra in contatto, soprattutto muschi, dando così vita a novella roccia di travertino.
Si calcola che questo processo, in atto almeno dalla fine dell’ultima glaciazione, crei nuovi strati di roccia che si accrescono per uno spessore fino a 3 cm all’anno: un paesaggio dunque in perenne trasformazione, una singolare interazione tra acqua, roccia e vegetazione.
Questa straordinaria peculiarità geologica, capace di richiamare ogni anno oltre un milione di visitatori, fece sorgere una società di tutela ambientale già nel 1893: poi, nel 1949 divenne il primo parco nazionale della Croazia e trent’anni dopo entrò a far parte dei siti protetti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.
Plitvice si trova a 140 km da Zagreb/Zagabria, a 155 da Zadar/Zara e a 262 da Trieste. Pur utilizzando il battello e il servizio navetta esistenti, per percorrere i 18 km del percorso del parco, occorre preventivare almeno un’intera giornata, anche perché alba e tramonto rappresentano due momenti imperdibili per i diversi giochi di luce; conviene quindi pernottare in loco almeno una notte, considerando che il biglietto di ingresso vale per più giorni: superflua invece, una guida.
Plitvice risulta visitabile tutto l’anno, ma i periodi migliori per accedervi sono la primavera, quando le cascate si presentano gonfie d’acqua e l’autunno, per i colori della vegetazione, mentre in estate si accentra un gran numero di visitatori.
Tra le cose rimarchevoli da visitare nei dintorni: 15 km a nord, le grotte turistiche di Barac, che hanno offerto ospitalità agli orsi delle caverne ed all’uomo in epoca preistorica.
E poi Rastoki, 30 km a nord, un pesino pieno di fascino con casette in legno su uno strapiombo con cascatelle analoghe a Plitvice e infine Gospic, dove è possibile visitare la casa natale e il centro memoriale di Nikola Tesia, una delle menti più geniali del mondo moderno, l’uomo che ha portato l’elettricità nelle nostre case e ha inventato la tecnologia senza fili.
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