- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 481
Da sabato 21 marzo a domenica 21 giugno 2015 Palermo ospiterà la mostra “Via Crucis. La pasión de Cristo” di Fernando Botero. Dopo le esposizioni di New York, Lisbona e Panama, la mostra (costituita da 27 dipinti ad olio e 34 disegni) sarà l’unica tappa italiana. Ma se l’evento potrebbe rivelarsi una grande occasione per il turismo culturale del capoluogo, i tour operator mostrano segnali di disapprovazione.
Il cda della Fondazione Federico II, che organizza la mostra, ha infatti deliberato l’unificazione del biglietto d’ingresso al Complesso Monumentale Palazzo Reale con quello della Mostra. “I visitatori saranno così costretti a pagare la mostra anche se non hanno il tempo per vederla o non vogliono proprio vederla – sottolinea Giovanni Masaniello, guida turistica Palermo e Trapani – e il costo a secondo del giorno varia da 10 a 12 euro, ovvero con un aumento di circa il 41%. IN pratica il biglietto d’ingresso costerà quanto al Louvre”.
In una nota, invece, la Fondazione Federico II spiega il motivo di questa decisione. “Non vi sfuggirà il valore dell’evento espositivo che, non a caso, visti i suoi contenuti, coinciderà anche con il periodo pasquale. Siamo, quindi, certi che cogliate anche il senso della scelta di modificare il costo della visita al complesso monumentale, trattandosi della mostra di uno degli artisti viventi più noti ed apprezzati in tutto il mondo”.
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 529
Da giovedì 12 a domenica 15 febbraio 2015 torna il Carnevale Rinascimentale ad animare i palazzi della Corte Estense e del centro storico di Ferrara (patrimonio dell’umanità UNESCO). Come in un viaggio nel tempo, i visitatori si immergono nel mondo delle feste da ballo e dei banchetti dei duchi, dei duelli e dei tornei cavallereschi, degli spettacoli e degli sfarzi.
Le atmosfere del Carnevale, che gli Estensi usavano celebrare nel Quattrocento e nel Cinquecento, saranno rievocate attraverso la figura di Anna Sforza, sorella del duca di Milano, andata in sposa ad Alfonso I d’Este (che diverrà duca della città dal 1505 al 1534) erede di quell’Ercole I che aveva fatto di Ferrara uno dei più importanti centri culturali europei. La principessa milanese è stata scelta dalla Commissione cultura dell’Ente Palio in occasione delle iniziative di Expo 2015. Il 12 febbraio 1491 Anna fece il suo ingresso nella capitale dei territori estensi. I cronisti del tempo la descrivono come donna colta e molto bella, occhi neri e sopracciglia ben profilate. La festa del suo arrivo in città sarà riproposto a Ferrara tra maschere rinascimentali, spettacoli e danze, giochi di fuoco e sbandieratori, nel giorno più romantico dell’anno: sabato 14 febbraio.
Ma per tutto il fine settimana, a partire da giovedì grasso, Ferrara sarà un tripudio di feste in costume negli edifici storici, visite animate alla scoperta dei tanti luoghi magici della città, di banchetti con piatti tipici dell’epoca – cappellacci di zucca, pasticcio ferrarese, ciambella “brazadela” - e di rappresentazioni del teatro classico. Non mancheranno eventi e laboratori per bambini nei musei, così come le conferenze a tema, le mostre e i concerti di musica rinascimentale, mentre i musei saranno aperti gratuitamente al pubblico sia sabato che domenica.
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 556
Ma Martano è famosa al mondo per l’amaro dei Monaci Cistercensi, che vivono nel convento poco lontano dal paese. Sono un punto di riferimento spirituale per tutta la provincia e producono, come tradizione comanda con 20 erbe l’Amaro San Bernardo da un’antica ricetta del ‘700 che viene dall’Abbazia di Casamari e Gocce imperiali (90° vol.), che venne ideata nel 1766 da fra Eutimio nell’Abbazia di Casamari. In convento si può ammirare una ricchissima biblioteca, una pinacoteca e un piccolo museo (foto in alto), frutto di una donazione ad opera del giudice Michele Paone, cultore di arte e tradizioni salentine, oggi scomparso.
www.cistercensimartano.com
Non deve quindi stupire se la loro arte di coltivare ed estrarre il meglio dalle erbe officinali ha affascinato un giovane imprenditore, Domenico Scordari (foto a fianco), che in appena 25 anni di attività, ha realizzato una grande azienda di dermo cosmesi biologica Naturalis, all’avanguardia nella ricerca e nell’estrazione di prodotti cosmetici dall’aloe. (foto sopra e a sinistra)
Oggi Naturalis, marchio di Natura&Benessere, è anche un bio resort di grande fascino, circondato dalle piantagioni di aloe, da un vigneto e un uliveto e impreziosito da una piscina depurata biologicamente e da una Spa.
www.naturalisbioresort.com
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 989
“Un sentiero da percorrere in punta di piedi, dove si può fare la conoscenza dello Gnomo Gnogno o del Saggio del Bosco, incontrare a tu per tu il famigerato Homo Salvadego e il suo bizzarro asinello, provare la paura di perdersi nel labirinto dei tronchi morti o la rassicurante sensazione di essere accolti nel grembo di Madre Terra” così lo scultore bergamasco Alessandro Cortinovis ha definito uno dei luoghi più magici del territorio lariano, che lui stesso ha contribuito a creare con la sua fantasia e la sua abilità artistica.
Il “sentiero dello spirito del bosco”, immerso nella foresta dei Corni di Canzo (CO), famosa per la sua bellezza e la ricchezza della sua biodiversità, non è semplicemente un percorso che porta a godere di uno di panorami più belli di tutto il comasco, ma è soprattutto un’occasione per immergersi in un mondo di fate, gnomi, animali fantastici ricavati dai tronchi senza vita di un bosco magico e dal fascino unico.
Inaugurato il 21 giugno del 2008 e realizzato dall’ERSAF, l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, il sentiero collega il Primo Alpe (725 m) al Terzo Alpe (800 m), seguendo un percorso che va dai 25 ai 45 minuti, un tempo variabile a seconda delle soste impiegate per “scovare” le misteriose creature intagliate nel legno e a cui si deve aggiungere quello che dalla località Gajum di Canzo porta alla fontana di Prim’Alpe, di circa 30 minuti.
Cercate parcheggio nell’area del Piazzale Giovanni XXI o in via Monte Rai e preparatevi a attraversare torrenti, scale di legno e improvvise curve tra i rami per scorgere gli “spiriti del bosco” che vi osserveranno seminascosti dalla foresta.
Un’alternativa per chi parte da Milano è prendere il treno per Canzo, scendere al capolinea, e raggiungere il bosco “magico” con una passeggiata di circa un’ora.
Al culmine della passeggiata, un “labirinto” di tronchi vi terrà impegnati per trovare la via che porta al rifugio di Terz’Alpe, luogo ideale per riposare e godere del bellissimo panorama dei Corni di Canzo. La foresta che racchiude il sentiero è infatti collocata nel cuore del Triangolo Lariano, sul versante destro della Val Ravella, a sua volta affacciata sul ramo lecchese del lago di Como e sull’Alta Pianura Lombarda.
Le sculture di Cortinovis - il Saggio del Bosco, la Salamandra, l'Homo Salvadego, gli Spiriti Canterini - sembrano aver ridato nuova vita alla foresta che, dal 2008 ad oggi, è in continuo cambiamento. Nuove creature si aggiungono infatti ogni anno a quelle che già popolano il bosco (nel 2012, durante un happening artistico, altri 15 scultori hanno arricchito il percorso con nuove creazioni), mantenendo immutato il fascino del luogo anche per chi lo ha già visitato.
Adatto soprattutto ai bambini, il sentiero sembra studiato per portare chiunque a perdersi nella magia della foresta, a cominciare dalle simpatiche indicazioni con dicitura “per di qua” o “per di là”, fino ad arrivare alle sculture stesse, posizionate ovunque e volutamente celate al primo sguardo.
Una passeggiata di grande interesse (la via del ritorno porta a un Sentiero Geologico, con vari cartelli che spiegano la costituzione geologica della zona), ma soprattutto un modo per abbandonarsi all’immaginazione e, citando ancora una volta le parole di Alessandro Cortinovis, per “trovare la soglia da attraversare per incontrare nuovamente il bimbo spesso dimenticato che c’è in noi, la nostra fantasia”.
Marco Besana
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 616
“Inviterò i miei uffici a vagliare il vostro progetto ed a formulare proposte in merito ad un suo possibile ins
erimento nel programma di azioni che andrà a delinearsi”. È quanto ha comunicato l’Assessore al Turismo della Regione Campania, Pasquale Sommese, al Presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, Massimo Tedeschi, che ha organizzato a San Salvatore Telesino (Benevento) insieme ad Antonio Ciabrelli, Presidente del GAL (Gruppo di Azione Locale) Titerno, una convention sulla ‘Via Francigena del Sud’, che da Roma porterà i pellegrini a Brindisi. All’iniziativa hanno preso parte i dirigenti delle Regioni Campania, Lazio, Puglia, Molise e Basilicata, accolti nell’Abbazia Benedettina dal sindaco di San Salvatore Telesino, Fabio Romano.
La risposta di Sommese fa seguito alle sollecitazioni giunte proprio alla giunta regionale campana da parte dell’Associazione nazionale delle Vie Francigene e del Gal Titerno in merito al “silenzio della Regione Campania che rischia di lasciare fuori dall’importante percorso le aree interne come le province di Avellino, Benevento e Caserta”. “La Regione Campania - ha fatto sapere Sommese - occupa una posizione nodale e strategica nello sviluppo di questo segmento dell’itinerario e di certo l’individuazione e la definizione nei suoi territori dei relativi cammini può essere una valida occasione di messa in evidenza delle eccellenze culturali, ambientali e turistiche che la caratterizzano. La nuova programmazione dei Fondi Europei 2014-2020 - ha aggiunto Sommese - può essere l’occasione per la definizione del tracciato campano dell’itinerario”.
Anche l’assessore regionale all’Agricoltura della Campania, Daniela Nugnes, ha confermato l’interesse per il progetto, sottolineando che già nella programmazione dei PSR 2007-2013 la Giunta regionale “ha stanziato 600mila euro per i Gal della Campania interessati all’itinerario della Via Francigena”. “Ci sono migliaia di persone - ha detto nel suo intervento il presidente Massimo Tedeschi - che hanno camminato verso Santiago e che ora si stanno riversando sulla via Francigena, in particolare verso Roma e la Puglia. Penso che per l’economia delle regioni del Mezzogiorno intercettare questo flusso di turisti e pellegrini sia importante”. Soddisfatto dell’esito dell’incontro si è detto il presidente Ciabrelli il quale, in chiusura, ha ribadito “l’importanza di non restare esclusi dall’importante percorso della “Via Francigena del Sud’. MI auguro che quanto prima la Regione Campania definisca ed ufficializzi gli itinerari campani che devono entrare a far parte a pieno titolo del percorso che da Roma porta a Brindisi”
.
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 892
Poche città in Italia hanno subìto negli anni una così profonda metamorfosi come Bologna che, da città d’acqua, si è via via trasformata nel tempo in una città ’terrestre’. Nessuno, oggi, visitandola, potrebbe pensare che nei secoli scorsi fosse conosciuta come la piccola Venezia. Girando per Bologna e per tante altre cittadine della provincia riesce difficilissimo immaginare che sino ad un centinaio di anni fa le principali vie di collegamento erano costituite dall’acqua. Per riscoprire oggi quel glorioso passato pressoché sconosciuto, l’Associazione culturale no profit Amici delle vie d’Acqua e dei Sotterranei di Bologna organizza visite guidate nei sotterranei cittadini, al fine di raccogliere fondi da reimpiegare in seguito per il recupero e la salvaguardia degli stessi.
Costituita nel luglio del 1998 su iniziativa di un gruppo di appassionati e mossa dal forte desiderio di non disperdere quest’immenso patrimonio culturale ed architettonico connesso all’acqua, Amici delle vie d’Acqua ha trasformato luoghi recuperati dopo secoli di abbandono in mete di grande richiamo turistico.
Lasciandosi guidare dall’associazione è possibile scoprire che sotto chilometri di portici si cela un fitto dedalo di cunicoli, di gallerie, di sotterranei che, come un’immensa ragnatela, avvolgono la città Felsinea, senza incrociarsi mai. E fino al secolo scorso c’erano persino i porti. Bologna era infatti collegata, grazie al canale Navile, con Ferrara, e da qui tramite il Po, si poteva raggiungere il mare aperto, ma anche Ravenna, Modena e altre città padane.
Attualmente le visite si effettuano in date concordate con il Comune e sono consultabili sul sito dell’associazione, ma il sogno condiviso è quello di far riaprire la navigazione da Bologna verso il mare.
Il viaggio alla scoperta della città sotterranea inizia in Via Piella. Qui basta affacciarsi da una piccola finestra del sottoportico per scoprire un’insospettabile laguna nascosta. Tra le mura delle case, l’acqua scorre sotto i balconi ancora come un tempo, quando alimentava i primi mulini da grano. Questa finestra apre sul canale delle Moline, oggi visibile, dopo la riapertura degli affacci, anche da Via Malcontenti e Via Oberdan. Occasioni rare di visita si presentano quando il canale viene messo in secca per le opere di pulizia e manutenzione (l’ultima volta quest’anno). Entrando poi nel condotto sotterraneo dell’Aposa dagli accessi aperti in Piazza Minghetti e S. Martino, ci si ritrova all’interno di un tunnel, un tempo utilizzato come vera e propria fognatura, ma ora restaurato e percorribile, dove visionare scorci di storia davvero stupefacenti, antiche volte medievali e persino un antico ponte romano.
Parlare d’acqua significa parlare inevitabilmente di energia idraulica ed acquedotti, per questo tappa fondamentale del percorso nel reticolo idrogeologico bolognese sono i Bagni di Mario che, nonostante il nome, non hanno mai avuto alcuna relazione con l’uso termale. Una scala di pietra che scende sotto terra per quaranta metri ci porta all’interno di questo complesso formato da quattro lunghi cunicoli e da tre conserve di raccolta fra loro collegate.
E’ questa la cosiddetta “cisterna di Valverde”, di epoca rinascimentale eseguita dall’architetto palermitano Tommaso Laureti, atta ad alimentare la celebre fontana del Nettuno in Piazza Maggiore. Una sala ottagonale che ricorda un tempio, con le pareti ornate da affreschi e bassorilievi, corrosi dall’umidità ma non per questo privi di fascino.
La visita ai sotterranei bolognesi non è completa se non si fa poi tappa all’ampia serie di fonti e fontane presenti in tutto il territorio cittadino: la fonte Remonda, ancora funzionante, sotto il Monastero di San Michele in Bosco, che alimentò la fontana Remonda, innalzata nel 1473, la prima ad essere utilizzata per condurre acqua potabile in città; la fontana del Nettuno, la cui struttura architettonica è a firma del Laureti e l’apparato di statue a firma del Giambologna. Infine, restaurata nel 2000 dall’Università degli Studi di Bologna e sede ora dell’Alma Graduate School, c’è Villa Guastavillani, appena fuori città. Qui si possono visionare numerosi affreschi, due rifugi bellici e la celeberrima Grotta del Ninfeo: stanza di grandi dimensioni scavata sotto il salone del palazzo, rivestita interamente di conchiglie, che esibisce un denso programma iconografico, con un alternarsi di temi sacri e profani, un tempo percorsa da deliziosi giochi d’acqua.
Marco Torcasio
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 497
Il Veneto del turismo vola come numero di arrivi, che hanno sfiorato nel corso del 2013 i 16 milioni. Per la precisione, sono 15.984.972 i turisti che, dal resto d’Italia e da tutto il mondo, hanno scelto il Veneto come meta per le vacanze o un breve soggiorno, con una crescita dell’1,1 per cento rispetto al 2012. Negativo invece il segno delle presenze, anche se la diminuzione è decisamente contenuta al – 1,3 per cento; in numeri assoluti, questo significa in ogni caso 61.533.281 pernottamenti registrati.
“Il Veneto conferma insomma il suo appeal turistico – afferma l’assessore Marino Finozzi – soprattutto per quanto riguarda gli ospiti provenienti dall’estero, e il suo primato nell’economia italiana dell’ospitalità, superando quota un sesto delle presenze nazionali. Va in ogni caso sottolineato – prosegue – che emerge con prepotenza il problema interno: gli italiani sono più poveri, ce ne sono meno che vanno in ferie e quelli che ci vanno lo fanno per meno giorni, anche se scelgono di massima offerte di maggiore qualità. Se analizziamo i numeri, le vere perdite sono infatti tutte interne”.
Il numero degli arrivi italiani cala infatti dell’1,3 per cento, ampiamente compensato da un +2,4 per cento dei turisti stranieri, che ormai rappresentano oltre il 65,5 per cento di tutti i turisti che giungono nel Veneto. Di questi, la quota di gran lunga più alta è quella dei turisti di lingua tedesca – Germania (2.355.590) e Austria (746.932) in primo luogo), i cui arrivi rappresentano un quinto del totale e quasi il 30 per cento di tutti gli ospiti stranieri. Da segnalare, nella graduatoria degli arrivi, che la Cina si colloca ormai al 5° posto, con 539.373 turisti, e la Russia al 9°, con 315.401.
Ancora più significativa la diminuzione degli italiani in termini di presenze (– 6 per cento), dove la crescita dell’1,2 per cento degli stranieri non compensa la perdita. Nella graduatoria delle presenze sono sempre al primo posto Germania (13.985.645) e Austria (3.355.675). Seguono, nell’ordine, i Paesi bassi (2.890.616), Regno Unito (2.029.153), Francia (1.978.303), Svizzera e Liechtenstein (1.692.818), U.S.A. (1.589.069), Danimarca (1.358.995). La Russia per presenze si colloca al nono posto superando per la prima volte il milione di pernottamenti (1.018.995), seguita da Belgio e Lussemburgo (757.208) dalla Cina, ancora fuori dalla Top Ten, all’11° posto, con 699.750 pernottamenti: praticamente ancora una “toccata e fuga”.
(foto On the Road)
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 518
Non basta essere una delle località più blasonate delle Alpi. Courmayeur sta affrontando un mercato sempre più esigente e in rapida evoluzione, proponendo un modello di turismo di montagna lungimirante e in grado di fare fronte alla competizione globale.
Mentre i turisti italiani sono in lieve flessione, sempre più inglesi, svedesi, francesi, russi e giapponesi scoprono Courmayeur. “Alle opportune azioni di mantenimento e consolidamento del mercato italiano – ha confermato il sindaco Fabrizia Derriard – stiamo affiancando un’attenzione crescente e mirata verso il mercato straniero, capace di infondere nuova linfa a tutto il settore. Ecco perché i nostri investimenti hanno sempre una valenza fortemente internazionale: basta pensare al Freeride World Tour, o al Mountain Gourmet Ski Experience. Attraverso il mercato estero possiamo crescere ulteriormente”.
Una clientela internazionale e non stagionale associa Courmayeur non solo alla montagna e allo sport, ma anche al divertimento, alla gastronomia, al relax, al lifestyle, alla cultura e alle tradizioni, agli eventi in calendario, tutti elementi che concorrono a rendere unica questa località. La promozione del territorio passa attraverso la valorizzazione di tutti questi aspetti, unita al rafforzamento dell’identità di Courmayeur, percepita come un luogo adatto ad una pluralità di esperienze. Il baricentro emozionale di questa molteplicità di prospettive resta comunque il Monte Bianco, che riassume in sé le mille sfaccettature culturali, sportive e sociali che esprime Courmayeur.
Quanto al nuovo portale presenta importanti elementi di innovazione. Non si tratta di un sito a carattere unicamente informativo, ma uno strumento di marketing a tutto tondo, che punta alla promozione della località e alla fidelizzazione.
I contenuti sono raggruppati secondo le principali motivazioni di viaggio: Monte Bianco, Sport & Leisure, Lifestyle, Eventi, pianificazione della vacanza, meeting. Il portale è integrato ai social network e al sistema di booking on-line di LoveVda, e ad ogni prenotazione il cliente riceve una email con una selezione di appuntamenti e attività riconducibili al periodo selezionato.
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 622
Per concludere in grande il 150 esimo dalla sua fondazione, il Cai, Club Alpino Italiano, ha pubblicato il volume ‘Montagna da vivere. Montagna da conoscere per frequentarla con rispetto e consapevolezza’.
Scopi di questa pubblicazione sono tanti. Innanzitutto il volume punta proprio a far conoscere la montagna a 360 gradi, elencandone tutte le caratteristiche e gli aspetti positivi e negativi.
La prima parte pone l’accento sulla storia del Cai, sulla struttura, sulle direttive etiche, la cultura degli escursionisti. Si passa quindi a argomenti di carattere culturale, storico, e geografico.
Terza parte dell’interessante guida riguarda la conoscenza dei territori, delle condizioni meteo, delle geologia, segue poi una sezione dedicata agli aspetti organizzativi e alla pianificazione di un’escursione, un’arrampicata o comunque un’uscita in montagna, che va dal calcolo di difficoltà, alla preparazione fisica, ai principi dell’alimentazione fino al primo soccorso e alla richiesta d’aiuto.
Scopo di questa pubblicazione è far conoscere la montagna, rispettandone il territorio e imparando a non sottovalutarla.
Un vero e proprio strumento didattico dedicato sia ai formatori Cai che agli allievi dei corsi, ma anche a tutti gli appassionati di montagna che vogliono approfondire il loro amore.
Perché è questo che il Cai principalmente si augura: spingere i lettori ad approfondire, a riportare le persone, in una società che spinge al limite, a non sottovalutare l’ambiente montagna, a riprendere il concetto del camminare lento, della contemplazione di ciò che ci circonda, a riscoprire l’amore per i luoghi e le culture.
La montagna non deve essere vista come un parco giochi, ma come un luogo dove si può star bene solo se viene rispettato e temuto nella giusta misura. Ciò che molti dimenticano è che la montagna è si libertà ma anche responsabilità, e che occorrono anni di esperienza per capirla veramente e viverla in sicurezza
A differenza di molti volumi sulla montagna che possiamo trovare nelle librerie, questa pubblicazione offre quindi riflessioni nate da persone che hanno alle spalle anni di esperienza montagna e che sanno veramente di cosa si sta parlando.
Sara Marchesi
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 716
Periodo natalizio nelle Dolomiti Friulane per ritrovare lo spirito più genuino e autentico della montagna, viverne le tradizioni, gustarne i sapori, ma anche per andare alla scoperta di piccoli paesi dalle caratteristiche architetture in pietra arenaria a vista e legno, quali ad esempio Poffabro e Andreis, che fanno da teatro a due manifestazioni ricche di fascino e semplicità.
Sbucano inaspettati dai ballatoi, sui davanzali delle finestre, dagli angoli più segreti dei cortili secenteschi o dove il tempo ha creato un minuscolo anfratto in un muricciolo: sono decine i presepi che, nel periodo natalizio, trasformano ogni anno in un fiabesco museo all’aperto Poffabro, uno dei Borghi più belli d’Italia incastonato nelle Dolomiti Friulane. Dal 14 dicembre al 12 gennaio artisti e semplici appassionati espongono all’aperto presepi tradizionali in porcellana, gesso e legno, che si affiancano a quelli realizzati in materiali e con tecniche innovative e fantasiose: il vetro, le stoffe destrutturate, le stoppie, i saponi intagliati, il rame battuto e la lana. E ancora, presepi in cioccolato e dolci, ambientati su sfondi di cotone, cruda pietra o accogliente paglia e quelli che riproducono la vita di questo incantevole borgo di montagna, con scenografie che raccontano in scala e con particolare cura le piazze e le vie del paese. Alcuni raggiungono dimensioni ragguardevoli, altri sono accolti in scenografie fantasiose, anche molto piccole: un minuscolo pentolino in rame, una radice d’albero, una pagnotta che culla al suo interno un piccolissimo Gesù. Il tutto si snoda in una suggestiva ambientazione, con decorazioni di frutta, fiori e legno, musiche natalizie e luci soffuse, capaci di incantare ogni anno migliaia di visitatori e trasformare lo stesso Poffabro in un presepe en plein air, particolarmente suggestivo da visitare all’imbrunire, quando si accende di mille luci di candele.
Sono una sessantina di alberi di Natale decorati con originalissimi addobbi fatti a mano i protagonisti di Ad Andreis nevica la fantasia, che dal 1 dicembre al 7 gennaio invade gioiosamente di colori, luci, profumi questo piccolo borgo nel cuore del Parco delle Dolomiti Friulane. Abeti scintillanti che segnano e illuminano un itinerario che fa scoprire ai visitatori viuzze, cortili, porticati e l’architettura spontanea e particolare di Andreis, preservata intatta nei secoli. Gli addobbi sono realizzati solo a mano da piccoli gruppi di gente del posto, fatti di donne, bambini, ragazzi, anziani, che lavorano insieme e si trasmettono a vicenda saperi e capacità, in un laboratorio creativo che li impegna tutto l’anno. Per prepararli si usa materiale di scarto e di riciclo, oppure legno, muschio, pigne e altro materiale naturale della zona, o ancora lana, carta, stoffa. Il resto dell’incanto lo crea Andreis, coronato dalle vette innevate della Dolomiti Friulane.
L’1, 8 e 15 dicembre, la piazza del paese si anima con le bancarelle di Natale di un Mercatino speciale, fatto di cose semplici create con il cuore, realmente artigianali, che - lontano dall’omologazione e dalla standardizzazione - riportano indietro nel tempo e fanno gustare il piacere del dono inconsueto ed unico: addobbi e corone natalizie, giochi per bimbi e decorazioni per l’albero, piccole golosità tradizionali e capi d’abbigliamento fatti a mano o tessuti a telaio. A fare da sottofondo, musiche e cori. Il resto dell’incanto lo crea Andreis, coronato dalle vette innevate della Dolomiti Friulane.
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 526
La decisione di inserire Cremona Liutaria nel Patrimonio Unesco risale al 5 dicembre 2012, quando a Parigi è stata iscritta l’attività liutaria della cittadina nella lista che rappresenta il Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco. Al convegno tenutosi a Pisa in gennaio su '10 anni dalla convenzione Unesco' è stata celebrata l’esperienza di Cremona Liutaria ed il riconoscimento ottenuto in dicembre .
"Tutto iniziò nel 2007 e proseguì nella primavera 2011 quando Cremona presentò la propria candidatura all’iscrizione della sua 'tradizione liutaria' nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco. Nel 2012 quella cremonese è stata l’unica tra le numerose candidature italiane ad essere accolta. Da oggi e ancora più di prima, il saper fare liutario, proprio di Cremona caratterizzerà in tutto il mondo la nostra città” ha dichiarato l’assessore De Bona. Quasi parallelamente, a conferma di questa vocazione della città, è stato aperto al pubblico il 26 e 27 gennaio il nuovo Museo del Violino (il primo open day per i cittadini è stato attuato l’8 e il 9 dicembre 2012), con un concerto tenutosi nell’Auditorium Giovanni Arvedi. L’Auditorium era già stato presentato ai tecnici specialisti del suono e dell’acustica, alla stampa specializzata ed internazionale e e alle varie case di registrazione con l’ingegner Yasuhisa Toyota. Diversi sono i concerti che si sono tenuti in anteprima. E’ stata così confermata la perfetta acustica dell’Auditorium, una tra le migliori al mondo.
Cremona città d'arte
Quando si entra nel centro storico ci si avvia per lunghe e strette vie fiancheggiate da nobili palazzi ricchi di fregi, portali in marmo, finestre decorate in cotto a vista e, attraverso i cancelli in ferro battuto, verdi giardini d’altri tempi. Man mano crescono la vita e i negozi finchè si apre luminosa in tutta la sua armonia la piazza del Duomo: è un’ immagine di luce e bellezza che sorprende.
Spicca sulla sinistra per la sua vertiginosa altezza la torre campanaria, detta il Torrazzo, la più alta in Italia (111 metri). Il magnifico loggiato, che emana la stessa luce della facciata del Duomo, congiunge il Torrazzo a quest’ultimo, originario del XII secolo. E’ inevitabile fermarsi a contemplarne la facciata: le loggette a metà altezza richiamano l’eleganza del loggiato sottostante, mentre l’ampio portale gotico slancia il tutto verso l’alto, sostenendo le nicchie con i santi, volute dall’architetto Alberto Maffiolo da Carrara nel 1491. L’interno a tre navate è percorso, in quella di mezzo, da un ciclo di affreschi al di sopra delle colonne, realizzati da vari pittori lombardo-veneti, del XVI secolo; tra i principali Boccaccino, Romanino e il Pordenone.
L’ariosa piazza è chiusa dal Battistero a pianta ottagonale, coronato e alleggerito anch’esso da una loggetta. Di fronte al Duomo si affaccia il Palazzo del Comune, dalla struttura simile al tipico 'Broletto Lombardo'. Risalente al 1206 e sede del governo in epoca comunale, è caratterizzato da un grande arengario porticato. Era detto anche palazzo dei Nobili o dei Ghibellini per distinguerlo da quello dei Guelfi. Al suo interno si trovano esposti alcuni tra i più pregiati violini: Amati (1566 e 1658), Stradivari (1719) e Guarneri (1800). Ce n’è anche uno, il più recente, del 1941. Hanno tutti un nome, come il celebre 'Stauffer', e vengono suonati solo eccezionalmente in qualche grande concerto, da violinisti come Uto Ughi. I Guarneri si distinguono dai più antichi per la maggior potenza acustica, essendo stati costruiti per suonare in sale da concerto più grandi, come si cominciò ad usar fare nell’800, mentre gli Stradivari sono più raffinati nelle decorazioni, secondo l’usanza del ‘700.
Le botteghe di liutai sono numerose in Cremona, mentre l’Arte Liutaria si può studiare presso l’Istituto Professionale Liutario e del Legno. Nell’elegante palazzo Affaitati è ospitato il Museo Stradivariano e un’interessante pinacoteca con affreschi medioevali e dipinti soprattutto di scuola cremonese dal XV secolo ad oggi.
Tra i più bei nobili palazzi di Cremona si possono distinguere il palazzo Raimondi con la facciata a bugnato, o il palazzo dei Guelfi, con portico ogivale, trifore e merli e il magnifico palazzo Trecchi, dalle decorazioni fiammeggianti in cotto rosso.
Grazia Paganuzzi
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 763
L’Istituto Piepoli ha ricevuto l’incarico dalla Regione Lombardia di svolgere un’indagine quantitativa e qualitativa per valutare la percezione che si ha degli ostelli, al fine di valutare quali possano essere le potenzialità inespresse degli stessi.
L’obiettivo era quello di realizzare un’indagine pre e post campagna di info-comunicazione per la promozione dell’offerta turistica di tali strutture. Sia la fase pre che post campagna ha previsto 600 interviste telefoniche ad un campione rappresentativo della popolazione lombarda e un’indagine su utenti italiani e stranieri degli ostelli lombardi tramite 400 interviste face to face.
Nella prima fase quantitativa la fascia più ampia di intervistati ha coinvolto utenti di età compresa tra i 25 e i 34 anni (per un volume pari al 35%), ma è interessante osservare che il 26% di tali utenti è compreso nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni. Questo dimostra che gli ostelli non sono frequentati solo da un pubblico di giovani e giovanissimi in cerca di una vacanza low cost, ma anche da un pubblico più adulto.
Sicuramente l’aspetto economico è una delle varianti che influisce maggiormente (92%) sulla scelta dell’ostello come struttura ricettiva, ma anche il fatto di trovare un posto semplice e senza pretese (76%), con un’atmosfera accogliente (61%) sono fattori che hanno un peso specifico notevole. Un’altra peculiarità degli ostelli, che ha registrato un alto punteggio fra gli intervistati(36%), è stata la visione di queste strutture come luogo in cui poter conoscere nuove persone.
Altro dato rilevante dell’indagine è che i turisti stranieri sono stati positivamente impressionati dal livello della struttura in cui hanno soggiornato. Il 44% ha dichiarato, infatti, di avere avuto un impressione migliore rispetto alle aspettative, mentre il 48% ha registrato un feedback in linea con le aspettative. A influire positivamente sulle valutazioni sono stati la pulizia e l’ordine, l’organizzazione di eventi, i servizi disponibili. A completare la visione positiva, si vanno ad aggiungere caratteristiche imprescindibili quali la gentilezza e la disponibilità del personale oltre al già citato ambiente confortevole e accogliente.
L’85% degli intervistati sia italiani che stranieri, posto di fronte a una serie di elementi per la scelta del soggiorno, ha messo al primo posto la pulizia dei bagni e della struttura, mentre il 73% ha votato la qualità dell’ospitalità e la cortesia. Incrociando tutti i dati, si può quindi evincere che le caratteristiche attese dai turisti sono state ampiamente soddisfatte da Ostelli in Lombardia.
Secondo il sondaggio ci sono parecchie caratteristiche, ritenute fondamentali dai fruitori, su cui si è registrata un’alta soddisfazione, come ad esempio il bagno privato, l’ampiezza delle camere, il bar /self service, gli spazi comuni e molto altro ancora.
Sicuramente, esistono altre caratteristiche sulle quali si può ancora migliorare, come i servizi dedicati ai bambini, la presenza di spazi fitness o la possibilità di noleggio di scooter o bici.
Il 91% degli intervistati si è detto in ogni caso propenso a soggiornare nuovamente nello stesso ostello, mentre l’88% si dichiara favorevole a soggiornare in altri ostelli del network Ostelli in Lombardia.
Nella fase di tipo qualitativo, la ricerca ha avuto l’obiettivo di far emergere il “vissuto” rispetto alla vacanza in ostello, le modalità di comunicazione ideali far conoscere gli ostelli di Lombardia.
A questo scopo sono stati realizzati due gruppi ai quali hanno partecipato 8 soggetti metà uomini e metà donne, che negli ultimi 12 mesi hanno soggiornato in ostello. Un gruppo composto da persone di età compresa tra 20 e 30 anni che solitamente frequentano gli ostelli da soli o con amici e/o partner, e l’altro da persone di età compresa tra 30 e 50 anni che tipicamente si recano negli ostelli con la famiglia.
La percezione del “concetto di vacanza” è risultato sostanzialmente lo stesso per entrambi i target, cioè un momento straordinario dove si fanno cose nuove che esulano dalla quotidianità, la vacanza percepita come una parentesi rispetto al flusso normale delle attività che caratterizzano la vita di ciascuno, la vacanza per “staccare da tutto e da tutti”.
Dalle libere associazioni appare un’idea di vacanza simile nei due target ma con qualche sfumatura differente. Per i più giovani la vacanza è soprattutto divertimento, cioè andare incontro alla novità e all’avventura, stare in posti dove c’è tanta gente, conoscere nuove persone, muoversi molto, sentirsi liberi e senza limiti.
Per il target meno giovane, il divertimento della vacanza è svagare la mente dalla quotidianità, conoscere nuove realtà e persone ma con una nota di minore smania, con più serenità.
Partendo dalla visione comune degli intervistati, è possibile dire che la forza dell’ostello è di:
- essere poco costoso
- favorire l’interazione tra le persone e di differenti culture
- essere divertente e allegro
Bisogna sottolineare che dall’indagine è emersa anche qualche piccola differenza nella percezione degli ostelli tra i due target.
Secondo i giovani, avendo meno disponibilità economica, l’ostello rappresenta spesso l’unica possibilità per viaggiare: si può arrivare senza prenotare, è spensierato, è un modo per fare nuove esperienze e per conoscere persone nuove, per sentirsi una collettività con modalità simili di pensare e di agire, senza barriere culturali e linguistiche, ci si può andare soli senza sentirsi mai da soli.
Per i più adulti l’ostello è una scelta ragionata non dettata esclusivamente dal denaro, ma deriva forse da una sorta di anticonformismo e dall’apprezzare l’essenzialità di queste strutture. Questa scelta indica anche la capacità di adattamento, la volontà di investire il denaro in altre attività connesse al viaggio piuttosto che nella comodità della camera d’albergo.
Ne risulta che l’ostello è per persone dall’animo giovane ovvero per tutte le età.
Inoltre l’ostello, per la maggioranza degli intervistati, è associato immediatamente alla visita di una città. In generale non si pensa a un ostello nel verde di una campagna o lontano da luoghi affollati. Qualcuno parla di ostelli al mare o in montagna, ma per lo più vengono considerati un’eccezione che conferma la regola, perché l’ostello è percepito in città.
E infine per la totalità degli intervistati l’ostello si trova principalmente in due modi: internet e il passaparola.
Grazie ai risultati raccolti, la rete Ostelli in Lombardia ha potuto verificare gli standard di ospitalità ricercati dagli utenti e potrà migliorare e implementare diverse aree per offrire un gamma sempre più ampia di servizi ai propri ospiti.
Itinerari turistici & Ostelli di Lombardia
Gli ostelli della Lombardia, oltre a fornire una piacevole accoglienza, permettono di entrare in contatto con il patrimonio paesaggistico, culturale, religioso ed enogastronomico del territorio lombardo. Gli ostelli, infatti, disseminati su tutta la Regione, sorgono non solo in città ma anche in mezzo al verde, in aree ricche di interesse storico, culturale e paesaggistico.
La rete degli ostelli è stata così collegata idealmente a degli itinerari tematici dedicati a luoghi dello spirito, storia e cultura, laghi e montagna, percorsi del gusto, sport e benessere. Per coloro che ricercano la spiritualità diversi i santuari dislocati nel territorio e i pellegrinaggi a cui partecipare, per gli appassionati di storia e cultura un tuffo nel passato tra castelli, ville e cascine, per gli amanti della natura un viaggio tra i diversi parchi e riserve naturali, percorsi del gusto per assaporare la gastronomia locale, momenti di benessere presso le strutture termali e infine per gli sportivi tante le avventure da vivere.
Per creare sinergie tra la rete degli ostelli e dei percorsi turistici ideali, nei quali le strutture risultano inserite, è stata avviata una collaborazione con il Touring Club Italia andando così ad integrare l’offerta degli ostelli con quella del territorio e individuando, ad oggi, 10 itinerari.
Per le informazioni su tutti gli ostelli
negli itinerari descritti:
www.hostellombardia.net
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 884
Questo nuovo percorso turistico vi è stato proposto da Carmen Mancarella, direttore della rivista di turismo e cultura del Salento, Spiagge (www.mediterraneantourism.it), Comuni di Oria, Francavilla Fontana, Castro e Nardò, Unione della Grecìa Salentina, Gal Terra dei Messapi, Compagnia aerea Ryanair (www.ryanair.com), Bottega d’arte Agostino Branca di Tricase, il maestro di pizzica e tamburello, Carlo Canaglia De Pascali, le Associazioni la Casaccia di Francavilla Fontana, Pro Loco e Gruppo di promozione umana, Porta del Salento di Oria, le Associazioni degli Operatori turistici di Castro e Vito di Vignacastrisi (www.vignacastrisi.it), il Parco turistico Palmieri di Martignano (www.parcopalmieri.it), le strutture ricettive di Oria: Borgo di Oria resort (www.borgodioria.it), B&B Le Chianche (www.beblechianche.it); Domus Frumenti (www.domusfrumenti.com), La Tana del lupo (www.latanadel-lupo.com), La Trozzella (
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 466
Da oggi la Toscana ha un nuovo, avanzato, strumento di promozione turistica: si tratta di www.toscanaevents.it presentato a Milano in occasione di BIT 2013. Il sito racchiude il panorama di concerti, musical, sagre, rappresentazioni teatrali, convegni, eventi sportivi, congressi in programma ogni giorno in Toscana. In altre parole presenta dettagliatamente l’universo dell’offerta artistica, culturale e gastronomica della nostra regione, in un click.
La nuova piattaforma, realizzata da Regione Toscana attraverso Fondazione Sistema Toscana, è un ambiente agile, fresco e user-friendly, pensato per rispondere alle esigenze dei milioni di turisti, italiani e stranieri (esiste anche la versione inglese www.toscanaevents.it/eng), che scelgono ogni anno di visitare la nostra regione.
Il ‘visitatore 2.0’, assiduo utilizzatore degli strumenti messi a disposizione dal web e delle tecnologie digitali, preferisce pianificare il proprio viaggio da solo, alla ricerca di esperienze uniche. Proprio per intercettare queste nuove esigenze nasce www.toscanaevents.it, raggiungibile anche dalla homepage di www.turismo.intoscana.it, il portale ufficiale del turismo regionale online dal 2009 e cuore della promozione turistica della Toscana online.
Su www.toscanaevents.it sono centinaia le proposte ogni giorno in calendario. I dati inseriti nel portale confluiscono infatti nella piattaforma gestionale che sta alla base di www.toscanaevents.it, un vero e proprio contenitore di tutte le informazioni sugli eventi, che possono essere così elaborate a fini statistici, promozionali e di marketing.
Ma come avviene il processo dell’inserimento eventi su www.toscanaevents.it? Istituzioni, associazioni di categoria, operatori turistici hanno a disposizione una piattaforma dedicata alla quale possono accedere utilizzando delle credenziali di accesso. I form sono stati studiati per essere di agevole compilazione anche per i meno esperti. Gli eventi, una volta inseriti, vengono suddivisi in tre categorie: internazionali e nazionali, quelli regionali o interprovinciali e infine gli eventi di animazione locale.
L’obiettivo per i prossimi mesi è quello di allargare il numero degli enti abilitati all’inserimento, in modo che www.toscanaevents.it arrivi ad offrire la fotografia esatta di tutto ciò che accade in Toscana, dallo spettacolo del Maggio Musicale Fiorentino alla Sfida dello Stufato alla Sangiovannese, dal Mondiale di ciclismo al Palio Marinaro dell’Argentario. Sono in programma anche una serie di incontri divulgativi e di formazione sul territorio pensati per agevolare l’utilizzo del nuovo strumento da parte dei soggetti interessati. Il sito verrà affiancato anche da un serie di profili su Facebook, Twitter, Youtube, FourSquare e Pinterest.
“Il Toscana Events non solo è un agile e aggiornato calendario web - afferma Davide De Crescenzo, responsabile contenuti editoriali del portale www.turismo.intoscana.it e curatore del progetto - ma una piattaforma aperta al sistema e agli organizzatori di eventi che offre alla Regione e a tutti gli stakeholder un database ricchissimo a fini statistici, promozionali e di marketing territoriale. Un sito con un proprio brand, ma allo stesso tempo fortemente integrato al portale regionale del turismo”.
www.toscanaevents.it
www.turismo.intoscana.it
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 399
Si parte dalla provincia di La spezia e scorgiamo Ameglia, situata sulla sommità di una collina, che conserva le caratteristiche di antico borgo medioevale. Dall’alto del suo colle domina l’ultimo tratto del corso del fiume Magra e la pianura circostante. Il territorio di Ameglia, compreso nei confini dell’area protetta del Parco Regionale di Montemarcello Magra, è un territorio caratterizzato da un insieme di ambienti differenti che comprendono zone fluviali, spiagge sabbiose e ripide pareti rocciose a picco sul mare; il tutto circondato da una rigogliosa cornice naturale rappresentata dal promontorio del Caprione e dagli antichi borghi e mirabili località turistiche sulla costa. Montemarcello, frazione di Ameglia, si trova al centro del Parco Regionale Montemarcello Magra; è da segnalare il vicino Orto Botanico, che permette di scoprire, attraverso dei percorsi guidati, la flora e la fauna del Parco e di godere di un magnifico panorama sulla Val di Magra e sulle Alpi Apuane. Lungo la strada per Montemarcello merita una sosta il convento dei Carmelitani scalzi, fondato nel 1176 come monastero del Corvo. Punta Corvo è sicuramente uno dei luoghi la cui bellezza selvaggia e a tinte forti lascia il visitatore senza parole e affascinato. Da Montemarcello si può raggiungere Punta Corvo e durante il breve percorso, in lontananza, si vedono le isole del Golfo di La Spezia: Tino, Tinetto e Palmaria. Quando si giunge sul punto estremo, dall’alto dei 260 mt s.l.m., si può ammirare la costa che scende quasi a picco e che si adagia laggiù sulla spiaggia, detta appunto di Punta Corvo. Per chi vuole raggiungere la spiaggia esistono due possibilità: a piedi, percorrendo una scalinata di 700 gradini o in barca con il servizio in funzione in primavera ed estate con partenze da Bocca di Magra e Fiumaretta.
Fiumaretta è un delizioso luogo di villeggiatura dove paesaggio marino e fluviale si confondono e si estendono spiagge in sabbia fine e compatta. Inoltre la particolare esposizione ai venti ne fa il luogo privilegiato per gli amanti della vela e del windsurf. Gli appassionati della canoa invece potranno attraversare la foce del fiume per andare alla scoperta delle spiaggette nascoste tra Punta Bianca e Punta Corvo.
In provincia di Genova, ecco S. Stefano d’ Aveto, in un ambiente tipicamente montano, con annesse piste da sci. Il paesaggio che si offre al visitatore è costituito da ampie vallate, foreste di faggi e dalle pareti rocciose dell’Appennino ligure. Al centro del paese troviamo il Castello Malaspina-Fieschi-Doria risalente al XII secolo, le cui rovine sono in fase di restauro. Di notevole valore anche la Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano d’Aveto che conserva un quadro storico della Madonna di Guadalupe del 1500, proveniente dal Messico.
Noli è situata nella Riviera ligure di ponente in un’insenatura racchiusa tra l’Isola di Bergeggi e l’omonimo capo. Antico centro dei Liguri, fu base bizantina e importante centro marinaro che partecipò alla prima crociata. Divenne in seguito libera Repubblica (dichiarandosi la quinta delle Repubbliche Marinare italiane) stringendo importanti alleanze con la Repubblica di Genova. Nota stazione balneare, Noli si distingue per il suggestivo antico borgo marinaro, considerato uno dei borghi liguri più belli d’Italia, caratterizzato dai famosi carüggi. Di particolare interesse la Cattedrale di San Paragorio ,dichiarata monumento nazionale, sorta sopra una chiesa paleocristiana; il restauro ne riportò alla luce l’aspetto originario in stile romanico lombardo dell’ XI secolo.
Era l’alba del Mercoledì delle Ceneri del 1887 quando una violenta scossa di terremoto faceva sussultare le colline circostanti la città di San Remo; Bussana, antico villaggio sorto alle spalle della città dei fiori, fu distrutto da quelle scosse. Le case sorte intorno al castello subirono danni gravissimi. I superstiti dopo aver vissuto per anni in abitazioni di fortuna, decisero di abbandonare il borgo e il Comune di San Remo dopo i primi interventi aveva chiuso ogni accesso al paese. Tra le rovine delle case crebbe una rigogliosa vegetazione che con il passare del tempo nascose i danni causati dal terremoto, Bussana rimase un borgo fantasma per circa sessanta anni, fino agli anni ’60, quando un artista piemontese, Clizia, lanciò l’idea di fondare una comunità internazionale di artisti proprio a Bussana. Ed ecco allora che il borgo ricominciò a vivere, artigiani e artisti provenienti dall’Italia e dall’Europa incominciarono i lavori di restauro, dalle strade alle case, rispettando la struttura urbanistica medioevale del borgo. I materiali impiegati per la ricostruzione furono le tegole, le pietre e i mattoni recuperati dalle macerie. Le grandi vetrate che caratterizzano i laboratori e le abitazioni nacquero dal genio dei restauratori; infatti quando le crepe e gli squarci erano troppo grandi vi inserirono le grandi lastre di vetro. Oggi Bussana Vecchia ospita botteghe e laboratori artistici ed artigianali di ogni sorta, dall’oreficeria all’artigianato oltre ad un piccolo ed incantevole orto botanico.
Se ci spostiamo nella Val Nervia, in un territorio di grande pregio storico e paesaggistico del ponente ligure, troviamo le Antiche Terme di Pigna, unico Istituto Termale della Liguria, che si presenta come una grande e imponente struttura, esclusiva e confortevole, convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale. Le Acque delle Terme di Pigna sono Sulfuree Solfato Clorurato Sodiche e ipotermali microbiologicamente pure. Pigna inoltre è un ottimo punto di partenza per coniugare cultura e relax , passando una giornata sulle spiagge del Ponente Ligure come Bordighera, Ospedaletti, Sanremo e dedicarsi alla visita dei borghi medievali come Dolceacqua, Apricale, Castelvittorio o riscoprire gli affreschi del Canavesio nella splendida chiesetta di Pigna, raggiungibile a piedi.
Antonio Vanzillotta
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 728
Si parte dalla provincia di La spezia e scorgiamo Ameglia, situata sulla sommità di una collina, che conserva le caratteristiche di antico borgo medioevale. Dall’alto del suo colle domina l’ultimo tratto del corso del fiume Magra e la pianura circostante. Il territorio di Ameglia, compreso nei confini dell’area protetta del Parco Regionale di Montemarcello Magra, è un territorio caratterizzato da un insieme di ambienti differenti che comprendono zone fluviali, spiagge sabbiose e ripide pareti rocciose a picco sul mare; il tutto circondato da una rigogliosa cornice naturale rappresentata dal promontorio del Caprione e dagli antichi borghi e mirabili località turistiche sulla costa. Montemarcello, frazione di Ameglia, si trova al centro del Parco Regionale Montemarcello Magra; è da segnalare il vicino Orto Botanico, che permette di scoprire, attraverso dei percorsi guidati, la flora e la fauna del Parco e di godere di un magnifico panorama sulla Val di Magra e sulle Alpi Apuane. Lungo la strada per Montemarcello merita una sosta il convento dei Carmelitani scalzi, fondato nel 1176 come monastero del Corvo. Punta Corvo è sicuramente uno dei luoghi la cui bellezza selvaggia e a tinte forti lascia il visitatore senza parole e affascinato. Da Montemarcello si può raggiungere Punta Corvo e durante il breve percorso, in lontananza, si vedono le isole del Golfo di La Spezia: Tino, Tinetto e Palmaria. Quando si giunge sul punto estremo, dall’alto dei 260 mt s.l.m., si può ammirare la costa che scende quasi a picco e che si adagia laggiù sulla spiaggia, detta appunto di Punta Corvo. Per chi vuole raggiungere la spiaggia esistono due possibilità: a piedi, percorrendo una scalinata di 700 gradini o in barca con il servizio in funzione in primavera ed estate con partenze da Bocca di Magra e Fiumaretta.
Fiumaretta è un delizioso luogo di villeggiatura dove paesaggio marino e fluviale si confondono e si estendono spiagge in sabbia fine e compatta. Inoltre la particolare esposizione ai venti ne fa il luogo privilegiato per gli amanti della vela e del windsurf. Gli appassionati della canoa invece potranno attraversare la foce del fiume per andare alla scoperta delle spiaggette nascoste tra Punta Bianca e Punta Corvo.
In provincia di Genova, ecco S. Stefano d’ Aveto, in un ambiente tipicamente montano, con annesse piste da sci. Il paesaggio che si offre al visitatore è costituito da ampie vallate, foreste di faggi e dalle pareti rocciose dell’Appennino ligure. Al centro del paese troviamo il Castello Malaspina-Fieschi-Doria risalente al XII secolo, le cui rovine sono in fase di restauro. Di notevole valore anche la Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano d’Aveto che conserva un quadro storico della Madonna di Guadalupe del 1500, proveniente dal Messico.
Noli è situata nella Riviera ligure di ponente in un’insenatura racchiusa tra l’Isola di Bergeggi e l’omonimo capo. Antico centro dei Liguri, fu base bizantina e importante centro marinaro che partecipò alla prima crociata. Divenne in seguito libera Repubblica (dichiarandosi la quinta delle Repubbliche Marinare italiane) stringendo importanti alleanze con la Repubblica di Genova. Nota stazione balneare, Noli si distingue per il suggestivo antico borgo marinaro, considerato uno dei borghi liguri più belli d’Italia, caratterizzato dai famosi carüggi. Di particolare interesse la Cattedrale di San Paragorio ,dichiarata monumento nazionale, sorta sopra una chiesa paleocristiana; il restauro ne riportò alla luce l’aspetto originario in stile romanico lombardo dell’ XI secolo.
Era l’alba del Mercoledì delle Ceneri del 1887 quando una violenta scossa di terremoto faceva sussultare le colline circostanti la città di San Remo; Bussana, antico villaggio sorto alle spalle della città dei fiori, fu distrutto da quelle scosse. Le case sorte intorno al castello subirono danni gravissimi. I superstiti dopo aver vissuto per anni in abitazioni di fortuna, decisero di abbandonare il borgo e il Comune di San Remo dopo i primi interventi aveva chiuso ogni accesso al paese. Tra le rovine delle case crebbe una rigogliosa vegetazione che con il passare del tempo nascose i danni causati dal terremoto, Bussana rimase un borgo fantasma per circa sessanta anni, fino agli anni ’60, quando un artista piemontese, Clizia, lanciò l’idea di fondare una comunità internazionale di artisti proprio a Bussana. Ed ecco allora che il borgo ricominciò a vivere, artigiani e artisti provenienti dall’Italia e dall’Europa incominciarono i lavori di restauro, dalle strade alle case, rispettando la struttura urbanistica medioevale del borgo. I materiali impiegati per la ricostruzione furono le tegole, le pietre e i mattoni recuperati dalle macerie. Le grandi vetrate che caratterizzano i laboratori e le abitazioni nacquero dal genio dei restauratori; infatti quando le crepe e gli squarci erano troppo grandi vi inserirono le grandi lastre di vetro. Oggi Bussana Vecchia ospita botteghe e laboratori artistici ed artigianali di ogni sorta, dall’oreficeria all’artigianato oltre ad un piccolo ed incantevole orto botanico.
Se ci spostiamo nella Val Nervia, in un territorio di grande pregio storico e paesaggistico del ponente ligure, troviamo le Antiche Terme di Pigna, unico Istituto Termale della Liguria, che si presenta come una grande e imponente struttura, esclusiva e confortevole, convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale. Le Acque delle Terme di Pigna sono Sulfuree Solfato Clorurato Sodiche e ipotermali microbiologicamente pure. Pigna inoltre è un ottimo punto di partenza per coniugare cultura e relax , passando una giornata sulle spiagge del Ponente Ligure come Bordighera, Ospedaletti, Sanremo e dedicarsi alla visita dei borghi medievali come Dolceacqua, Apricale, Castelvittorio o riscoprire gli affreschi del Canavesio nella splendida chiesetta di Pigna, raggiungibile a piedi.
Antonio Vanzillotta
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 671
Terra rossa, feconda,dalla quale, gli ulivi, eleganti si ergono e lasciano che la brezza calda e profumata di Puglia faccia vibrare le loro verdi criniere. Poi il mare, color cobalto, le nuvole rapide del cielo regalano scenari e suggestioni,gli antichi vigneti, le masserie e l’aria ‘buona’.
La Puglia è un mondo di cose da vedere. Ma soprattutto da fare. E’ questo il monito di “Discovering Puglia” ,un progetto destinato ad inaugurare un nuovo modo di vivere le vacanze e che s’inserisce nell’ambito di una ben più ampia offerta turistica regionale, già forte dei successi ottenuti nel 2012. Le nuove strategie di promozione turistica, saranno, inoltre, presentate nel corso della prossima edizione della Bit (Borsa Internazionale del turismo, in programma a Milano, dal 14 al 17 febbraio prossimo), dove, in conferenza stampa interverrano l’Assessore regionale al Mediterraneo,Cultura e Turismo Silvia Godelli, e il Direttore generale di ‘Pugliapromozione’, Giancarlo Piccirillo. Una terra sempre in fermento, la Puglia. Mese per mese, nei week end e durante le festività, tantissime sono le occasioni per scoprire gratuitamente un tesoro identitario costituito da chiese, castelli e musei, siti archeologici e cantine, frantoi, parchi naturali, borghi rurali, masserie didattiche, laboratori artigianali, riti e tradizioni.
E’ proprio grazie a questo straordinario patrimonio culturale e naturalistico, che è possibile conoscere, questa terra incantevole e dal clima mite, camminando, andando in bici o a cavallo praticamente tutto l’anno. Le sue tradizioni popolari e quelle religiose che culminano nel periodo di Natale e di Pasqua,senza dimenticare la golosa offerta di prodotti tipici della cucina pugliese, fanno del tacco d’Italia una terra fascinosa e polliedrica. Dopo il successo degli ‘Open days’ estate 2012, che ha registrato oltre centomila visitatori in tre mesi, molti saranno gli eventi in programma per il 2013, di forte richiamo turistico, che l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, attraverso l’Agenzia regionale ‘Pugliapromozione’, ha valorizzato e organizzato in rete con il Progetto ‘Discovering’, offrendo una serie di servizi gratuiti e di prodotti turistici. ‘Discovering’ si propone di scoprire una Puglia a volte inedita, sempre autentica e straordinariamente intima, grazie anche al contatto più stretto con la gente del posto in tutti i suoi territori, dal Gargano e Daunia alla Puglia Imperiale, da Bari e la costa alla Valle d’Itria, dal Salento alla Magna Grecia, Murgia e Gravine.
Parliamo dunque di turismo “esperienziale”, il trend vero del mercato contemporaneo, e di viaggiatori che sono sempre più a caccia dell’anima di un territorio. Sono state scelte e messe in rete 620 attività gratuite suddivise nelle quattro aree: arte e cultura, natura e sport,riti e tradizioni, campagna e sapori. Prestigiosi i partner del progetto, come MiBAC, Anci e Conferenza Episcopale Pugliese, con i quali Pugliapromozione sta per siglare un accordo storico per l’apertura di siti, beni culturali e chiese, e poi ancora Assessorato alle Risorse Agroalimentari e Assessorato alla Qualità del Territorio, Unpli Pro Loco, i Parchi di Puglia, Movimento Turismo del Vino, Puglia in Masseria, Ens Puglia.
Grazie a Discovering, chi viene in Puglia trova adesso un programma articolato e pieno di attività gratuite come le visite ai monumenti con incursioni teatrali, laboratori creativi e di educazione ambientale. O ancora camminamenti e trekking nei parchi naturali, osservazioni astronomiche e visite speleologiche, oltre a laboratori di pasta fatta in casa, di pizzica o di tamburello, degustazioni di vino e prodotti tipici in cantine e masserie.
“L’obiettivo è valorizzare in modo organico sia gli attrattori pugliesi che la presenza diffusa degli eventi di forte richiamo turistico - afferma l’Assessore al Turismo, Silvia Godelli - Con ‘Discovering’ la Puglia è in grado finalmente di mettere in rete un’offerta integrata per i week end e i giorni di festa a partire da dicembre e per tutto il 2013”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore dell’Agenzia ‘Pugliapromozione’, Giancarlo Piccirillo: “Con il progetto ‘Discovering’ gli asset strategici si organizzano in rete, secondo un’ottica duratura e di sistema; si tratta di un insieme di servizi, inediti e gratuiti programmati per tutto il 2013, destinata a rimanere nel tempo con ripercussioni positive nel settore dell’ospitalità, della ristorazione, delle produzioni artigianali e artistiche e dell’enogastronomia”.
"Discovering rafforza l’identità della Puglia attraverso le sue molteplici anime ed il suo ricco patrimonio di arte, cultura, natura e sapori della tradizione, con una modalità corale e fortemente innovativa”, come sostiene la responsabile del progetto, Stefania Mandurino.
Sara Tufariello
www.viaggiareinpuglia/discovering
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 805
Per le feste natalizie si continuano a scegliere le Dolomiti come meta di vacanza invernale. La magica atmosfera del Natale e del Capodanno sulle piste innevate dei comprensori sciistici più belli al mondo batte la crisi e, famiglie, coppie o gruppi di amici vogliono trascorrere il periodo più 'bianco' dell’anno tra le montagne Patrimonio Unesco delle province di Belluno, Trento, Bolzano, Udine e Pordenone. Le prenotazioni online registrate da Dolomiti.it, portale del turismo nelle Dolomiti, sono in costante crescita. A un mese dal Natale sfiorano l’85% del totale e sono destinate a un forte aumento considerando che la maggior parte è eseguita a ridosso dei periodi di vacanza alla ricerca dei last minute. Rispetto al 2011 le richieste di prenotazioni per il periodo natalizio, nelle strutture ricettive dai tre ai cinque stelle, sono molto alte e maggiori del 10%. La sfida più difficile è per Capodanno, periodo in cui la percentuale di richiesta sfiora il 90%. In particolare per l’Alto Adige, in provincia di Bolzano, dove è un’impresa trovare posto se non si prenota almeno per sette giorni. Una tendenza che soprattutto per il turista italiano sta scomparendo e riducendosi alla richiesta della vacanza breve di massimo cinque giorni. Per quanto riguarda l’Epifania, quest’anno accade un fenomeno interessante: il 6 gennaio 2013 è domenica e rientra nella settimana di Capodanno che va dal 30 dicembre al 5 gennaio. La gran parte delle richieste di prenotazione è orientata nel periodo che va dal 5 al 12 gennaio, soprattutto a causa dei prezzi molto più bassi rispetto al periodo delle feste natalizie.
Settimane bianche 'a gogò' dal 12 gennaio in poi dove Dolomiti.it ha riscontrato, da parte degli utenti, un maggiore interesse rispetto all’anno scorso. Il merito va alle nevicate già avvenute in quota che permettono la formazione del fondo per la neve artificiale. Gli impianti sciistici che hanno già inaugurato la stagione invernale a metà novembre, quello del Solda all’Ortles, di Madonna di Campiglio e del Tonale. Fenomeno che non si ripeteva da molti anni.
www.dolomiti.it
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 1083
L’arrivo dell’inverno, a Courmayeur, porta con sé la magia di una stagione dedicata agli sport invernali, ma anche il profumo dei dolci tipici, lo sfavillìo delle luminarie riflesse dalla neve e dalle vetrine delle boutique, l’incanto delle tradizioni che accompagnano questo periodo dell’anno. La vigilia dell’avvento, il 1° dicembre, è dedicata all’accensione dell’albero di Natale. Il momento in cui oltre 20mila lucine si illuminano e fanno risplendere il paese è carico di attesa e meraviglia. Attorno all’albero, il gruppo folkloristico Les Badochys, aiutato dai tradizionali Beuffon invita tutti i partecipanti a fare il grande girotondo portafortuna. Per tutti, poi, ci sono cioccolata calda e vin brulé preparati dai volontari del Comité de Courmayeur. Dolce simbolo delle Feste, il 'greichen', a base di uova e uvetta.
Il gusto per la tradizione si accompagna al glamour e allo stile: una passeggiata per le vie del centro riserva molte piacevoli sorprese, e nella storica via Roma si possono trovare le firme più prestigiose e i locali più alla moda per godere di un momento di relax. La vigilia di Natale è il momento di scoprire un’altra tradizione di Courmayeur, che può vantare una sua versione originalissima di Babbo Natale: si chiama Rhémy de Noël. Nato il 24 dicembre, il generoso spazzacamino è il protagonista di una fiaba speciale, legata alla leggenda del gigante che vive in cima ai ghiacciai del Monte Bianco. Alla vigilia di Natale i bambini di Courmayeur lasciano una lanterna accesa davanti alle loro finestra e Rhémy, guidato dalle luci, porta loro doni e caramelle. Ogni anno giungono in paese centinaia di letterine per il Santa Claus valdostano, che risponde meticolosamente a tutti. La festa vera e propria si svolge al Cinema Palanoir e in piazza Abbé Henry, il pomeriggio della vigilia.
Il 25 dicembre lo speciale Babbo Natale arriva in ce ntro, a bordo di una carrozza trainata dai cavalli, per distribuire caramelle e festeggiare con grandi e piccini. E’ forse la più particolare tra le feste inserite nella rassegna Mini Mont Blanc Mania, il programma di intrattenimento après-ski interamente dedicato ai bambini, a base di animazioni, giochi, sport e appuntamenti, che si sviluppa da dicembre ad aprile
Courmayeur saluta con calore l’anno nuovo: è il momento per augurarsi a vicenda "treinadan!", ovvero "buon capodanno" in patois. I festeggiamenti, coinvolgono tutta la comunità, a cominciare dalla fiaccolata del 30 dicembre, con gli oltre 180 maestri della Scuola di Sci Monte Bianco che illuminano la pista di rientro, da Chécrouit verso Dolonne.
Tra gli appuntamenti imperdibili c’è la tradizionale Festa del Pane, nell'antico forno di Dolonne, pronto a sfornare il tipico pane nero. I festeggiamenti di Capodanno entrano nel vivo il 31 dicembre, con i locali di Via Roma aperti fino a tarda notte, concerti e musica live a cielo aperto nelle vie del centro e tante iniziative per iniziare l’anno sotto i migliori auspici. Nel 2013, puntuale, arriva il fine settimana dedicato alla Befana, amata protagonista di spettacoli, animazioni itineranti per le vie di Courmayeur.
- Dettagli
- La Redazione By
- Visite: 927
Il Lazio è una regione ricca di storia e cultura, oltre a Roma capitale visitata tutto l’anno vi sono altre province ricche di aneddoti e bellezze come le terre del basso Lazio: Frosinone in Ciociaria e Latina nell’ Agro Pontino.
Iniziamo il nostro viaggio visitando Fiuggi, rinomata come fonte di acqua diuretica: "Io ò bevuto circa due mesi sera e mattina d’una aqqua d’una fontana che è a quaranta miglia presso Roma, la quale rompe la pietra…"
Così Michelangelo Buonarroti, sofferente di calcoli renali, scriveva in una lettera nel 1549. E’ una delle più antiche e illustri testimonianze dei benefici ottenuti bevendo l’acqua Fiuggi. L’espressione "acqua che rompe la pietra", utilizzata da Michelangelo su basi elegantemente empiriche, trova oggi una spiegazione scientifica; perché, l’acqua di Fiuggi non è un’acqua oligominerale uguale a tante altre, ma presenta caratteristiche uniche che vanno bene oltre le pur considerevoli proprietà diuretiche.
Anche Papa Bonifacio VIII, che era natio di questa terra e conosceva bene la fonte, fece richiesta di questa salutare acqua. I registri contabili pontefici dell'epoca appuntano ben 187 ordini di pagamento per il trasporto dell’acqua da Fiuggi a Roma.
Altri personaggi famosi in epoca più recente si sono curati con successo bevendo acqua Fiuggi: da Papa Pio X a Giovanni Giolitti, da Benedetto Croce ad Alcide De Gasperi, ultimamente è in gran voga tra i russi benestanti.
Restando sempre nella Ciociaria, visitiamo Fumone, borgo storico con un castello pieno di suspence. La storia di questo castello ha origini oscure e antichissime. Sin dalla nascita Fumone fu importante vedetta e luogo di comunicazione per la sua posizione strategica che domina sull’intera valle del Sacco che collegava Roma e Napoli: la via Latina. Questo nome nasce dall’antica funzione di comunicazione effettuata con segnali di fumo, segnali che annunciavano le invasioni di nemici provenienti da sud e diretti a Roma.
A partire dal X secolo d. C. la storia di Fumone è strettamente legata a quella della Chiesa, infatti questa inespugnabile Rocca fu usata dai Papi per oltre 500 anni come prigione pontificia per prigionieri politici. Nel 1584 papa Sisto V decise che, essendovi morto Celestino V, il castello andava conservato come memoria storica e lo affidò ad una famiglia aristocratica romana: i marchesi Longhi, discendenti di Bonifacio XIII ed anche con questa famiglia nobile i misteri non mancano!
Una leggenda narra che il castello di Fumone sia frequentato dal fantasma di Emilia Longhi che nel 1800 fece imbalsamare il figlio morto alla tenera età di tre anni. Il bambino, unico maschio di otto figli, ultimo in ordine di nascita, fu avvelenato con piccole dosi di arsenico dalle sorelle per impedirgli di ereditare le fortune della famiglia. Il corpo imbalsamato è custodito in una teca di cristallo e sembra che la madre lo vada a trovare ogni notte.
Un'altro racconto è legato al "ius primae noctis" (diritto della prima notte - si intende il diritto di un signore feudale di trascorrere, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, la prima notte di nozze con la sposa). Si dice che le ragazze che non risultavano vergini durante la "prima nox" venivano gettate in un pozzo profondo diversi metri in cui all’interno vi erano fissate delle lame che martoriavano il corpo delle malcapitate. All'interno del castello di Fumone si trovano preziose opere d'arte, la cappella dedicata a Celestino V, dove sono custodite numerose reliquie di Santi e un panoramico giardino pensile che, per la sua estensione (3500 mq), è il più grande d'Europa, posto ad un altezza di 800 metri. Oggi si possono anche ammirare, oltre ai saloni perfettamente conservati, le sale del corpo di guardia, la cella della prigione con le porte ferrate, i suggestivi camminamenti per le ronde, i pozzi e le cisterne.
Dopo le terme di Fiuggi ci spostiamo alle terme di Pompeo fondatore e gestore da diverse generazioni di questo complesso termale; le terme sono situate a Ferentino, in prossimità del 76° km della Via Casilina, e vantano una tradizione secolare. Le antiche origini risalgono all’epoca Romana: il manoscritto del Cialino del 1690, attribuisce proprio a Flavia Domitilla, nipote dell’Imperatore Vespasiano, la costruzione del primo edificio termale a Ferentino. La famiglia Pompeo, da cui deriva il nome delle Terme, è da ben cinque generazioni la guida ispiratrice dell’intero complesso termale che nel tempo ha subito un’evoluzione costante atta ad integrare ai servizi termali classici, il beauty , il fitness e il relax dando quindi la possibilità alla clientela di poter scoprire i benefici di veri e propri percorsi che associano Thermae, Beauty, Relax e Fitness. Sempre restando nel tema cultura e benessere, ci spostiamo nell’Agro Pontino e visitiamo le terme di Suio che sgorgano lungo le rive del fiume Garigliano (che divide il Lazio dalla Campania). Queste terme sono note come le antiche "aquae vescinae" decantate da Plotino e meta dei soldati romani che prima e dopo le battaglie giungevano qui per ritemprarsi. Dopo i clamori del periodo romano, la zona fu abbandonata e le sue fonti dimenticate. Solo nella metà del secolo scorso, iniziò la rivalorizzazione delle acque e dell’intero luogo, che vanta tra l'altro diverse sorgenti, da cui sgorgano acque ipertermali con temperature che vanno dai 39-63 °C, divenendo tappa fondamentale per chi è alla ricerca del benessere fisico unito ai rimedi naturali. Dei clamori che le acque destarono nel periodo romano sono testimonianza i resti della cosiddetta vasca di Nerone, un calidarium e i resti di un mosaico. Da sottolineare le strutture alberghiere circostanti alle terme, che utilizzano energia pulita ed i cibi sono tutti di stagione e raccolti in loco. Nel Parco regionale urbano di Monte Orlando possiamo ammirare lo spettacolo suggestivo della cosiddetta "Montagna Spaccata" di Gaeta: nel punto in cui le sue pareti rocciose vengono bagnate dal mare la montagna presenta tre fenditure che secondo gli antichi scritti si sono aperte nel momento in cui Cristo crocefisso morì. Qui sorge il santuario della SS. Trinità, fondato nell'XI sec. dai Benedettini, a cui si accede attraverso una strada che sovrasta la spiaggia di Serapo. A sinistra del Santuario si scende nella seconda fenditura, avvenuta per lo slittamento delle rocce, la spaccatura a forma di arco di sesto acuto si chiama la Grotta del Turco perché serviva da nascondiglio ai pirati saraceni che di notte uscivano a depredare il litorale. Negli ultimi decenni inoltre questo luogo ha trovato una vocazione alpinistica: sui fianchi della montagna, alta circa 130 metri, sono state aperte una decina di vie, tutte attrezzate in modo impeccabile, di difficoltà variabile.
Antonio Vanzillotta
Pagina 11 di 13