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La Valtellina è un incontro tra cultura alpina e mediterranea. Crocevia di commerci ed eserciti, per tre secoli svizzera, da sempre, per il suo clima, un angolo di mediterraneo nel cuore delle Alpi la Valtellina offre numerose testimonianze di una storia ricca, dalle incisioni rupestri al Rinascimento fino ai giorni nostri. Piccoli borghi, palazzi, chiese, castelli e musei dove ritrovare un passato illustre.
- Oltre 500 chiese in 78 Comuni, dal fondovalle ad oltre 2000 metri di quota
- 45 tra musei, gallerie, raccolte private, centri documentazione, luoghi rappresentativi della cultura locale (mulini, torchi vinari, edifici di archeologia industriale, ecc.)
- Ville e Palazzi che meritano una visita: Palazzo Besta a Teglio, Palazzo Vertemate Franchi a Piuro, Palazzo Salis a Tirano, Castello Masegra e Castel Grumello a Sondrio,
Museo Valtellinese di Storia ed Arte a Sondrio, Museo del Tesoro, Collegiata di San Lorenzo e La Pace di Chiavenna Museo Antiquarium Tellinum a Teglio
- Centri storici medioevali (Sondrio, Morbegno, Chiavenna, Tirano, Bormio, Ponte in Valtellina, Teglio ed altri)
- Museo minerario La Bagnada (Valmalenco)
Le tradizioni dell’inverno ci portano infine a scoprire, oltre ai mercatini presenti in molte località così come i suggestivi presepi allestiti negli angoli più belli dei paesi, le tradizioni più autentiche e strane, come il "gabinàt", il "tira li toli", "l’è fò l’urs’’, il "sunà de màrs", il "carnevàl di Matt", i "Pasquali" ... nomi curiosi per esperienze che meritano di essere vissute.
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Codogno è un piccolo borgo immerso nella campagna della pianura padana del lodigiano, tra i campi ancora dorati dall’autunno, con le strette vie a ridosso le une alle altre, che nascondono tanti piccoli tesori.
Si può cominciare dal bel chiostro affrescato del monastero di Madre Francesca Cabrini, Patrona degli Emigranti, che lo fondò insieme ad un ordine di religiose, l’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Qui, in alcuni locali della prima casa da lei istituita si trova il Museo Cabriniano, che in varie sezioni ospita documenti,e oggetti che parlano della sua vita dall’adolescenza fino alla morte, oltre alle testimonianze sui processi di beatificazione e di canonizzazione. All’interno si possono vedere le celle delle suore fino alla sua camera. La mostra permanente 'La missione Cabriniana ieri e oggi-oggetti, foto e storia da tutto il mondo' narra la complessa opera di apostolato svolta dalle Missionarie nel tempo.
All’interno, nella chiesa del Tabor, viene conservata la preziosa reliquia del cuore della Santa. Proseguendo si giunge all’ampissima e ariosa piazza XX Settembre su cui si affaccia la Collegiata di San Biagio. L’assetto attuale fu costruito nel 1491 sul luogo in cui sorgeva, come rivelano dei documenti ritrovati, una cappella dedicata a San Biagio, da cui prese il nome. La facciata in cotto è articolata in due ordini sovrapposti e presenta sulla destra un’antica meridiana, restaurata nel 2005. I principi di Trivulzio, feudatari di Codogno, vollero far edificare all’interno della chiesa una cappella dedicata all’Assunta: a tal fine venne commissionata a Callisto Piazza una pala sull’Assunzione della Vergine, che concluse nel 1533. Altre cappelle sorsero tra il XVI e il XVIII sec., mentre dal 1635, per merito del Cardinal Teodoro Trivulzio, la chiesa assunse il titolo di 'collegiata', divenendo così l’unico luogo in cui si potevano celebrare funzioni solenni. Una dolcissima Madonna con il suo Bambino porge il saluto ai visitatori. L’itinerario ci conduce infine fino al magnifico palazzo del ‘600 della famiglia Lamberti (in via Cavallotti 6), dove nelle belle sale di cui, alcuni soffitti sono ancora affrescati, è ospitata la collezione di opere pittoriche da lui raccolte. Lui stesso ne dipinse alcune, in questo rivelando una viva sensibilità artistica, oltre che radunando diverse opere di artisti prevalentemente lombardi, talvolta suoi amici e con le medesime affinità. Dopo la sua morte, grazie a Giuseppe Novello fu inaugurata la raccolta d’Arte, nel novembre 1973 in queste stesse sale, con l’eposizione dei più validi pittori locali dell’Ottocento e del Novecento. La raccolta è aumentata grazie alle molte donazione e tuttora si sta ampliando. Anche Novello fece dono della sua collezione riunendo così i propri dipinti a quelli del carissimo amico, seguito dagli eredi del pittore Angelo Pietrasanta.
Tra i ritratti che più colpiscono si distinguono le due fanciulle del dipinto 'Ripassando la lezione', in stile filo-impressionista, cosi come 'le curiose', oppure la bellissima dama in rosso che legge,e la figura di Lamberti stesso, nobile e severo.
Altrettanto interessanti dal punto di vista pittorico sono i paesaggi di campagna dalle varie tinte degradanti nelle tonalità di verdi autunnali, e le bellissime marine, dove ci si perde nell’azzurro.
Grazia Paganuzzi
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Sempre più frequentemente si sente parlare di siti considerati patrimonio dell’Umanità in quando inseriti all’interno della Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (UNESCO World Heritage). Ma cosa vuol dire esattamente che un sito è considerato patrimonio dell’Umanità?
Per capirlo dobbiamo partire dalla Convenzione del Patrimonio mondiale di Parigi del 1972 "CONVENZIONE RIGUARDANTE LA PROTEZIONE SUL PIANO MONDIALE DEL PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE". Nella Convenzione vengono fornite le definizioni del Patrimonio Culturale e Naturale. I beni culturali sono definiti come monumenti o insiemi eccezionali storicamente, artisticamente o scientificamente. I siti naturali sono formazioni fisiche o biologiche che hanno valore estetico o scientifico straordinario. I siti misti, frutto dell’azione combinata della natura e dell’uomo, conservano la memoria di modi di vita tradizionali e rappresentano il legame tra la natura e la cultura. Alla Convenzione hanno aderito 180 Stati (31/03/2005), che aderendo, si impegnano a proteggere i siti del proprio territorio che rientrano in una delle due definizioni. Ad alcuni di essi, quelli di particolare valore, l’Unesco riconosce il titolo di Patrimonio Mondiale, facendo sì che la loro tutela diventi una responsabilità ripartita fra tutti i membri della Comunità internazionale. La Convenzione, tra l’altro, ha istituito un Comitato internazionale con sede a Parigi presso l’UNESCO, che vigila sull’applicazione della Convenzione da parte dei firmatari e decide l’iscrizione di nuovi siti sulla Lista.
La World Heritage List comprende 962 siti di cui 745 culturali , 188 siti naturali e 29 siti misti suddivisi in 157 paesi membri. (dati al 2012)
Requisiti per l’iscrizione
Perché un sito sia iscritto nella Lista del patrimonio mondiale, deve presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale. I criteri sono regolarmente aggiornati dal Comitato in modo da riflettere l’evoluzione del concetto stesso di Patrimonio Mondiale.
Fino alla fine del 2004, i siti del Patrimonio Mondiale venivano scelti sulla base di sei criteri culturali e di quattro criteri naturali. Con l’adozione dell’ultima versione delle Linee Guida i criteri sono stati accorpati in un unico elenco, valido per i beni culturali e naturali, distinto in dieci punti.
Criteri di selezione
1.rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
2.mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;
3.essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;
4.costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana;
5.essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili;
6.essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Il Comitato reputa che questo criterio dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri).
7.presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica;
8.costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative;
9.costituire esempi rappresentativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini;
10.presentare gli habitat naturali più importanti e più significativi, adatti per la conservazione in-situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.
Perché un bene sia considerato di eccezionale valore universale, deve anche soddisfare le condizioni di integrità e/o autenticità così come definite nelle Linee Guida e deve essere dotato di un adeguato sistema di tutela e di gestione che ne garantisca la salvaguardia.
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Si è svolta a Palazzo Chigi, la conferenza stampa di presentazione della terza edizione del ‘World Tourism Expo – Unesco’ che si terrà ad Assisi dal 21 al 23 settembre.
Sono intervenuti il Ministro per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il Sindaco di Assisi e Presidente dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, Claudio Ricci e l’organizzatore dell’evento WTE, Marco Citerbo.
Il Ministro Gnudi, intervenendo ha detto: "Siamo il Paese al mondo che ha più siti tutelati dall’Unesco. Il turismo deve essere una delle strade da percorrere per portare fuori il Paese dalla crisi. Lo dobbiamo sfruttare meglio e in modo più organico, facendo sistema e diffondendo gli arrivi su tutto il territorio nazionale. La Borsa del turismo di Assisi avrà lo scopo di far conoscere questa Italia meno conosciuta".
"Il turismo è un settore cruciale per l’economia italiana e per le strategie di crescita". Lo ha detto il ministro Clini, che ha aggiunto: "Valorizzazione delle eccellenze, cultura, paesaggio, ambiente e dieta mediterranea sono le variabili fondamentali per il rilancio del turismo. Investire nel patrimonio culturale e ambientale serve alla crescita dell’economia e per il nostro sviluppo".
Il Sindaco di Assisi e Presidente dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, Claudio Ricci, ha sottolineato nel suo intervento che "l’obiettivo che ci poniamo è di promuovere il ‘turismo lento delle esperienze e dei valori materiali e immateriali’ secondo la logica per cui promuovendo i siti Unesco, il marchio culturale più importante a livello internazionale, si promuovono anche i beni culturali ‘minori’ e, in generale, l’intero paese Italia in chiave turistica".
"Abbiamo coinvolto la stampa e circa 150 operator da tutto il mondo – ha sottolineato Marco Citerbo, organizzatore del WTE – affinché i siti Unesco siano inseriti nei cataloghi internazionali con itinerari ad alto contenuto culturale che esaltino le eccellenze di questi luoghi. Grande spazio quest’anno sarà riservato anche alla prima edizione delle Giornate della Dieta Mediterranea, la manifestazione organizzata nell’ambito del WTE per esaltare e far conoscere il modello nutrizionale e l’insieme delle espressioni culturali dei popoli del Mediterraneo, diventate patrimonio dell’umanità".
Sono tante le tipologie di viaggio, le mete, gli itinerari. Un mondo intero da scoprire mossi dalla propria curiosità o affidandosi ai suggerimenti di qualcuno. Ma quando è UNESCO a consigliare un sito c’è la certezza di dirigersi verso un luogo d’eccellenza, particolare per le sue caratteristiche. In ogni continente ne ha identificati molti che per la loro unicità si sono meritati il titolo di "patrimonio dell’umanità", dalla montagna sacra australiana alle statue dell’isola di Pasqua e solo per fare degli esempi. Non occorre andare lontano, anche il nostro Paese custodisce dei tesori censiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite; tra questi il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano, la laguna di Venezia e la Basilica di San Francesco d’Assisi.
E proprio Assisi, dal 21 al 23 settembre, ospiterà WTE – World Tourism Expo Unesco 2012 – che comprende la terza edizione della "Borsa Internazionale del Turismo città e siti UNESCO", la prima delle "Giornate della Dieta Mediterranea UNESCO" e assegnerà il "Premio Turismo Responsabile Italiano". Non è un caso se il primo e unico appuntamento mondiale specializzato nel turismo delle città e siti UNESCO si tiene in Italia; il nostro Paese infatti è in testa alla classifica mondiale con ben 47 siti registrati.
L’obiettivo del World Tourism Expo di Assisi firmato UNESCO è quello di creare un mercato del turismo culturale responsabile ed emozionale per promuovere il patrimonio artistico e paesaggistico attraverso la collaborazione di tutte le figure che agiscono nel comparto turistico.
L’interesse del pubblico e degli operatori del settore per l’evento è alto; l’edizione 2011 ha registrato 15000 ingressi, oltre 100 siti italiani e stranieri rappresentati, 150 tour operator da tutto il mondo e 40 incontri scientifici e divulgativi. Per quest’anno gli organizzatori stimano un notevole incremento di presenze dovuto anche al lancio della prima edizione delle Giornate della Dieta Mediterranea UNESCO. Iscritta nei patrimoni immateriali nel 2010, la dieta mediterranea esalta il modello nutrizionale e l’insieme delle espressioni culturali dei popoli del Mediterraneo. Per la prima volta a livello internazionale, i prodotti e tutte le risorse dello stile alimentare di Italia, Spagna, Grecia e Marocco si ritroveranno ad Assisi. Saranno presentate non solo le tipicità come olio d’oliva, legumi, frutta e verdura, pesce azzurro ma anche le tradizioni culinarie, gli stili di vita, gli elementi culturali e folcloristici legati all’alimentazione. La manifestazione sarà articolata in diverse fasi; un’area espositiva riservata a ognuno dei quattro Paesi e alle aziende produttrici, uno spazio destinato ai coking show e alle degustazioni e uno riservato all’artigianato e al folklore. Per approfondire la propria conoscenza della dieta più famosa al mondo sarà possibile partecipare a incontri e convegni scientifici, culinari e salutistici. Per interpretare la dieta mediterranea arriveranno ad Assisi alcuni chef italiani, spagnoli, greci e marocchini. Ogni giorno si esibiranno nel tardo pomeriggio elaborando ricette rappresentative di ciascun Paese d’origine; le performance saranno aperte al pubblico che potrà intervenire con domande dirette agli chef e alla fine degustare i piatti preparati.
Infine verrà assegnato il Premio Turismo Responsabile Italiano, istituito per riconoscere persone e aziende che, in Italia come nel resto del mondo, contribuiscono con le loro iniziative all’offerta di Turismo Responsabile e prenotabile nelle agenzie viaggi.
Tutti i dettagli della tre giorni umbra sono disponibili sul sito dedicato, in italiano e inglese.
Paola Drera
www.worldheritagetourismexpo.com
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La nostra pizzeria nasce dopo che, Ernesto Cacialli, pizzaiolo di professione e napoletano verace, definito dai giornali "stella del firmamento della gastronomia partenopea", nei giorni del G7 del 1994 “trascinò” il blindato Clinton nella sua pizzeria nel bel mezzo di una passeggiata. E' stata proprio la passione a spingere Cacialli a superare la barriera delle guardie del corpo che circondavano l'ex presidente per far assaggiare all'America uno spicchio di Napoli.
Ma la storia del nostro artista del forno a legna, circondato da maestri pizzaioli, affonda le sue radici ben più là negli anni. Infatti Ernesto, sommo maestro della tradizione napoletana legata alla pizza, vincitore di numerosi premi nazionali ed internazionali, che ha portato la bontà della nostra città fino in Oriente, è pizzaiolo da quando aveva 7 anni.
Critici culinari ci hanno intitolato articoli e rubriche, le guide gastronomiche ci menzionano nell'Olimpo dei pizzaioli: chi vuole gustare i sublimi sapori di Napoli non può resistere alla tentazione di venirci a trovare nel nostro "regno".
Pizzeria "Il Pizzaiolo del Presidente"
Via Tribunali, 120/121 - 80138 Napoli
Tel/ Fax + 39 081 210903
www.ilpizzaiolodelpresidente.it
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Patrizio Rispo,il celebre Raffaele della soap-opera 'Un Posto al Sole', ha presentato recentemente al numeroso pubblico dei suoi fans il suo primo libro dal titolo “Un pasto al sole”, 300 gustose ricette pubblicate dalla giovane casa editrice napoletana Edizioni GRAF, diretta da Luciano Chirico. Il volume è un ricettario che raccoglie delizie gastronomiche tipiche della tradizione campana e non ed è il risultato della contaminazione tra l’arte culinaria del padre dell’attore e quella della madre, che è una Scaturchio, con l’aggiunta di un pizzico dello stile dell’attore stesso.
Il libro è organizzato in undici sezioni che spaziano dagli aperitivi ai digestivi, e la sua peculiarità risiede proprio nella semplicità, con le pietanze che rispondono alla domanda "Cosa mangiamo oggi?".
Il volume, che si tramanda da anni da padre in figlio, è arricchito dai commenti dello stesso autore e dai disegni del vignettista Peppe Avolio, mentre la prefazione è opera di Giobbe Covatta, che rilegge “Alice nel paese delle meraviglie” in termini ironicamente culinari.
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Definita la Perla del Salento, Castro è una cittadina sul mar Ionio con un interessante centro storico, e una storia fatta di invasioni, distruzioni e ricostruzioni. Colpisce subito il visitatore il Castello di Castro, costruito all’inizio XII secolo per volere di Tancredi di Altavilla, conte di Conversano e primo conte della città. In seguito fu modificato dagli angioini ma soprattutto dagli aragonesi, in special modo dalla famiglia dei Gattinara, feudatari di Castro, tra il 1520 e il 1640. Essi vissero in prima persona la distruzione della città ad opera dei turchi nel 1573 ma anche le ristrutturazioni seguenti necessarie proprio a causa delle invasioni. Il progetto di ristrutturazione del castello fu affidato a Tiburzio Spannocchi,architetto militare famoso in tutta Europa e il preferito dalla casa reale spagnola. Tiburzio ridiede vita alla pianta quadrilatera del castello e dotò la città di una cerchia di mura con pianta a esagono allungato. Grazie a recenti scavi e restauri si è scoperto poi che le mura del 1500 poggiano su resti di fortificazioni massapiche. Particolare è la Basilica Bizantina, vicino alle mura sud orientali, al cui esterno si possono ammirare affreschi di varie epoche. Nonostante l’usura del tempo si possono ancora distinguere la figura di Sant’Onofrio, Santa Lucia, della Madonna con bambino, di San Giovanni Battista e varie decorazioni di tipo naturalistico che sicuramente risalgono alla parte più antica della Basilica. Non si conosce il santo a cui è stata dedicata la Basilica Bizantina, ma, visto che, durante gli scavi attorno, sono stati rinvenuti resti di un tempio dorico probabilmente dedicato alla dea Atena, si pensa che la chiesa fu costruita in onore della Madonna, ideale trasposizione cristiana della dea. Dalle mura di Castro si può godere di un bellissimo panorama di Castro Marina. Sara Marchesi Palazzo Gugliemo www.palazzoguglielmo.it Campurra www.campurra.com B6B Trappitu dei Settimi www.trappitudeisettimi.it Eco di mare www.ecodimare.it - Le Chianche www.lechianche.org B6B Le Rose www.salentoallerose.com B6B Il Corallo www.ilcorallo1.com Agriturismo Montenachiro www.agriturismomontenachiro.it Schola Sarmenti www.scholasarmenti.it Masseria Chicco Rizzo www.masseriachiccorizzo.it Ristorante Zio Tom www.ziotomleuca.com
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"Kalòs ìrtate stin Grecìa Salentina" (Benvenuti nella Grecìa Salentina). Probabilmente è con questa frase che vi accoglieranno gli abitanti dei paesi che fanno parte dell’Unione della Grecìa Salentina. Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino: undici paesi che possono vantare una vera e propria seconda lingua. Qui si parla infatti il griko, un misto tra dialetto locale e greco antico. La teoria più accreditata è che la lingua grika sia nata grazie alle modifiche che i monaci bizantini giunti in Puglia attorno all’anno 1000, fecero alla lingua Greca. Nata dalla colonizzazione bizantina, simbolo della vicinanza tra il Salento e la Grecia è la stele che venne donata nel IV secolo a.C. da Atene a Calimera in cui è riportata la scritta "Straniera tu non sei a Calimera". Come ogni lingua non di uso comune, anche il griko rischia di morire. Per questo è nata una vera e propria scuola di lingua grika a cui si iscrivono, non solo vecchi sentimentali, ma anche giovani legati alle loro tradizioni e consapevoli di poter essere possessori di una ricchezza immateriale che pochi in Italia hanno ancora. E ancora si canta in griko, durante il periodo pasquale, narrando, attraverso questa lingua antica, gli episodi della passione di Cristo, segno che la fede, come la tradizione, qui sono molto sentite e vissute intensamente. Non solo la religione è vissuta intensamente. Qui anche i riti pagani hanno un ruolo importante nella vita delle persone. Interessante è la Cappella di San Vito, dedicata al protettore degli animali che ospita, al centro della navata, una pietra di origine pre-cristiana con un foro al centro chiamata ‘Pietra della fertilità’. Il giorno di Pasquetta uomini e donne si cimentano nel rito pagano di passaggio attraverso il foro. Chi riesce nell’impresa (e per le dimensioni del foro è proprio un’impresa) sembra che sarà aiutato nell’avere figli. Sara Marchesi www.comune.nardo.le.it www.comune.presicce.le.it www.santamariadileuca.it www.vignacastrisi.it www.comunedicastro.it www.comune.calimera.le.it www.greciasalentina.org
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La Costa Smeralda compie 50 anni. Era infatti il lontano 1962 quando un gruppo di finanzieri con a capo il principe Karim Aga Khan costituì il consorzio Costa Smeralda per dar vita ad una iniziativa turistica di vaste proporzioni sul territorio di Arzachena, oggi in provincia di Olbia-Tempio. Le cronache raccontano che il principe, allora 26enne, sorvolò la Sardegna nordorientale e s’innamorò di quello splendido mare azzurro smeraldo, di quelle baie incontaminate, selvagge e uniche, e decise di acquistarle. La zona interessata era quella di ‘Monti di Mola’ (sassi da macina). Già nel 1963 e 1964 entrarono in funzione i primi alberghi a Porto Cervo, vera capitale della Costa Smeralda. Circola una leggenda in Sardegna: quei terreni erano di pastori e vaccari, gente di modesta cultura, ma grandi lavoratori e possidenti. Si ragionava in milioni di lire in quel periodo, la parola ‘miliardi’ non era conosciuta nel linguaggio comune. Quando ad un proprietario di Arzachena furono offerti due miliardi per un terreno, rispose al responsabile della trattativa: "Miliardi? No, voglio duemila milioni, altrimenti non se ne fa niente".
Un’altra storia dice che a trattare i prezzi delle aree furono sempre le donne, perché i proprietari consideravano quei terreni a mare (poco favorevoli alle tradizionali attività della zona, agricoltura e pastorizia), di scarso interesse e, quindi, ci mandavano le mogli a discutere con gli inviati dell’Aga Khan. Che sianono leggenda o verità poco importa, quel che è vero che di miliardi in Costa Smeralda in cinquant’anni di storia ne sono passati tanti, trasformando profondamente la cultura, i luoghi e l’economia della Gallura e dell’intera Sardegna. "Quando arrivò il Principe Karim, avviando con un sapiente mix di intuito e sensibilità, la costruzione del ‘suo’ modello Costa Smeralda, ancora non sapeva che cinquant’anni dopo, quindi a tutt’oggi, quell’ispirato modello sarebbe stato ancora forte e maturo fra i sistemi del turismo isolano – ha detto l’assessore del Turismo della regione Sardegna, Luigi Crisponi – La trasformazione di pascoli in riva al mare in ‘macchina da guerra’ turistica irrompe all’improvviso nell’incantato scenario gallurese, regalando alla Sardegna notorietà internazionale. Fa anche discutere se parlare di nascita o invenzione della Costa. E personalmente propendo per questa tesi".
Si può tranquillamente affermare che da allora per Arzachena, nella frazione di Porto Cervo, e per la Sardegna la storia sia cambiata. Il fenomeno turistico aveva investito il territorio e lo ha trasformato, modellandolo sulla base delle proprie esigenze. In quei giorni vedeva la luce il polo turistico balneare di maggiore rilevanza, in termini di qualità d’Italia. Cominciavano a sorgere i primi alberghi di lusso, il Cala di Volpe, il Pitrizza, Cervo e Romazzino e le ville esclusive che diventeranno il punto d’incontro estivo dell’alta società e del potere economico mondiale. I rotocalchi si impadronivano delle notizie e dei pettegolezzi sul mondo dorato e le promuovevano in tutto il mondo con dovizia di particolari. Le trasparenze del mare, le spiagge ricoperte di sabbia granitica, le scogliere frastagliate, gli alberi secolari, la macchia mediterranea a corona di calette dalla selvaggia bellezza diventarono l’altro potente veicolo pubblicitario. Tutto quello che venne fatto in questa prima fase ha il marchio dell’esclusivo. Alberghi, ville, locali e porto era destinati ad una clientela selezionata che potesse fungere da richiamo. La stessa architettura adottata, che a seconda dei punti di vista viene definita suggestiva o suggestionante, è posta al servizio di questo obiettivo. Non era una iniziativa edilizia tesa a distruggere la natura ma a salvaguardarla e ad inglobarla, facendola diventare parte integrante delle costruzioni. Nel 1964, appena dopo l’insediamento del Consorzio Costa Smeralda dell’Aga Khan, furono i conti veneziani Luigi e Nicolò Donà delle Rose a credere nella Costa Smeralda e a creare un’altra perla, nel mare della Gallura, Porto Rotondo. Quasi tutto fu costruito in modo spontaneo, seguendo l’ispirazione e l’estro del momento, guardando alla qualità. L’idea dei due fratelli era che Porto Rotondo potesse diventare un milieu di artisti e di intellettuali, ed i primi a rispondere all’invito furono gli scultori Andrea Cascella e Giancarlo Sangregorio. Oggi la Costa Smeralda a 50 anni dalla sua nascita ha ospitato ed è diventata una meta ambita da vip, celebrità dello spettacolo, della moda e soprattutto del business. Non c’è personaggio famoso che non abbia ‘la villa in Costà o non trascorra qualche giorno nel mare della Gallura. Ogni estate questa parte dell’isola diventa luogo di ritrovo di panfili e yacht, di Ferrari e Jaguar, delle cene dai conti stratosferici. La notte i vip frequentano nightclub e discoteche, ognuna con la sua storia, un arredamento ed una musica tutta personalizzata, adatta ad ogni età ed ogni esigenza. Ora sono soprattutto gli sconosciuti, ma ricchissimi magnati russi, a frequentarli con assiduità, sfoggiando ricchezza e lusso inimmaginabili. Il Ritual si trova incastonato fra le rocce granitiche, frequentato dai reali d’Europa e dal principe Aga Khan. Il Billionaire, è stato fondato da Flavio Briatore, ex top manager della Renault di Formula 1, il Nikki Beach sta diventando uno dei locali più ‘in’ della Costa Smeralda. La sua particolarità è negli arredi, letti a baldacchino che prendono il posto dei tradizionali tavoli. Stando sdraiati, come gli antichi romani, si possono degustare aperitivi, buffet, e cene esotiche a base di Sushi e cucina Thai, i suoi frequentatori sono i Vip ultramilionari in vacanza a Porto Cervo. Fiat Playa di Lapo Elkann si trova in riva al mare a Punta Marana nel Golfo di Marinella. Il Sottovento rimane il punto di riferimento per gli amanti degli incontri mondani e della vita notturna di Porto Cervo, molto visitato da attori e calciatori. Al Blues Caffè, è possibile ascoltare musica raffinata per veri intenditori, l’arredo è di tipo etnico, pieno di candele, cuscini, e colori pastello caldi ed avvolgenti. Il fascino della Costa Smeralda resiste ancora dopo cinquant’anni e dopo l’abbandono dell’Aga Khan e l’ingresso nel 2003, per 300 milioni di euro, del miliardario americano Tom Barrack. "Se acquisterò io – disse Barrack nel 2003 -, niente colate di cemento; la Costa Smeralda si svilupperà in continuità con l’Aga Khan".
Non poteva essere diversamente: il padre della Costa Smeralda non poteva essere disconosciuto.
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Dolomiti Superski è il più grande carosello sciistico al mondo, un vero e proprio paradiso per gli amanti degli sport invernali. Situato nelle Alpi sud-orientali, si estende tra l’Alto Adige, il Trentino e la provincia di Belluno e comprende 12 zone sciistiche che si distinguono per la varietà dei tracciati e sono particolarmente indicate per la vacanza di tutta la famiglia.
Dolomiti Superski propone 450 impianti di risalita e 1.200 chilometri di piste, 350 dei quali in territorio trentino. Più del 90% di essi è attrezzato per l’innevamento programmato, che garantisce la sciabilità da dicembre fino ad aprile. Le aree sciabili trentine inserite nel Dolomiti Superski sono la Val di Fassa, Moena – Tre Valli, Val di Fiemme, e San Martino di Castrozza – Passo Rolle.
Hotel skipass service
Assicurarsi lo skipass attraverso il web è semplice, grazie al servizio “Hotel skipass service”. L’abbonamento può essere acquistato senza costi aggiuntivi collegandosi al sito dolomitisuperski.com/hss ed effettuando il pagamento con carta di credito. Viene generato un codice, poi inviato sia al cliente sia alla struttura ricettiva prenotata. L’albergatore ritira lo skipass presso il punto vendita e poi lo consegna al cliente al suo arrivo in albergo, risparmiando così tempo all’ospite. Le strutture ricettive che offrono questo servizio, sono contrassegnate dall’apposito marchio.
Bambini gratis con 'Dolomiti Superkids 2012'
Hotel e skipass vengono offerti in omaggio ai bambini fino a 8 anni e a metà prezzo ai ragazzi fino a 12 anni dal 18 marzo alla seconda settimana di aprile 2012, nelle zone sciistiche aperte, presso gli esercizi che aderiscono alla promozione. Sono previste inoltre riduzioni anche per il corso di sci e il noleggio dell’attrezzatura. L’offerta è valida per un massimo di due bambini per nucleo familiare e per un soggiorno della durata minima di 7 giorni.
Dolomiti Supersun
Per tutti coloro che non possono fare a meno della neve, nemmeno in primavera, Dolomiti Superski ha creato l’offerta speciale “DolomitiSuperSun 2012”. Dal 25 marzo alla seconda settimana di aprile 2012 nelle zone sciistiche aperte, prenotando 7 giorni presso gli esercizi che aderiscono alla promozione, si ottiene una giornata in omaggio. I buoni per la giornata skipass in omaggio vengono consegnati direttamente in albergo. L’offerta non è cumulabile con la promozione “DolomitiSuperKids”.
Sfruttare al massimo il telefono cellulare
Anche quest’inverno è possibile costruire sul telefono cellulare la propria escursione sugli sci. Basta scaricare dal sito www.dolomitisuperski.mobi le cartine delle zone prescelte, scegliendo la località di partenza e di arrivo. In pochi secondi vengono visualizzati l’itinerario e gli eventuali percorsi alternativi; sono indicati gli impianti, i chilometri di piste da percorrere e il dislivello, oltre ad una stima del tempo di percorrenza.
Prenotazioni sempre più facili
La nuova interfaccia per costruirsi la vacanza in una delle località di Dolomiti Superski utilizzando il sito www.dolomitisuperski.com è ancora più comoda e semplice da usare e aiuta il visitatore nella scelta e nella prenotazione dei singoli servizi, ovvero l’hotel, lo skipass, il noleggio dell’attrezzatura, i corsi di sci, snowboard o freestyle, l’organizzazione del viaggio, fino all’assicurazione.
Un sito internet sempre più fruibile
Dall’autunno 2011 sarà online il nuovo sito internet www.dolomitisuperski.com, sottoposto ad un restyling grafico per renderlo ancora più usabile e “up to date”. Un aspetto giovane e dinamico, le informazioni più richieste subito disponibili in homepage e un alto livello di integrazione delle funzionalità più importanti sono le caratteristiche principali del portale. In più c’è Dolomitisuperski.tv, la sezione dedicata ai video, dove si potranno trovare e caricare immagini legate alle proprie giornate sugli sci, oltre a 3D Dolomiti Superski, un navigatore tridimensionale realizzato sulla base di immagini aeree ad altissima risoluzione, realizzate in esclusiva per il consorzio, che permette di simulare un volo sulle Dolomiti.
Ora anche sui social network e su i-phone
Per facilitare la connessione alla rete, Dolomiti Superski mette a disposizione hot spot WIFI gratuiti presso i punti vendita skipass e gli impianti di risalita principali. L’impegno “mobile” continua con nuove applicazioni dedicate per iPhone, iPad e Android, che forniscono le informazioni più importanti per rendere ancora più piacevoli le giornate sugli sci.
Anche Facebook e Twitter, i più noti social network, si affiancano con efficacia al sito di Dolomiti Superski. Da sempre il comprensorio è molto attento alle tendenze che nascono sul web e, sull’onda del successo dei social network, sono stati creati profili su entrambe le piattaforme, con circa 20.000 fan su Facebook e circa 1.500 follower su Twitter.
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Una definizione emersa da una recente ricerca del Centro Studi del Touring Club Italiano, condotta su 111 località dell'Arco Alpino in Italia, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. L'indagine, curata dal Prof. Fabrizio Bartaletti dell'Università degli Studi di Genova, cela indicazioni preziose per le prossime scelte strategiche nella valorizzazione della località alpina, contraddistinta da una ricca e diversificata ricettività alberghiera, una ristorazione tutta da scoprire, strutture moderne e polifunzionali nonché un'offerta sciistica completa. E, così, l'imminente stagione invernale si apre all'insegna di numerose novità, prima tra tutte lo skipass Mont Blanc Unlimited, grazie al quale è possibile sciare sui versanti italiano e francese del Monte Bianco senza alcun sovrapprezzo.
"Chamonix, come Courmayeur è una località ai piedi del Monte Bianco, con la quale non ci sentiamo concorrenti bensì complementari - spiega Fabrizia Derriand, sindaco di Courmayeur -. Innanzitutto Courmayeur conta solamente 3.000 residenti, che sono attratti dai locali e dalla vita notturna di Chamonix. Qui i 30.000 abitanti si sentono invece attratti dalle nostre tradizioni, come la cura per il territorio e l'ottima cucina ma soprattutto l'invidiabile clima grazie alla posizione sul versante sud del Bianco."
Con lo skipass viene messa a disposizione degli sciatori una navetta gratuita che collega le due località. Da notare che, nel mese di febbraio, per i bambini fino a 12 anni il soggiorno in hotel e lo skipass sono gratuiti!
Il comprensorio di Courmayeur possiede 100 km di piste: numerose funivie e telecabine portano in cima alla Cresta Youla, a quota 2.624 m, e a Cresta d'Arp (2.755 m), da dove si può godere di un'invidiabile vista sul Monte Bianco. Le piste da fondo, sotto lo sguardo del Dente del Gigante, si snodano in quattro anelli, per un totale di oltre 35 km tra i boschi silenziosi della Val Ferret, i prati di Entrèves e di Dolonne e la vallata di Arpy. Le escursioni sul massiccio sono poi possibili grazie alla società Guide Alpine di Courmayeur, con ben 44 guide in attività e autorizzate ad accompagnare persone in arrampicata, gite alpinistiche e scialpinistiche così come sci fuori pista su ghiacciaio. Celebre è, per esempio, la discesa della Vallée Blanche, che si snoda nel cuore del massiccio attraversando seraccate e scivolando sulla Mer de Glance prima di terminare a Chamonix dopo un percorso di 20 km e un dislivello di oltre 2400 m. Gli appassionati di escursioni possono invece percorrere a piedi la Val Ferret su un sentiero battuto nella neve, parallelo all'anello di fondo. E se tutto questo non bastasse, ci si può sempre divertire sulla pista di ghiaccio indoor o rilassarsi nell'oasi rilassante delle Terme di Prè Saint Didier.
Marinella Croci
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Si chiama Kakiparis e prende il nome dall'antico termine greco che denominava l'attuale Cassibile, frazione di Siracusa dal punto di vista amministrativo, ma largamente autonoma da essa per i ricordi che evoca. Kakiparis è un'associazione culturale formata da cittadini del posto, che, come ovunque del resto, cerca di valorizzare la memoria locale, segnalandone la storia e puntando sugli avvenimenti di maggior risonanza che si sono verificati nel corso dei secoli. E questo è appunto il caso di Cassibile/Kakiparis. Piaccia o non piaccia (e poi spiego perché dico così), questo posto è infatti parte integrante della nostra storia nazionale per via di un evento, uno solo, che ha coinvolto tutti gli italiani, che nell'estate del 1943 aspettavano di capire dove sarebbe sboccata realmente l'improbabile strada presa dalle Istituzioni del Regno dopo l'esautoramento di Benito Mussolini. Qui infatti, per l'esattezza in un uliveto a pochi chilometri dal centro, all'alba del 3 settembre venne sottoscritto l'Armistizio tra l'Italia e gli Alleati, e il nostro Paese venne introdotto a forza in una spirale di violenza che portò alla divisione e causò ferite non ancora del tutto rimarginate. Almeno nella visuale politica di qualcuno (destra o sinistra in questo caso non è determinante), che ritiene che luogo e data siano tanto infausti da non meritare una qualsiasi evocazione, men che meno una commemorazione.
Che la circostanza sia delle meno liete, è fuor di dubbio, come altrettanto certo è che difficilmente si realizzano grandi eventi se non c'è qualcosa da festeggiare. Ma anche le vicende più tristi qualche riflessione la possono suscitare e a Cassibile gli approfondimenti storici, i ripensamenti sui fatti, l'evoluzione dei giudizi, possono portare a contributi interessanti e, comunque, a una sedimentazione di passioni che non ci hanno mai aiutato nella crescita civile. Il resto, credo, lo farà il tempo, che anche questa volta sarà galantuomo.
L'essere infine celebri per una specifica ragione, non toglie nulla a che la storia di questo posto risalga a ben prima del 1943, che le risorse locali abbiano un loro valore intrinseco, che le potenzialità turistiche del suo mare rappresentino una sicura attrattiva: diventa quindi abbastanza ovvio il desiderio di far conoscere l'una e le altre.
Dal sito www. cassibilenelmondo.it, (gestito da Salvatore Di Mauro, e da cui abbiamo tratto le informazione che seguono) apprendiamo che � probabile che i primi insediamenti nel territorio di Cassibile, siano ad opera dei Siculi, che si stabilirono all�imbocco inferiore di Cava grande, precisamente tra il Cugno Fazio a sud e il Cugno Mola a nord. Qui si svilupp� una vera o propria Civilt�, testimoniata da una necropoli di circa duemila tombe scavate nella roccia e di innumerevoli reperti ossei, ceramici e metallici, databili fra il 1000 e l�850 a.C. Elementi caratteristici e tipici di questa fase preistorica, sono le ceramiche dipinte a motivi piumati, le fibule metalliche con arco a gomito o a occhio con artiglione rettilineo, i rasoi di forma quadrangolare, le asce a cannone.
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