benessere e una remis en forme per iniziare al meglio il nuovo anno, ecco che nemmeno sotto questo punto di vista la regione francese lascia delusi i visitatori. La Costa Azzurra, infatti, non è solamente una delle riviere più famose ed eleganti di tutta l'Europa, ma è anche un ambiente eccezionale per un'indimenticabile esperienza di benessere e salute legata ai benefici dell’acqua di mare che uniti al clima marino curano diversi disturbi e svolgono un’azione rivitalizzante, detergente e antibatterica. Come da anni succede in Francia Occidentale e, soprattutto in Bretagna, dove la "thalassò" nacque nel 1898, quando il medico bretone Louis Bagot aprì, a Roscoff, il primo centro di talassoterapia, basato sulle virtù fisiologiche dell´acqua di mare scoperte l´anno prima dal biologo francese René Quinton cui seguì, negli anni sessanta del Novecento, il centro Louison Bobet voluto dal campione di ciclismo francese Bobet che sperimentò i benefici delle cure talassoterapiche dopo un grave incidente automobilistico.
Nella magica cornice di Antibes, l’elegante cittadina fortificata tra Nizza e Cannes, famosa per le sue spiagge, per il suo bellissimo centro storico racchiuso nei bastioni del XVI secolo e per la sua vivace vita notturna, un centro benessere e di talassoterapia eccezionale, dove puoi rilassarti per una giornata o durante un soggiorno più o meno lungo, è sicuramente presso l'Hotel Baie des Anges by Thalazur, una struttura, completamente rinnovata nel 2013, situata nella zona più alta della città, con una esclusiva vista panoramica sulle acque azzurre del mar Mediterraneo e sulle Alpi meridionali.
L’hotel dispone di 116 camere spaziose e inondate di luce, arredate in stile contemporaneo e molto confortevoli, tutte con terrazza privata, aria condizionata, televisione a schermo piatto, cassaforte, connessione wifi.......e 46 appartamenti completamente attrezzati, ideali per una famiglia o un gruppo di amici in vacanza.
I grandi e rilassanti spazi, dedicati alla cura della persona sono l'ideale per rigenerarsi in un'atmosfera elegante tra talassoterapia, aromaterapia, e trattamenti bellezza eseguita da personale altamente specializzato e costantemente aggiornato con prodotti di alta gamma come Thalgo, noto per i suoi meravigliosi prodotti marini e Payot, un brand francese, sinonimo di eleganza, eccellenza e prestigio, fondato negli anni ‘20 del secolo scorso da Nadia Payot, una delle prime donne medico a occuparsi di bellezza e cosmetica. Per i più “esteti” poi un'apparecchiatura super avanzata che regala una pelle del viso da favola!!!
Due piscine all'aperto di acqua di mare con vasche idromassaggio dove prendere il sole durante la bella stagione lasciano il posto, in inverno, ad una piscina coperta che permette di sfruttare tutto l'anno l'acqua marina riscaldata con getti a collo di cigno, getti subacquei e jacuzzi.....Inoltre, per completare il tuo benessere: sauna, hammam, sala fitness, cardio-training.....
Per le tue soste gustose, l'ambiente elegante e sobrio del ristorante L'Angélus, aperto, grazie ad ampie vetrate, sulla Baie des Anges, dove i due capi cuochi, Patrice Demangel e Didier Aniès, Meilleur Ouvrier de France (Miglior Artigiano di Francia) propongono i sapori autentici della Francia del Sud contaminati con la cucina mediterranea.
Stessa atmosfera pervade il lounge bar 770, uno spazio luminoso con bancone di acacia e un meraviglioso gioco di colori verdi, dove, da solo o in compagnia, potrai sorseggiare gli ottimi gli cocktail di stagione realizzati con rosa, violetta, olii essenziali e altre piante della regione.
Come arrivare:
Per organizzare al meglio il vostro viaggio in Costa Azzurra, affidatevi ai treni della compagnia Thello. Thello è la sola linea diretta che collega Milano (Pavia, Voghera, Genova, Savona, Finale Ligure, Albenga, Alassio, Diano, Imperia, Sanremo e Ventimiglia) a Nizza e Marsiglia (ma anche Antibes, Cannes, Saint-Raphael e Tolone) in Francia. La linea prevede anche una fermata a Montecarlo.
Info:
- Hotel Baie des Anges by Thalazur, 770 Chemin des Moyennes Bréguières, 06600 Antibes. Tel.: +33(0) 492.91.82.02, Fax. +33(0) 493.65.94.14, www.antibes.thalazur.fr,
- Atout France Italia:www.france.fr.
- Thello: www.thello.com.
Gloria Giovanetti
Cielo terso e aria frizzantina, paesaggio cristallizzato coperto di brina, neve morbida, cene raffinate e sostanziose, sport e relax in accoglienti spa, tutto questo fa della montagna il luogo ideale per un break dalla vita cittadina. Ma in questo periodo ancor di più. Molti paesi, infatti, si "addobbano" di luci, colori, profumi e sapori......Siamo nel periodo dell'Avvento quando deliziose casette di legno con un assortimento che spazia dalle prelibatezze della cucina e della pasticceria locali all’artigianato tradizionale, invadono il centro trasformando ogni borgo in un “Paese di Natale” tra spettacoli e magia, animazione e cori di montagna che affascinano sia i grandi che i piccini.
In Austria, nel Tirolo, già un mese prima di Natale, nelle piazze e nelle vie, le case sono adornate con ghirlande di rami di pino; le piazze ospitano splendidi alberi natalizi e tutte le finestre e le vetrine sono arricchite con tipiche decorazioni tirolesi fatte di stelle di paglia, angioletti intagliati nel legno, pigne dorate e composizioni di fiori e spezie al profumo di cannella e chiodi di garofano. A soli 20 minuti da Innsbruck, Seefeld, regina incontrastata dello sci di fondo con oltre 240 chilometri di piste, illuminate per gli sportivi che amano la notte, perfettamente attrezzate per chi ama praticare il fondo con il proprio cane e ben 7 piste per disabili, non fa eccezione e, anche quest'anno, dal 29 novembre 2019 al 5 gennaio 2020, dalle ore 14 alle 21, la Fußgängerzone (zona pedonale) diviene uno stupendo villaggio fatto di bancarelle decorate secondo lo stile tirolese, vera delizia per i visitatori che vi possono trovare stand gastronomici, banchi pieni di pezzi pregiati d’artigianato locale e oggettistica a tema natalizio, eccezionali a vedersi, perfette per essere fotografate e immortalate nella memoria.
La gente si muove accompagnata dalla musica dal vivo dell’orchestra autoctona Seefelder Weisenbläser, mentre i più piccoli trovano svariati motivi di divertimento venendo accolti nella baita del bricolage, la Bastelstube, per liberare la loro creatività: disegnano, compongono figure ludiche, imparano a lavorare diversi materiali e scrivono a Babbo Natale spedendo la loro letterina dall’ufficio postale degli Angioletti. La visita al Mercatino di Natale ben si combina poi all’esplorazione delle venti cappelle della Leutasch, tappa fissa prevista dal programma dell’Avvento nell'Olympiaregion Seefeld, organizzata con una coinvolgente fiaccolata, racconti di storie tirolesi e un gran finale che prevede la degustazione dei piatti tipici della nonna, in una delle tante osterie tradizionali. Da non dimenticare neppure, il 6 dicembre alle 18, la 10a edizione della sfilata dei Krampus, spaventose creature mezze uomo e mezze animale, vestite di pelli di capra con campanacci che agitano e fanno chiasso accompagnando San Nicolò e regalando dolci ai bimbi più buoni e anche a quelli meno. Per tutta la famiglia, la tradizionale Festa della neve con un variegato programma a contorno delle scintillanti sculture di neve e ghiaccio che decorano la zona pedonale. Ancora sport con la Seefeld nordic combined triple, una manifestazione nel firmamento delle grandi manifestazioni sportive (dal 31.01 al 2.02.2020).
Ciliegina sulla torta, durante l'Avvento, la Coppa delle Alpi by Mille Miglia, un viaggio esclusivo di cento vetture, costruite dal 1919 al 1976, che attraverso panorami mozzafiato dell’arco Alpino faranno tappa a Seefeld il 5.12.2019 vivendo appieno l’atmosfera prenatalizia della capitale mondiale dello sci nordico.
Per il vostro soggiorno, a pochi passi dal centro di Seefeld, circondato dalle montagne del Wetterstein e del Karwendel, in una posizione completamente tranquilla e molto vicino alla natura, ecco l'Hotel Lärchenhof Natura e Spa, un'elegante struttura a gestione famigliare del gruppo Marcati. Un ambiente accogliente e curato nei particolari, adatto a qualsiasi tipologia di viaggiatore, ma ideale per coloro che desiderano respirare a pieni polmoni l'aria pura di montagna, a pochi passi da un centro sempre vivace e mondano, ricco di tante possibilità di svago: dallo shopping griffato all'après-ski nei bar alla moda, dal casino, un gioiello architettonico in cui si può tentare la fortuna giocando a poker o alla roulette al leggendario night club Kanne, luogo ideale per il divertimento serale tra bella musica e ottimi cocktail....... e, per gli ospiti più romantici, una gita in carrozza trainata da cavalli e guidata da un cocchiere pronto a raccontare tanti piccoli aneddoti e leggende del posto trasformando la gita in un viaggio indietro nel tempo!
Con vista verso il paese o sulle incantevoli montagne, le camere, accoglienti, eleganti e luminose, con raffinati pavimenti in legno e dotate di tutti i moderni comfort, tra cui materassi di alta qualità che garantiscono il massimo riposo ai clienti, si presentano di varie tipologie e metrature per garantire ad ogni ospite il miglior soggiorno in un luogo giusto per rilassarsi, vivere momenti meravigliosi, dormire profondamente e sognare.
Principale attrazione dell'albergo è il ristorante dove il talentuoso chef Ronny Kirste col suo team propone ogni giorno nuovi e sorprendenti momenti di piacere partendo dalla prima colazione, per passare alle dolci seduzioni dello spuntino pomeridiano, fino ad arrivare ad un degno coronamento della giornata con il menù da cinque portate della cena che può includere un menù di carne, pesce, vegetariano o senza glutine, sicuramente un delicato piacere per occhi e papille gustative. Se desiderate una cena speciale, sempre del gruppo Marcati, vi consigliamo una sosta golosa, a pochi passi dalla struttura, al ristorante Lärchenstüberl, una baita ottenuta dalla ristrutturazione di un vecchio edificio costruito più di 300 anni fa, oggi location ideale per accogliere, nelle sue gradevoli sale, la tipica cucina locale "annaffiata" da una variegata selezione di vini pregiati. Imperdibile l'ottimo “Kaiserschmarren”, ovvero la frittata dell’Imperatore… rigorosamente da dividere con almeno tre persone.
E dopo una giornata trascorsa tra passeggiate, campi da sci, partite di curling, escursioni con le ciaspole, pratica di nordic walking, evoluzioni sulla pista di pattinaggio.......ritirarsi, rilassarsi, ricaricarsi....riscoprire il silenzio e la lentezza...... al'Hotel Lärchenhof Natura e Spa si può! Basta concedersi una pausa per corpo e mente nel reparto benessere & Spa dove oltre alla piscina coperta, alla sauna, al solarium, al bagno turco e al bacino con acqua fredda, vi attendono numerosissimi trattamenti benessere e cosmetici realizzati con ottimi prodotti naturali da personale esperto e qualificato. Per chi viaggia in coppia, all'ultimo piano della struttura con vista mozzafiato sulle montagne di Seefeld, una Spa privata dove regalarsi piacevoli coccole tra una sauna, un massaggio e un brindisi con le bollicine.
COME ARRIVARE: sull’Autostrada A22 del Brennero, superare il valico e immettersi sulla A13, imboccare l’Autostrada dell’Inntal A12, uscire a Zirl Ost e proseguire sulla SS B177 fino a Seefeld.
La stazione ferroviaria si trova a Seefeld. Comodo l’aeroporto di Innsbruck a 20 minuti, che prevede quattro collegamenti giornalieri in autobus diretti a Seefeld.
Info:
TOURISMUSVERBAND SEEFELD, Heilbadstraße 827 6100 Seefeld Austria.+43 5 0880 WhatsApp Chat: +43 664 6218924
HOTEL LÄRCHENHOF NATURA E SPA, Famiglia Marcati. Geigenbühelstrasse 203 6100 Seefeld Austria. Tel.: +43 5212 2383, Fax: +43 5212 2583.
Gloria Giovanetti
In questi giorni delicati per lo stato maltese, Malta Tourism Authority annuncia che Ester Tamasi sarà il nuovo direttore per l‘Italia. Claude Zammit Trevisan passa quindi il testimone a quello che non è certo un volto sconosciuto al mercato italiano, poichè la Tamasi fa parte dello staff MTA da oltre 10 anni.
Una carriera totalmente dedicata al turismo quella di Ester Tamasi, a partire da una laurea in Scienze del Turismo: molti i ruoli operativi che ha ricoperto dall’hôtellerie & hospitality, transportation e tour operating che le hanno permesso di consolidare le basi della sua preparazione. Ha inoltre conseguito numerosi titoli di specializzazione e di alta formazione, sia in Italia che all’estero.
Dal 2017 ha coordinato il lancio del brand Conventions Malta in Italia di cui è diventata la referente principale per conto di MTA per il segmento MICE, raggiungendo eccellenti risultati in ambito di posizionamento e sviluppo del prodotto.
Ester Tamasi ha appreso la notizia dell’incarico con grande slancio, queste le sue parole: “Sono a dir poco entusiasta dell’opportunità che mi è stata concessa perché questo rappresenta una conferma del lavoro svolto in questi anni insieme al resto del team, composto da figure professionali ed intraprendenti con cui sono felice di poter condividere i risultati raggiunti. Continuando sulla scia dell’ottimo lavoro sin qui svolto, continuerò a adottare un metodo che prediligerà creatività e proposte innovative ed esperienziali.
Malta è una destinazione in piena trasformazione, che attualmente è considerata uno degli hub più vivaci in Europa in ambito culturale e sul versante delle vacanze attive oltre ad essere riconosciuta come meta di grande tendenza. Stiamo inoltre ponendo particolare attenzione a tutto ciò che è dedicato a lusso e benessere, ma anche alle strategie di sostenibilità, per questo sono a dir poco emozionata all’idea di poter far parte ancora più attivamente di questo grande progetto che Malta Tourism Authority sta portando avanti per promuovere le isole maltesi e tutto quello che hanno da offrire. Da parte mia, mi dedicherò a questo nuovo ruolo con il massimo impegno per consolidare la posizione che Malta ha raggiunto sul mercato italiano, grazie alle strategie dell’ente ma anche alle fondamentali collaborazioni con i tutti i nostri partner".
L’appuntamento organizzato da Malta Tourism Authority, al The Manzoni di Milano, è stata l’occasione per annunciare alla stampa ed ai partner italiani, la nomina di Ester Tamasi quale nuovo Direttore e per celebrare gli importanti traguardi raggiunti negli ultimi anni sul mercato italiano da MTA, grazie al lavoro svolto dal Direttore uscente, Claude Zammit Trevisan.
La storia della destinazione è infatti una storia di successo, che inizia nel 2008, anno in cui Malta Tourism Authority decide di rilanciare la promozione turistica dell’Arcipelago in Italia, riaprendo un ufficio di rappresentanza a Roma. Col trascorrere degli anni, i flussi dall’Italia hanno continuato a crescere e, nella decade successiva, sono quasi triplicati, chiudendo il 2018 con un totale di quasi 391.000 italiani in visita sulle isole. Una tendenza, che ha consolidato l’Italia al secondo posto tra i mercati di riferimento di Malta, facilitando la continua crescita degli investimenti di MTA sul mercato italiano, alla base di una strategia promozionale di successo, rispecchiata dalla forte crescita osservata.
Di certo anche la nomina di Valletta Capitale Europea della Cultura 2018 ha ulteriormente contribuito all’affermazione della fama della destinazione. Il titolo ha consentito di porre Malta sotto i riflettori, permettendole in ambito europeo, e non solo, di acquisire un out-standing di livello internazionale. I tanti interventi urbanistici realizzati hanno trasformato il tessuto urbano, rendendolo più contemporaneo, ma sempre perfettamente integrato con l’immenso patrimonio artistico e architettonico delle isole.
Di pari passo sono aumentati i collegamenti aerei internazionali (attualmente 15 voli diretti solo dall’Italia) trasformando, quella che era considerata una piccola isola del Mediterraneo, in un hub di rilevanza strategica anche come ponte aereo tra l’Europa ed il resto del mondo.
“L’evoluzione che ha toccato Malta in questi anni, ha portato la destinazione dall’essere considerata un piccolo agglomerato insulare squisitamente legato alla tradizione mediterranea, ad essere percepita oggi come luogo moderno e dinamico, mai uguale a sé stesso. Le strategie messe in atto da MTA, la forte ed efficace partnership che l’ente ha con gli operatori locali, la cultura aperta ed eterogena che si pone in equilibrio perfetto tra antico e moderno, la capacità di rinnovarsi con un calendario eventi ricchissimo e vario, tutto connotato in un contesto paesaggistico di rilievo, è la formula alla base del successo di Malta. Il futuro sarà tutto rivolto al consolidamento del mercato con un occhio attento alle questioni di sostenibilità, sempre nel rispetto del prodotto. Di certo concentreremo le forze nello sviluppo del segmento luxury, in linea con la qualità dei servizi e delle esperienze messe a disposizione del visitatore”, dichiara Ester Tamasi.
Anche il 2019 si prospetta un anno che chiuderà in positivo. I numeri registrati nei primi 9 mesi hanno rilevato anche per quest’anno una crescita di arrivi dall’Italia che, solo per il mese di settembre, è corrisposta ad un aumento dell’8,6%.
"Il periodo trascorso in Italia è stato per me fondamentale sia da un punto di vista professionale, che personale. Il proficuo lavoro di squadra svolto in questi anni ha permesso di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati durante il mio mandato. Se da un lato lascio l’Italia con una punta di nostalgia, sono comunque lieto di dedicarmi a nuovi progetti presso la sede di Malta, ed orgoglioso del fatto che a succedermi ci sarà Ester Tamasi, con cui ho avuto il piacere di lavorare in tutti questi anni e con la quale, sono certo, MTA continuerà a raggiungere ancora numerosi e brillanti traguardi" ha infine concluso Claude Zammit Trevisan.
Per informazioni su Malta consultare il sito.
La stagione invernale ha tutto un altro mood in Carinzia. Attività all’aperto, benessere e relax sono l’ideale per chi sa gustarsi la vita.
Tra acque termali rigeneranti, saune in grado di ristorare l’anima e il corpo e bagni immersi in panorami meravigliosi sui monti e sui laghi carinziani, lo stress quotidiano sarà solo un lontano ricordo.
Nella parte più meridionale dell’Austria, quella più vicina a noi, si trova la Carinzia, un territorio esteso che offre ampie e variegate soluzioni turistiche tutto l'anno. Ideale per le famiglie, grazie a una lunga tradizione di accoglienza, la regione vanta un interessante patrimonio culturale e folkloristico. Ma è nella "vacanza attiva" che la bella Carinzia si contraddistingue.
D’inverno sci e snowboard, ma anche sci di fondo, ciaspole, trekking, gite su slitte trainate dai cani, pattinaggio su ghiaccio e tanto altro. Imperdibili i mercatini di Natale. Durante l’estate gli oltre 200 laghi balneabili e con acqua potabile, con temperature fino i 28 gradi, diventano meta per gli amanti del campeggio e della vita all’aria aperta, dell’escursionismo e di numerosi sport acquatici come vela, windsurf e canoa.
La Carinzia è composta da 14 destinazioni turistiche: il lago Wörthersee, Villach-Warmbad/Lago di Faak/Lago di Ossiach, Nassfeld-Hermagor-Presseger See/Weissensee/Lesachtal - Arena Naturale della Carinzia, Lago Millstätter See, Hohe Tauern - Parco Nazionale Alti Tauri; Klopeiner See - Carinzia del sud, Bad Kleinkirchheim, la Carinzia centrale, i Monti Nockberge, Lieser-Maltatal-La Valle per le famiglie, Katschberg-Rennweg, Carnica - la Valle Rosental, la Valle Lavanttal, e Klagenfurt, che è la città capoluogo della Regione con circa 90.000 abitanti.
Anche quando la stagione invernale volge verso il termine, la Carinzia è capace di stupire. Ogni anno si può assistere ad un fenomeno naturale davvero speciale. Durante il periodo del disgelo l’acqua torna a sgorgare dalla fonte Maibachl a Warmbad Villach e vicino alla sorgente principale si formano due bacini naturali nei quali è possibile fare il bagno all’aperto nell’acqua termale alla temperatura di 28°C. Dichiarata monumento naturale nel 2005, l’acqua della sorgente Maibachl, ha effetti benefici e curativi ideali per disturbi cardiocircolatori e dell’osteoporosi. Mentre, per divertirsi in acqua anche d’inverno, in Carinzia sono a disposizione varie piscine coperte a Klagenfurt, Spittal, Heiligenblut, Kötschach-Mauthen, Mallnitz e St. Veit an der Glan.
Una struttura moderna e innovativa dove passare momenti di totale relax: le KärntenTherme di Warmbad-Villach garantiscono tutto questo e molto di più. Completamente rinnovate solo pochi anni fa, il centro ha fatto delle parole “Fit, Fun & Spa” il suo motto diventando celebre per la sua grande capacità di offrire varie proposte in tema di bellezza e wellness. All’interno dei 2000 m2 della struttura termale grandi e piccoli possono trovare l’attività più adatta a loro. Infatti, mentre i primi si rilassano tra saune, Hamam e bagno turco, i più giovani hanno una zona interamente dedicata a loro con scivoli a tubo e Crazy-River. I fortunati ospiti degli hotel attigue alle terme, il Karawankenhof e il Warmbaderhof, hanno la possibilità di accedere alla sauna e alla piscina direttamente in accappatoio percorrendo un corridoio esclusivo. Mentre chi vuole alternare l’adrenalina della discesa in pista con il relax termale, può conservare il suo skipass giornaliero valido per l’Alpe Gerlitzen o per il Dreiländereck così da usufruire di uno sconto del 20% sull’ingresso serale (dopo le ore 17.00). I possessori dei biglietti plurigiornalieri (da 4, 5 o 6 giorni) della Gerlitzen nella formula “Sci & Terme” potranno accedere gratuitamente alle KärntenTherme di Villach dopo le 16.00. Le KärntenTherme di Warmbad-Villach sono aperte tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00. Anche i possessori della tessera Winter Kärnten Card possono accedere, per una volta nella durata della carta, gratuitamente alle zone FUN e SPA dopo le 17.00.
“Dalle piste alle terme” è il motto dell’area di Bad Kleinkirchheim, località famosa per la sua offerta dedicata agli sport invernali nella quale però è possibile scegliere fra due diverse strutture termali. I bagni Thermal Römerbad offrono uno spazio di 12.000 metri quadrati dove concedere qualche momento di piacere a corpo e anima. Divisa su tre piani si possono trovare oltre dieci diverse saune e l’intera struttura termale permette anche di godere di una vista meravigliosa direttamente sulle piste, godendo lo spettacolo degli sciatori che si divertono sulla pista Franz Klammer. Alle Terme di St. Kathrein, invece, gli ospiti trovano l’area balneare indoor più vasta della Carinzia. Un luogo dedicato a tutta la famiglia grazie al divertimento assicurato anche per i più piccoli; è presente anche lo scivolo acquatico più lungo della regione. L’acqua termale di Bad Kleinkirchheim ha invece effetti lenitivi contro le affezioni allergiche, l’emicrania, i reumatismi e le lesioni dei dischi intervertebrali.
Per tutto l’anno, la casa dei bagni 1° Kärnten Badehaus, consente di gustare il piacere di qualche momento di relax sul lago Millstätter See. Realizzata direttamente sulla sponda del lago, la “Badehaus”, offre una vista straordinaria sull’incantevole scenario naturale delle montagne che si stagliano tutte intorno allo specchio d’acqua. Qui si può trascorrere una perfetta vacanza al lago anche in inverno tra cabine sauna, tepidarium, bagno turco all’acqua salata e la grande piscina “Infinity”, da 60 mq, dove l’acqua mantiene una temperatura di 35°C. L’intera struttura è in perfetta armonia con la natura grazie alla sua anima ecologica data dal fatto di essere stata costruita secondo i principi della casa passiva e integrata, con un impianto fotovoltaico per un’elevata efficienza energetica nel pieno rispetto dell’ambiente. Un luogo dedito al wellness che la accomuna alla casa dei bagni “Werzer’s Badehaus”, a Pörtschach am Wörthersee, altra località ideale per trascorrere giornate invernali all’insegna della serenità più totale. La “Badehaus” è aperta tutti i giorni sia per gli ospiti del Werzer’s Hotel Resort sia per i visitatori della Day Spa.
Chi vuole concedersi un bagno in uno dei laghi della Carinzia anche d’inverno, non deve necessariamente essere tra i temerari che parteciperanno alla nuotata di Capodanno che si svolgerà a Velden am Wörthersee. C’è la possibilità infatti di concedersi comodamente il piacere di una nuotata nelle piscine riscaldate presenti in alcuni degli hotel che popolano le sponde del lago: l’Hotel Kollers sul Millstätter See, il Schlosshotel Seefels sul Wörthersee e l’Hotel Hochschober sul Turracher See a Turrach. Qui, anche d’inverno, ci si può immergere nelle acque del lago piacevolmente riscaldate e accompagnati dall’atmosfera romantica delle montagne coperte dalla neve.
Oltre alle piscine riscaldate direttamente nell’acqua del lago, i numerosi Wellnesshotel della Carinzia mettono a disposizione dei loro ospiti fantastiche oasi spa e saune in riva al lago dove vivere momenti di assoluto relax. L’Hotel Feuerberg all’Alpe Gerlitzen, ad esempio, offre un’“Infinity Pool” da 25 metri con un panorama mozzafiato sulle montagne della Carinzia. L’hotel*****S Ronacher a Bad Kleinkirchheim invece coccola gli ospiti con uno stupendo ambiente sauna da 4500 mq, cinque vasche termali e oasi relax. Il Biohotel Daberer, nella valle Gailtal, si distingue perchè sin dal 1978 segue una filosofia biologica e oltre ad una nuova area wellness offre tanto spazio per il relax. All’Hotel Enzian sul lago Weissensee è presente una delle saune sul lago più belle della Carinzia e infine all’Almwellness-Hotel Tuffbad, nella valle Lesachtal, a 1.200 metri d’altitudine, gli ospiti possono godere della pace più assoluta.
La redazione
Per saperne di più consultate il sito della regione.
Case e finestre decorate di pitture lievi e opulente insieme; centro tutto pedonale, racchiuso intorno a un’unica piazzetta su cui si staglia la chiesa di St. Oswald con il suo iconico campanile; hotel di lusso e di charme; vetrine chic che invitano allo shopping; negozi accattivanti di ghiottonerie locali; caffè che nel tardo pomeriggio, quando fa buio e le strade si illuminano sotto la neve, si animano di turisti pronti a godersi gustosi e mondani après-ski; ristorantini dove gustare le migliori specialità tirolesi; un casinò, in caratteristico stile alpino, che promette momenti indimenticabili tra gioco d'azzardo e un programma di intrattenimento più che vario; un centro sportivo dove "impigrire" tra piscina e sauna; slitte trainate da maestosi cavalli che attraversano il paese per entrare nel bosco e raggiungere il lago tra scorci naturali senza uguali........e tutt'intorno piste e sentieri innevati.......
Siamo nel cuore del Tirolo, tra le cime più belle delle Alpi austriache, a soli 20 minuti da Innsbruck. Siamo più precisamente a Seefeld, paesino da fiaba membro del marchio “The Best of the Alps”, associazione internazionale che riunisce dodici paesi tra i più prestigiosi ed esclusivi dell'intero arco alpino, da Chamonix a Cortina d’Ampezzo, da Davos a Kitzbühel, da Lech am Arlberg a St. Moritz, tutti contraddistinti da paesaggi incantevoli, strutture ricettive efficienti e di qualità, servizi di prim’ordine e una lunga tradizione di ospitalità.
Ma Seefeld, per tre volte sede di gare olimpiche e l'anno scorso dei Campionati mondiali di Sci Nordico, è anche la patria indiscussa dello sci di fondo grazie alle sue piste, sempre ben curate e perfettamente innevate, sia in stile classico sia pattinato, ma anche con un percorso dog-friendly per chi vuole fare sci di fondo con gli amici a quattro zampe, che coprono ben 279 chilometri di puro divertimento un po' impegnativo sulle piste nere dove in salita occorre un buon allenamento e in discesa un ottimo controllo degli sci.
Ma in questo scintillante eldorado non c'è solo sci di fondo, ma anche sci alpino con un’offerta non ampia, ma assai raffinata. Il comprensorio sciistico più grande, il Bergbahnen Rosshütte, propone il comfort di seggiovie ad agganciamento automatico e sedili riscaldati. Qui, sia i piccoli sciatori “in erba” sia i campioni dello sport, hanno l'opportunità di sperimentare la propria bravura, ma anche frequentare una scuola di sci o dedicarsi allo snowboard. Senza dimenticare che la sera ci si può divertire partecipando a fiaccolate notturne, escursioni con le racchette da neve oltre a volteggiare sul ghiaccio o sfidarsi a curling........ Chi vuole giocare con la neve può invece provare una discesa in gommone sulla pista del Brandlift.
Il fascino di quest’angolo del Tirolo però non è fatto solamente di neve. Imperdibile una vista alla chiesa di St. Oswald, uno tra gli edifici ecclesiastici tardo-gotici più belli del Tirolo, famosa per il "miracolo dell'ostia" e ricca di statue lignee e affreschi di ottima fattura così come una sosta, a pochi minuti di passeggiata dal centro, di fronte alla pista da pattinaggio e ai campi per il curling, alla "Seekirchl", la chiesa simbolo della città, costruita nel 1666 al centro di un lago artificiale. Oggi il lago è completamente prosciugato, ma l'edificio religioso, a pianta circolare e la sua caratteristica cupola a cipolla, rappresentano ancora una delle principali attrazioni del paese. Chi ha più tempo a disposizione, non tralasci l'imponente campana della pace di Mӧsern, che ogni giorno, nel tardo pomeriggio, fa echeggiare i suoi rintocchi fino alle vallate vicine e a pochi chilometri da Seefeld, il museo di Leutasch, museo dedicato a Ludwig Ganghofer, uno degli scrittori regionali più importanti della fine del XIX secolo, dove foto e cimeli ricordano le visite di Richard Strauss, Rainer Maria Rilke, e Thomas Mann.
La buona riuscita di una vacanza incomincia dalla scelta dell'albergo. Proprio per questo ci siamo regalati una vacanza al Krumers Post Hotel & Spa**** S, una struttura dalla lunga storia, capace di toccare il cuore e di accarezzare i sensi regalando agli ospiti momenti particolarmente rilassanti, deliziati dalla cucina alpina, da un personale attento e da una raffinata area wellness dove concedere momenti di piacere a corpo e anima. Una location che fa venire in mente, a tutti coloro che vi hanno soggiornato, la parola “casa”. Perché ci si sente immediatamente a proprio agio, come in famiglia.
Situato proprio nel cuore del centro storico, nella tranquilla zona pedonale, l'hotel dispone di raffinate e confortevoli camere e suite, dove l'arredamento e lo charme si sposano con il confort e le soluzioni tecnologiche mentre piccole attenzioni, come la borsa per la Spa con zaino, accappatoio e ciabattine da bagno, rendono inconfondibilmente perfetto il soggiorno. Fiore all’occhiello della dimora è sicuramente l’ottima cucina. Una cucina dal gusto autentico e deciso, dove l’ambizione all’eccellenza non dimentica il legame con il territorio e i suoi prodotti tipici e stagionali. Una cucina, a chilometro zero e basso impatto ambientale, che inizia con la prima colazione a buffet, ricca ed equilibrata, realizzata con prodotti tipici e dolci caserecci, prosegue con una gustosa merenda con caffè e dolci, ma anche zuppe, insalate e minestre, anticipando così le delizie che si possono gustare la sera, "annaffiate" da ottimi vini e bollicine. Ciliegina sulla torta: ogni domenica una raffinata cena di gala, con menù da sei portate ed esclusive prelibatezze gastronomiche. Fiore all’occhiello e rifugio dopo le ore trascorse tra escursioni, slittino, curling, camminate romantiche sulla neve, sci di fondo, ma anche shopping e scoperta dell'Olympiaregion, è la grandiosa SPA di ben 2500 mq distribuiti su 4 piani, dedicata esclusivamente agli adulti. Nella SPA ci sono diverse aree relax: la "Zirbennest" nell’attico dell’area saune, dove si può oziare su lettini ad acqua, doppi e singoli, circondati dal profumo di pino cembro e godere della vista sul Gschwandtkopf e sulla Rosshütte. Poi c’è la sala del camino da vivere tra tisane, snack salutari, acqua di sorgente, succhi, tè e, naturalmente, relax e la "Pool-Galerie” con divani gonfiabili ideali per un riposo e un rilassamento totali. Al terzo piano si trova la bellissima piscina panoramica, completa di idromassaggio, con acqua a temperatura costante di 31° C e una splendida vista sulle montagne circostanti direttamente dall'acqua. Per i più sportivi, con vista sulla piazza del villaggio, un'ampia palestra equipaggiata con macchinari Technogym®, mentre chi desidera approfittare delle vacanze per regalarsi cure estetiche, è disponibile una vasta gamma di trattamenti firmati [comfort zone], eseguiti da personale altamente qualificato e a completa disposizione per guidare gli ospiti in un percorso particolareggiato ed adatto ad ogni loro esigenza.
Info:
TOURISMUSVERBAND SEEFELD, Heilbadstraße 827 6100 Seefeld Austria.+43 5 0880 WhatsApp Chat: +43 664 6218924
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Gloria Giovanetti
Il tanto atteso Black Friday si avvicina e inizia la caccia alle offerte più interessanti. Se per chi è in città trovare tante occasioni è semplice, può non valere lo stesso per chi è in viaggio. Tuttavia, approfittare degli sconti durante gli spostamenti non è impossibile: Omio, app e piattaforma di prenotazione di treni, aerei e autobus leader in Europa, ha selezionato cinque tra le migliori stazioni ferroviarie in Europa per fare compere durante il venerdì più atteso dell’anno.
Considerata una delle principali capitali europee dello shopping, Milano offre numerose possibilità per chi desidera fare acquisti, a partire dalla Stazione Centrale. Costruita nel 1931, la stazione e i suoi dintorni sono al momento oggetto di un ambizioso restyling, finalizzato a renderla una vera e propria destinazione nella destinazione, con sempre più negozi e un’area ristorazione ampliata. Da sempre porta di accesso per l’Europa, la Stazione Centrale ospita una galleria commerciale con numerosi negozi aperti dalle 08:00 alle 20:00 o fino alle 22:00.
Come arrivare: Milano Centrale è ben collegata con il resto della penisola e con le principali città europee. Sul sito di Omio si trovano tante offerte: per la tratta Venezia-Milano, ad esempio, i prezzi partono da 15€, per la Roma-Milano da 28,00€ e per la Napoli-Milano da 46€.
Ideale per: chi vuole approfittare degli sconti all’ultimo minuto, durante la fascia serale.
Ospitata all’interno di un originalissimo edificio in stile vittoriano, la stazione di St. Pancras accoglie pendolari e viaggiatori dal 1868. Oltre ad essere tra le stazioni più belle esteticamente, questo snodo londinese è un importante hub per chi viaggia verso il resto dell’Inghilterra e dal 2007 da qui partono gli Eurostar in direzione Parigi e Bruxelles. Ma St. Pancras è molto più di una semplice stazione: al suo interno si trovano boutique di ogni tipo, tra cui molte di lusso e hi-tech.
Come arrivare: St. Pancras è ben collegata con i principali aeroporti della capitale britannica: dista circa mezz’ora da Stansted, mentre da Gatwick ci si impiega un’ora.
Ideale per: gli amanti del lusso e della tecnologia.
Contraddistinta dal suo campanile squadrato che svetta nel XII arrondissement, la Gare de Lyon è uno dei più importanti snodi ferroviari della Ville Lumière. Con oltre 730 treni giornalieri diretti verso le regioni meridionali della Francia, Paris Gare de Lyon rappresenta un hub strategico anche per i passeggeri diretti altrove in Europa, grazie a numerosi collegamenti con città svizzere, tedesche, italiane e spagnole. Mentre si aspetta la coincidenza, niente di meglio di un giro tra le boutique della stazione o una pausa gourmet alla cioccolateria di Alain Ducasse. Per chi ha tempo, in pochi minuti di RER si raggiunge il Forum des Halles, che ospita il centro commerciale Westfield.
Come arrivare: essendo uno snodo fondamentale per i viaggiatori europei, la Gare de Lyon si raggiunge facilmente dal resto del continente. I viaggiatori provenienti dall’Italia possono approfittare delle offerte disponibili sul sito di Omio: la tratta Milano-Parigi si percorre in poco più di 7 ore e, prenotando ora, i prezzi per il 29 novembre sono inferiori a 50€.
Ideale per: chi vuole assaporare un po’ di atmosfera parigina restando in stazione.
Per cercare e prenotare viaggi in treno in Europa visitare il sito di Omio o scarica la app gratuita: https://www.omio.it/treni
Cos'è Omio
Rome2rio è un motore di ricerca e pianificazione di viaggi globale e completo. È, inoltre, un sito di prenotazione che aiuta i consumatori a trovare tutte le opzioni di viaggio che collegano due punti qualsiasi del mondo: inserendo qualsiasi città, indirizzo o punto di riferimento, Rome2rio mostra in pochi istanti voli, treni, autobus, traghetti e auto, tempi di percorrenza stimati e tariffe di oltre 5.000 compagnie in oltre 160 paesi.
Rome2rio è stata fondata nel 2010 da Michael Cameron e Bernhard Tschirren. La società ha sede a Melbourne, in Australia, e disponde di un team di oltre 80 dipendenti e appaltatori in tutto il mondo. L’azienda ha vinto il People's Choice Award al Phocuswright Travel Innovation Summit nel 2012, è stata nominata Sito Web dell'anno da Traveltech nel 2013 e ha ricevuto altri riconoscimenti tra cui Data Specialist Award e Best Compare Award ai WITovation, rispettivamente nel 2015 e 2016, e Best Metasearch ai Travolution Awards 2016.
Con oltre 18 milioni di utenti unici ogni mese, Rome2rio è leader riconosciuto nel settore multimodale. Per scoprire tutte le soluzioni possibili visitare rome2rio.com.
(Credits concesssi da Omio e Aigo)
La Redazione
Passata alla storia come la Rivoluzione di Velluto (perché gentile, pacifica), la rivolta di fine 1989 a Praga è un capitolo decisivo nella storia dell’intero Paese. Scoppiata nell’allora Cecoslovacchia, portò alla caduta del comunismo e, attraverso diverse fasi, all’indipendenza della Repubblica Ceca, così come la conosciamo oggi. A 30 anni da quelle manifestazioni anti-regime che stravolsero prima le strade della città e poi l’assetto europeo, Praga è oggi una capitale libera, pacifica, vitale, democratica, bellissima e sicura.
In occasione del trentesimo anniversario di quella storica svolta, sono in programma numerose iniziative culturali, celebrative e popolari. Sono raccolte tutte –insieme a un excursus storico e a itinerari turistici a tema- nella nuova brochure PRAGA 1989: 30 ANNI DI LIBERTA’-LUOGHI, EVENTI E FATTI, disponibile in inglese e tedesco e scaricabile gratuitamente dalla pagina https://www.praguecitytourism.cz/en/media/-maps-and-brochures/prague-1989-15826.
Nella brochure viene sintetizzato con chiarezza e semplicità un lungo processo di democratizzazione che tutto fu, tranne che semplice. Molte le citazioni, anche fuori dai confini della Cecoslovacchia, fino alla rivoluzione vera e propria in cui sfociarono le precedenti rimostranze pacifiche represse dal regime. Questa prima parte storica e sociale è corredata da belle foto in bianco e nero.
Segue un nutrito calendario di tutte le iniziative, in programma fin da ora, dedicate a temi come la caduta della cortina di ferro, la ricerca della verità, arte e rivoluzione, le strade di Praga nel novembre 1989, la tecnologia al servizio della dittatura, gli architetti della rivoluzione, scontri e preghiere, la propaganda nella fotografia… Non solo mostre, ma anche appuntamenti musicali, monumenti aperti, feste, rievocazioni, teatro, installazioni, processioni e parate.
Soprattutto però la brochure si propone come una guida alla Praga dell’epoca e conduce, 30 anni dopo, alla scoperta di quelli che furono i luoghi salienti della Rivoluzione di Velluto: dal campus universitario Albertov (da cui mosse il corteo studentesco per la libertà di pensiero e il diritto alla cultura) alla piazza intitolata a VaclavHavel, passando per il Castello dove si insediò come nuovo presidente della Cecoslovacchia, per la piazza intitolata a JanPalach (lo studente che nel 1969 si diede fuoco per protestare contro l’occupazione comunista del Paese), per il grande spazio aperto di Letna (dove il 25 novembre 1989 si riunirono oltre 800 mila persone per chiedere elezioni libere, pluralismo politico e la caduta del governo comunista) e per altri luoghi-simbolo noti e meno noti.
A chiusura della brochure, una galleria dei protagonisti del cammino verso la democrazia, a partire naturalmente da VaclavHavel, ognuno presentato con la propria biografia, la propria storia, il proprio personale contributo alla pace e la libertà di cui la Repubblica Ceca gode da 30 anni.
La panchina di VaclavHavel –installazione composta da due poltroncine in legnoai lati di un tavolino costruito attorno a un albero- fa parte di un grande progetto commemorativo avviato dall’ambasciatore ceco negli Stati Uniti PetrGandalovich, insieme all’architetto e designer BorekSipek. Invito al dialogo e alla riflessione nello spirito di Havel, le panchine da qualche anno vengono collocate nei giardini di mezzo mondo. Lo scorso 13 novembre è stata inaugurata quella di Milano, nel cortile Legnaia dell’Università Statale.
La Redazione
Danzeranno sui muri del faro per poi attraversare lo spazio a testa in giù per oltre 60 metri, come sono soliti fare, ma questa volta si tratterà di un evento ancora più spettacolare, seguito in tutto il mondo: gli acrobati italiani della compagnia eventi Verticali saranno infatti protagonisti dell’attesa cerimonia di inaugurazione del faro Rubjerg Knude Fyr, nel nord della Danimarca, noto alle cronache internazionali per l’eccezionale operazione di spostamento avvenuta poche settimane fa a picco sul mare.
Costruito nel 1899 sulla costa di Lønstrup in Danimarca, il faro Rubjerg Knude Fyr era infatti a forte rischio crollo a causa dell’erosione delle coste. Per evitarne la distruzione, che secondo gli esperti sarebbe avvenuta nel 2023, l’amministrazione ha deciso di spostarlo, realizzando un’impresa a dir poco eccezionale. Lo scorso 22 ottobre il faro, pesante 940 tonnellate, è stato fatto scorrere su binari indietro di 70 metri circa rispetto alla sua posizione originaria, per allontanarlo dalla linea della costa sempre più compromessa dall'erosione. La grande operazione di spostamento è durata circa 6 ore, è stata seguito in streaming da tutto il mondo e ha suscitato grande stupore per la sfida tecnica che ha rappresentato.
Il 16 novembre sarà quindi il momento per festeggiare questa incredibile impresa, con una cerimonia di inaugurazione altrettanto straordinaria e spettacolare. E, tra i protagonisti chiamati a celebrare la riapertura spicca la presenza made in Italy di eVenti Verticali. Il gruppo di danza acrobatica italiano è stato infatti invitato a esibirsi con gli artisti sospesi direttamente al Rubjerg Knude Fyr con la pièce Intuizioni, uno suggestivo spettacolo dove i performer camminano, danzano e fanno acrobazie sullo spazio verticale, per poi concludere con una vertiginosa teleferica sulla testa del pubblico e con il panorama a picco sul mare come palcoscenico.
Il pubblico danese conosce già le performance di eVenti Verticali, che frequenta i festival danesi da oltre 10 anni, esibendosi in location di grande impatto: nell’ultima stagione, sulla torre campanaria della chiesa di Mors, nell’ambito del Kulturmødet Festival e poi sulla facciata del Fjordenhus, il gioiello architettonico progettato da Eliasson a Vejle, per il Trekantfest. Questa sarà tuttavia un’occasione ancora più spettacolare e simbolica, sia per il pubblico danese, sia per tutti coloro che seguiranno l’evento da ogni parte del mondo.
Evento di inaugurazione faro Rubjerg Knude Fyr, in Danimarca,
con spettacolo Intuizioni di eVenti Verticali
Intuizioni https://vimeo.com/123411232
www.eventiverticali.com
www.facebook.com/eventiverticali
Sulle orme di Smetana. Un itinerario in musica
Fuori dai confini cechi, più del suo nome è famoso il suo capolavoro “La Moldava”, poema sinfonico (e fortemente simbolico) le cui note sono conosciute in tutto il mondo. Di Bedrich Smetana ricorrono i 195 anni dalla nascita e i 135 dalla morte. Quale modo migliore di celebrarne il genio di un itinerario sulle sue orme? Ecco dove andare e cosa vedere.
Di origini non nobili, Bedrich Smetana –il più celebre compositore ceco al mondo- nacque “quasi” a corte. Era il 2 marzo 1824: suo padre lavorava come mastro birraio nel birrificio di palazzo a Litomysl, in Boemia orientale, e la famiglia alloggiava in un appartamento che apparteneva al castello, oggi sotto tutela Unesco come eccellenza architettonica rinascimentale. Forse fu proprio il nascere tra tanta bellezza a condizionare la futura carriera di Bedrich da sensibile artista… Certo deve molto alla sensibilità dei suoi genitori, decisi a incentivare il suo evidente e precoce talento musicale. Il piccolo infatti suonava il violino già prima di andare a scuola e iniziò a comporre a soli 8 anni. Da adulto andò all’estero, in Svezia, ma poi non poté che tornare tra le braccia della sua Cechia, dove scelse Praga per vivere, studiare, lavorare e infine morire, all’età di 60 anni.
Il grande successo delle opere di Smetana fu più che altro postumo. Sta di fatto che oggi il suo capolavoro “La Moldava” è applaudito in tutto il globo. La Moldava è il fiume di Praga, ma è anche il fiume nazionale del popolo ceco ed è soprattutto il fiume di Smetana. Perché se attraversando l’altro simbolo del Paese, il Ponte Carlo, è una melodia generale di acqua, pietra, guglie e luci a rapire il viandante, il celebre compositore ha saputo catturare nelle note e regalare al mondo la poesia dell’intero corso del fiume, dalla sorgente nella Selva Boema fino all’incontro con l’Elba, poco dopo aver bagnato la capitale. Dal titolo originale “Vltava” (nome ceco del fiume), il suo è il secondo di sei poemi sinfonici che il compositore intitolò “Ma vlast”, ovvero “La mia patria”. Metafora della vita, la composizione romantica è un inno alla natura. La musica incalza lo scorrere dell’acqua ed evoca immagini vivide, con ritmi diversi per scorci sempre nuovi. Nell’ordine, descrive: la sorgente, il corso del fiume (melodia-ritornello), la caccia nei boschi, una festa di nozze contadina, la pianura di notte, le cascate, l’attraversamento trionfale di Praga e l’addio (confluenza nell’Elba). Nell’incedere dell’acqua è quindi possibile leggere anche il cammino dell’uomo verso un obiettivo. E’ un cammino convinto, deciso, carico di speranza, che fa di tutto ciò che incontra esperienza, arricchimento.
Nel suo doppio anniversario, l’invito è dunque a ricalcare le orme di Smetana come pretesto per scoprire quegli stessi struggenti panorami che gli catturarono il cuore e lo spartito. Dopo che, grazie all’incantesimo della musica, avete sognato il fiume, preparatevi a vederlo dal vivo, a seguirne il poetico corso tra paesaggi di sogno. La Moldava nasce con una doppia sorgente tra i boschi della Selva Boema, vasta e affascinante zona montuosa della Boemia sudoccidentale, estesa lungo il confine con la Germania e l’Austria. Un paradiso verde, con alte vette, torbiere lucenti, laghi glaciali, fragorose cascate e foreste vergini. Insieme alla zona che si distende ai suoi piedi, detta Posumavi, offre al turista uno degli scorci più belli e rigogliosi della Repubblica Ceca. Oltre ai capolavori della Natura, sono concentrati qui diversi castelli (Kasperk, Svihov, Kratochvile e Rabi) e altri monumenti dell’uomo, inclusa la diga di Lipno che regala l’omonimo lago artificiale, apprezzata area turistico-ricreativa perfetta per le famiglie. In inverno, poi, l’area si trasforma in un gettonatissimo circo bianco per sciatori più o meno esperti, uno dei tanti a disposizione sulle montagne della Selva Boema. Sempre al genio dell’uomo si deve anche il Canale di Schwarzenberg, vero e proprio monumento d’ingegneria. Il canale, largo appena 4 metri, corre per 44 chilometri lungo il confine ceco-tedesco e ceco-austriaco e collega il corso della Moldava a quello del Danubio. Costruito tra fine ‘700 e inizio ‘800, porta la firma dell’architetto e ingegnere civile ceco Josef Rosenauer, cui fu commissionato dagli Schwarzenberg per poter rifornire Vienna di legname. A impreziosirne il corso, in parte incanalato in un tunnel, due porte in pietra in stile neogotico e napoleonico. Per organizzare la vostra vacanza lungo il fiume –a piedi, in bici e in navigazione- è utilissimo consultare il sito www.vltava-river.com, disponibile anche in inglese.
Oltre all’affascinante e variegato corso del fiume, è possibile però inseguire altrove le tracce di Smetana come uomo e come artista. L’itinerario spazia quindi in lungo e in largo, toccando i luoghi salienti della sua vita e della sua carriera. Si parte naturalmente da Litomysl, dove nacque. La città è una perla preziosa incastonata nel verde e incontaminato paesaggio della Boemia orientale. Il suo centro storico, con l’intera collina con il castello sapientemente restaurata, è sotto tutela Unesco da 20 anni. Per celebrare l’evento sono previsti numerosi eventi, che culmineranno –il secondo weekend di settembre- nell’inaugurazione nazionale delle Giornate europee del patrimonio. A Litomysl è prevista anche la Festa Italiana, in omaggio a quel Rinascimento che ha plasmato il volto di questa città-capolavoro. Fino al 7 luglio, tra l’altro, incapperete nel Festival Internazionale di Musica “Smetanova Litomysl” (Litomysl di Smetana), tra i più antichi della Repubblica Ceca. Nel complesso del castello è aperta al pubblico la casa natale di Smetana, dove rintracciarne l’infanzia ma anche scoprire gli altri luoghi legati alla vita del compositore, tra cui Göteborg e Praga. Proprio a Praga dal 1926 è aperto il Museo Bedrich Smetana, non lontano dal Ponte Carlo. Qui, con vista sulla “sua” Moldava, all’interno dell’edificio neo-rinascimantale che un tempo ospitava l’acquedotto della Città Vecchia, sono riassunte la vita e l’opera del compositore, grazia anche un’esposizione di oggetti personali, tra cui il pianoforte. Davanti al museo sorge il monumento che la città gli ha dedicato. Omaggio “impalpabile” della capitale al compositore anche il fatto che la celebre Primavera di Praga, importante festival di musica classica, si apre tutti gli anni il 12 maggio (anniversario della morte di Smetana) e rigorosamente con l’esecuzione de “La Moldava”. Tra i luoghi di Smetana nella capitale, anche il Teatro Nazionale di Praga dove furono rappresentate le sue opere teatrali e dove fu direttore d’orchestra dal 1866. L’itinerario sulle sue orme conduce poi a Nord di Praga, nei pressi di Mlada Boleslav, dove –ospite della figlia e del genero nella casetta del guardacaccia di Jabkenice-visse i suoi ultimi anni, compose le sue ultime opere e completò il ciclo de “La mia patria”, nonostante la sordità sopraggiunta. Ultima tappa, inesorabilmente, il cimitero di Vysehrad a Praga, dove è sepolto.
La Redazione
Non tutti accolgono la stagione estiva con la stessa gioia o con la stessa voglia di mare: per alcuni estate significa caldo, calca, file interminabili in autostrada e tanto tanto fastidio. Per tutti quelli che in estate fuggirebbero volentieri lontano dall’equazione costume – pareo – sdraio, la meta ideale è la Gran Bretagna. Pronta a sfatare il mito di essere grigia e noiosa l’intera regione, dall’Inghilterra alla Scozia, si prepara ad un mese di agosto ricco di eventi. Infatti fra arte contemporanea, festival di musica rock e festival tradizionali ci sarà davvero un po’ di tutto. Magari anche l’occasione per migliorare il proprio inglese…
Brighton Pride, Brighton, Inghilterra
2 – 4 agosto
Il Brighton Pride 2019 prenderà il via con l'annuale Pride Community Parade, uno spettacolo visivo abbagliante che vede la variegata comunità di Brighton e Hove scendere in piazza in un evento che parla di unità e uguaglianza, con oltre 200.000 partecipanti. La festa continuerà con The Pride Festival a Preston Park, con spettacoli di intrattenimento, vari luoghi dove ballare, cabaret, un lunapark, un'area per famiglie e un mercato. Il Pride Village Party porterà i festeggiamenti a St James Street e sull'iconica passerella della città, la Marine Parade. Dopo lo show dell’anno scorso che ha visto esibirsi Britney Spears, quest’anno lo scettro passerà ad un’altra icona del mondo LGBT: Kylie Minogue, in scena il 3 agosto. A seguire, il giorno dopo, Jessie J e Grace Jones.
Edinburgh Festival Fringe, Edimburgo, Scozia
2 – 26 agosto
Ogni agosto per tre settimane la città di Edimburgo, la capitale della Scozia, accoglie un'esplosione di energia creativa da tutto il mondo. Ogni anno migliaia di artisti si esibiscono su centinaia di palchi in tutta Edimburgo per presentare spettacoli per tutti i gusti. Dai grandi nomi del mondo dello spettacolo agli artisti sconosciuti che cercano di costruire le loro carriere, il festival si rivolge a tutti e include teatro, commedia, danza, teatro fisico, circo, cabaret, spettacoli per bambini, musical, opera, musica, parola, mostre ed eventi. 300 luoghi di Edimburgo per oltre 3000 spettacoli.
Bristol International Balloon Fiesta, Bristol, Inghilterra
8 – 11 agosto
Il più grande evento all'aperto della città si tiene ogni anno presso la Ashton Court Estate, ed è anche il più grande evento del suo genere in Europa. Si tratta infatti di una riunione di Mongolfiere che ogni anno attira fino a 130 palloni aerostatici da tutto il mondo. I voli delle mongolfiere all'alba e all'ora del tè sono uno spettacolo da vedere almeno una volta nella vita, con oltre 100 di loro pronti a decollare e poi spettacoli di fuochi d'artificio col favore delle tenebre. Più di mezzo milione di persone partecipano alla festa, che offre quattro giorni di divertimento e senza pagare nessun biglietto.
The Garlic Festival, Isola di Wight, Inghilterra
17 – 18 agosto
Anche gli amanti dell’aglio verranno messi a dura prova da questo insolito festival: gelati, gelatine, caramello e birra sono solo alcuni degli insoliti prodotti a base di aglio che spopolano durante il Garlic Festival dell’Isola di Wight, un festival unico che si tiene dal 1983 nel terzo fine settimana di agosto. Il protagonista dell’evento è appunto l’aglio, prodotto direttamente sull’isola e fornito dalla pluripremiata Garlic Far per essere mangiato, bevuto o acquistato! Questo appuntamento attira circa 25.000 persone ogni anno e offre musica dal vivo e animatori per bambini, e, ovviamente, una grande quantità d'aglio! (Voi non scordate dentifricio e collutorio, mi raccomando.)
Reading Festival & Leeds Festival, Reading/Leeds, Inghilterra
23 – 25 agosto
Non c’è bisogno di presentazioni per il più importante festival di musica rock della Gran Bretagna che è anche il più longevo. La prima edizione, infatti, ebbe luogo nel 1961 e da allora i più importanti nomi della musica Rock si sono esibiti sul suo palco: dai Rolling Stones agli Whoo, dai Deep Purple ai Pink Floyd. Il Festival prevede esibizioni uniche in entrambe le location nell'arco di tre giorni, con 100.000 spettatori a Reading e oltre 80.000 a Leeds per ascoltare le superstar del rock globale.
Notting Hill Carnival, Londra, Inghilterra
24 – 26 agosto
Vi ricordate il timido e impacciato libraio del film “Notting Hill”? Chissà cosa penserebbe quel maldestro Hugh Grant di questo appuntamento…
Il Notting Hill Carnival è uno degli eventi più attesi dell’estate londinese: dal 1969 la comunità caraibica di Londra celebra ogni estate le proprie tradizioni con questo grande festival gratuito. I festeggiamenti 2019 prenderanno il via già il sabato con musica dal vivo e street food ma saranno i giorni di domenica 25 e lunedì 26 agosto a vedere il vero spettacolo del Carnevale: le sfilate con musica, carri allegorici e costumi favolosi. Ci saranno gruppi intenti a suonare Soca e Calypso, drum 'n' bass, R & B e reggae. Le esibizioni dal vivo includono anche performance di band locali, artisti internazionali e musicisti provenienti da tutto il mondo, oltre a centinaia di bancarelle di cibo caraibico. Casomai alla fine, anche se avete deciso di abbandonare il costume, vi venisse voglia di esotico.
di Sara Rossi
Se il desiderio è quello di passeggiare nella perfezione, senza una meta ben precisa, il luogo ideale è Bruges, cittadina medievale delle Fiandre Occidentali. Sostanzialmente perfetta, abbina un’architettura graziosa, con il suo dedalo di vie di impianto vichingo, le sue casette a punta dalle vetrate inglesi o con movimentati bowindow ad un’offerta quasi inspiegabile di birrerie, cioccolaterie, ma anche musei dove apprezzare opere di famosi artisti fiamminghi. Cosa chiedere di più da una vacanza breve o lunga che sia? Di attraversare quelle strade con la persona del cuore. Con quel pizzico di romanticismo interiore il mix sarà esplosivo. Interiore sì, perché la città è di una grazia che sembra finta, così lontana dai nostri borghi chiassosi e animati. Pulizia, ordine, nessuna auto parcheggiata lungo le vie, i veicoli vanno lasciati in uno dei quattro parcheggi cittadini e poi si usano le gambe, i mezzi pubblici, le bici, oppure i calessi trainati dai cavalli e lanciati da audaci cocchieri a tutta velocità per le strade del centro. Bruges è, a ragione, dal 2000 patrimonio dell’Unesco, e non è necessario dare molte spiegazioni, bisogna visitarla senza fretta, da perfetti flâneurs, come direbbe Baudelaire.
Si respira un forte senso di tranquillità e sicurezza, nessuna inferriata, lucchetto, non credo di aver incrociato un poliziotto o un vigile per tutta la mia permanenza.
La cittadina belga è nata come centro commerciale, fu infatti fondata nel IX secolo a seguito dell’approdo dei Vichinghi, si pensa che la sua denominazione ‘Brugge’ derivi dal termine scandinavo ‘Brygga’ che significa appunto pontile, luogo di attracco. La sua posizione sul fiume Zwin, imbrigliato in canali funzionali al flusso delle chiatte, e la sua vicinanza al Mare del Nord, l’hanno resa in origine un porto di importanza internazionale. Nei secoli, la sua centralità economica ha conosciuto alterne fortune, sino ad affievolirsi del tutto, per lasciare posto, oggi, ad un centro che riconosce nel turismo una delle sue principali fonti di reddito.
Punto iniziale per l’esplorazione della città è la Piazza del Mercato (Markt). Circondata dagli edifici colorati e sontuosi delle gilde, le corporazioni mercantili medievali, e con al centro la Torre campanaria del Belfort, è il simbolo dell’intera città. Salendo i 336 gradini della Torre, alta 83 metri, e che oggi pende sulla sinistra di oltre un metro, un tempo magazzino e successivamente archivio della municipalità, si può avere una bella visione panoramica di Bruges. Il cortile interno del Belfort è il luogo ideale dove ascoltare il suono del carillon, sono ben 47 le campane situate all’interno della torre, che tutto l’anno, il mercoledì, il sabato e la domenica, dalle 11 alle 12, danno vita ad un vero e proprio concerto. D’estate si bissa anche il lunedì e il mercoledì dalle 21 alle 22. Prima del XVI secolo le campane della torre erano azionate manualmente e scandivano la vita cittadina, come l’apertura delle porte civiche, l’inizio e la fine dell’attività lavorativa, poiché era proibito all’epoca lavorare con una luminosità insufficiente. Dal 1523 un tamburo, azionato da un orologio automatizzò alcune campane, come quella delle ore, ma fu solo con la creazione del carillon che fu possibile suonare vere e proprie partiture musicali. Dal 1604 le autorità cittadine assunsero un suonatore di carillon per le melodie dei giorni festivi e di mercato.
Per gli appassionati di storia moderna, proprio sulla piazza del Markt, si trova l’Historium Bruges che permetterà di immergersi nella vita quotidiana della città durante il XV secolo. Non si può soggiornare nelle Fiandre senza lasciarsi suggestionare da almeno un assaggio di pittura fiamminga. Imperdibile il Museo Groeninge dove ammirare le opere dei Primitivi Fiamminghi. Si tratta di uno dei musei più interessanti di Bruges, in cui si trova il capolavoro di Van Eyck: ‘La Madonna con il canonico Van der Paele’. Per chiudere il cerchio, si può raggiungere l’Ospedale San Giovanni, edificio del XI secolo, che ospita il Museo Memling che accoglie sei celebri opere Hans Memling, tra le quali il ‘Reliquario di Sant’Orsola’. Dal Belfort, in pochi passi, si raggiunge Piazza Burg, il borgo, dove visitare la Basilica del Sacro Cuore e il Municipio con i suoi interni barocchi. Durante l’estate in questa piazza quasi ogni sera si svolgono concerti ed è facile trovare gruppi di turisti cimentarsi nelle danze più disparate.
A Bruges si trova anche un Beghinaggio, con le sue casette bianche, immerse nel verde, è un’area recintata abitata ancora oggi da suore dell’ordine di San Benedetto e che permette di immergersi in un’atmosfera senza tempo. E' stato fondato nel 1245 da Margherita di Costantinopoli, contessa di Fiandra e ha ospitato beghine sino al 1928. Oggi fa parte dei beghinaggi fiamminghi iscritti dal 1998 nell'elenco dei Patrimoni dell'Unesco.
Una menzione speciale la meritano i mulini a vento. Sulle collinette sulla riva sinistra dello Swin, in direzione Damme, se ne trovano diversi, strutture leggere che con le loro pale sembrano spiccare il volo. L’ideale è percorrere in bicicletta i sei chilometri di ciclabile che raccordano Bruges alla piccola Damme, lo stesso tragitto lo si può fare a bordo di un battello a vapore. Il borgo, che prende il suo nome dall’olandese ‘Dam’, diga, è delizioso, costruito come avamposto di Bruges, è una cittadina dove è possibile visitare il mulino a vento Sint-Janshuis Mill, ancora funzionante e aperto al pubblico.
Il fascino di Bruges non può non passare da quello delle sue specialità gastronomiche: la birra e il cioccolato.
Gli amanti del nettare ambrato avranno due tappe obbligate, il Museo della Birra da De Halve Maan, uno dei birrifici più antichi del mondo dove con un tour guidato si segue passo passo il processo di produzione della birra, con la possibilità di assaggiarne un boccale appena spillato. La seconda meta è il Bourgogne des Flanders, birrificio dove il must è l’assaggio di sei tipi di birra seduti sulla terrazza esterna in riva al fiume, dalla Hop Stuff, ambrata con solo il 3,5% di gradazione alcolica, alla Bougogne des Flanders, vessillo del birrificio, dalle note fruttate, sino alla Timmermans Strawberry Lambicus, estiva e al gusto di fragola, ideale per accompagnare il dessert.
Le vie pullulano di cioccolaterie, vetrine di cioccolatini di ogni formato e per tutti i gusti, una tappa immancabile è Chocolate Line, locale gestito dallo “Shock – o – latier” Domenique Persoone che con i suoi gusti innovativi come bacon, wasabi, tabacco, ha reso il suo cioccolato famoso in tutto il mondo.
Insomma Bruges è davvero incantevole, romantica al punto che la leggenda narra che una volta arrivati al Minnewater Park, delizioso parco incastonato tra gli alberi, dove si trova il Lago ribattezzato dell’Amore, se si percorre in coppia il ponte che lo sovrasta il sentimento suggellato da questo passaggio rimarrà eterno. In epoca medievale si narrava invece che nel lago abitasse un mostro infernale, poi l'aura romantica e la delicatezza di cioccolatini e waffles, il dolce tipico belga, ha ammantato tutta la città rendendola una meta che ognuno dovrebbe annoverare tra i suoi viaggi.
Per ulteriori info sulle Fiandre: https://www.visitflanders.com/it
La regione numero uno in Germania per beni culturali offre ovunque spunti irresistibili per una vacanza di evasione all’insegna di arte, musica, storia ma anche svago, relax e divertimenti
Il fascino della Sassonia non si concentra solo nelle grandi città di Dresda, Lipsia o Chemnitz. In tutte le regioni, dal Vogtland all’Alta Lusazia, aleggiano atmosfere millenarie e si conservano testimonianze di un passato ricco e glorioso. Importanti secoli di storia in Sassonia ci lasciano in eredità un firmamento di borghi affascinanti da visitare, tutti diversi e unici nel loro genere per caratteristiche geografiche, storiche, artistiche e culturali. Vediamone alcune.
Meissen. Raggiungibile da Dresda anche in bicicletta seguendo la via ciclabile del fiume Elba, Meissen vi aspetta con più di 1000 anni di storia, il castello di Albrechtsburg (il più antico della Germania), il Duomo gotico, la manifattura della porcella del celebre marchio MEISSEN e i deliziosi vini sassoni dei suoi vigneti. Il cuore del centro storico di Meissen è attraversato da un dedalo di stretti vicoli medioevali che è un piacere percorrere fino alla Burgberg. La vista dall’alto è caratterizzata da spioventi tetti rossi di forma irregolare, da deliziose case rinascimenti, romantici cortili e botteghe, mentre all’orizzonte si profila la verdeggiante e fluviale Valle dell’Elba.
Pirna. Tra Dresda e la Svizzera Sassone, la Valle dell’Elba si fa particolarmente bucolica. Alle porte di questa straordinaria natura da esplorare, c’è Pirna, vivace cittadina famosa per essere stata dipinta dal pittore veneziano Bernardo Bellotto. La veduta immortala la Marktplatz da cui comincia passeggiata nel passato verso il Municipio, la casa di Canaletto e la Chiesa di St. Marien, con un fonte battesimale in pietra di arenaria, vero gioiello. Pirna è la porta d’accesso del Parco Nazionale della Svizzera Sassone, che offre varie opportunità di fare sport, arrampicata e trekking: il più famoso è il sentiero del Malerweg (dei pittori romantici). Da Pirna si può inoltre prendere uno dei piroscafi a pale della storica flotta "Sächsische Dampfschiffahrtsgesellschaft” ed esplorare la romantica Valle dell'Elba.
Grimma. Lipsia dista appena una venitina di chilometri ma Grimma giace in un paradiso di pace e tranquillità. Da sempre considerata rifugio nella quiete dai sovrani di Sassonia e da uomini di cultura. Colpiscono in particolare il Municipio dal frontone rinascimentale, la Frauenkirche con le sue due torri, il collegio St. Augustin e il ponte in pietra sul fiume Mulde, firmato dall’architetto Poppelmann, lo stesso dello Zwinger di Dresda. Non lontano dal centro si possono visitare le rovine del monastero medioevale di Nimbschen, dove visse Katharina von Bora, prima di convertirsi al Protestantesimo e di sposare Lutero.
Città di confine in Alta Lusazia:
Görlitz. È la città più orientale della Germania da visitare per ripercorrere mezzo millenio di architettura europea e per ammirare il patrimonio di palazzi sapientemente restaurati, che vanno dal tardogotico al barocco, dal rinascimento al liberty. L’intero nucleo storico ed edifici come lo Stadttheater, il mercato coperto e la stazione ferroviaria testimoniano l’epoca fiorente di Görlitz. Da non perdere la Chiesa di San Pietro e Paolo con lo splendido “Sonnenorgel” (organo del sole) e il "Kulturhistorisches Museum" per saperne di più sulla storia della città. Ma Görlitz prende anche l’appellativo di Görliwood, meglio conosciuta nel mondo per essere la città dei film, set cinematografico di grandi pellicole internazionali, che ha conquistato registi come Tarantino e Wes Anderson. Attraversato il ponte Friedensbrücke (il ponte della pace) che scavalca il fiume Naisse, si arriva a Zgorzelec, la città gemella polacca di Görlitz, che dal 1998 è idealmente riunita a Görlitz sotto il titolo di Europastadt Görlitz| Zgorzelec, nell’intento di creare un’unica realtà incurante del confine politico e permeata da una frizzante atmosfera tedesco-polacca. Ogni estate Görlitz e Zgorzelec si trasformano per tre giorni in un fantasioso palcoscenico teatrale con il festival di teatro di strada ViaThea.
Zittau. Là dove i confini di Germania, Polonia e Repubblica Ceca si incntrano, sorge Zittau. Lungo i suoi antichi vicoli si percorrono 750 anni di storia e ci si cala in un’epoca in cui la città, grazie al commercio e alla damascatura era ricca e potente. I tessuti pregiati hanno fatto la storia di Zittau, che ancora oggi ne conserva esemplari di grande valore, come per esempio due veli quaresimali di epoca medievale. Il più notevole è il Grande Velo del 1472 impreziosito da 90 scene della Bibbia ed esposto nel Museo della Chiesa di Santa Croce. L’altro velo, più piccolo ma non meno pregiato, risalente al 1573, è conservato nel Kulturhistorische Museum, all’interno del Franziskanerkloster. Entrambe le sedi espositive si trovano sulla strada turistica nota come Via Sacra. Il centro storico, perfettamente conservato, è un capolavoro a cominciare dal Municipio e dalla Chiesa di St. Johannis con una torre panoramica alta 60 metri. Per una fuga nel verde, bisogna andare sui Monti di Zittau, paradiso dei trekker, raggiungibile con la ferrovia a scartamento ridotto a bordo di treni a vapore.
Città minerarie nei Monti Metalliferi:
Freiberg. Questa piccola città porta ancora evidenti tracce del fiorente passato legato all’estrazione dell’argento. Intorno al centro storico ci sono ancora oltre 550 fabbricati, oggi monumenti cittadini, che testimoniano quest’era mineraria. Tra questi il castello Freudenstein, custode dell’eccezionale mostra Terra Mineralia, la collezione privata più grande al mondo con oltre 3500 minerali e pietre preziose provenienti da ogni angolo del pianeta.
Le miniere si possono visitare, tra cui la più grande e antica della Sassonia, scegliendo diversi percorsi e scendendo anche fino a 180 metri sotto terra. Momento clou dell’anno per conoscere le tradizioni e la dura vita dei minatori è l’Avvento, periodo in cui si tengono le tradizionali parate delle corporazioni dei minatori in cui si rievoca il loro forte desiderio di luce.
Annaberg-Buchholz. Splendidamente situata sullo sfondo dei Monti Metalliferi, Annaberg-Buchholz è una cittadina mineraria ricca di tradizioni uniche e artigianato di pregio. L’estrazione dell’argento nel XIV secolo portò molta ricchezza e furono edificate importanti chiese come la chiesa di St. Annen famosa per l’altare dipinto con scene di vita dei minatori. Alla fine dell’epoca mineraria seguì quella dell’intaglio del legno, diventata un’arte esportata in tutto il mondo. Proprio nel centro di Annaberg-Buchholz, la Fabbrica dei Sogni introduce i visitatori nel mondo dell'arte popolare dei Monti Metalliferi, alla scoperta di oltre 1.500 oggetti di legno intagliati a mano, tra cui le famose decorazioni natalizie della regione.
La Redazione
di Gloria Giovannetti
Se siete alla ricerca di un itinerario fuori dalle solite rotte, ecco la nostra proposta: il Var, nel cuore della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, una gemma striata di verde e di azzurro, tra le più variegate e affascinanti di Francia, incastonata nel porfido rosso delle calanques, le imponenti scogliere a strapiombo sul mare cristallino e generoso, in mezzo alle quali si aprono spiagge di sabbia e sassi, baie segrete circondate da una natura verde, esuberante e selvaggia. Dietro, un incredibile mosaico di boschi, pianure, laghi, fiumi e gole che crea quel mix unico che costituisce la vera identità del dipartimento, affacciato sul mare, ma in stretto contatto con la montagna.
Una terra che unisce l’anima della Provenza alla luminosità della Costa Azzurra, perfetta sia per chi ama le grandi emozioni sia per chi predilige il relax o lo sport: randonnée, bicicletta, tutti gli sport del mare, golf, kayak. . . . . . . Ma anche adatta agli innamorati della cultura e dell’arte, Tolone, la capitale, ne è un fulgido esempio, come agli appassionati di enogastronomia che qui trovano la prima e più interessante regione produttrice di vino rosé del mondo e una cucina autentica, basata essenzialmente su prodotti freschi e di qualità, che propone piatti specchio dell’eccellenza di tutta la filiera gastronomica a cominciare dal lavoro degli agricoltori per finire con quello degli chef che qui fanno vivere, tutti i giorni, la grande gastronomia. Una destinazione ideale per tutta la famiglia con tante attività per i più piccoli: musei, zoo, parchi acquatici, di divertimento e d’avventura, giardini, bowling, go kart, paintball, cacce al tesoro, o ancora scuole di circo!
Un territorio con un clima di tipo mediterraneo, con temperature miti durante tutto l’anno dove godersi, ad ogni incontro, il rituale immutabile della siesta, le partite di pétanque, una mattinata di bat tuta di pesca con i pescatori locali che a bordo delle proprie imbarcazione condividono coi turisti tutta la loro passione per il proprio mestiere, le proprie conoscenze dell’ambiente marino e tutta la cultura legata alla propria attività. Un paese dove ogni pretesto è giusto per festeggiare tra balli tradizionali al suono dei galoubet e dei tamburelli, festivals cinematografici, sfilate di carri coperti di fiori, le veglie di Natale, i presepi dei santons…. . . . . o le feste e gli appuntamenti dedicati al dio Bacco dove il vino e i piatti tipici sono i padroni indiscussi.
Se avete un lungo fine settimana da dedicargli vi suggeriamo un itinerario attraverso paesaggi che raramente deludono, con mete che fanno a gara ad attrarre il viaggiatore in fatto di ambiente naturale, storia e cultura.
- Saint-Raphaël: ai piedi del Massiccio dell’Estérel, una delle principali attrattive della Costa Azzurra, bagnato dal blu indaco del Mediterraneo, e a metà strada tra l’esclusiva Cannes e la vivace Saint Tropez, Saint-Raphaël gode di un “art de vivre” tutto particolare che risulta essere un buon mix tra la frenesia delle città vicine e la tranquillità del Var, regione conosciuta ed apprezzata per le sue spiagge incontaminate, le scogliere rocciose, e una qualità di vita eccezionale. Una città tranquilla e amabile quindi dove “prendersi il tempo” regalandosi una passeggiata fra le strette stradine, del centro storico dove, ogni giorno si tiene il mercato dei fiori e della verdura scoprendo così la gastronomia locale e apprezzandone tutti i colori e i profumi! E non solo! Approfittatene anche per gustare una bouillabaisse (zuppa di pesce), l’anchoïade (crudités accompagnate da salsa di acciughe) o una fetta di tarte polonaise, alcune delle specialità più gustose e note del Var. Visitate poi la chiesa San Raféu, del XII secolo, eretta su precedenti edifici pagani e anche carolingi, e ulteriormente ingrandita nel XIII secolo con fortificazioni; la torre per godere del bellissimo panorama della baia e nel presbiterio scoprite il Museo archeologico dove si possono rivivere 2000 anni di storia tra relitti romanimarini carichi di anfore. Per i più mattinieri, è interessante un salto al porto quando è ancora in piena attività con il mercato del pesce a Km0, i pescatori lo vendono direttamente scaricandolo dai loro battelli, e, respirando l’aria di mare, attardarsi nei pressi di uno degli emblemi di Saint-Raphaël, la Basilica Notre Dame de la Victoire de Lepante, “La Cathédrale” per gli abitanti del posto, con un’imponente statua dell’Arcangelo Raffaele che presidia dall’alto l’ingresso, consacrata da Papa Giovanni Paolo II nel 2004.
Se il tempo non è tiranno, percorrete la Corniche d’Or, che collega la città a Cannes, scoprirete numerosi piccoli angoli di paradiso dove l’ocra che si mescola al rosso del massiccio e al blu del mare! E non dimenticate lecalanche rosseche danno l’impressione di trovarsi in un paesaggio da western nel mezzo dei canyon! Se preferite la sabbia, la spiaggia della Péguière, vicino al centro, o quella d’Arène Grosse vi attendono.
- Bandol: con una popolazione di quasi 8 mila abitanti, a metà strada tra Marsiglia e Tolone, Bandol è oggi una meta turistica rinomata per la bellezza dei paesaggi, delle spiagge con stabilimenti balneari moderni e accoglienti, per il suo “quai” Charles de Gaulle sempre molto animato, ideale per fare “vasche”, passando per un centro storico con qualche tesoro da non perdere come la chiesa di Saint-François-de-Sales con la navata che ospita il magnifico Cristo ligneo scolpito nel XIII secolo e un gettonatissimo Casinò, il Casinò Bandol, con una vista mozzafiato sulla baia, ideale per far festa, in una cornice incomparabile, fino a notte fonda! Ma Bandol è anche e soprattutto vini, i mitici rosé, emblema del dipartimento.
Vini provenienti esclusivamente da vitigni tradizionali maturati al sole e antichissimi: furono i Fenici a introdurre qui, circa 600 anni avanti Cristo, i primi ceppi di vite. Poi i Romani, in questa “Provincia romana”, contribuirono allo sviluppo dei vigneti. La tradizione viticola è dunque molto antica e il Var è oggi la prima regione produttrice di vino rosé nel mondo. I viticoltori sono all’avanguardia nelle tecniche di vinificazione. Questo è il risultato sia della storia sia dell’impegno delle ricerche condotte in questi ultimi anni con l’obbiettivo primario della qualità. Dalle rive del Mediterraneo alle colline dell’Alto Var, dal massiccio della Sainte Baume fino al Pays de Fayence, girate per sentieri e villaggi alla scoperta di proprietà viticole e di cantine cooperative. Sarà l’occasione per gustare le tre DOC del Var: Coteaux Varois, Bandol e Côtes de Provence. Accanto alle belle spiagge, al clima accattivante, agli edifici storici e ai pregiati vini non mancano le manifestazioni cui prender parte per assaporare le atmosfere autentiche delle tradizioni locali. Una tra tutte la Fête du Millésime Vins de Bandol, ogni prima domenica di dicembre, ormai un must per gli amanti del vino che condividono degustazioni e varie attività scoprendo i rossi, i bianchi e i rosé Appellation Bandol lungo il Porto e all’interno della cittadina.
- Tolone: gradevole,dinamica,movimentata, affacciata su una rada naturale, qualcuno dice addirittura la più bella d’Europa, Tolone, chiamata la “Ville Rose” in onore del colore dei materiali utilizzati nelle costruzioni locali tradizionali,il mattone e la terra cotta, è il capoluogo del dipartimento. Il suo importante porto è utilizzato sia come base navale dall’armata francese nel Mediterraneo sia come fonte di ricchezza turistica. Partono da qui, infatti, sia le grandi navi verso la Corsica sia barche e battelli coi quali andare alla scoperta delle isole e delle coste circostanti. Camminando per i vicoli della città vecchia, assai simili a quelli di Napoli, Valencia o Lisbona, ma con un pizzico di stile provenzale in più, si viene accolti dai colori, dai suoni e dai profumi del Var mentre a breve distanza l’uno dall’altro si possono ammirare l’Opéra, il secondo teatro d’opera più grande della Francia, il Musée National de la Marine, ancora più bello se visitato con i bambini, il gratuito Musée d’Art, con una ricca selezione fotografica di veri artisti quali Cartier-Bresson, Boubat, Doisneau, Freund o Lartigue. . . . . . . . . ed ancora la Cathédrale Sainte-Marie-de-la-Seds, dove tutt’intorno si fa musica ogni sera, immersi in un’insolita atmosfera retro, la chiesa di Saint François de Paule, ispirata al barocco romano e piemontese. Meritano un po’ del vostro tempo anche il nascente distretto artistico tra Rue Pierre Sémard e Place de l’Equerre, gli arditi esperimenti di street art, Place Raimu, una piazza tranquilla piena di poesia con la celebre scultura di Roberto Masseretti, “I giocatori di carte”, icona dell’art de vivre di questa accattivante città del sud della Francia. . . . . . . . . . . E, naturalmente, il belvedere del Mont Faron, un punto di vista decisamente unico per ammirare dall’alto il golfo e la città e il famoso mercato provenzale, quello cantato da Gilbert Becaud, dal martedì alla domenica, a Cours LaFayette, a base di prodotti locali e specialità come la cade, versione tolonese della nostra farinata di ceci.
- La-Seyne-sur-Mer: un traghetto che fa da metrò del mare ci porta, dal porto di Tolone alla Plage des Sablettes, una lunga lingua di sabbia costeggiata da prati, aree giochi per i bambini, campetti sportivi, ristorantini e bar dove non c’è mai traccia delle folle ansimanti della Costa Azzurra nemmeno in pieno agosto. Siamo a La-Seyne-sur-Mer, una delle località marittime più rinomate del dipartimento del Var, mix di testimonianze storiche appassionanti, scenari naturali selvaggi e incontaminati, spiagge sorprendenti e feste in ogni mese dell’anno. Un territorio dove il divertimento si sposa bene con il relax e le curiosità culturali. Tra gli edifici più affascinanti senza dubbio le costruzioni militari come il Fort Napoleon, simbolo della città, costruito tra il 1812 e il 1821 per volere dell’Imperatore Napoleone, mai utilizzato per dei veri combattimenti ad eccezione del 1944, in occasione della liberazione del territorio e il più antico Fort Balaguier, datato 1634, destinato alla difesa di Tolone insieme alla Tour Royale. Oggi, il primo racchiude un centro di incontri e scambi culturali, oltre a una ricca galleria d’arte contemporanea, ed è sede di festival musicali e rassegne di spettacoli; il secondo è diventato un museo navale dedicato alla storia marittima locale. Da ammirare anche la chiesa di Notre Dame de Bon Voyage, situata lungo il porto, dove i pescatori e i marinai possono da sempre salutarla prima di partire e mentre fanno ritorno a casa.
Ma chi visita La-Seyne-sur-Mer cerca soprattutto un mare cristallino e delle belle spiagge attrezzate, dotate di tutti i comfort che si possano chiedere a una località balneare moderna ed accogliente. E qui non c’è che l’imbarazzo della scelta: spiagge di sabbia, di ciottoli, di scogli come quelle due isolotti chiamati “les deux frères”, situati a est del Cap Sicié, protagonisti di numerose leggende. A proposito di leggende e tradizioni popolari: per scoprire il costume locale non c’è occasione migliore delle manifestazioni e degli eventi culturali che vengono organizzati periodicamente in città: tra i migliori appuntamenti si ricordano il Festival Teatrale estivo, il Festival di Jazz a metà luglio, e “Les Journées du Patrimoine”, a metà agosto. Per i più romantici, una passeggiata esclusiva, poco oltre il porto, all’isola di Gaou, accessibile tramite un piccolo ponte pedonale e ciclabile, diventata molto popolare, per la sua vegetazione preservata, le sue insenature e le sue scogliere che si tuffano nel mare con dei giochi favolosi, ma gettonatissima anche dai giovanissimi per i numerosi concerti che qui vengono organizzati. (g.g,)
Successo per il fam trip di Giver Viaggi e Crociere tenutosi in Islanda, a cui hanno partecipato rappresentanti di vari network e alcune tra le più affezionate agenzie del nord Italia, oltre ai commerciali Giver per Lombardia ed Emilia Romagna. Gli ospiti, accompagnati da Giorgia Paciotta, responsabile commerciale di Giver Viaggi e Crociere, hanno potuto visitare ed ammirare alcuni dei luoghi e delle meraviglie naturali più caratteristiche dell'Islanda come il Golden Ring, toccando Thingvellir, Geysir e Gullfoss, le cascate Seljalandsfoss e Skogafoss, la laguna glaciale di Jökulsárlón, la capitale Reykjavík. Il fam trip si è concluso con un'esaltante escursione per l'osservazione delle balene nei pressi della penisola di Snæfellsnes.
Il fam trip rientra nell'ambito delle numerose iniziative di Giver nella formazione degli agenti di viaggio sul proprio prodotto e dell'informazione commerciale all'unico canale di vendita dello storico operatore genovese, per l'appunto le agenzie di viaggi, alle quali Giver dedica l'attività di 15 promotori commerciali su tutto il territorio italiano. Giver Viaggi e Crociere propone l'Islanda con un catalogo dedicato di 44 pagine sul quale sono presenti ben 12 proposte esclusive Giver di tour con accompagnatore in lingua italiana e voli diretti di linea da Milano su Reykjavík, in alcuni casi abbinabili a isole Fær Øer, Canada e Alaska. Sullo stesso catalogo sono presenti numerose proposte individuali preconfezionate che possono essere prese come spunto per itinerari personalizzabili con il booking Giver. La programmazione Islanda di Giver è anche presente sul catalogo Il Grande Nord.
Nell’Islanda dell’Ovest e nei successivi Fiordi Occidentali si può leggere la storia geologica del paese, dalla creazione dell’Islanda, 16/16 milioni di anni fa fino alla colonizzazione del 9° secolo. La roccia più antica del paese è a Kögur nei Fiordi, mentre la più recente si trova nelle regioni interne di Borgarfjörður. Questa lunga storia fa sì che in poche altre parti dell’isola si trovi una altrettanto grande varietà di paesaggi naturali.
Qui si trovano tutti i tipi di vulcani e crateri, mentre l’energia geotermale si presenta in numerosi differenti aspetti, dalle fresche sorgenti di acqua minerale alla più potente sorgente geotermica d’Europa, la Deildartunguhver (180 l/sec. a 97°C).
Le tracce del vulcanesimo sono evidenti soprattutto nella penisola di Snæfellsnes, sulla quale troneggia la cima innevata del bellissimo e mitico ghiacciaio-vulcano di Snæfellsjökull. Non sorprende che l’intera zona sia stata dichiarata Parco Nazionale, dove gli abitanti vivono essenzialmente di ciò che offre la regione e di agriturismo, certificato dal Green Globe 21.
Le forze che da sempre plasmano e disegnano il paesaggio sono quelle perenni del vulcanesimo, dei fiumi torrenziali e dei ghiacciai che in numerose occasioni si sono riversati a valle fino alle rive del mare. Basti osservare la conformazione geologica del fiordo di Breiðafjörður con le sue innumerevoli isole e scogli e gli stessi fiordi occidentali, che un tempo erano un altopiano pianeggiante, mentre ora sono dominati da fiordi e profonde vallate scavate ancor’oggi da bianchi torrenti glaciali.
Ma non è solamente il paesaggio che attrae il visitatore in questa regione. La flora e fauna, soprattutto costituita da miriadi di uccelli marini, dominano i nostri sensi. Il Breiðafjörður si può considerare il paradiso degli amanti del bird-watching, che possono addirittura sperare di avvistare l’aquila dalla testa bianca, la regina degli uccelli islandesi. Nei fiordi si trovano le più imponenti scogliere di nidificazione d’europa, tra le quali il Látrabjarg che è anche il punto più occidentale del continente europeo.
Le ricchezze naturali e la fertilità del suolo fecero di questa regione la più popolata del paese nell’antichità, con località che sono fanno sempre parte della memoria storica degli Islandesi, come Reykholt, la sede dello scrittore Snorri Sturluson, il Borgarnes e la fattoria di Eiríksstaðir, casa di Erik il Rosso e di sua moglie Þjóðhildur, genitori di Leifur il Fortunato scopritore del continente americano nell’anno 1000.
Negli ultimi anni si sono sviluppati fiorenti centri urbani nel Borgarfjörður, soprattutto intorno alle università ivi trapiantate. Al Bifröst si trova l’Università di Economia mentre a Hvanneyri è sorta la sede della facoltà di Agraria.
(www.west.is - foto On the Road)
È finita sulle testate mondiali più importanti, tra copertine patinate e campagne televisive, come se fosse una diva di Hollywood: Travel Channel, National Geographic, Euronews, Tv5 Monde, Sky, CNN, BBC world, Eurosport, tutti parlano di lei. La Serbia è in cima alle classifiche delle mete dell’anno secondo i media americani.
Serbia in cima alle classifiche delle mete dell’anno secondo i media americani Il New York Times e la Cnn indicano, infatti, Belgrado e il Paese come place to be nel 2018. Nella tradizionale classifica dei “52 luoghi” dell’anno, il Times elegge Belgrado per la sua vocazione di città della notte e per le energie che emanano i nuovi luoghi del divertimento e della creatività. Il quotidiano di New York definisce la città come la grintosa “party town” d’Europa. La Cnn, il canale all news tra i più noti al mondo, sceglie invece le gole sul Danubio, il parco nazionale di Tara e le Porte di Ferro per promuovere la Serbia tra i venti luoghi del mondo ideali per una vacanza nel 2018.
Dopo aver realizzato nel 2015 un celebre servizio su Savamala, il quartiere della città vecchia che ha segnato il rinascimento di Belgrado, la Cnn consiglia un viaggio nella natura per le vacanze di primavera e estate 2018, quando è più consigliato avventurarsi tra le gole del parco di Derdap, il canyon più profondo d’Europa, e il parco nazionale di Tara, con le atmosfere fuori dal tempo degli etnovillaggi. A Belgrado invece, come suggerisce il New York Times, si respira l’atmosfera che l’ha trasformata nella nuova destinazione mondiale del divertimento, anche grazie agli spazi artistici del Kc Grad e della Galerija Štab.
Ma qual è il lavoro svolto dall’Ente del Turismo serbo per raggiungere questi risultati? “Stiamo portando avanti un piano di promozione che si allinea alle operazioni che fanno anche gli altri: partecipiamo alle fiere di settore, organizziamo i fam tour per i giornalisti e le agenzie di viaggi e programmiamo campagne sui mezzi di informazione - spiega Aneta Uskokovic, market manager per Italia, Spagna e Cina dell’Ente -; però bisogna anche considerare che il nostro vettore nazionale ha aperto nuove tratte e così il nostro aeroporto, il Nikola Tesla, ha avuto oltre 5 milioni di passeggeri l’anno scorso, raggiungendo un nuovo record”.
Il 2017 è stato per il Paese dei Balcani l’anno del record per l’inbound internazionale, a chiusura di un quinquennio tutto positivo: “Negli ultimi cinque anni - sottolinea la market manager - la crescita, a livello globale, è stata sempre a doppia cifra, arrivando a un 2017 senza precedenti”. L’incremento dello scorso anno è stato, infatti, del 17 per cento rispetto al 2016 con un totale di un milione e 500mila presenze e oltre 3 milioni e 200mila pernottamenti.
Un trend positivo che coinvolge anche l’Italia, da dove nel 2017 sono arrivati oltre 50mila turisti, registrando un incremento di 4 punti percentuali sul 2016 (che aveva già segnato un +7 per cento sul 2015) e oltre 115mila pernottamenti, pari al +5 sull’anno precedente.
Gli encierros, le corse davanti ai tori, sono il piatto forte di questa celebre manifestazione che trasforma Pamplona in una festa continua, per la quale la città è nota in tutto il mondo. Migliaia di persone si danno appuntamento ogni anno in questa località per vivere il rischio e l’emozione dei suoi famosi encierros, ritratti per l’eternità da Ernest Hemingway nel suo romanzo Fiesta. Per nove giorni, vestiti con il tipico costume bianco e rosso, gli abitanti di Pamplona e i turisti si abbandonano allo spirito della festa che invade perennemente le strade.
San Fermín inizia il 6 luglio a mezzogiorno. A quest’ora si lancia dal balcone del Municipio il chupinazo, il razzo che indica l’inizio ufficiale della festa provocando le fragorose grida di gioia della folla riunita nella piazza. Il primo encierro si tiene il giorno dopo: alle 8 del mattino in punto si aprono le porte del cortile di Santo Domingo e centinaia di persone iniziano a correre davanti ai tori lungo un percorso che, attraversando il centro storico, si conclude nell’arena.
Questa corsa breve ma intensa che in soli tre minuti copre gli 825 metri del tracciato si ripete tutti i giorni, dal 7 al 14 luglio. I razzi indicano ai corridori i vari momenti dell’encierro: il primo sparo annuncia l’apertura delle porte del cortile, il secondo avvisa dell’uscita di tutti i tori, il terzo (già nell’arena) segnala l’ingresso degli animali e il quarto avverte che i tori si trovano già nel loro recinto e che l’encierro si è concluso. Uno dei momenti più emotivi si tiene pochi minuti prima dell’inizio dell’encierro, quando i corridori si raccomandano a San Fermín cantando tre volte una litania davanti a una piccola immagine religiosa situata nella Cuesta de Santo Domingo.
Durante le feste, inoltre, tutte le mattine il centro della città è attraversato da sfilate di giganti e testoni, per la gioia dei bambini. Il programma di eventi comprende anche sagre, concerti, spettacoli di danza e ovviamente corride di tori, solitamente molto vivaci per la presenza nelle tribune di nutriti gruppi di amici. San Fermín si conclude il 14 luglio a mezzanotte, quando tutti si riuniscono nella piazza del Municipio e alla luce delle candele cantano il “Pobre de mí” (Povero me), congedandosi dalla festa fino all’anno successivo.
Per migliaia di anni la Slovenia ha rappresentato un crocevia di nazioni e un melting pot di ispirazione naturale e culturale, dalle Alpi al Mediterraneo, dal Carso alla Pianura Pannonica, dove sono state create alcune delle più grandi meraviglie del genere umano e della natura. Venite a conoscere i siti culturali sloveni!
I TESORI PIÙ ANTICHI DEL MONDO
Il primo strumento musicale conosciuto al mondo, è un importante contributo sloveno alla storia della musica. Il flauto costruito in osso d’orso, trovato nella grotta Divje Babe, è l’unico flauto al mondo creato e utilizzato dall’uomo di Neanderthal. Gli archeologi credono lo strumento risalga a circa 60.000 anni fa! Questo prezioso reperto di rilevanza mondiale è ospitato nel Museo Nazionale della Slovenia (Narodni muzej Slovenije). Sarà per questo che il paese ha uno degli istituti musicali professionali più antichi d’Europa, l’Accademia Philharmonicorum, dove tra gli altri componeva e dirigeva anche il famoso Gustav Mahler?
L’esplorazione della cultura palafitticola della palude di Lubiana (Ljubljansko barje) condusse gli archeologi alla scoperta della ruota di legno con asse più antica del mondo - risalente a oltre 5.000 anni fa. La plurimillenaria cultura delle palafitte è iscritta nella lista del patrimonio Unesco. Dal 2018 è possibile vedere la ruota, che sorprende per la sua elaborazione creativa, alla nuova mostra permanente nel Museo civico di Lubiana.
PATRIMONIO DELL’UNESCO IN SLOVENIA
La più antica città mineraria slovena, Idrija, è patrimonio UNESCO grazie alla seconda miniera di mercurio più antica del mondo, operativa per oltre 500 anni. “Anthony’s Main Road” è uno dei più antichi ingressi in miniera conservati al mondo, che porta ad oltre 700 chilometri di gallerie sotto il pittoresco centro storico, da cui sono state estratte oltre 147.000 tonnellate di mercurio. Ma altre gemme slovene vantano il titolo di patrimonio mondiale dell’UNESCO: le grotte di San Canziano, un regno di stalattiti e stalagmiti, è un monumento unico con il canyon sotterraneo più profondo d’Europa. E ancora la palude di Lubiana legata all’antica civiltà palafitticola, la “Passione di Škofja Loka”, rappresentazione storica che si tiene ogni 6 anni nel centro medievale della città e che coinvolge più di 900 membri della locale compagnia teatrale, e infine la foresta vergine di Krokar con il Monte Nevoso.
I LUOGHI ICONICI DELLA CULTURA SLOVENA
I luoghi iconici della cultura slovena sono noti per la loro ricca storia e tradizione. Lubiana, la capitale della Slovenia, è stata ricostruita dal famoso architetto Jože Pleènik come una città verde a misura d’uomo.
Bled offre una vista perfetta su di un incantevole lago alpino, al centro del quale sorge una piccola isola con la sua chiesetta gotica.
Pirano, un’incantevole cittadina mediterranea dall’architettura veneziana, è orgogliosa delle sue saline con 700 anni di tradizione.
Celje è la città dei conti, la più famosa dinastia nobile della storia slovena, che ha eretto il più grande castello medievale del paese.
Maribor, la seconda città slovena più grande, ospita Stara Trta, la vite più antica del mondo. La scuderia di Lipica è la più antica al mondo conosciuta per l’allevamento continuo di cavalli aristocratici lipizzani.
Ptuj, la città più vecchia del paese, ospita la cantina vinicola più antica, con un archivio datato 1917, ed è nota per la maschera carnevalesca del Kurent, dal 2017 patrimonio intangibile dell’UNESCO. (Lubiana e Ptuj nelle foto On the Road)
Per migliaia di anni la Slovenia ha rappresentato un crocevia di nazioni e un melting pot di ispirazione naturale e culturale, dalle Alpi al Mediterraneo, dal Carso alla Pianura Pannonica, dove sono state create alcune delle più grandi meraviglie del genere umano e della natura. Venite a conoscere i siti culturali sloveni!
I TESORI PIÙ ANTICHI DEL MONDO
Il primo strumento musicale conosciuto al mondo, è un importante contributo sloveno alla storia della musica. Il flauto costruito in osso d’orso, trovato nella grotta Divje Babe, è l’unico flauto al mondo creato e utilizzato dall’uomo di Neanderthal. Gli archeologi credono lo strumento risalga a circa 60.000 anni fa! Questo prezioso reperto di rilevanza mondiale è ospitato nel Museo Nazionale della Slovenia (Narodni muzej Slovenije). Sarà per questo che il paese ha uno degli istituti musicali professionali più antichi d’Europa, l’Accademia Philharmonicorum, dove tra gli altri componeva e dirigeva anche il famoso Gustav Mahler?
L’esplorazione della cultura palafitticola della palude di Lubiana (Ljubljansko barje) condusse gli archeologi alla scoperta della ruota di legno con asse più antica del mondo - risalente a oltre 5.000 anni fa. La plurimillenaria cultura delle palafitte è iscritta nella lista del patrimonio Unesco. Dal 2018 è possibile vedere la ruota, che sorprende per la sua elaborazione creativa, alla nuova mostra permanente nel Museo civico di Lubiana.
PATRIMONIO DELL’UNESCO IN SLOVENIA
La più antica città mineraria slovena, Idrija, è patrimonio UNESCO grazie alla seconda miniera di mercurio più antica del mondo, operativa per oltre 500 anni. “Anthony’s Main Road” è uno dei più antichi ingressi in miniera conservati al mondo, che porta ad oltre 700 chilometri di gallerie sotto il pittoresco centro storico, da cui sono state estratte oltre 147.000 tonnellate di mercurio. Ma altre gemme slovene vantano il titolo di patrimonio mondiale dell’UNESCO: le grotte di San Canziano, un regno di stalattiti e stalagmiti, è un monumento unico con il canyon sotterraneo più profondo d’Europa. E ancora la palude di Lubiana legata all’antica civiltà palafitticola, la “Passione di Škofja Loka”, rappresentazione storica che si tiene ogni 6 anni nel centro medievale della città e che coinvolge più di 900 membri della locale compagnia teatrale, e infine la foresta vergine di Krokar con il Monte Nevoso.
I LUOGHI ICONICI DELLA CULTURA SLOVENA
I luoghi iconici della cultura slovena sono noti per la loro ricca storia e tradizione. Lubiana, la capitale della Slovenia, è stata ricostruita dal famoso architetto Jože Pleènik come una città verde a misura d’uomo.
Bled offre una vista perfetta su di un incantevole lago alpino, al centro del quale sorge una piccola isola con la sua chiesetta gotica.
Pirano, un’incantevole cittadina mediterranea dall’architettura veneziana, è orgogliosa delle sue saline con 700 anni di tradizione.
Celje è la città dei conti, la più famosa dinastia nobile della storia slovena, che ha eretto il più grande castello medievale del paese.
Maribor, la seconda città slovena più grande, ospita Stara Trta, la vite più antica del mondo. La scuderia di Lipica è la più antica al mondo conosciuta per l’allevamento continuo di cavalli aristocratici lipizzani.
Ptuj, la città più vecchia del paese, ospita la cantina vinicola più antica, con un archivio datato 1917, ed è nota per la maschera carnevalesca del Kurent, dal 2017 patrimonio intangibile dell’UNESCO. (Lubiana e Ptuj nelle foto On the Road)
Per gli appassionati di storia e cultura, questo è decisamente l’anno in cui progettare una vacanza in Repubblica Ceca. Non solo si celebrano con numerose iniziative nell’arco dell’anno i 100 anni dalla fondazione della Cecoslovacchia nel 1918, ma, sull’onda del fermento per il 50° del Sessantotto nel mondo, i riflettori tornano ad accendersi sulla Primavera di Praga.
Qui, in un clima di malcontento verso il regime, il moto popolare che appoggiava la democratizzazione si diffuse soprattutto tra intellettuali e studenti, che appoggiavano il tentativo di liberalizzazione politica dal dominio sovietico promossa dal riformista slovacco Dubcek. Il processo di riforma ottenne largo sostegno popolare, investendo importanti aspetti della vita politica ed economica del Paese: maggiore libertà di stampa, federalizzazione del Paese, riattivazione dei partiti non comunisti e delle organizzazioni di massa, riorganizzazione del sistema produttivo, apertura ai Paesi occidentali, decentralizzazione amministrativa e maggiore autonomia dall’URSS…
Unione Sovietica che, ovviamente, non gradì e, sentendosi minacciata, inviò soldati e carri armati a occupare il Paese. L’ardito tentativo di costruire “un socialismo dal volto umano” fu subito sedato e nel periodo successivo si moltiplicarono le proteste non violente e persino quelle suicide, come quella simbolo dello studente Jan Palach e degli altri che lo emularono.
La Primavera di Praga fu una “alzata di testa” che durò solo qualche mese, dal 5 gennaio (salita al potere di Dubcek) al 20 agosto (spedizione armata sovietica) del 1968, ma che ha lasciato il segno nella politica nazionale e internazionale. Oltre che nella musica, nella letteratura e nelle arti in genere. Insomma, una rivoluzione incompiuta ma non per questo combattuta invano.
Uno spunto in più per visitare Praga e calpestare quelle strade e quelle piazze allora invase di uomini e carrarmati e per rintracciare un po’ anche della nostra storia… Non solo, anche per ammirare le architetture dell’epoca immaginando i fatti cui hanno fornito lo sfondo, i movimenti che le hanno fatte vibrare.
Inoltre, per l’occasione, dal 19 aprile al 9 settembre nel “corridoio mitologico” di Palazzo Wallenstein (sede del Senato) sarà possibile visitare un’interessante mostra fotografica dedicata proprio al 50° della Primavera di Praga. Stessa sede, ma a partire dal 13 settembre e fino al 13 gennaio 2019, per la mostra “Il Patto di Monaco del 1938 nel contesto della storia europea del XX secolo“, che celebra invece gli 80 anni dal trattato che smembrò la Cecoslovacchia. (Praga, la lapide per Palach e Zajic in piazza Venceslao nelle foto On the Road)
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