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Per concludere in grande il 150 esimo dalla sua fondazione, il Cai, Club Alpino Italiano, ha pubblicato il volume ‘Montagna da vivere. Montagna da conoscere per frequentarla con rispetto e consapevolezza’.
Scopi di questa pubblicazione sono tanti. Innanzitutto il volume punta proprio a far conoscere la montagna a 360 gradi, elencandone tutte le caratteristiche e gli aspetti positivi e negativi.
La prima parte pone l’accento sulla storia del Cai, sulla struttura, sulle direttive etiche, la cultura degli escursionisti. Si passa quindi a argomenti di carattere culturale, storico, e geografico.
Terza parte dell’interessante guida riguarda la conoscenza dei territori, delle condizioni meteo, delle geologia, segue poi una sezione dedicata agli aspetti organizzativi e alla pianificazione di un’escursione, un’arrampicata o comunque un’uscita in montagna, che va dal calcolo di difficoltà, alla preparazione fisica, ai principi dell’alimentazione fino al primo soccorso e alla richiesta d’aiuto.
Scopo di questa pubblicazione è far conoscere la montagna, rispettandone il territorio e imparando a non sottovalutarla.
Un vero e proprio strumento didattico dedicato sia ai formatori Cai che agli allievi dei corsi, ma anche a tutti gli appassionati di montagna che vogliono approfondire il loro amore.
Perché è questo che il Cai principalmente si augura: spingere i lettori ad approfondire, a riportare le persone, in una società che spinge al limite, a non sottovalutare l’ambiente montagna, a riprendere il concetto del camminare lento, della contemplazione di ciò che ci circonda, a riscoprire l’amore per i luoghi e le culture.
La montagna non deve essere vista come un parco giochi, ma come un luogo dove si può star bene solo se viene rispettato e temuto nella giusta misura. Ciò che molti dimenticano è che la montagna è si libertà ma anche responsabilità, e che occorrono anni di esperienza per capirla veramente e viverla in sicurezza
A differenza di molti volumi sulla montagna che possiamo trovare nelle librerie, questa pubblicazione offre quindi riflessioni nate da persone che hanno alle spalle anni di esperienza montagna e che sanno veramente di cosa si sta parlando.
Sara Marchesi
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Periodo natalizio nelle Dolomiti Friulane per ritrovare lo spirito più genuino e autentico della montagna, viverne le tradizioni, gustarne i sapori, ma anche per andare alla scoperta di piccoli paesi dalle caratteristiche architetture in pietra arenaria a vista e legno, quali ad esempio Poffabro e Andreis, che fanno da teatro a due manifestazioni ricche di fascino e semplicità.
Sbucano inaspettati dai ballatoi, sui davanzali delle finestre, dagli angoli più segreti dei cortili secenteschi o dove il tempo ha creato un minuscolo anfratto in un muricciolo: sono decine i presepi che, nel periodo natalizio, trasformano ogni anno in un fiabesco museo all’aperto Poffabro, uno dei Borghi più belli d’Italia incastonato nelle Dolomiti Friulane. Dal 14 dicembre al 12 gennaio artisti e semplici appassionati espongono all’aperto presepi tradizionali in porcellana, gesso e legno, che si affiancano a quelli realizzati in materiali e con tecniche innovative e fantasiose: il vetro, le stoffe destrutturate, le stoppie, i saponi intagliati, il rame battuto e la lana. E ancora, presepi in cioccolato e dolci, ambientati su sfondi di cotone, cruda pietra o accogliente paglia e quelli che riproducono la vita di questo incantevole borgo di montagna, con scenografie che raccontano in scala e con particolare cura le piazze e le vie del paese. Alcuni raggiungono dimensioni ragguardevoli, altri sono accolti in scenografie fantasiose, anche molto piccole: un minuscolo pentolino in rame, una radice d’albero, una pagnotta che culla al suo interno un piccolissimo Gesù. Il tutto si snoda in una suggestiva ambientazione, con decorazioni di frutta, fiori e legno, musiche natalizie e luci soffuse, capaci di incantare ogni anno migliaia di visitatori e trasformare lo stesso Poffabro in un presepe en plein air, particolarmente suggestivo da visitare all’imbrunire, quando si accende di mille luci di candele.
Sono una sessantina di alberi di Natale decorati con originalissimi addobbi fatti a mano i protagonisti di Ad Andreis nevica la fantasia, che dal 1 dicembre al 7 gennaio invade gioiosamente di colori, luci, profumi questo piccolo borgo nel cuore del Parco delle Dolomiti Friulane. Abeti scintillanti che segnano e illuminano un itinerario che fa scoprire ai visitatori viuzze, cortili, porticati e l’architettura spontanea e particolare di Andreis, preservata intatta nei secoli. Gli addobbi sono realizzati solo a mano da piccoli gruppi di gente del posto, fatti di donne, bambini, ragazzi, anziani, che lavorano insieme e si trasmettono a vicenda saperi e capacità, in un laboratorio creativo che li impegna tutto l’anno. Per prepararli si usa materiale di scarto e di riciclo, oppure legno, muschio, pigne e altro materiale naturale della zona, o ancora lana, carta, stoffa. Il resto dell’incanto lo crea Andreis, coronato dalle vette innevate della Dolomiti Friulane.
L’1, 8 e 15 dicembre, la piazza del paese si anima con le bancarelle di Natale di un Mercatino speciale, fatto di cose semplici create con il cuore, realmente artigianali, che - lontano dall’omologazione e dalla standardizzazione - riportano indietro nel tempo e fanno gustare il piacere del dono inconsueto ed unico: addobbi e corone natalizie, giochi per bimbi e decorazioni per l’albero, piccole golosità tradizionali e capi d’abbigliamento fatti a mano o tessuti a telaio. A fare da sottofondo, musiche e cori. Il resto dell’incanto lo crea Andreis, coronato dalle vette innevate della Dolomiti Friulane.
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La decisione di inserire Cremona Liutaria nel Patrimonio Unesco risale al 5 dicembre 2012, quando a Parigi è stata iscritta l’attività liutaria della cittadina nella lista che rappresenta il Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco. Al convegno tenutosi a Pisa in gennaio su '10 anni dalla convenzione Unesco' è stata celebrata l’esperienza di Cremona Liutaria ed il riconoscimento ottenuto in dicembre .
"Tutto iniziò nel 2007 e proseguì nella primavera 2011 quando Cremona presentò la propria candidatura all’iscrizione della sua 'tradizione liutaria' nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco. Nel 2012 quella cremonese è stata l’unica tra le numerose candidature italiane ad essere accolta. Da oggi e ancora più di prima, il saper fare liutario, proprio di Cremona caratterizzerà in tutto il mondo la nostra città” ha dichiarato l’assessore De Bona. Quasi parallelamente, a conferma di questa vocazione della città, è stato aperto al pubblico il 26 e 27 gennaio il nuovo Museo del Violino (il primo open day per i cittadini è stato attuato l’8 e il 9 dicembre 2012), con un concerto tenutosi nell’Auditorium Giovanni Arvedi. L’Auditorium era già stato presentato ai tecnici specialisti del suono e dell’acustica, alla stampa specializzata ed internazionale e e alle varie case di registrazione con l’ingegner Yasuhisa Toyota. Diversi sono i concerti che si sono tenuti in anteprima. E’ stata così confermata la perfetta acustica dell’Auditorium, una tra le migliori al mondo.
Cremona città d'arte
Quando si entra nel centro storico ci si avvia per lunghe e strette vie fiancheggiate da nobili palazzi ricchi di fregi, portali in marmo, finestre decorate in cotto a vista e, attraverso i cancelli in ferro battuto, verdi giardini d’altri tempi. Man mano crescono la vita e i negozi finchè si apre luminosa in tutta la sua armonia la piazza del Duomo: è un’ immagine di luce e bellezza che sorprende.
Spicca sulla sinistra per la sua vertiginosa altezza la torre campanaria, detta il Torrazzo, la più alta in Italia (111 metri). Il magnifico loggiato, che emana la stessa luce della facciata del Duomo, congiunge il Torrazzo a quest’ultimo, originario del XII secolo. E’ inevitabile fermarsi a contemplarne la facciata: le loggette a metà altezza richiamano l’eleganza del loggiato sottostante, mentre l’ampio portale gotico slancia il tutto verso l’alto, sostenendo le nicchie con i santi, volute dall’architetto Alberto Maffiolo da Carrara nel 1491. L’interno a tre navate è percorso, in quella di mezzo, da un ciclo di affreschi al di sopra delle colonne, realizzati da vari pittori lombardo-veneti, del XVI secolo; tra i principali Boccaccino, Romanino e il Pordenone.
L’ariosa piazza è chiusa dal Battistero a pianta ottagonale, coronato e alleggerito anch’esso da una loggetta. Di fronte al Duomo si affaccia il Palazzo del Comune, dalla struttura simile al tipico 'Broletto Lombardo'. Risalente al 1206 e sede del governo in epoca comunale, è caratterizzato da un grande arengario porticato. Era detto anche palazzo dei Nobili o dei Ghibellini per distinguerlo da quello dei Guelfi. Al suo interno si trovano esposti alcuni tra i più pregiati violini: Amati (1566 e 1658), Stradivari (1719) e Guarneri (1800). Ce n’è anche uno, il più recente, del 1941. Hanno tutti un nome, come il celebre 'Stauffer', e vengono suonati solo eccezionalmente in qualche grande concerto, da violinisti come Uto Ughi. I Guarneri si distinguono dai più antichi per la maggior potenza acustica, essendo stati costruiti per suonare in sale da concerto più grandi, come si cominciò ad usar fare nell’800, mentre gli Stradivari sono più raffinati nelle decorazioni, secondo l’usanza del ‘700.
Le botteghe di liutai sono numerose in Cremona, mentre l’Arte Liutaria si può studiare presso l’Istituto Professionale Liutario e del Legno. Nell’elegante palazzo Affaitati è ospitato il Museo Stradivariano e un’interessante pinacoteca con affreschi medioevali e dipinti soprattutto di scuola cremonese dal XV secolo ad oggi.
Tra i più bei nobili palazzi di Cremona si possono distinguere il palazzo Raimondi con la facciata a bugnato, o il palazzo dei Guelfi, con portico ogivale, trifore e merli e il magnifico palazzo Trecchi, dalle decorazioni fiammeggianti in cotto rosso.
Grazia Paganuzzi
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L’Istituto Piepoli ha ricevuto l’incarico dalla Regione Lombardia di svolgere un’indagine quantitativa e qualitativa per valutare la percezione che si ha degli ostelli, al fine di valutare quali possano essere le potenzialità inespresse degli stessi.
L’obiettivo era quello di realizzare un’indagine pre e post campagna di info-comunicazione per la promozione dell’offerta turistica di tali strutture. Sia la fase pre che post campagna ha previsto 600 interviste telefoniche ad un campione rappresentativo della popolazione lombarda e un’indagine su utenti italiani e stranieri degli ostelli lombardi tramite 400 interviste face to face.
Nella prima fase quantitativa la fascia più ampia di intervistati ha coinvolto utenti di età compresa tra i 25 e i 34 anni (per un volume pari al 35%), ma è interessante osservare che il 26% di tali utenti è compreso nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni. Questo dimostra che gli ostelli non sono frequentati solo da un pubblico di giovani e giovanissimi in cerca di una vacanza low cost, ma anche da un pubblico più adulto.
Sicuramente l’aspetto economico è una delle varianti che influisce maggiormente (92%) sulla scelta dell’ostello come struttura ricettiva, ma anche il fatto di trovare un posto semplice e senza pretese (76%), con un’atmosfera accogliente (61%) sono fattori che hanno un peso specifico notevole. Un’altra peculiarità degli ostelli, che ha registrato un alto punteggio fra gli intervistati(36%), è stata la visione di queste strutture come luogo in cui poter conoscere nuove persone.
Altro dato rilevante dell’indagine è che i turisti stranieri sono stati positivamente impressionati dal livello della struttura in cui hanno soggiornato. Il 44% ha dichiarato, infatti, di avere avuto un impressione migliore rispetto alle aspettative, mentre il 48% ha registrato un feedback in linea con le aspettative. A influire positivamente sulle valutazioni sono stati la pulizia e l’ordine, l’organizzazione di eventi, i servizi disponibili. A completare la visione positiva, si vanno ad aggiungere caratteristiche imprescindibili quali la gentilezza e la disponibilità del personale oltre al già citato ambiente confortevole e accogliente.
L’85% degli intervistati sia italiani che stranieri, posto di fronte a una serie di elementi per la scelta del soggiorno, ha messo al primo posto la pulizia dei bagni e della struttura, mentre il 73% ha votato la qualità dell’ospitalità e la cortesia. Incrociando tutti i dati, si può quindi evincere che le caratteristiche attese dai turisti sono state ampiamente soddisfatte da Ostelli in Lombardia.
Secondo il sondaggio ci sono parecchie caratteristiche, ritenute fondamentali dai fruitori, su cui si è registrata un’alta soddisfazione, come ad esempio il bagno privato, l’ampiezza delle camere, il bar /self service, gli spazi comuni e molto altro ancora.
Sicuramente, esistono altre caratteristiche sulle quali si può ancora migliorare, come i servizi dedicati ai bambini, la presenza di spazi fitness o la possibilità di noleggio di scooter o bici.
Il 91% degli intervistati si è detto in ogni caso propenso a soggiornare nuovamente nello stesso ostello, mentre l’88% si dichiara favorevole a soggiornare in altri ostelli del network Ostelli in Lombardia.
Nella fase di tipo qualitativo, la ricerca ha avuto l’obiettivo di far emergere il “vissuto” rispetto alla vacanza in ostello, le modalità di comunicazione ideali far conoscere gli ostelli di Lombardia.
A questo scopo sono stati realizzati due gruppi ai quali hanno partecipato 8 soggetti metà uomini e metà donne, che negli ultimi 12 mesi hanno soggiornato in ostello. Un gruppo composto da persone di età compresa tra 20 e 30 anni che solitamente frequentano gli ostelli da soli o con amici e/o partner, e l’altro da persone di età compresa tra 30 e 50 anni che tipicamente si recano negli ostelli con la famiglia.
La percezione del “concetto di vacanza” è risultato sostanzialmente lo stesso per entrambi i target, cioè un momento straordinario dove si fanno cose nuove che esulano dalla quotidianità, la vacanza percepita come una parentesi rispetto al flusso normale delle attività che caratterizzano la vita di ciascuno, la vacanza per “staccare da tutto e da tutti”.
Dalle libere associazioni appare un’idea di vacanza simile nei due target ma con qualche sfumatura differente. Per i più giovani la vacanza è soprattutto divertimento, cioè andare incontro alla novità e all’avventura, stare in posti dove c’è tanta gente, conoscere nuove persone, muoversi molto, sentirsi liberi e senza limiti.
Per il target meno giovane, il divertimento della vacanza è svagare la mente dalla quotidianità, conoscere nuove realtà e persone ma con una nota di minore smania, con più serenità.
Partendo dalla visione comune degli intervistati, è possibile dire che la forza dell’ostello è di:
- essere poco costoso
- favorire l’interazione tra le persone e di differenti culture
- essere divertente e allegro
Bisogna sottolineare che dall’indagine è emersa anche qualche piccola differenza nella percezione degli ostelli tra i due target.
Secondo i giovani, avendo meno disponibilità economica, l’ostello rappresenta spesso l’unica possibilità per viaggiare: si può arrivare senza prenotare, è spensierato, è un modo per fare nuove esperienze e per conoscere persone nuove, per sentirsi una collettività con modalità simili di pensare e di agire, senza barriere culturali e linguistiche, ci si può andare soli senza sentirsi mai da soli.
Per i più adulti l’ostello è una scelta ragionata non dettata esclusivamente dal denaro, ma deriva forse da una sorta di anticonformismo e dall’apprezzare l’essenzialità di queste strutture. Questa scelta indica anche la capacità di adattamento, la volontà di investire il denaro in altre attività connesse al viaggio piuttosto che nella comodità della camera d’albergo.
Ne risulta che l’ostello è per persone dall’animo giovane ovvero per tutte le età.
Inoltre l’ostello, per la maggioranza degli intervistati, è associato immediatamente alla visita di una città. In generale non si pensa a un ostello nel verde di una campagna o lontano da luoghi affollati. Qualcuno parla di ostelli al mare o in montagna, ma per lo più vengono considerati un’eccezione che conferma la regola, perché l’ostello è percepito in città.
E infine per la totalità degli intervistati l’ostello si trova principalmente in due modi: internet e il passaparola.
Grazie ai risultati raccolti, la rete Ostelli in Lombardia ha potuto verificare gli standard di ospitalità ricercati dagli utenti e potrà migliorare e implementare diverse aree per offrire un gamma sempre più ampia di servizi ai propri ospiti.
Itinerari turistici & Ostelli di Lombardia
Gli ostelli della Lombardia, oltre a fornire una piacevole accoglienza, permettono di entrare in contatto con il patrimonio paesaggistico, culturale, religioso ed enogastronomico del territorio lombardo. Gli ostelli, infatti, disseminati su tutta la Regione, sorgono non solo in città ma anche in mezzo al verde, in aree ricche di interesse storico, culturale e paesaggistico.
La rete degli ostelli è stata così collegata idealmente a degli itinerari tematici dedicati a luoghi dello spirito, storia e cultura, laghi e montagna, percorsi del gusto, sport e benessere. Per coloro che ricercano la spiritualità diversi i santuari dislocati nel territorio e i pellegrinaggi a cui partecipare, per gli appassionati di storia e cultura un tuffo nel passato tra castelli, ville e cascine, per gli amanti della natura un viaggio tra i diversi parchi e riserve naturali, percorsi del gusto per assaporare la gastronomia locale, momenti di benessere presso le strutture termali e infine per gli sportivi tante le avventure da vivere.
Per creare sinergie tra la rete degli ostelli e dei percorsi turistici ideali, nei quali le strutture risultano inserite, è stata avviata una collaborazione con il Touring Club Italia andando così ad integrare l’offerta degli ostelli con quella del territorio e individuando, ad oggi, 10 itinerari.
Per le informazioni su tutti gli ostelli
negli itinerari descritti:
www.hostellombardia.net
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Questo nuovo percorso turistico vi è stato proposto da Carmen Mancarella, direttore della rivista di turismo e cultura del Salento, Spiagge (www.mediterraneantourism.it), Comuni di Oria, Francavilla Fontana, Castro e Nardò, Unione della Grecìa Salentina, Gal Terra dei Messapi, Compagnia aerea Ryanair (www.ryanair.com), Bottega d’arte Agostino Branca di Tricase, il maestro di pizzica e tamburello, Carlo Canaglia De Pascali, le Associazioni la Casaccia di Francavilla Fontana, Pro Loco e Gruppo di promozione umana, Porta del Salento di Oria, le Associazioni degli Operatori turistici di Castro e Vito di Vignacastrisi (www.vignacastrisi.it), il Parco turistico Palmieri di Martignano (www.parcopalmieri.it), le strutture ricettive di Oria: Borgo di Oria resort (www.borgodioria.it), B&B Le Chianche (www.beblechianche.it); Domus Frumenti (www.domusfrumenti.com), La Tana del lupo (www.latanadel-lupo.com), La Trozzella (
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Da oggi la Toscana ha un nuovo, avanzato, strumento di promozione turistica: si tratta di www.toscanaevents.it presentato a Milano in occasione di BIT 2013. Il sito racchiude il panorama di concerti, musical, sagre, rappresentazioni teatrali, convegni, eventi sportivi, congressi in programma ogni giorno in Toscana. In altre parole presenta dettagliatamente l’universo dell’offerta artistica, culturale e gastronomica della nostra regione, in un click.
La nuova piattaforma, realizzata da Regione Toscana attraverso Fondazione Sistema Toscana, è un ambiente agile, fresco e user-friendly, pensato per rispondere alle esigenze dei milioni di turisti, italiani e stranieri (esiste anche la versione inglese www.toscanaevents.it/eng), che scelgono ogni anno di visitare la nostra regione.
Il ‘visitatore 2.0’, assiduo utilizzatore degli strumenti messi a disposizione dal web e delle tecnologie digitali, preferisce pianificare il proprio viaggio da solo, alla ricerca di esperienze uniche. Proprio per intercettare queste nuove esigenze nasce www.toscanaevents.it, raggiungibile anche dalla homepage di www.turismo.intoscana.it, il portale ufficiale del turismo regionale online dal 2009 e cuore della promozione turistica della Toscana online.
Su www.toscanaevents.it sono centinaia le proposte ogni giorno in calendario. I dati inseriti nel portale confluiscono infatti nella piattaforma gestionale che sta alla base di www.toscanaevents.it, un vero e proprio contenitore di tutte le informazioni sugli eventi, che possono essere così elaborate a fini statistici, promozionali e di marketing.
Ma come avviene il processo dell’inserimento eventi su www.toscanaevents.it? Istituzioni, associazioni di categoria, operatori turistici hanno a disposizione una piattaforma dedicata alla quale possono accedere utilizzando delle credenziali di accesso. I form sono stati studiati per essere di agevole compilazione anche per i meno esperti. Gli eventi, una volta inseriti, vengono suddivisi in tre categorie: internazionali e nazionali, quelli regionali o interprovinciali e infine gli eventi di animazione locale.
L’obiettivo per i prossimi mesi è quello di allargare il numero degli enti abilitati all’inserimento, in modo che www.toscanaevents.it arrivi ad offrire la fotografia esatta di tutto ciò che accade in Toscana, dallo spettacolo del Maggio Musicale Fiorentino alla Sfida dello Stufato alla Sangiovannese, dal Mondiale di ciclismo al Palio Marinaro dell’Argentario. Sono in programma anche una serie di incontri divulgativi e di formazione sul territorio pensati per agevolare l’utilizzo del nuovo strumento da parte dei soggetti interessati. Il sito verrà affiancato anche da un serie di profili su Facebook, Twitter, Youtube, FourSquare e Pinterest.
“Il Toscana Events non solo è un agile e aggiornato calendario web - afferma Davide De Crescenzo, responsabile contenuti editoriali del portale www.turismo.intoscana.it e curatore del progetto - ma una piattaforma aperta al sistema e agli organizzatori di eventi che offre alla Regione e a tutti gli stakeholder un database ricchissimo a fini statistici, promozionali e di marketing territoriale. Un sito con un proprio brand, ma allo stesso tempo fortemente integrato al portale regionale del turismo”.
www.toscanaevents.it
www.turismo.intoscana.it
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Si parte dalla provincia di La spezia e scorgiamo Ameglia, situata sulla sommità di una collina, che conserva le caratteristiche di antico borgo medioevale. Dall’alto del suo colle domina l’ultimo tratto del corso del fiume Magra e la pianura circostante. Il territorio di Ameglia, compreso nei confini dell’area protetta del Parco Regionale di Montemarcello Magra, è un territorio caratterizzato da un insieme di ambienti differenti che comprendono zone fluviali, spiagge sabbiose e ripide pareti rocciose a picco sul mare; il tutto circondato da una rigogliosa cornice naturale rappresentata dal promontorio del Caprione e dagli antichi borghi e mirabili località turistiche sulla costa. Montemarcello, frazione di Ameglia, si trova al centro del Parco Regionale Montemarcello Magra; è da segnalare il vicino Orto Botanico, che permette di scoprire, attraverso dei percorsi guidati, la flora e la fauna del Parco e di godere di un magnifico panorama sulla Val di Magra e sulle Alpi Apuane. Lungo la strada per Montemarcello merita una sosta il convento dei Carmelitani scalzi, fondato nel 1176 come monastero del Corvo. Punta Corvo è sicuramente uno dei luoghi la cui bellezza selvaggia e a tinte forti lascia il visitatore senza parole e affascinato. Da Montemarcello si può raggiungere Punta Corvo e durante il breve percorso, in lontananza, si vedono le isole del Golfo di La Spezia: Tino, Tinetto e Palmaria. Quando si giunge sul punto estremo, dall’alto dei 260 mt s.l.m., si può ammirare la costa che scende quasi a picco e che si adagia laggiù sulla spiaggia, detta appunto di Punta Corvo. Per chi vuole raggiungere la spiaggia esistono due possibilità: a piedi, percorrendo una scalinata di 700 gradini o in barca con il servizio in funzione in primavera ed estate con partenze da Bocca di Magra e Fiumaretta.
Fiumaretta è un delizioso luogo di villeggiatura dove paesaggio marino e fluviale si confondono e si estendono spiagge in sabbia fine e compatta. Inoltre la particolare esposizione ai venti ne fa il luogo privilegiato per gli amanti della vela e del windsurf. Gli appassionati della canoa invece potranno attraversare la foce del fiume per andare alla scoperta delle spiaggette nascoste tra Punta Bianca e Punta Corvo.
In provincia di Genova, ecco S. Stefano d’ Aveto, in un ambiente tipicamente montano, con annesse piste da sci. Il paesaggio che si offre al visitatore è costituito da ampie vallate, foreste di faggi e dalle pareti rocciose dell’Appennino ligure. Al centro del paese troviamo il Castello Malaspina-Fieschi-Doria risalente al XII secolo, le cui rovine sono in fase di restauro. Di notevole valore anche la Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano d’Aveto che conserva un quadro storico della Madonna di Guadalupe del 1500, proveniente dal Messico.
Noli è situata nella Riviera ligure di ponente in un’insenatura racchiusa tra l’Isola di Bergeggi e l’omonimo capo. Antico centro dei Liguri, fu base bizantina e importante centro marinaro che partecipò alla prima crociata. Divenne in seguito libera Repubblica (dichiarandosi la quinta delle Repubbliche Marinare italiane) stringendo importanti alleanze con la Repubblica di Genova. Nota stazione balneare, Noli si distingue per il suggestivo antico borgo marinaro, considerato uno dei borghi liguri più belli d’Italia, caratterizzato dai famosi carüggi. Di particolare interesse la Cattedrale di San Paragorio ,dichiarata monumento nazionale, sorta sopra una chiesa paleocristiana; il restauro ne riportò alla luce l’aspetto originario in stile romanico lombardo dell’ XI secolo.
Era l’alba del Mercoledì delle Ceneri del 1887 quando una violenta scossa di terremoto faceva sussultare le colline circostanti la città di San Remo; Bussana, antico villaggio sorto alle spalle della città dei fiori, fu distrutto da quelle scosse. Le case sorte intorno al castello subirono danni gravissimi. I superstiti dopo aver vissuto per anni in abitazioni di fortuna, decisero di abbandonare il borgo e il Comune di San Remo dopo i primi interventi aveva chiuso ogni accesso al paese. Tra le rovine delle case crebbe una rigogliosa vegetazione che con il passare del tempo nascose i danni causati dal terremoto, Bussana rimase un borgo fantasma per circa sessanta anni, fino agli anni ’60, quando un artista piemontese, Clizia, lanciò l’idea di fondare una comunità internazionale di artisti proprio a Bussana. Ed ecco allora che il borgo ricominciò a vivere, artigiani e artisti provenienti dall’Italia e dall’Europa incominciarono i lavori di restauro, dalle strade alle case, rispettando la struttura urbanistica medioevale del borgo. I materiali impiegati per la ricostruzione furono le tegole, le pietre e i mattoni recuperati dalle macerie. Le grandi vetrate che caratterizzano i laboratori e le abitazioni nacquero dal genio dei restauratori; infatti quando le crepe e gli squarci erano troppo grandi vi inserirono le grandi lastre di vetro. Oggi Bussana Vecchia ospita botteghe e laboratori artistici ed artigianali di ogni sorta, dall’oreficeria all’artigianato oltre ad un piccolo ed incantevole orto botanico.
Se ci spostiamo nella Val Nervia, in un territorio di grande pregio storico e paesaggistico del ponente ligure, troviamo le Antiche Terme di Pigna, unico Istituto Termale della Liguria, che si presenta come una grande e imponente struttura, esclusiva e confortevole, convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale. Le Acque delle Terme di Pigna sono Sulfuree Solfato Clorurato Sodiche e ipotermali microbiologicamente pure. Pigna inoltre è un ottimo punto di partenza per coniugare cultura e relax , passando una giornata sulle spiagge del Ponente Ligure come Bordighera, Ospedaletti, Sanremo e dedicarsi alla visita dei borghi medievali come Dolceacqua, Apricale, Castelvittorio o riscoprire gli affreschi del Canavesio nella splendida chiesetta di Pigna, raggiungibile a piedi.
Antonio Vanzillotta
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Si parte dalla provincia di La spezia e scorgiamo Ameglia, situata sulla sommità di una collina, che conserva le caratteristiche di antico borgo medioevale. Dall’alto del suo colle domina l’ultimo tratto del corso del fiume Magra e la pianura circostante. Il territorio di Ameglia, compreso nei confini dell’area protetta del Parco Regionale di Montemarcello Magra, è un territorio caratterizzato da un insieme di ambienti differenti che comprendono zone fluviali, spiagge sabbiose e ripide pareti rocciose a picco sul mare; il tutto circondato da una rigogliosa cornice naturale rappresentata dal promontorio del Caprione e dagli antichi borghi e mirabili località turistiche sulla costa. Montemarcello, frazione di Ameglia, si trova al centro del Parco Regionale Montemarcello Magra; è da segnalare il vicino Orto Botanico, che permette di scoprire, attraverso dei percorsi guidati, la flora e la fauna del Parco e di godere di un magnifico panorama sulla Val di Magra e sulle Alpi Apuane. Lungo la strada per Montemarcello merita una sosta il convento dei Carmelitani scalzi, fondato nel 1176 come monastero del Corvo. Punta Corvo è sicuramente uno dei luoghi la cui bellezza selvaggia e a tinte forti lascia il visitatore senza parole e affascinato. Da Montemarcello si può raggiungere Punta Corvo e durante il breve percorso, in lontananza, si vedono le isole del Golfo di La Spezia: Tino, Tinetto e Palmaria. Quando si giunge sul punto estremo, dall’alto dei 260 mt s.l.m., si può ammirare la costa che scende quasi a picco e che si adagia laggiù sulla spiaggia, detta appunto di Punta Corvo. Per chi vuole raggiungere la spiaggia esistono due possibilità: a piedi, percorrendo una scalinata di 700 gradini o in barca con il servizio in funzione in primavera ed estate con partenze da Bocca di Magra e Fiumaretta.
Fiumaretta è un delizioso luogo di villeggiatura dove paesaggio marino e fluviale si confondono e si estendono spiagge in sabbia fine e compatta. Inoltre la particolare esposizione ai venti ne fa il luogo privilegiato per gli amanti della vela e del windsurf. Gli appassionati della canoa invece potranno attraversare la foce del fiume per andare alla scoperta delle spiaggette nascoste tra Punta Bianca e Punta Corvo.
In provincia di Genova, ecco S. Stefano d’ Aveto, in un ambiente tipicamente montano, con annesse piste da sci. Il paesaggio che si offre al visitatore è costituito da ampie vallate, foreste di faggi e dalle pareti rocciose dell’Appennino ligure. Al centro del paese troviamo il Castello Malaspina-Fieschi-Doria risalente al XII secolo, le cui rovine sono in fase di restauro. Di notevole valore anche la Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano d’Aveto che conserva un quadro storico della Madonna di Guadalupe del 1500, proveniente dal Messico.
Noli è situata nella Riviera ligure di ponente in un’insenatura racchiusa tra l’Isola di Bergeggi e l’omonimo capo. Antico centro dei Liguri, fu base bizantina e importante centro marinaro che partecipò alla prima crociata. Divenne in seguito libera Repubblica (dichiarandosi la quinta delle Repubbliche Marinare italiane) stringendo importanti alleanze con la Repubblica di Genova. Nota stazione balneare, Noli si distingue per il suggestivo antico borgo marinaro, considerato uno dei borghi liguri più belli d’Italia, caratterizzato dai famosi carüggi. Di particolare interesse la Cattedrale di San Paragorio ,dichiarata monumento nazionale, sorta sopra una chiesa paleocristiana; il restauro ne riportò alla luce l’aspetto originario in stile romanico lombardo dell’ XI secolo.
Era l’alba del Mercoledì delle Ceneri del 1887 quando una violenta scossa di terremoto faceva sussultare le colline circostanti la città di San Remo; Bussana, antico villaggio sorto alle spalle della città dei fiori, fu distrutto da quelle scosse. Le case sorte intorno al castello subirono danni gravissimi. I superstiti dopo aver vissuto per anni in abitazioni di fortuna, decisero di abbandonare il borgo e il Comune di San Remo dopo i primi interventi aveva chiuso ogni accesso al paese. Tra le rovine delle case crebbe una rigogliosa vegetazione che con il passare del tempo nascose i danni causati dal terremoto, Bussana rimase un borgo fantasma per circa sessanta anni, fino agli anni ’60, quando un artista piemontese, Clizia, lanciò l’idea di fondare una comunità internazionale di artisti proprio a Bussana. Ed ecco allora che il borgo ricominciò a vivere, artigiani e artisti provenienti dall’Italia e dall’Europa incominciarono i lavori di restauro, dalle strade alle case, rispettando la struttura urbanistica medioevale del borgo. I materiali impiegati per la ricostruzione furono le tegole, le pietre e i mattoni recuperati dalle macerie. Le grandi vetrate che caratterizzano i laboratori e le abitazioni nacquero dal genio dei restauratori; infatti quando le crepe e gli squarci erano troppo grandi vi inserirono le grandi lastre di vetro. Oggi Bussana Vecchia ospita botteghe e laboratori artistici ed artigianali di ogni sorta, dall’oreficeria all’artigianato oltre ad un piccolo ed incantevole orto botanico.
Se ci spostiamo nella Val Nervia, in un territorio di grande pregio storico e paesaggistico del ponente ligure, troviamo le Antiche Terme di Pigna, unico Istituto Termale della Liguria, che si presenta come una grande e imponente struttura, esclusiva e confortevole, convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale. Le Acque delle Terme di Pigna sono Sulfuree Solfato Clorurato Sodiche e ipotermali microbiologicamente pure. Pigna inoltre è un ottimo punto di partenza per coniugare cultura e relax , passando una giornata sulle spiagge del Ponente Ligure come Bordighera, Ospedaletti, Sanremo e dedicarsi alla visita dei borghi medievali come Dolceacqua, Apricale, Castelvittorio o riscoprire gli affreschi del Canavesio nella splendida chiesetta di Pigna, raggiungibile a piedi.
Antonio Vanzillotta
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Terra rossa, feconda,dalla quale, gli ulivi, eleganti si ergono e lasciano che la brezza calda e profumata di Puglia faccia vibrare le loro verdi criniere. Poi il mare, color cobalto, le nuvole rapide del cielo regalano scenari e suggestioni,gli antichi vigneti, le masserie e l’aria ‘buona’.
La Puglia è un mondo di cose da vedere. Ma soprattutto da fare. E’ questo il monito di “Discovering Puglia” ,un progetto destinato ad inaugurare un nuovo modo di vivere le vacanze e che s’inserisce nell’ambito di una ben più ampia offerta turistica regionale, già forte dei successi ottenuti nel 2012. Le nuove strategie di promozione turistica, saranno, inoltre, presentate nel corso della prossima edizione della Bit (Borsa Internazionale del turismo, in programma a Milano, dal 14 al 17 febbraio prossimo), dove, in conferenza stampa interverrano l’Assessore regionale al Mediterraneo,Cultura e Turismo Silvia Godelli, e il Direttore generale di ‘Pugliapromozione’, Giancarlo Piccirillo. Una terra sempre in fermento, la Puglia. Mese per mese, nei week end e durante le festività, tantissime sono le occasioni per scoprire gratuitamente un tesoro identitario costituito da chiese, castelli e musei, siti archeologici e cantine, frantoi, parchi naturali, borghi rurali, masserie didattiche, laboratori artigianali, riti e tradizioni.
E’ proprio grazie a questo straordinario patrimonio culturale e naturalistico, che è possibile conoscere, questa terra incantevole e dal clima mite, camminando, andando in bici o a cavallo praticamente tutto l’anno. Le sue tradizioni popolari e quelle religiose che culminano nel periodo di Natale e di Pasqua,senza dimenticare la golosa offerta di prodotti tipici della cucina pugliese, fanno del tacco d’Italia una terra fascinosa e polliedrica. Dopo il successo degli ‘Open days’ estate 2012, che ha registrato oltre centomila visitatori in tre mesi, molti saranno gli eventi in programma per il 2013, di forte richiamo turistico, che l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, attraverso l’Agenzia regionale ‘Pugliapromozione’, ha valorizzato e organizzato in rete con il Progetto ‘Discovering’, offrendo una serie di servizi gratuiti e di prodotti turistici. ‘Discovering’ si propone di scoprire una Puglia a volte inedita, sempre autentica e straordinariamente intima, grazie anche al contatto più stretto con la gente del posto in tutti i suoi territori, dal Gargano e Daunia alla Puglia Imperiale, da Bari e la costa alla Valle d’Itria, dal Salento alla Magna Grecia, Murgia e Gravine.
Parliamo dunque di turismo “esperienziale”, il trend vero del mercato contemporaneo, e di viaggiatori che sono sempre più a caccia dell’anima di un territorio. Sono state scelte e messe in rete 620 attività gratuite suddivise nelle quattro aree: arte e cultura, natura e sport,riti e tradizioni, campagna e sapori. Prestigiosi i partner del progetto, come MiBAC, Anci e Conferenza Episcopale Pugliese, con i quali Pugliapromozione sta per siglare un accordo storico per l’apertura di siti, beni culturali e chiese, e poi ancora Assessorato alle Risorse Agroalimentari e Assessorato alla Qualità del Territorio, Unpli Pro Loco, i Parchi di Puglia, Movimento Turismo del Vino, Puglia in Masseria, Ens Puglia.
Grazie a Discovering, chi viene in Puglia trova adesso un programma articolato e pieno di attività gratuite come le visite ai monumenti con incursioni teatrali, laboratori creativi e di educazione ambientale. O ancora camminamenti e trekking nei parchi naturali, osservazioni astronomiche e visite speleologiche, oltre a laboratori di pasta fatta in casa, di pizzica o di tamburello, degustazioni di vino e prodotti tipici in cantine e masserie.
“L’obiettivo è valorizzare in modo organico sia gli attrattori pugliesi che la presenza diffusa degli eventi di forte richiamo turistico - afferma l’Assessore al Turismo, Silvia Godelli - Con ‘Discovering’ la Puglia è in grado finalmente di mettere in rete un’offerta integrata per i week end e i giorni di festa a partire da dicembre e per tutto il 2013”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore dell’Agenzia ‘Pugliapromozione’, Giancarlo Piccirillo: “Con il progetto ‘Discovering’ gli asset strategici si organizzano in rete, secondo un’ottica duratura e di sistema; si tratta di un insieme di servizi, inediti e gratuiti programmati per tutto il 2013, destinata a rimanere nel tempo con ripercussioni positive nel settore dell’ospitalità, della ristorazione, delle produzioni artigianali e artistiche e dell’enogastronomia”.
"Discovering rafforza l’identità della Puglia attraverso le sue molteplici anime ed il suo ricco patrimonio di arte, cultura, natura e sapori della tradizione, con una modalità corale e fortemente innovativa”, come sostiene la responsabile del progetto, Stefania Mandurino.
Sara Tufariello
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Per le feste natalizie si continuano a scegliere le Dolomiti come meta di vacanza invernale. La magica atmosfera del Natale e del Capodanno sulle piste innevate dei comprensori sciistici più belli al mondo batte la crisi e, famiglie, coppie o gruppi di amici vogliono trascorrere il periodo più 'bianco' dell’anno tra le montagne Patrimonio Unesco delle province di Belluno, Trento, Bolzano, Udine e Pordenone. Le prenotazioni online registrate da Dolomiti.it, portale del turismo nelle Dolomiti, sono in costante crescita. A un mese dal Natale sfiorano l’85% del totale e sono destinate a un forte aumento considerando che la maggior parte è eseguita a ridosso dei periodi di vacanza alla ricerca dei last minute. Rispetto al 2011 le richieste di prenotazioni per il periodo natalizio, nelle strutture ricettive dai tre ai cinque stelle, sono molto alte e maggiori del 10%. La sfida più difficile è per Capodanno, periodo in cui la percentuale di richiesta sfiora il 90%. In particolare per l’Alto Adige, in provincia di Bolzano, dove è un’impresa trovare posto se non si prenota almeno per sette giorni. Una tendenza che soprattutto per il turista italiano sta scomparendo e riducendosi alla richiesta della vacanza breve di massimo cinque giorni. Per quanto riguarda l’Epifania, quest’anno accade un fenomeno interessante: il 6 gennaio 2013 è domenica e rientra nella settimana di Capodanno che va dal 30 dicembre al 5 gennaio. La gran parte delle richieste di prenotazione è orientata nel periodo che va dal 5 al 12 gennaio, soprattutto a causa dei prezzi molto più bassi rispetto al periodo delle feste natalizie.
Settimane bianche 'a gogò' dal 12 gennaio in poi dove Dolomiti.it ha riscontrato, da parte degli utenti, un maggiore interesse rispetto all’anno scorso. Il merito va alle nevicate già avvenute in quota che permettono la formazione del fondo per la neve artificiale. Gli impianti sciistici che hanno già inaugurato la stagione invernale a metà novembre, quello del Solda all’Ortles, di Madonna di Campiglio e del Tonale. Fenomeno che non si ripeteva da molti anni.
www.dolomiti.it
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L’arrivo dell’inverno, a Courmayeur, porta con sé la magia di una stagione dedicata agli sport invernali, ma anche il profumo dei dolci tipici, lo sfavillìo delle luminarie riflesse dalla neve e dalle vetrine delle boutique, l’incanto delle tradizioni che accompagnano questo periodo dell’anno. La vigilia dell’avvento, il 1° dicembre, è dedicata all’accensione dell’albero di Natale. Il momento in cui oltre 20mila lucine si illuminano e fanno risplendere il paese è carico di attesa e meraviglia. Attorno all’albero, il gruppo folkloristico Les Badochys, aiutato dai tradizionali Beuffon invita tutti i partecipanti a fare il grande girotondo portafortuna. Per tutti, poi, ci sono cioccolata calda e vin brulé preparati dai volontari del Comité de Courmayeur. Dolce simbolo delle Feste, il 'greichen', a base di uova e uvetta.
Il gusto per la tradizione si accompagna al glamour e allo stile: una passeggiata per le vie del centro riserva molte piacevoli sorprese, e nella storica via Roma si possono trovare le firme più prestigiose e i locali più alla moda per godere di un momento di relax. La vigilia di Natale è il momento di scoprire un’altra tradizione di Courmayeur, che può vantare una sua versione originalissima di Babbo Natale: si chiama Rhémy de Noël. Nato il 24 dicembre, il generoso spazzacamino è il protagonista di una fiaba speciale, legata alla leggenda del gigante che vive in cima ai ghiacciai del Monte Bianco. Alla vigilia di Natale i bambini di Courmayeur lasciano una lanterna accesa davanti alle loro finestra e Rhémy, guidato dalle luci, porta loro doni e caramelle. Ogni anno giungono in paese centinaia di letterine per il Santa Claus valdostano, che risponde meticolosamente a tutti. La festa vera e propria si svolge al Cinema Palanoir e in piazza Abbé Henry, il pomeriggio della vigilia.
Il 25 dicembre lo speciale Babbo Natale arriva in ce ntro, a bordo di una carrozza trainata dai cavalli, per distribuire caramelle e festeggiare con grandi e piccini. E’ forse la più particolare tra le feste inserite nella rassegna Mini Mont Blanc Mania, il programma di intrattenimento après-ski interamente dedicato ai bambini, a base di animazioni, giochi, sport e appuntamenti, che si sviluppa da dicembre ad aprile
Courmayeur saluta con calore l’anno nuovo: è il momento per augurarsi a vicenda "treinadan!", ovvero "buon capodanno" in patois. I festeggiamenti, coinvolgono tutta la comunità, a cominciare dalla fiaccolata del 30 dicembre, con gli oltre 180 maestri della Scuola di Sci Monte Bianco che illuminano la pista di rientro, da Chécrouit verso Dolonne.
Tra gli appuntamenti imperdibili c’è la tradizionale Festa del Pane, nell'antico forno di Dolonne, pronto a sfornare il tipico pane nero. I festeggiamenti di Capodanno entrano nel vivo il 31 dicembre, con i locali di Via Roma aperti fino a tarda notte, concerti e musica live a cielo aperto nelle vie del centro e tante iniziative per iniziare l’anno sotto i migliori auspici. Nel 2013, puntuale, arriva il fine settimana dedicato alla Befana, amata protagonista di spettacoli, animazioni itineranti per le vie di Courmayeur.
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Il Lazio è una regione ricca di storia e cultura, oltre a Roma capitale visitata tutto l’anno vi sono altre province ricche di aneddoti e bellezze come le terre del basso Lazio: Frosinone in Ciociaria e Latina nell’ Agro Pontino.
Iniziamo il nostro viaggio visitando Fiuggi, rinomata come fonte di acqua diuretica: "Io ò bevuto circa due mesi sera e mattina d’una aqqua d’una fontana che è a quaranta miglia presso Roma, la quale rompe la pietra…"
Così Michelangelo Buonarroti, sofferente di calcoli renali, scriveva in una lettera nel 1549. E’ una delle più antiche e illustri testimonianze dei benefici ottenuti bevendo l’acqua Fiuggi. L’espressione "acqua che rompe la pietra", utilizzata da Michelangelo su basi elegantemente empiriche, trova oggi una spiegazione scientifica; perché, l’acqua di Fiuggi non è un’acqua oligominerale uguale a tante altre, ma presenta caratteristiche uniche che vanno bene oltre le pur considerevoli proprietà diuretiche.
Anche Papa Bonifacio VIII, che era natio di questa terra e conosceva bene la fonte, fece richiesta di questa salutare acqua. I registri contabili pontefici dell'epoca appuntano ben 187 ordini di pagamento per il trasporto dell’acqua da Fiuggi a Roma.
Altri personaggi famosi in epoca più recente si sono curati con successo bevendo acqua Fiuggi: da Papa Pio X a Giovanni Giolitti, da Benedetto Croce ad Alcide De Gasperi, ultimamente è in gran voga tra i russi benestanti.
Restando sempre nella Ciociaria, visitiamo Fumone, borgo storico con un castello pieno di suspence. La storia di questo castello ha origini oscure e antichissime. Sin dalla nascita Fumone fu importante vedetta e luogo di comunicazione per la sua posizione strategica che domina sull’intera valle del Sacco che collegava Roma e Napoli: la via Latina. Questo nome nasce dall’antica funzione di comunicazione effettuata con segnali di fumo, segnali che annunciavano le invasioni di nemici provenienti da sud e diretti a Roma.
A partire dal X secolo d. C. la storia di Fumone è strettamente legata a quella della Chiesa, infatti questa inespugnabile Rocca fu usata dai Papi per oltre 500 anni come prigione pontificia per prigionieri politici. Nel 1584 papa Sisto V decise che, essendovi morto Celestino V, il castello andava conservato come memoria storica e lo affidò ad una famiglia aristocratica romana: i marchesi Longhi, discendenti di Bonifacio XIII ed anche con questa famiglia nobile i misteri non mancano!
Una leggenda narra che il castello di Fumone sia frequentato dal fantasma di Emilia Longhi che nel 1800 fece imbalsamare il figlio morto alla tenera età di tre anni. Il bambino, unico maschio di otto figli, ultimo in ordine di nascita, fu avvelenato con piccole dosi di arsenico dalle sorelle per impedirgli di ereditare le fortune della famiglia. Il corpo imbalsamato è custodito in una teca di cristallo e sembra che la madre lo vada a trovare ogni notte.
Un'altro racconto è legato al "ius primae noctis" (diritto della prima notte - si intende il diritto di un signore feudale di trascorrere, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, la prima notte di nozze con la sposa). Si dice che le ragazze che non risultavano vergini durante la "prima nox" venivano gettate in un pozzo profondo diversi metri in cui all’interno vi erano fissate delle lame che martoriavano il corpo delle malcapitate. All'interno del castello di Fumone si trovano preziose opere d'arte, la cappella dedicata a Celestino V, dove sono custodite numerose reliquie di Santi e un panoramico giardino pensile che, per la sua estensione (3500 mq), è il più grande d'Europa, posto ad un altezza di 800 metri. Oggi si possono anche ammirare, oltre ai saloni perfettamente conservati, le sale del corpo di guardia, la cella della prigione con le porte ferrate, i suggestivi camminamenti per le ronde, i pozzi e le cisterne.
Dopo le terme di Fiuggi ci spostiamo alle terme di Pompeo fondatore e gestore da diverse generazioni di questo complesso termale; le terme sono situate a Ferentino, in prossimità del 76° km della Via Casilina, e vantano una tradizione secolare. Le antiche origini risalgono all’epoca Romana: il manoscritto del Cialino del 1690, attribuisce proprio a Flavia Domitilla, nipote dell’Imperatore Vespasiano, la costruzione del primo edificio termale a Ferentino. La famiglia Pompeo, da cui deriva il nome delle Terme, è da ben cinque generazioni la guida ispiratrice dell’intero complesso termale che nel tempo ha subito un’evoluzione costante atta ad integrare ai servizi termali classici, il beauty , il fitness e il relax dando quindi la possibilità alla clientela di poter scoprire i benefici di veri e propri percorsi che associano Thermae, Beauty, Relax e Fitness. Sempre restando nel tema cultura e benessere, ci spostiamo nell’Agro Pontino e visitiamo le terme di Suio che sgorgano lungo le rive del fiume Garigliano (che divide il Lazio dalla Campania). Queste terme sono note come le antiche "aquae vescinae" decantate da Plotino e meta dei soldati romani che prima e dopo le battaglie giungevano qui per ritemprarsi. Dopo i clamori del periodo romano, la zona fu abbandonata e le sue fonti dimenticate. Solo nella metà del secolo scorso, iniziò la rivalorizzazione delle acque e dell’intero luogo, che vanta tra l'altro diverse sorgenti, da cui sgorgano acque ipertermali con temperature che vanno dai 39-63 °C, divenendo tappa fondamentale per chi è alla ricerca del benessere fisico unito ai rimedi naturali. Dei clamori che le acque destarono nel periodo romano sono testimonianza i resti della cosiddetta vasca di Nerone, un calidarium e i resti di un mosaico. Da sottolineare le strutture alberghiere circostanti alle terme, che utilizzano energia pulita ed i cibi sono tutti di stagione e raccolti in loco. Nel Parco regionale urbano di Monte Orlando possiamo ammirare lo spettacolo suggestivo della cosiddetta "Montagna Spaccata" di Gaeta: nel punto in cui le sue pareti rocciose vengono bagnate dal mare la montagna presenta tre fenditure che secondo gli antichi scritti si sono aperte nel momento in cui Cristo crocefisso morì. Qui sorge il santuario della SS. Trinità, fondato nell'XI sec. dai Benedettini, a cui si accede attraverso una strada che sovrasta la spiaggia di Serapo. A sinistra del Santuario si scende nella seconda fenditura, avvenuta per lo slittamento delle rocce, la spaccatura a forma di arco di sesto acuto si chiama la Grotta del Turco perché serviva da nascondiglio ai pirati saraceni che di notte uscivano a depredare il litorale. Negli ultimi decenni inoltre questo luogo ha trovato una vocazione alpinistica: sui fianchi della montagna, alta circa 130 metri, sono state aperte una decina di vie, tutte attrezzate in modo impeccabile, di difficoltà variabile.
Antonio Vanzillotta
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La Valtellina è un incontro tra cultura alpina e mediterranea. Crocevia di commerci ed eserciti, per tre secoli svizzera, da sempre, per il suo clima, un angolo di mediterraneo nel cuore delle Alpi la Valtellina offre numerose testimonianze di una storia ricca, dalle incisioni rupestri al Rinascimento fino ai giorni nostri. Piccoli borghi, palazzi, chiese, castelli e musei dove ritrovare un passato illustre.
- Oltre 500 chiese in 78 Comuni, dal fondovalle ad oltre 2000 metri di quota
- 45 tra musei, gallerie, raccolte private, centri documentazione, luoghi rappresentativi della cultura locale (mulini, torchi vinari, edifici di archeologia industriale, ecc.)
- Ville e Palazzi che meritano una visita: Palazzo Besta a Teglio, Palazzo Vertemate Franchi a Piuro, Palazzo Salis a Tirano, Castello Masegra e Castel Grumello a Sondrio,
Museo Valtellinese di Storia ed Arte a Sondrio, Museo del Tesoro, Collegiata di San Lorenzo e La Pace di Chiavenna Museo Antiquarium Tellinum a Teglio
- Centri storici medioevali (Sondrio, Morbegno, Chiavenna, Tirano, Bormio, Ponte in Valtellina, Teglio ed altri)
- Museo minerario La Bagnada (Valmalenco)
Le tradizioni dell’inverno ci portano infine a scoprire, oltre ai mercatini presenti in molte località così come i suggestivi presepi allestiti negli angoli più belli dei paesi, le tradizioni più autentiche e strane, come il "gabinàt", il "tira li toli", "l’è fò l’urs’’, il "sunà de màrs", il "carnevàl di Matt", i "Pasquali" ... nomi curiosi per esperienze che meritano di essere vissute.
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Codogno è un piccolo borgo immerso nella campagna della pianura padana del lodigiano, tra i campi ancora dorati dall’autunno, con le strette vie a ridosso le une alle altre, che nascondono tanti piccoli tesori.
Si può cominciare dal bel chiostro affrescato del monastero di Madre Francesca Cabrini, Patrona degli Emigranti, che lo fondò insieme ad un ordine di religiose, l’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Qui, in alcuni locali della prima casa da lei istituita si trova il Museo Cabriniano, che in varie sezioni ospita documenti,e oggetti che parlano della sua vita dall’adolescenza fino alla morte, oltre alle testimonianze sui processi di beatificazione e di canonizzazione. All’interno si possono vedere le celle delle suore fino alla sua camera. La mostra permanente 'La missione Cabriniana ieri e oggi-oggetti, foto e storia da tutto il mondo' narra la complessa opera di apostolato svolta dalle Missionarie nel tempo.
All’interno, nella chiesa del Tabor, viene conservata la preziosa reliquia del cuore della Santa. Proseguendo si giunge all’ampissima e ariosa piazza XX Settembre su cui si affaccia la Collegiata di San Biagio. L’assetto attuale fu costruito nel 1491 sul luogo in cui sorgeva, come rivelano dei documenti ritrovati, una cappella dedicata a San Biagio, da cui prese il nome. La facciata in cotto è articolata in due ordini sovrapposti e presenta sulla destra un’antica meridiana, restaurata nel 2005. I principi di Trivulzio, feudatari di Codogno, vollero far edificare all’interno della chiesa una cappella dedicata all’Assunta: a tal fine venne commissionata a Callisto Piazza una pala sull’Assunzione della Vergine, che concluse nel 1533. Altre cappelle sorsero tra il XVI e il XVIII sec., mentre dal 1635, per merito del Cardinal Teodoro Trivulzio, la chiesa assunse il titolo di 'collegiata', divenendo così l’unico luogo in cui si potevano celebrare funzioni solenni. Una dolcissima Madonna con il suo Bambino porge il saluto ai visitatori. L’itinerario ci conduce infine fino al magnifico palazzo del ‘600 della famiglia Lamberti (in via Cavallotti 6), dove nelle belle sale di cui, alcuni soffitti sono ancora affrescati, è ospitata la collezione di opere pittoriche da lui raccolte. Lui stesso ne dipinse alcune, in questo rivelando una viva sensibilità artistica, oltre che radunando diverse opere di artisti prevalentemente lombardi, talvolta suoi amici e con le medesime affinità. Dopo la sua morte, grazie a Giuseppe Novello fu inaugurata la raccolta d’Arte, nel novembre 1973 in queste stesse sale, con l’eposizione dei più validi pittori locali dell’Ottocento e del Novecento. La raccolta è aumentata grazie alle molte donazione e tuttora si sta ampliando. Anche Novello fece dono della sua collezione riunendo così i propri dipinti a quelli del carissimo amico, seguito dagli eredi del pittore Angelo Pietrasanta.
Tra i ritratti che più colpiscono si distinguono le due fanciulle del dipinto 'Ripassando la lezione', in stile filo-impressionista, cosi come 'le curiose', oppure la bellissima dama in rosso che legge,e la figura di Lamberti stesso, nobile e severo.
Altrettanto interessanti dal punto di vista pittorico sono i paesaggi di campagna dalle varie tinte degradanti nelle tonalità di verdi autunnali, e le bellissime marine, dove ci si perde nell’azzurro.
Grazia Paganuzzi
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Sempre più frequentemente si sente parlare di siti considerati patrimonio dell’Umanità in quando inseriti all’interno della Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (UNESCO World Heritage). Ma cosa vuol dire esattamente che un sito è considerato patrimonio dell’Umanità?
Per capirlo dobbiamo partire dalla Convenzione del Patrimonio mondiale di Parigi del 1972 "CONVENZIONE RIGUARDANTE LA PROTEZIONE SUL PIANO MONDIALE DEL PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE". Nella Convenzione vengono fornite le definizioni del Patrimonio Culturale e Naturale. I beni culturali sono definiti come monumenti o insiemi eccezionali storicamente, artisticamente o scientificamente. I siti naturali sono formazioni fisiche o biologiche che hanno valore estetico o scientifico straordinario. I siti misti, frutto dell’azione combinata della natura e dell’uomo, conservano la memoria di modi di vita tradizionali e rappresentano il legame tra la natura e la cultura. Alla Convenzione hanno aderito 180 Stati (31/03/2005), che aderendo, si impegnano a proteggere i siti del proprio territorio che rientrano in una delle due definizioni. Ad alcuni di essi, quelli di particolare valore, l’Unesco riconosce il titolo di Patrimonio Mondiale, facendo sì che la loro tutela diventi una responsabilità ripartita fra tutti i membri della Comunità internazionale. La Convenzione, tra l’altro, ha istituito un Comitato internazionale con sede a Parigi presso l’UNESCO, che vigila sull’applicazione della Convenzione da parte dei firmatari e decide l’iscrizione di nuovi siti sulla Lista.
La World Heritage List comprende 962 siti di cui 745 culturali , 188 siti naturali e 29 siti misti suddivisi in 157 paesi membri. (dati al 2012)
Requisiti per l’iscrizione
Perché un sito sia iscritto nella Lista del patrimonio mondiale, deve presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale. I criteri sono regolarmente aggiornati dal Comitato in modo da riflettere l’evoluzione del concetto stesso di Patrimonio Mondiale.
Fino alla fine del 2004, i siti del Patrimonio Mondiale venivano scelti sulla base di sei criteri culturali e di quattro criteri naturali. Con l’adozione dell’ultima versione delle Linee Guida i criteri sono stati accorpati in un unico elenco, valido per i beni culturali e naturali, distinto in dieci punti.
Criteri di selezione
1.rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo
2.mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;
3.essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;
4.costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana;
5.essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili;
6.essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Il Comitato reputa che questo criterio dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri).
7.presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica;
8.costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative;
9.costituire esempi rappresentativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini;
10.presentare gli habitat naturali più importanti e più significativi, adatti per la conservazione in-situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.
Perché un bene sia considerato di eccezionale valore universale, deve anche soddisfare le condizioni di integrità e/o autenticità così come definite nelle Linee Guida e deve essere dotato di un adeguato sistema di tutela e di gestione che ne garantisca la salvaguardia.
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Si è svolta a Palazzo Chigi, la conferenza stampa di presentazione della terza edizione del ‘World Tourism Expo – Unesco’ che si terrà ad Assisi dal 21 al 23 settembre.
Sono intervenuti il Ministro per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il Sindaco di Assisi e Presidente dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, Claudio Ricci e l’organizzatore dell’evento WTE, Marco Citerbo.
Il Ministro Gnudi, intervenendo ha detto: "Siamo il Paese al mondo che ha più siti tutelati dall’Unesco. Il turismo deve essere una delle strade da percorrere per portare fuori il Paese dalla crisi. Lo dobbiamo sfruttare meglio e in modo più organico, facendo sistema e diffondendo gli arrivi su tutto il territorio nazionale. La Borsa del turismo di Assisi avrà lo scopo di far conoscere questa Italia meno conosciuta".
"Il turismo è un settore cruciale per l’economia italiana e per le strategie di crescita". Lo ha detto il ministro Clini, che ha aggiunto: "Valorizzazione delle eccellenze, cultura, paesaggio, ambiente e dieta mediterranea sono le variabili fondamentali per il rilancio del turismo. Investire nel patrimonio culturale e ambientale serve alla crescita dell’economia e per il nostro sviluppo".
Il Sindaco di Assisi e Presidente dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, Claudio Ricci, ha sottolineato nel suo intervento che "l’obiettivo che ci poniamo è di promuovere il ‘turismo lento delle esperienze e dei valori materiali e immateriali’ secondo la logica per cui promuovendo i siti Unesco, il marchio culturale più importante a livello internazionale, si promuovono anche i beni culturali ‘minori’ e, in generale, l’intero paese Italia in chiave turistica".
"Abbiamo coinvolto la stampa e circa 150 operator da tutto il mondo – ha sottolineato Marco Citerbo, organizzatore del WTE – affinché i siti Unesco siano inseriti nei cataloghi internazionali con itinerari ad alto contenuto culturale che esaltino le eccellenze di questi luoghi. Grande spazio quest’anno sarà riservato anche alla prima edizione delle Giornate della Dieta Mediterranea, la manifestazione organizzata nell’ambito del WTE per esaltare e far conoscere il modello nutrizionale e l’insieme delle espressioni culturali dei popoli del Mediterraneo, diventate patrimonio dell’umanità".
Sono tante le tipologie di viaggio, le mete, gli itinerari. Un mondo intero da scoprire mossi dalla propria curiosità o affidandosi ai suggerimenti di qualcuno. Ma quando è UNESCO a consigliare un sito c’è la certezza di dirigersi verso un luogo d’eccellenza, particolare per le sue caratteristiche. In ogni continente ne ha identificati molti che per la loro unicità si sono meritati il titolo di "patrimonio dell’umanità", dalla montagna sacra australiana alle statue dell’isola di Pasqua e solo per fare degli esempi. Non occorre andare lontano, anche il nostro Paese custodisce dei tesori censiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite; tra questi il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano, la laguna di Venezia e la Basilica di San Francesco d’Assisi.
E proprio Assisi, dal 21 al 23 settembre, ospiterà WTE – World Tourism Expo Unesco 2012 – che comprende la terza edizione della "Borsa Internazionale del Turismo città e siti UNESCO", la prima delle "Giornate della Dieta Mediterranea UNESCO" e assegnerà il "Premio Turismo Responsabile Italiano". Non è un caso se il primo e unico appuntamento mondiale specializzato nel turismo delle città e siti UNESCO si tiene in Italia; il nostro Paese infatti è in testa alla classifica mondiale con ben 47 siti registrati.
L’obiettivo del World Tourism Expo di Assisi firmato UNESCO è quello di creare un mercato del turismo culturale responsabile ed emozionale per promuovere il patrimonio artistico e paesaggistico attraverso la collaborazione di tutte le figure che agiscono nel comparto turistico.
L’interesse del pubblico e degli operatori del settore per l’evento è alto; l’edizione 2011 ha registrato 15000 ingressi, oltre 100 siti italiani e stranieri rappresentati, 150 tour operator da tutto il mondo e 40 incontri scientifici e divulgativi. Per quest’anno gli organizzatori stimano un notevole incremento di presenze dovuto anche al lancio della prima edizione delle Giornate della Dieta Mediterranea UNESCO. Iscritta nei patrimoni immateriali nel 2010, la dieta mediterranea esalta il modello nutrizionale e l’insieme delle espressioni culturali dei popoli del Mediterraneo. Per la prima volta a livello internazionale, i prodotti e tutte le risorse dello stile alimentare di Italia, Spagna, Grecia e Marocco si ritroveranno ad Assisi. Saranno presentate non solo le tipicità come olio d’oliva, legumi, frutta e verdura, pesce azzurro ma anche le tradizioni culinarie, gli stili di vita, gli elementi culturali e folcloristici legati all’alimentazione. La manifestazione sarà articolata in diverse fasi; un’area espositiva riservata a ognuno dei quattro Paesi e alle aziende produttrici, uno spazio destinato ai coking show e alle degustazioni e uno riservato all’artigianato e al folklore. Per approfondire la propria conoscenza della dieta più famosa al mondo sarà possibile partecipare a incontri e convegni scientifici, culinari e salutistici. Per interpretare la dieta mediterranea arriveranno ad Assisi alcuni chef italiani, spagnoli, greci e marocchini. Ogni giorno si esibiranno nel tardo pomeriggio elaborando ricette rappresentative di ciascun Paese d’origine; le performance saranno aperte al pubblico che potrà intervenire con domande dirette agli chef e alla fine degustare i piatti preparati.
Infine verrà assegnato il Premio Turismo Responsabile Italiano, istituito per riconoscere persone e aziende che, in Italia come nel resto del mondo, contribuiscono con le loro iniziative all’offerta di Turismo Responsabile e prenotabile nelle agenzie viaggi.
Tutti i dettagli della tre giorni umbra sono disponibili sul sito dedicato, in italiano e inglese.
Paola Drera
www.worldheritagetourismexpo.com
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La nostra pizzeria nasce dopo che, Ernesto Cacialli, pizzaiolo di professione e napoletano verace, definito dai giornali "stella del firmamento della gastronomia partenopea", nei giorni del G7 del 1994 “trascinò” il blindato Clinton nella sua pizzeria nel bel mezzo di una passeggiata. E' stata proprio la passione a spingere Cacialli a superare la barriera delle guardie del corpo che circondavano l'ex presidente per far assaggiare all'America uno spicchio di Napoli.
Ma la storia del nostro artista del forno a legna, circondato da maestri pizzaioli, affonda le sue radici ben più là negli anni. Infatti Ernesto, sommo maestro della tradizione napoletana legata alla pizza, vincitore di numerosi premi nazionali ed internazionali, che ha portato la bontà della nostra città fino in Oriente, è pizzaiolo da quando aveva 7 anni.
Critici culinari ci hanno intitolato articoli e rubriche, le guide gastronomiche ci menzionano nell'Olimpo dei pizzaioli: chi vuole gustare i sublimi sapori di Napoli non può resistere alla tentazione di venirci a trovare nel nostro "regno".
Pizzeria "Il Pizzaiolo del Presidente"
Via Tribunali, 120/121 - 80138 Napoli
Tel/ Fax + 39 081 210903
www.ilpizzaiolodelpresidente.it
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Patrizio Rispo,il celebre Raffaele della soap-opera 'Un Posto al Sole', ha presentato recentemente al numeroso pubblico dei suoi fans il suo primo libro dal titolo “Un pasto al sole”, 300 gustose ricette pubblicate dalla giovane casa editrice napoletana Edizioni GRAF, diretta da Luciano Chirico. Il volume è un ricettario che raccoglie delizie gastronomiche tipiche della tradizione campana e non ed è il risultato della contaminazione tra l’arte culinaria del padre dell’attore e quella della madre, che è una Scaturchio, con l’aggiunta di un pizzico dello stile dell’attore stesso.
Il libro è organizzato in undici sezioni che spaziano dagli aperitivi ai digestivi, e la sua peculiarità risiede proprio nella semplicità, con le pietanze che rispondono alla domanda "Cosa mangiamo oggi?".
Il volume, che si tramanda da anni da padre in figlio, è arricchito dai commenti dello stesso autore e dai disegni del vignettista Peppe Avolio, mentre la prefazione è opera di Giobbe Covatta, che rilegge “Alice nel paese delle meraviglie” in termini ironicamente culinari.
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Definita la Perla del Salento, Castro è una cittadina sul mar Ionio con un interessante centro storico, e una storia fatta di invasioni, distruzioni e ricostruzioni. Colpisce subito il visitatore il Castello di Castro, costruito all’inizio XII secolo per volere di Tancredi di Altavilla, conte di Conversano e primo conte della città. In seguito fu modificato dagli angioini ma soprattutto dagli aragonesi, in special modo dalla famiglia dei Gattinara, feudatari di Castro, tra il 1520 e il 1640. Essi vissero in prima persona la distruzione della città ad opera dei turchi nel 1573 ma anche le ristrutturazioni seguenti necessarie proprio a causa delle invasioni. Il progetto di ristrutturazione del castello fu affidato a Tiburzio Spannocchi,architetto militare famoso in tutta Europa e il preferito dalla casa reale spagnola. Tiburzio ridiede vita alla pianta quadrilatera del castello e dotò la città di una cerchia di mura con pianta a esagono allungato. Grazie a recenti scavi e restauri si è scoperto poi che le mura del 1500 poggiano su resti di fortificazioni massapiche. Particolare è la Basilica Bizantina, vicino alle mura sud orientali, al cui esterno si possono ammirare affreschi di varie epoche. Nonostante l’usura del tempo si possono ancora distinguere la figura di Sant’Onofrio, Santa Lucia, della Madonna con bambino, di San Giovanni Battista e varie decorazioni di tipo naturalistico che sicuramente risalgono alla parte più antica della Basilica. Non si conosce il santo a cui è stata dedicata la Basilica Bizantina, ma, visto che, durante gli scavi attorno, sono stati rinvenuti resti di un tempio dorico probabilmente dedicato alla dea Atena, si pensa che la chiesa fu costruita in onore della Madonna, ideale trasposizione cristiana della dea. Dalle mura di Castro si può godere di un bellissimo panorama di Castro Marina. Sara Marchesi Palazzo Gugliemo www.palazzoguglielmo.it Campurra www.campurra.com B6B Trappitu dei Settimi www.trappitudeisettimi.it Eco di mare www.ecodimare.it - Le Chianche www.lechianche.org B6B Le Rose www.salentoallerose.com B6B Il Corallo www.ilcorallo1.com Agriturismo Montenachiro www.agriturismomontenachiro.it Schola Sarmenti www.scholasarmenti.it Masseria Chicco Rizzo www.masseriachiccorizzo.it Ristorante Zio Tom www.ziotomleuca.com
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"Kalòs ìrtate stin Grecìa Salentina" (Benvenuti nella Grecìa Salentina). Probabilmente è con questa frase che vi accoglieranno gli abitanti dei paesi che fanno parte dell’Unione della Grecìa Salentina. Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino: undici paesi che possono vantare una vera e propria seconda lingua. Qui si parla infatti il griko, un misto tra dialetto locale e greco antico. La teoria più accreditata è che la lingua grika sia nata grazie alle modifiche che i monaci bizantini giunti in Puglia attorno all’anno 1000, fecero alla lingua Greca. Nata dalla colonizzazione bizantina, simbolo della vicinanza tra il Salento e la Grecia è la stele che venne donata nel IV secolo a.C. da Atene a Calimera in cui è riportata la scritta "Straniera tu non sei a Calimera". Come ogni lingua non di uso comune, anche il griko rischia di morire. Per questo è nata una vera e propria scuola di lingua grika a cui si iscrivono, non solo vecchi sentimentali, ma anche giovani legati alle loro tradizioni e consapevoli di poter essere possessori di una ricchezza immateriale che pochi in Italia hanno ancora. E ancora si canta in griko, durante il periodo pasquale, narrando, attraverso questa lingua antica, gli episodi della passione di Cristo, segno che la fede, come la tradizione, qui sono molto sentite e vissute intensamente. Non solo la religione è vissuta intensamente. Qui anche i riti pagani hanno un ruolo importante nella vita delle persone. Interessante è la Cappella di San Vito, dedicata al protettore degli animali che ospita, al centro della navata, una pietra di origine pre-cristiana con un foro al centro chiamata ‘Pietra della fertilità’. Il giorno di Pasquetta uomini e donne si cimentano nel rito pagano di passaggio attraverso il foro. Chi riesce nell’impresa (e per le dimensioni del foro è proprio un’impresa) sembra che sarà aiutato nell’avere figli. Sara Marchesi www.comune.nardo.le.it www.comune.presicce.le.it www.santamariadileuca.it www.vignacastrisi.it www.comunedicastro.it www.comune.calimera.le.it www.greciasalentina.org
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