Ad Anfipoli, antica città greca situata tra la Tracia e la Macedonia, a circa 100 chilometri da Salonicco, è stata scoperta una tomba monumentale macedone. Chi sia sepolto in questo sito funerario è ancora da scoprire, ma molti indizi portano a pensare alla tomba di Alessandro Magno.
Gli scavi hanno riportato alla luce due sfingi, che presidiano l’ingresso, e un leone alto cinque metri, simbolo di Alessandro Magno, che si erge su un tumulo. La tomba, la più ampia mai scoperta nel Paese, è circondata da un muro in marmo di 497 metri di circonferenza ricoperto di affreschi. Gli scavi, inoltre, hanno svelato una rampa di 13 scalini che conduce a un ampio percorso di quattro metri e mezzo di larghezza.
“La terra della nostra Macedonia – ha detto il primo ministro Samaras dopo la visita allo scavo – ci commuove e ci sorprende rivelando le viscere dei tesori che compongono insieme questo mosaico unico della nostra storia greca, per la quale tutti sono ancora molto orgogliosi”.
La Casciubia, una delle regioni più interessanti e variopinte della Polonia, si allarga in Pomerania, attorno a Danzica e penetrando nell'interno per oltre 100 chilometri.
Una rara miscela di folklore, tradizione e cultura incastonati in un caratteristico paesaggio postglaciale – un territorio ondulato costellato di specchi d’acqua e ricoperto di prati e boschi modellato dal grande ghiacciaio scandinavo ritiratosi circa 10mila anni fa – la rende una terra unica, assolutamente da scoprire e visitare in ogni angolo.
La Casciubia è una regione magica, dove il tempo fluisce a un ritmo più rilassato che nel resto del mondo. Ciò forse avviene grazie alla bella cornice naturale e alla lontananza dal frastuono della grande città, o forse grazie alla pacifica serenità dei suoi abitanti. Non importa quale sia la ragione, una cosa comunque è certa: in Casciubia ci si può riposare meglio che in qualunque altro luogo e chiunque sia sintonizzato con la natura e le antiche tradizioni saprà apprezzarlo. I meno attivi possono semplicemente oziare giornate intere sulla riva di un lago, pescando o semplicemente osservando e ascoltando intenti la lussureggiante natura. Gli amanti del riposo attivo possono sfruttare i numerosi percorsi a piedi ben segnalati o le piste ciclabili, noleggiare una canoa o una barca e andarsene a spasso per i numerosi corsi e specchi d’acqua della zona, spesso collegati fra loro. Non resteranno delusi nemmeno gli appassionati di cultura, perché in Casciubia anche questa ha moltissimo da offrire, soprattutto quella legata all’antico e ricco folklore locale. I casciubi sono legati alle proprie radici come poche altri gruppi etnici, e visitando la regione bisogna necessariamente ascoltare la musica locale e ammirare l’artigianato artistico
Una curiosità? Il tabacco da fiuto. In Casciubia questo è uno dei modi più popolari di assumere tabacco, inspirandolo in forma di polvere attraverso il naso. Questa tradizione giunse in Polonia dalla Francia, dove a sua volta era giunta grazie al contatto con gli indiani americani. In seguito in Europa questo modo venne ovunque sostituito dal tabacco masticato e infine da quello fumato. Dovunque, ma non in Casciubia, dove invece questo sistema di consumare tabacco è diventato straordinariamente popolare, al punto che oggi i casciubi hanno rielaborato e fatta propria questa tradizione e il tabacco da fiuto di produzione locale gode di riconoscimenti e apprezzamenti da parte degli esperti e degli intenditori di tutto il mondo. Trovandoci in zona, sarebbe perciò un peccato non chiedere alla persona che ci ospita di versarci un po’ di polvere di tabacco, dal corno in cui in genere esso è contenuto, sul dorso della mano aperta nel punto fra il pollice, l’indice e il polso, da dove viene inspirato con le narici. E ricordate che starnutire rivela il principiante!
Questa regione speciale è famosa anche per i piatti caratteristici della sua cucina casalinga serviti nei numerosi agriturismi. I sapori della Casciubia sono legati alle coltivazioni e agli allevamenti locali, quasi sempre condotti nelle piccole fattorie private. Gli abitanti del posto offrono volentieri i loro prodotti, il pane caldo cotto al mattino, il latte acido e i soffici dolci lievitati, che nell’epoca dell’industrializzazione delle produzioni alimentari rappresentano prodotti ormai quasi di lusso.
Un’ampia e bella veduta della regione la si può ammirare dall’alto del massimo rilievo morenico della regione, la Wie¿yca, poco lontano dalla località di Szymbark. Da una speciale piattaforma in cima a una torre panoramica, la vista che si spalanca davanti a noi è semplicemente straordinaria. Nelle vicinanze, non si può non visitare il Centro per l’Educazione e Promozione della regione che si trova proprio a Szymbark. Questa località infatti è nota per diverse sue insolite attrazioni, oltre che per esposizioni commemorative del passato della Polonia e dei polacchi. Qui si può ammirare per esempio la più lunga asse del mondo, inscritta nel Guinness dei primati. La maggiore attrazione locale, però, è la cosiddetta 'casa a gambe all’aria', un edificio d’abitazione in legno capovolto dentro cui ci si sente autenticamente spaesati e smarriti. Naturalmente da vedere qui c’è molto di più, e al tempo stesso i visitatori qui hanno anche la possibilità di conoscere tutto sul tema della tradizione e della cultura casciube.
Non tutti i divorzi finiscono con il lancio di stoviglie e un astio perpetuo. Questo è il caso di Repubblica Ceca e Slovacchia, sorte a realtà individuali dalla separazione consensuale e pacifica della ex Cecoslovacchia. Nel 1993 il Paese dell’est europeo si è diviso, dando origine a due diverse entità con connotazioni proprie e ben identificate.
Nello specifico la Slovacchia, membro della Comunità Economica Europea dal 2004 offre oggi al turismo internazionale uno scenario spettacolare dalle mille sfaccettature, un prisma fatto di regioni adatte a soddisfare le più esigenti richieste in un’ambientazione sorprendente. Sorprendente è infatti l’aggettivo adeguato a descrivere la zona più a nord della Slovacchia, compresa tra Repubblica Ceca e Polonia, in una parola la Zilina. Suona come il nome di una donna dall’intenso passato, complice di un vivace presente e proiettata verso un promettente futuro. Spesso, sbagliando, pensiamo all’est europeo come a una zona d’ombra, dal carattere triste, grigio e deprimente. Un luogo della memoria dove ripercorrere tappe molte volte controverse di regimi austeri dove ‘democrazia’ era solo una parola sui vocabolari di altri. La Slovacchia e la regione di Zilina in particolare smentiscono questo luogo comune attraverso uno stile di vita dinamico, positivo, aperto all’innovazione, senza dimenticare o cancellare le piccole grandi perle del passato da presentare come tesori a cielo aperto ai visitatori.
Le parole d’ordine che caratterizzano questa fetta d’Europa sono la natura incontaminata, la prepotente e costante presenza del legno e l’acqua. Lontana dal mare la Zilina, come premiata dalla legge di compensazione, gode di laghi, fiumi e soprattutto di fonti termali che, addomesticate dall’uomo, ne fanno un luogo perfetto per il relax, il benessere e la cura di diverse patologie. Prima fra tutte la Slovak Health spa di Rajecké Teplice; già nel 1376 si trova la prima citazione di questo luogo, indicato con il termine di 'thermae'. Lo sfruttamento delle terme si sviluppa in particolare all’inizio del XVII secolo, inizialmente per la cura di reumatismi, edemi e varie malattie dermatologiche. Attualmente il potere delle acque è riconosciuto per il trattamento di malattie infiammatorie e degenerative dell’apparato motorio, le patologie neurologiche e i disturbi professionali. Nel 1996, dopo una certa decadenza avvenuta nel periodo comunista, gli impianti sono stati completamente ristrutturati.
L’aspetto attuale ricorda i fasti dell’antica Roma rivisitati in chiave moderna: attrezzature all’avanguardia, controllo medico preventivo alle terapie e trattamenti personalizzati a prezzi considerevolmente più bassi rispetto a strutture simili presenti nell’Europa dell’Ovest. Una diversa interpretazione delle acque termali è stata studiata a Bešeòová, dove cura fa rima con divertimento. Il Gino Paradise offre infatti un comprensorio enorme fatto di piscine e scivoli degni di un parco acquatico occidentale, adatto ai grandi come ai più piccoli. Una curiosità: nel centro è presente anche una poltrona riscaldata per il relax ricoperta in oro a 24 carati. Le proprietà del metallo prezioso sono infatti riconosciute nella cura di artrite, artrosi e nell’innalzamento dei valori dell’energia vitale.
La regione di Zilina è “vicina di casa” di Repubblica Ceca e Polonia e come tale ospita una buona parte della catena montuosa dei Carpazi. Stazioni sciistiche, possibilità di trekking, mountain bike, cicloturismo e magiche avventure alla scoperta delle grotte. Se ne trovano moltissime sparse nel territorio e alcune sono considerate patrimonio Unesco. Tra queste la splendida Grotta della Libertà Demänovská, aperta al pubblico nel 1924 e la più visitata della Slovacchia insieme alla Grotta di Ghiaccio. 1800 metri di lunghezza e un numero infinito di scalini passano tra stalattiti, stalagmiti, laghetti sotterranei e pareti di ghiaccio; la leggenda narra che un drago abbia abitato tra le alte volte delle grotte, ma la storia reale vuole che nel 1985, in pieno regime comunista, fossero il set di un film (La Signora della Neve) interpretato dall’italiana Giulietta Masina.
Grazie al suo ingresso nell’Unione Europea, anche se recente rispetto a molti altri paesi membri, la Slovacchia ha rinnovato la sua immagine e grazie anche con i fondi stanziati dalla Comunità Economica ha dotato il suo territorio di nuove strade, ponti e infrastrutture all’avanguardia. Questo non le ha impedito di preservare un patrimonio storico inestimabile. Fra i tanti luoghi che compongono questo tesoro dell’Est c’è Cièmany, un villaggio di montagna che affonda le sue radici nel 1272. Nel verde del paesaggio spiccano le piccole abitazioni dipinte di nero e decorate con motivi bianchi ad evocare i ricami tipici di questo luogo. E’ un classico esempio di architettura popolare che non ha sempre avuto vita facile, come i suoi abitanti del resto, costretti a combattere con i rigori dei lunghi inverni e la distanza da altri centri abitati. Costruito completamente in legno, su alcune facciate delle case sono ben visibili ancora oggi i fori dei proiettili sparati nel corso di un conflitto che si è combattuto tra tedeschi e russi durante la seconda guerra mondiale e l’episodio sembra completamente innaturale per questo angolo che trasuda pace e tranquillità.
C’è un’altra eccezione nello scenario fiabesco di queste montagne però; si tratta delle gesta di uomo, diventato eroe nazionale, considerato il Robin Hood slovacco: Juraj Jánošik. Nato nel 1688 e arruolato nell’esercito ungherese, decide a un certo punto della sua giovane vita di stabilire un equilibrio più equo tra la ricchezza di nobili e signorotti e la povertà della popolazione comune, attraverso agguati compiuti con la complicità di un manipolo di amici. Rubare ai ricchi per dare ai poveri però non si dimostra un’equazione vincente per il povero Juraj che a soli 25 anni viene catturato e giustiziato nel peggiore dei modi.
Un eroe da vecchia Inghilterra, fiori alle finestre e nei giardini delle case come in Austria, birre artigianali e di gran pregio degne di Germania e Olanda. Ordine e pulizia (attenzione, gettare un mozzicone di sigaretta per strada può costare una multa di 15 Euro!) come nei più virtuosi paesi che conosciamo. Bellezze naturali, preservazione del patrimonio faunistico, ospitalità. Ma non è ancora tutto. In Slovacchia le sorprese non finiscono mai e si scopre che il suo territorio annovera un numero di castelli capace di competere e forse superare quello francese. Nella regione di Zilina se ne trova un esempio che toglie il fiato: il castello di Orava. La costruzione risale al Medio Evo e si sviluppa su uno sperone roccioso a picco sul fiume omonimo per 520 metri. Passare attraverso le diverse sale è come andare a spasso nel tempo. I secoli, le dinastie che l’hanno posseduto e abitato, si susseguono senza soluzione di continuità. I suoi misteri, le sue leggende e persino lo scherzo di un pittore chiamato a fare il ritratto di uno dei nobili proprietari. Nel dipinto, per un’illusione ottica davvero magistrale, la figura ha una mano dotata di sei dita e l’altra di quattro, a sottolineare quanto l’uomo fosse avido a sottrarre denaro con un arto e poco incline a distribuirne con l’altro. Il castello di Orava è stato anche il set scelto per la realizzazione di molte scene del film “Nosferatu” nel 1922, la prima pellicola con protagonista un personaggio principe del regno dell’occulto.
La Slovacchia è dunque fatta per sorprendere e stupire come un film di cui non si riesce a intuire il finale. Piacevoli colpi di scena insospettabili, dalle città ai villaggi più sconosciuti, come ancora troppo poco valorizzata è la sua capitale, Bratislava, strategico punto di partenza per la scoperta di questo incredibile paese.
Paola Drera
Ricordare la caduta del comunismo. È questo l’obiettivo del Memento Park, un piccolo parco nella periferia di Budapest.
Il parco è ingiustamente escluso dal tipico tour della capitale dell’Ungheria ma una visita è un tuffo nel passato da non perdere. Con 15 minuti di bus dal centro della città, è possibile ammirare 42 pezzi dell’arte dell’era Comunista che, tra il 1945 e il 1989, erano esposte nelle vie di Budapest.
Il parco è stato progettato dall’architetto magiaro Ákos Eleõd nel 1991, solo due anni dopo la caduta del regime comunista e fu aperto ufficialmente nel 1993. Dopo il crollo del muro di Berlino, negli stati satellite dell’ex unione sovietica, la maggior parte dei simboli del comunismo furono distrutti, quasi a voler cancellare il ricordo di quest’epoca. Non a Budapest che ha scelto di portare alcune statue in questo parco in cui, con un po’ di ironia, si rivive il passato recente ungherese.
Tra i monumenti è possibile ammirare l’allegoria dell’amicizia ungherese sovietica e i classici soggetti dei monumenti comunisti: lavoratori, soldati dell’armata rossa, leader del partito. Non solo: tra i volti scolpiti è facile riconoscere Lenin, Marx ed Engels .
Simbolo del parco è la riproduzione 1:1 della tribuna che fino al 1956 dominava “Felvonulási tér”, al centro di Budapest. La sua funzione era quella di piedistallo a una statua di bronzo alta ben 8 metri che rappresentava Stalin. Era anche il luogo d’onore da cui i leader comunisti assistevano alle parate. Gli ungheresi che il 23 ottobre 1956 si rivoltarono contro la dittatura rossa segarono la statua all’altezza delle ginocchia e la fecero crollare. Gli stivali del Generale, però, rimasero al loro posto diventando un sarcastico ricordo del dittatore e della sua megalomania.
Come abbiamo detto, l’ironia in questo parco non manca. Alla biglietteria è possibile acquistare scatole di latta che contengono “l’ultimo sospiro di comunismo” o salire a bordo di una Trabant, l’auto del popolo durante il periodo sovietico. Da una cabina telefonica, inoltre, è possibile collegarsi alla COMMUNIST HOTLINE e riascoltare i più celebri discorsi dei maggiori leader comunisti della storia.
Per visitare il parco è possibile prenotare una visita per 15 euro on line che include il tragitto su un bus che ogni giorno parte dal centro città e una visita guidata di 45 minuti. Altrimenti è possibile raggiungere il parco con i mezzi pubblici e visitare autonomamente il parco. Il biglietto d’ingresso è di 5 euro.
Ilaria Brusadelli
Si sono svolte recentemente le elezioni che hanno attribuito all’imprenditore e filantropo milionario Andrej Kiska (foto) il ruolo di Presidente in Slovacchia. Andrej Kiska diventa così il quarto presidente della Slovacchia dal 1993, quando il Paese ottenne l’indipendenza separandosi dall’allora Cecoslovacchia. Succede a Ivan Gasparovic, il cui mandato è scaduto il 15 giugno.
Finora sconosciuto nella scena politica della Slovacchia, il 51enne Kiska ha attratto soprattutto gli elettori stufi della politica tradizionale e dei recenti scandali di corruzione. “Proverò a rendere la politica più umana”, ha detto Kiska nel discorso della vittoria pronunciato davanti a una folla di sostenitori in un hotel della capitale Bratislava. “Starò accanto a ogni cittadino rispettabile di questo Paese”, ha aggiunto. Negli anni ’90 Kiska ha fondato due società di credito di successo, che nel 2005 ha venduto a una banca. Successivamente ha creato la fondazione di beneficenza ‘Angelo buono’, che fornisce aiuti finanziari alle famiglie con bambini ammalati. Il ruolo di presidente in Slovacchia è soprattutto cerimoniale, ma il presidente ha il potere di scegliere il primo ministro, nominare i giudici costituzionali e porre il proprio veto sulle leggi.
Sarà la nuova ‘meraviglia’ di Londra il Garden Bridge, un ponte pedonale lungo 370 metri con alberi e giardini che attraversa il Tamigi e collega le zone di South Bank e Temple? Per ora si tratta di un ambizioso progetto ma viene valutato con grande attenzione dalle autorità municipali che intravedono in questa struttura grandi possibilità.
Secondo fonti giornalistiche, dal Garden Bridge potrebbero passare 8 milioni di persone ogni anno e molti sarebbero turisti desiderosi di ammirare la nuova struttura. A promuovere la costruzione c’è il Garden Bridge Trust che si occupa anche della raccolta fondi per realizzarlo, stimati in 150 milioni di sterline.
L’idea è venuta all’attrice ed ex ‘bond-girl’ Joanna Lumley mentre al progetto ha pensato l’architetto Thomas Heatherwick, che ha realizzato il calderone usato per contenere la fiamma olimpica di Londra 2012.
Lo Stato britannico ha promesso 30 milioni di sterline in finanziamenti per il progetto, 30 arriverebbero invece da Transport for London, ente che gestisce i trasporti della capitale, e 30 da donazioni private. Ma servono almeno altri 60 milioni. I londinesi sono entusiasti dell’idea: l’88% di chi vive nel centro è a favore, se si va in periferia si raggiunge il 94%.
COORDINAMENTO IN REGIONE LOMBARDIA IL 27 GIUGNO.
La Francigena è ormai considerata, dal punto di vista culturale, sociale, economico, infrastrutturale, “spina dorsale” di sviluppo sostenibile dei territori europei attraversati. Essa costituisce un “ponte di cultura” fra Europa del nord ed Europa Mediterranea, un fil rouge di 2.500 km che da Canterbury, nella contea del Kent, in Inghilterra, attraversa Francia, Svizzera, Italia verso la Città Eterna e poi fino alla Puglia per raggiungere Gerusalemme.
Venerdi 27 giugno si svolgerà a Milano, presso la sede della Regione Lombardia, l’importante meeting che vede coinvolte le regioni europee sulla Via Francigena”. Un incontro di confronto sullo stato dell’arte del percorso - segnaletica, infrastrutture, comunicazione, promozione - finalizzato a stabilire una strategia e azioni comuni, attivando un tavolo tecnico europeo di coordinamento. Una occasione importante per condividere gli ultimi sviluppi della Via Francigena, scambiare buone pratiche fra le regioni coinvolte e permettere uno sviluppo diffuso della Via. Obiettivo delle Regioni è di inserire l’attrezzamento della Francigena, e delle vie storiche, nella nuova programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali quale progetto unitario europeo.
Un gruppo di archeologi ha rinvenuto in Polonia uno scheletro con un mattone bloccato in bocca, prova sufficiente secondo gli studiosi per ritenere che i resti appartengano a qualcuno una volta sospettato di vampirismo. La storia viene raccontata da Lettera43 (quotidiano inline indipendente, direttore Paolo Madron - www.lettera43.it).
La tomba (risalente al XVI secolo) è stata trovata durante gli scavi effettuati nel cimitero accanto alla chiesa del villaggio di Kamien Pomorski. Oltre che per il mattone in bocca, a ritenere che le ossa siano proprio di un vampiro, è un femore perforato: nei secoli scorsi, infatti, la gamba del ‘vampiro’ veniva inchiodata al legno della cassa per evitare che uscisse dalla bara. Chi non ha alcun dubbio è Slawomir Gorka, archeologo e responsabile dello scavo: “Un pezzo di mattone in bocca e una coscia forata sono elementi sufficienti per indicare che si tratta della sepoltura di un ‘vampiro’”.
Ma perchè si inseriva un sasso, una pietra o un mattone nella bocca del cadavere? Era un rituale utilizzato per evitare che il morto mordesse e quindi tornasse in vita. Non è la prima volta che in Polonia si sono verificate scoperte di questo genere. Nel luglio del 2013 un gruppo di tombe sono state rinvenute vicino a Gliwice, nel Sud del Paese, in una zona dove gli archeologi si aspettavano, in realtà, di poter incappare nelle spoglie di soldati periti durante la Seconda Guerra mondiale. Gli scheletri avevano il cranio in mezzo alle gambe, il che indica un tipo d’esecuzione rituale che nella tradizione popolare veniva riservata ai bevitori di sangue, per evitare che ritrovassero la testa al loro risveglio e risorgessero dalle tombe a terrorizzare i vivi. Risalire alla data della morte non sarà facile, dato che non c’è alcun elemento nelle tombe (tipo gioielli o ornamenti) che aiuti nel compito e, nei secoli, la sorte di chi veniva accusato di essere un vampiro è sempre stata segnata: in alcuni casi le persone venivano decapitate; in altri venivano appese alla forca fino a quando la testa non si staccava dal corpo grazie al processo di decomposizione. In ogni caso, i cadaveri dei presunti vampiri venivano sepolti o con un mattone in bocca o col cranio tra le gambe, con la credenza che ciò avrebbe impedito al vampiro di ritrovare la propria testa una volta risvegliatosi. Secondo gli storici, questa pratica era piuttosto comune nei Paesi slavi, soprattutto nei decenni che seguirono la conversione al Cristianesimo.
IL 27 giugno la famosa collezione di dipinti del Mauritshuis, che include La ragazza con l’orecchino di perla, sarà di nuovo esposta in un edificio rinnovato e ampliato. Dopo la festa di apertura, il museo sarà aperto gratuitamente ai visitatori fino a mezzanotte.
Il Mauritshuis vede un raddoppio della superficie grazie a un’espansione sotterranea che si estende fino all’edificio di fronte al museo. Il suo peculiare carattere però è rimasto quasi del tutto inalterato: l’aura e l’atmosfera familiare unica restano intatte grazie al progetto degli architetti di Hans van Heeswijk.
Il cambiamento più evidente riguarda l’ingresso principale, che è stato ricollocato sul piazzale. I visitatori non accederanno più attraverso l’entrata di servizio, ma raggiungeranno con scale o ascensore il piano interrato, trovandosi in un luminoso foyer che unisce “vecchio” e “nuovo”. Nella nuova sezione, denominata ala Royal Dutch Shell, si trovano lo spazio espositivo, il bar e il negozio del museo, oltre al laboratorio didattico, alla biblioteca e al salone eventi.
Una parte importante del progetto di ricostruzione è costituita dalla ristrutturazione del monumentale Mauritshuis. Sono state apportate le migliorie necessarie, rispettando il progetto originario realizzato dall’architetto Jacob van Campen nel XVII secolo. La mostra di apertura racconta la storia dell’edificio e dei suoi abitanti, è sarà visibile nello spazio espositivo della nuova sala, costituendo un appropriato omaggio alla ricca storia di questo edificio seicentesco.
Si apre un 2014 intenso per la Lettonia. Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre il Paese è diventato infatti il diciottesimo Stato membro della zona euro, dicendo addio alla moneta nazionale, il lats, introdotto nel 1993 per rimpiazzare il rublo di epoca sovietica. Ma il 2014 segna anche un altri importante traguardo: Riga, la capitale, diventa per 12 mesi anche capitale europea della cultura, insieme alla svedese Umea. L'avvio ufficiale del programma è in programma il 17 gennaio, con eventi speciali in musei, cinema, teatri, sale da concerto, caffè e locali. Verrà inoltre lanciata una serie di esposizioni su temi specifici, dall'ambra, di cui è ricca la regione, alla Prima guerra mondiale e al suo impatto sulla cultura. L'appuntamento clou è quello del 18 gennaio. In commemorazione della storica catena umana che proprio il 18 gennaio 1989 attraversò le tre repubbliche baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania per chiedere pacificamente l'indipendenza dall'Urss al collasso, verrà ricostruita un'altra catena umana, questa volta per i libri.
"E' un'opportunità fantastica per valorizzare al massimo gli asset culturali di una città e incentivare il suo sviluppo a lungo termine, soprattutto per il turismo, la creazione di posti di lavoro e la rigenerazione della città", ha sottolineato la commissaria Ue alla cultura Androulla Vassiliou che parteciperà ad alcuni degli eventi insieme al collega lettone Andris Piebalgs.
Il mercato del formaggio di Alkmaar rappresenta la principale attrazione della città. Ogni venerdì, dal 4 aprile al 5 settembre 2014, dalle 10 del mattino alle 12,30 è possibile osservare come da secoli viene commercializzato il formaggio, sempre con le stesse modalità. Questo vivace spettacolo folcloristico si svolge sulla Waagplein (”Piazza della pesa“).
Già nel 1365, quando esisteva una sola pesa, il formaggio veniva commercializzato su questa piazza. La mattina presto le forme di formaggio vengono collocate in lunghe file e gli ispettori e i commercianti controllano che sia perfetto alla vista. Circa 30.000 chili di formaggio, equivalenti a 2.200 forme, attendono quindi l'arrivo dei compratori.
Personaggi indissolubilmente legati a questo mercato sono i “portatori del formaggio”. Anche i 'collocatori', i 'tiratori' e i 'responsabili della pesatura' sono figure importanti. Tutti loro appartengono a una tradizione mantenuta viva nel tempo.
Anche la graziosa cittadina di Edam, tra le 10.30 e le 12.30 dei mercoledì dei mesi diluglio e agosto, ospita un importante mercato del formaggio olandese. Raggiungibile in mezz’ora di autobus da Amsterdam, a Edam, come per quasi tutte le città olandesi, il modo migliore di spostarsi è la bicicletta; è possibile noleggiarne una in vari punti noleggio in città, ad esempio da Ton Tweewielers, o chiedere informazioni all’ufficio del turismo. La città è piccola ed è comunque visitabile comodamente anche a piedi, per chi preferisce.
Il Giro d’Italia avrà inizio in Irlanda e gareggerà qui per tre giorni. La prima tappa vedrà i corridori (circa 200) sfidarsi in una cronometro attorno agli iconici paesaggi di Belfast; la seconda tappa avrà come sfondo la magnifica Causeway Coast e poi, nella terza tappa, avremo il rurale Antrim con la partenza nella bella città di Armagh. La gara proseguirà quindi lungo la costa orientale e terminerà la sua visita in Irlanda nel cuore della città di Dublino.
1a tappa: Belfast – Belfast
Venerdì 9 maggio
La Grande Partenza è un’opportunità fantastica per mostrare la bellezza della città che la ospita, e Belfast ha moltissime bellezze da far vedere al mondo. Durante la Grande Partenza a Belfast nel 2014, il percorso ciclistico passerà davanti a molti dei simboli più iconici della città. La gara avrà inizio nel Titanic Quarter, con le gare a cronometro che arriveranno fino a Donegall Square North, a circa 21,7 km di distanza.
Le famose gru gialle di Harland and Wolff e Titanic Belfast faranno da fantastico sfondo alla corsa prima che i ciclisti si dirigano a est verso la tenuta di Stormont (gli edifici del Parlamento dell’Irlanda del Nord).
Poi si tornerà verso l’arteria delle città, il fiume Lagan, passando lungo la bella Queen’s University in mattoni rossi - dove il defunto “poeta laureato” Seamus Heaney studiò e insegnò - per culminare in una frenetica competizione sulla linea d’arrivo lungo Great Victoria Street fino a Donegall Square North.
2a tappa: Belfast - Causeway Coastal Route - Belfast
Sabato 10 maggio
Come nell’edizione danese nel 2012, la seconda tappa si svolgerà nella stessa città della prima. In questa giornata il gruppo attraverserà unito la campagna dell’Irlanda del Nord. Partendo e arrivando a Belfast, i ciclisti si dirigeranno verso ovest attraverso la contea di Antrim e poi su verso la pittoresca città costiera di Portrush.
Da qui proseguiranno poi lungo la Causeway Coastal Route, inserita spesso tra i migliori itinerari al mondo. La piccola città di Bushmills, che ospita la più antica distilleria dell’Irlanda del Nord, li inviterà a tornare indietro verso est, dove il percorso devia lungo questo famoso e mitico tratto di costa.
Nell’ultima parte del tragitto verso la dirittura d’arrivo, il gruppo sfreccerà davanti allo storico Carrickfergus Castle lungo il Belfast Lough. Con tutta probabilità la tappa si chiuderà con uno sprint di gruppo a meno che non vi siano delle fughe.
3a tappa: Armagh - Dublino
Domenica 11 maggio
La terza tappa avrà inizio nel cuore di Armagh, all’ombra delle due cattedrali dedicate a San Patrizio, prima di dirigersi verso le colline della “contea dei frutteti” e poi verso sud per attraversare l’aspra Fews Forest. La capitale ecclesiastica dell’Irlanda ospita anche un manoscritto della prima edizione de I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, ex diacono della St Patrick’s Cathedral di Dublino.
Castlebellingham segna all’incirca la metà del tragitto: il gruppo si avvicinerà a Dublino con un percorso relativamente pianeggiante attraversando Drogheda, Balbriggan e la periferia marittima di Clontarf. Mentre la corsa attraversa Drogheda, nella contea di Louth, non dimenticare che siamo nelle vicinanze della Boyne Valley dove sorge il Sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco di Brú na Bóinne (che ospita le tombe a corridoio di Newgrange, Knowth e Dowth).
Il centro della città sarà stracolmo di gente e c’è grande attesa per un finale con sprint di gruppo. Speriamo che i ciclisti riescano a lanciare un’occhiata ad alcuni dei più bei edifici della città come il Trinity College, la Custom House e la Christ Church Cathedral. E poi i corridori si prenderanno una breve pausa.
I ciclisti e tutto torneranno in Italia il giorno seguente. La gara riprenderà martedì 13 maggio.
Prove di rilancio dell'Orient Express. Il mitico treno è tornato a funzionare per il tempo di un mattino. Purtroppo, le belle carrozze non hanno collegato, come ai tempi d'oro, nel 1883, Parigi a Costantinopoli in 81 ore e 30 minuti. Ma molto più modestamente, in più di un'ora, due stazioni di Parigi.
La Sncf, che ha acquistato all'asta, nel 2011, sette vagoni della compagnia dei Wagons lits, ha così inaugurato la creazione della sua nuova filiale, battezzata Orient Express, per annunciare che un giorno spera di poter far rivivere il treno di lusso su tratte più amene. Classificato come monumento storico, il treno è stato rinnovato in modo identico all'originale, con la carrozza ristorante 'Anatolie', la carrozza bar, il lussuoso salone Pullman.
Per rilanciare l'Orient Express, Frank Bernard, direttore generale della nuova filiale, stima che servirà un investimento di 30-40 milioni di euro. Non sarà più un treno storico, ma un nuovo simbolo di lusso, di servizi d'eccellenza, e di un tempo finalmente 'lento'. Il direttore cerca anche alleanze con alberghi di lusso per ospitare in modo altrettanto degno i suoi passeggeri nelle città di partenza e d'arrivo. Nel progetto, è stato anche coinvolto il grande chef stellato, Yannick Alleno. Unica incognita (ma non irrilevante) Bernard non sa ancora quando questo treno ultra-chic potrà riprendere le corse, né tantomeno il tragitto.
Intanto, prima che il nuovo progetto di Orient-Express torni a disposizione dei viaggiatori più esigenti, l'Institut du Monde Arabe, a Parigi, inaugura il 4 aprile una grande mostra sul treno che collegava la Ville Lumière a Baghdad in otto giorni. Nello spiazzo adiacente al grande museo della rive gauche, verranno trasportati diversi vagoni e la locomotiva del treno.
Cogliere l’unicità di un paese così vario come la Polonia attraverso i messaggi pubblicitari non è un compito facile per gli esperti del settore turistico e della comunicazione. Tra città, natura, boschi, montagne, laghi, mare, le possibilità sembrano infinite. Esistono dei luoghi ideali in Polonia, particolarmente belli, dai quali potrebbe iniziare il nostro nuovo viaggio; e rimangono impressi nella memoria come dei ricordi di quando eravamo fanciulli, tra purezza e immaginazione. Da questo approccio classico e nostalgico il flusso naturale del pensiero ci riporta, anche se solo per un momento, al mondo delle favole: un racconto moderno che possa concretizzare i nostri sogni.
Le creazioni, realizzate in collaborazione con gli Enti Turistici Regionali, donano ai luoghi l’atmosfera fiabesca che stimola l’immaginazione e sprigiona l’energia giusta per realizzare i propri sogni.
“Polonia – Vieni e vivi la tua favola” è più di una semplice campagna, è l’invito a raccontare e raccontarsi: 16 regioni associate a 16 attrazioni in cui sembrano rivivere i personaggi delle favole.
Dolnoslaskie (Bassa Slesia) – montagne, castelli, antiche residenze e la pittoresca Wroclaw (Breslavia), con visita guidata dai nani della città.
Kujawsko-pomorskie – per chi ama stare nella natura accattivante e nei bei luoghi in cui sorgono i resort
Lubelskie – dove si incrociano le diverse culture dell’est e dell’ovest. Trascorrere un momento del Carnevale degli Artisti di Lublino, la festa degli amanti dell’arte, della magia e del teatro. Quasi in maniera naturale appare un personaggio del paese delle meraviglie sullo sfondo del Festival degli Artisti.
Lubuskie – Natura e avventura nella regione più boscosa della Polonia: il profondo e meraviglioso lago di Lagow, di color zaffiro. Per tutti coloro che amano trascorrere il tempo in maniera attiva, questo sembra essere il luogo ideale.
Lódzkie – film, musica e moda con la nuovissima collezione di Scarpette del Centro Manufaktura. Malopolskie - A mezzanotte Cracovia ancora non dorme. il cuore storico della Polonia batte e attira i turisti con un’atmosfera magica e bellissimi monumenti.
Mazowieckie – Varsavia è un luogo ricco di interessi per gli amanti del turismo attivo e culturale, pronti a vivere un’avventura con la Sirena di Varsavia.
Opolskie – una pista ciclabile da favola che conduce attraverso una regione ricca di tesori della cultura e della natura, la possibilità di pedalare nello splendido scenario creato dal castello di Moszna.
Podkarpackie – Trova l’introvabile (questo è lo slogan della regione) nei luoghi che offrono grandi possibilità per chi ama l’adrenalina e per chi cerca il luogo giusto per gli incontri d’affari.
Podlaskie – In armonia con la natura nella zona meno urbanizzata della Polonia, osservando rari esemplari di flora e fauna.
Pomorskie – per chi ama i bei monumenti e le passeggiate per le vie di Danzica e sul mare
Slaskie – un’arrampicata ... per fare il pieno di energia positiva (slogan della regione). Nella foto, l’Itinerario dei Nidi d’Aquila, certificato come Miglior Prodotto Turistico dall’Ente Nazionale Polacco per il Turismo!
Swietokrzyskie – ti strega! Luoghi pieni di fascino dove seguendo le piste ciclabili ci si può imbattere in personaggi della leggenda- In linea con lo slogan della regione, l’immagine della Strega di certo non è in contrasto col senso della nostra campagna!
Warminsko-mazurskie – Pesce in abbondanza nella Masuria, la regione dei Mille Laghi, un paradiso per gli amanti della pesca e degli sport acquatici.
Wielkopolska – Paese delle meraviglie con numerosi monumenti storici e castelli mozzafiato; Poznan è uno dei più importanti centri fieristici della Polonia.
Zachodniopomorskie – Paradiso per i velisti e per chi ama il kajak, qui sono numerose le località balneari, una priorità nel prodotto turistico della regione.
L’itinerario dei Nidi d’Aquila, tra castelli e Natura – regione Slaskie. L’Itinerario dei Nidi d’Aquila, lungo circa 164 km, abbraccia Il territorio compreso tra Cracovia e Czestochowa, conosciuto come Altopiano Krakowsko- Czestochowskie. E’ una delle zone più belle della Polonia, interessante da percorrere a piedi o in mountain bike passando attraverso due regioni: la Slesia e la Malopolska.
Culla della cultura polacca, è uno dei luoghi con più monumenti storici nel Paese, tra colline ricoperte di boschi, grotte e pittoreschi altipiani di origine calcarea, manifestazione dell’armonia tra l’uomo e la natura. In passato sorsero qui i primi insediamenti umani. All’inizio del secondo millennio vennero costruite le prime mura difensive per preservare le vie commerciali dei Piast. Nel XIV secolo durante il regno di Casimiro il Grande, al posto delle fortificazioni in legno sorsero numerosi castelli: Ojcow, Olsztyn, Lelow, Bobolice e Mirow, per proteggere Cracovia, capitale di allora, e i confini dello stato. Il sistema difensivo dei castelli fu completato con delle torri di guardia, monasteri e chiese, con le residenze fortificate delle famiglie nobili, presenti a Ogrodzieniec, Smolen, Bydlina, Pilica, Morsko, Udorz, Rabsztyn, Pieskowa Skala, Korzkiwe, Lipowiec e Rudno.
Questi castelli furono edificati principalmente sulla cima delle colline di origine calcarea, per limitarne ulteriormente l’accessibilità: da qui il nome di Nidi d’Aquila (Orle Gniazda). Purtroppo rimangono soltanto le rovine della maggior parte di questi magnifici edifici, distrutti durante la Guerra Svedese e durante i periodi di spartizione della Polonia. Attualmente sono stati ricostruiti i castelli di Bobolice e Korzkiew. Sono luoghi da non perdere sia per la bellezza naturalistica che per la ricchezza monumentale. Il viaggio attraverso l’Itinerario dei Nidi d’Aquila parte da Czestochowa, famosa meta di pellegrinaggio, dove è custodito il dipinto miracoloso della Madonna Nera.
Procedendo in direzione di Kielce, la strada conduce direttamente alla Piazza del Mercato, considerata un tempo centro artistico. Avvicinandosi alla città sono da subito visibili sulla collina le rovine del castello che caratterizzano il paesaggio per molti km. Commissionato da Casimiro il Grande a difesa del confine ovest dell’allora Regno di Polonia, fu utilizzato anche come carcere reale. Secondo la leggenda le rovine del castello sono ancora abitate dal fantasma del Voivoda di Poznan Maciej Borkowic, condannato a morire tra le mura per cospirazione ai danni del Re.
Spostandosi da questa zona in direzione sud-est, passando per Janow e Zloty Potok, giungiamo alla Riserva di Ostreznik, dove all’interno di una fitta boscaglia si trova una grotta di 90 m. Sono ancora visibili le rovine del castello medievale del quale si hanno poche notizie: dalle ricerche è emerso che fosse abitato da una banda di ladri o fungesse da prigione per gli oppositori politici del Re.
Da Ostreznik proseguiamo per Suliszowice dove, sulla cima della collina, sono visibili le rovine dell’antica roccaforte, costruita probabilmente alla fine del XIV secolo, ed accessibile soltanto attraverso delle scale. Nelle vicinanze rimangono i resti della torre difensiva e dell’edificio utilizzato per le truppe.
Ritornando verso Ostreznik, passando per il villaggio di Czatachowa, ci dirigiamo a Przewodziszowice, un enorme ammasso roccioso sul quale giace, come se facesse parte di esso, l’antico muro della torre difensiva, accessibile soltanto attraverso una lunga scala. La datazione del castello è incerta, sembra risalire agli anni tra il 1370 e il 1391, eretta per volere del Duca Wladyslaw Opolczyk. Residenza del cavaliere Mikolaj Kornicz, usato come base per le sue scorrerie, oggi fa parte della cittadina di Zarki.
Nelle vicinanze, sulla strada che conduce a Niegowa, si trova Lutowiec, un antico villaggio risalente al 1424.I resti di questa fortificazione risalgono al periodo a cavallo tra il XIII e il XIV secolo: questo è uno dei punti migliori per apprezzare lo splendido panorama con i castelli di Mirow e Bobolice.
Distante dalla strada principale si trova il villaggio di Bobolice, caratterizzato dal castello medievale eretto sulla collina rocciosa, risalente alla seconda metà del XIV secolo, ai tempi del re Casimiro il Grande. La struttura sostituì probabilmente una costruzione antecedente in legno. La ricostruzione è iniziata nel 2001 ed alcune zone del castello sono accessibili ai turisti.
Dall’alto del castello di Bobolice è già visibile la caratteristica torre circolare della cittadina di Mirow, situata a 2 km di distanza, edificata contemporaneamente a quella della vicina Bobolice. Il Castello di Mirow, attualmente in fase di restauro, è un buon esempio di costruzione in cui mura e roccia calcarea si fondono. A sud ovest, nei pressi della cittadina di Morko si trovano le rovine del castello di Bakowiec, eretto su una collina ricca di vegetazione.
Già visibili da lontano sono le rovine del castello di Ogrodzieniec che si trova sulla parte più alta dell’altopiano dello Jura e fu edificato nel XIV secolo. Imponente nella sua antica struttura, accessibile ai turisti, funge da sfondo ai tornei cavallereschi che vengono organizzati in questa zona.
Poco distante da Ogrodzieniec si trova la Montagna Birow (Gora Birow) dove sono state ricostruite le antiche mura in legno di un villaggio del secolo scorso.
Procedendo sulla strada principale si giunge a Pilica con un’interessante Piazza del Mercato, da dove, imboccando una delle strade che dipartono dal Rynek si giunge al parco del castello che risale al 1602, anno di inizio dei lavori di costruzione.
Continuando a seguire questo interessante itinerario, sono ancora numerosi i resti di antichi castelli e torri difensive che segnano in maniera pittoresca e affascinante le tappe di questo viaggio - il castello di Smolen, la torre di Ryczow, le rovine di Bydlin, costruzione nata per difendere il confine della Slesia, il castello di Rabsztyn – fino a giungere al castello di Pieskowa Skala, situato su un ammasso roccioso all’interno del Parco Nazionale di Ojcow, edificato ai tempi di Casimiro il Grande, divenuto nel corso dei secoli residenza aristocratica, ricostruito dopo la II Guerra Mondiale.
Poco distante si trova il castello di Ojcow, particolare per la forma della sua torre principale, edificato sulla strada commerciale Cracovia – Wroclaw per controllare il passaggio delle merci.
In questa zona, ricca di grotte affascinanti si trova anche il castello di Korzkiew, già citato in un antico documento del 1352, appartenuto a diverse famiglie ed usato in passato come residenza di caccia. Dal 1990 di proprietà privata, accoglie un hotel e una sala conferenze.
Prima di giungere a Cracovia alla fine dell’Itinerario dei Nidi d’Aquila, Il castello di Lipowiec a Wygielcow attrae per l’imponenza. Divenne proprietà vescovile e durante il XVIII secolo fu usato come prigione per i religiosi che non si attenevano al loro dovere. Dalla torre principale il panorama è splendido.
www.jura.info.pl
Nei giardini del Rijksmuseum di Amsterdam, fioriranno questa primavera delle varietà di tulipani del XVII secolo, i cui bulbi (ben 2.000) sono stati piantati lo scorso autunno da Bart Siemerink e Wim Pijbes, direttori rispettivamente del parco Keukenhof e del Rijksmuseum. Tra le antiche specie di tulipano si potranno ammirare ad esempio il Lac van Rijn, già menzionato per la prima volta nel 1629, mentre all’interno del Rijksmuseum numerose opere d’arte del Secolo d’Oro olandese illustrano le specie storiche del fiore largamente più famoso d’Olanda.
Nel XVII secolo il tulipano era molto alla moda, tanto che si diffuse una vera e propria “febbre del tulipano“. I bulbi erano considerati un bene prezioso, e con essi fiorirono anche commercio e speculazione.La qualità “Root en geel Van Leyden” ad esempio, costava all’epoca circa 100 fiorini, mentre la varietà “Anvers” raggiunse il valore massimo di 510 fiorini: prezzi davvero elevati se si considera che a quel tempo un insegnante guadagnava circa 200 fiorini l’anno.
Il parco floreale Keukenhof di Lisse, a pochi kilometri da Amsterdam, accoglie ogni anno circa 800.000 visitatori, e quest’anno sarà aperto al pubblico dal 20 marzo al 18 maggio. Dopo la sua riapertura lo scorso aprile 2013, il Rijksmuseum ha già ricevuto due milioni di visite. Insieme, le due attrazioni sono quelle di maggiore richiamo in Olanda.
www.rijksmuseum.nl
www.holland.com
Pagina 9 di 21