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Prove di rilancio dell'Orient Express. Il mitico treno è tornato a funzionare per il tempo di un mattino. Purtroppo, le belle carrozze non hanno collegato, come ai tempi d'oro, nel 1883, Parigi a Costantinopoli in 81 ore e 30 minuti. Ma molto più modestamente, in più di un'ora, due stazioni di Parigi.
La Sncf, che ha acquistato all'asta, nel 2011, sette vagoni della compagnia dei Wagons lits, ha così inaugurato la creazione della sua nuova filiale, battezzata Orient Express, per annunciare che un giorno spera di poter far rivivere il treno di lusso su tratte più amene. Classificato come monumento storico, il treno è stato rinnovato in modo identico all'originale, con la carrozza ristorante 'Anatolie', la carrozza bar, il lussuoso salone Pullman.
Per rilanciare l'Orient Express, Frank Bernard, direttore generale della nuova filiale, stima che servirà un investimento di 30-40 milioni di euro. Non sarà più un treno storico, ma un nuovo simbolo di lusso, di servizi d'eccellenza, e di un tempo finalmente 'lento'. Il direttore cerca anche alleanze con alberghi di lusso per ospitare in modo altrettanto degno i suoi passeggeri nelle città di partenza e d'arrivo. Nel progetto, è stato anche coinvolto il grande chef stellato, Yannick Alleno. Unica incognita (ma non irrilevante) Bernard non sa ancora quando questo treno ultra-chic potrà riprendere le corse, né tantomeno il tragitto.
Intanto, prima che il nuovo progetto di Orient-Express torni a disposizione dei viaggiatori più esigenti, l'Institut du Monde Arabe, a Parigi, inaugura il 4 aprile una grande mostra sul treno che collegava la Ville Lumière a Baghdad in otto giorni. Nello spiazzo adiacente al grande museo della rive gauche, verranno trasportati diversi vagoni e la locomotiva del treno.
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L’itinerario dei Nidi d’Aquila, tra castelli e Natura – regione Slaskie. L’Itinerario dei Nidi d’Aquila, lungo circa 164 km, abbraccia Il territorio compreso tra Cracovia e Czestochowa, conosciuto come Altopiano Krakowsko- Czestochowskie. E’ una delle zone più belle della Polonia, interessante da percorrere a piedi o in mountain bike passando attraverso due regioni: la Slesia e la Malopolska.
Culla della cultura polacca, è uno dei luoghi con più monumenti storici nel Paese, tra colline ricoperte di boschi, grotte e pittoreschi altipiani di origine calcarea, manifestazione dell’armonia tra l’uomo e la natura. In passato sorsero qui i primi insediamenti umani. All’inizio del secondo millennio vennero costruite le prime mura difensive per preservare le vie commerciali dei Piast. Nel XIV secolo durante il regno di Casimiro il Grande, al posto delle fortificazioni in legno sorsero numerosi castelli: Ojcow, Olsztyn, Lelow, Bobolice e Mirow, per proteggere Cracovia, capitale di allora, e i confini dello stato. Il sistema difensivo dei castelli fu completato con delle torri di guardia, monasteri e chiese, con le residenze fortificate delle famiglie nobili, presenti a Ogrodzieniec, Smolen, Bydlina, Pilica, Morsko, Udorz, Rabsztyn, Pieskowa Skala, Korzkiwe, Lipowiec e Rudno.
Questi castelli furono edificati principalmente sulla cima delle colline di origine calcarea, per limitarne ulteriormente l’accessibilità: da qui il nome di Nidi d’Aquila (Orle Gniazda). Purtroppo rimangono soltanto le rovine della maggior parte di questi magnifici edifici, distrutti durante la Guerra Svedese e durante i periodi di spartizione della Polonia. Attualmente sono stati ricostruiti i castelli di Bobolice e Korzkiew. Sono luoghi da non perdere sia per la bellezza naturalistica che per la ricchezza monumentale. Il viaggio attraverso l’Itinerario dei Nidi d’Aquila parte da Czestochowa, famosa meta di pellegrinaggio, dove è custodito il dipinto miracoloso della Madonna Nera.
Procedendo in direzione di Kielce, la strada conduce direttamente alla Piazza del Mercato, considerata un tempo centro artistico. Avvicinandosi alla città sono da subito visibili sulla collina le rovine del castello che caratterizzano il paesaggio per molti km. Commissionato da Casimiro il Grande a difesa del confine ovest dell’allora Regno di Polonia, fu utilizzato anche come carcere reale. Secondo la leggenda le rovine del castello sono ancora abitate dal fantasma del Voivoda di Poznan Maciej Borkowic, condannato a morire tra le mura per cospirazione ai danni del Re.
Spostandosi da questa zona in direzione sud-est, passando per Janow e Zloty Potok, giungiamo alla Riserva di Ostreznik, dove all’interno di una fitta boscaglia si trova una grotta di 90 m. Sono ancora visibili le rovine del castello medievale del quale si hanno poche notizie: dalle ricerche è emerso che fosse abitato da una banda di ladri o fungesse da prigione per gli oppositori politici del Re.
Da Ostreznik proseguiamo per Suliszowice dove, sulla cima della collina, sono visibili le rovine dell’antica roccaforte, costruita probabilmente alla fine del XIV secolo, ed accessibile soltanto attraverso delle scale. Nelle vicinanze rimangono i resti della torre difensiva e dell’edificio utilizzato per le truppe.
Ritornando verso Ostreznik, passando per il villaggio di Czatachowa, ci dirigiamo a Przewodziszowice, un enorme ammasso roccioso sul quale giace, come se facesse parte di esso, l’antico muro della torre difensiva, accessibile soltanto attraverso una lunga scala. La datazione del castello è incerta, sembra risalire agli anni tra il 1370 e il 1391, eretta per volere del Duca Wladyslaw Opolczyk. Residenza del cavaliere Mikolaj Kornicz, usato come base per le sue scorrerie, oggi fa parte della cittadina di Zarki.
Nelle vicinanze, sulla strada che conduce a Niegowa, si trova Lutowiec, un antico villaggio risalente al 1424.I resti di questa fortificazione risalgono al periodo a cavallo tra il XIII e il XIV secolo: questo è uno dei punti migliori per apprezzare lo splendido panorama con i castelli di Mirow e Bobolice.
Distante dalla strada principale si trova il villaggio di Bobolice, caratterizzato dal castello medievale eretto sulla collina rocciosa, risalente alla seconda metà del XIV secolo, ai tempi del re Casimiro il Grande. La struttura sostituì probabilmente una costruzione antecedente in legno. La ricostruzione è iniziata nel 2001 ed alcune zone del castello sono accessibili ai turisti.
Dall’alto del castello di Bobolice è già visibile la caratteristica torre circolare della cittadina di Mirow, situata a 2 km di distanza, edificata contemporaneamente a quella della vicina Bobolice. Il Castello di Mirow, attualmente in fase di restauro, è un buon esempio di costruzione in cui mura e roccia calcarea si fondono. A sud ovest, nei pressi della cittadina di Morko si trovano le rovine del castello di Bakowiec, eretto su una collina ricca di vegetazione.
Già visibili da lontano sono le rovine del castello di Ogrodzieniec che si trova sulla parte più alta dell’altopiano dello Jura e fu edificato nel XIV secolo. Imponente nella sua antica struttura, accessibile ai turisti, funge da sfondo ai tornei cavallereschi che vengono organizzati in questa zona.
Poco distante da Ogrodzieniec si trova la Montagna Birow (Gora Birow) dove sono state ricostruite le antiche mura in legno di un villaggio del secolo scorso.
Procedendo sulla strada principale si giunge a Pilica con un’interessante Piazza del Mercato, da dove, imboccando una delle strade che dipartono dal Rynek si giunge al parco del castello che risale al 1602, anno di inizio dei lavori di costruzione.
Continuando a seguire questo interessante itinerario, sono ancora numerosi i resti di antichi castelli e torri difensive che segnano in maniera pittoresca e affascinante le tappe di questo viaggio - il castello di Smolen, la torre di Ryczow, le rovine di Bydlin, costruzione nata per difendere il confine della Slesia, il castello di Rabsztyn – fino a giungere al castello di Pieskowa Skala, situato su un ammasso roccioso all’interno del Parco Nazionale di Ojcow, edificato ai tempi di Casimiro il Grande, divenuto nel corso dei secoli residenza aristocratica, ricostruito dopo la II Guerra Mondiale.
Poco distante si trova il castello di Ojcow, particolare per la forma della sua torre principale, edificato sulla strada commerciale Cracovia – Wroclaw per controllare il passaggio delle merci.
In questa zona, ricca di grotte affascinanti si trova anche il castello di Korzkiew, già citato in un antico documento del 1352, appartenuto a diverse famiglie ed usato in passato come residenza di caccia. Dal 1990 di proprietà privata, accoglie un hotel e una sala conferenze.
Prima di giungere a Cracovia alla fine dell’Itinerario dei Nidi d’Aquila, Il castello di Lipowiec a Wygielcow attrae per l’imponenza. Divenne proprietà vescovile e durante il XVIII secolo fu usato come prigione per i religiosi che non si attenevano al loro dovere. Dalla torre principale il panorama è splendido.
www.jura.info.pl
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Cogliere l’unicità di un paese così vario come la Polonia attraverso i messaggi pubblicitari non è un compito facile per gli esperti del settore turistico e della comunicazione. Tra città, natura, boschi, montagne, laghi, mare, le possibilità sembrano infinite. Esistono dei luoghi ideali in Polonia, particolarmente belli, dai quali potrebbe iniziare il nostro nuovo viaggio; e rimangono impressi nella memoria come dei ricordi di quando eravamo fanciulli, tra purezza e immaginazione. Da questo approccio classico e nostalgico il flusso naturale del pensiero ci riporta, anche se solo per un momento, al mondo delle favole: un racconto moderno che possa concretizzare i nostri sogni.
Le creazioni, realizzate in collaborazione con gli Enti Turistici Regionali, donano ai luoghi l’atmosfera fiabesca che stimola l’immaginazione e sprigiona l’energia giusta per realizzare i propri sogni.
“Polonia – Vieni e vivi la tua favola” è più di una semplice campagna, è l’invito a raccontare e raccontarsi: 16 regioni associate a 16 attrazioni in cui sembrano rivivere i personaggi delle favole.
Dolnoslaskie (Bassa Slesia) – montagne, castelli, antiche residenze e la pittoresca Wroclaw (Breslavia), con visita guidata dai nani della città.
Kujawsko-pomorskie – per chi ama stare nella natura accattivante e nei bei luoghi in cui sorgono i resort
Lubelskie – dove si incrociano le diverse culture dell’est e dell’ovest. Trascorrere un momento del Carnevale degli Artisti di Lublino, la festa degli amanti dell’arte, della magia e del teatro. Quasi in maniera naturale appare un personaggio del paese delle meraviglie sullo sfondo del Festival degli Artisti.
Lubuskie – Natura e avventura nella regione più boscosa della Polonia: il profondo e meraviglioso lago di Lagow, di color zaffiro. Per tutti coloro che amano trascorrere il tempo in maniera attiva, questo sembra essere il luogo ideale.
Lódzkie – film, musica e moda con la nuovissima collezione di Scarpette del Centro Manufaktura. Malopolskie - A mezzanotte Cracovia ancora non dorme. il cuore storico della Polonia batte e attira i turisti con un’atmosfera magica e bellissimi monumenti.
Mazowieckie – Varsavia è un luogo ricco di interessi per gli amanti del turismo attivo e culturale, pronti a vivere un’avventura con la Sirena di Varsavia.
Opolskie – una pista ciclabile da favola che conduce attraverso una regione ricca di tesori della cultura e della natura, la possibilità di pedalare nello splendido scenario creato dal castello di Moszna.
Podkarpackie – Trova l’introvabile (questo è lo slogan della regione) nei luoghi che offrono grandi possibilità per chi ama l’adrenalina e per chi cerca il luogo giusto per gli incontri d’affari.
Podlaskie – In armonia con la natura nella zona meno urbanizzata della Polonia, osservando rari esemplari di flora e fauna.
Pomorskie – per chi ama i bei monumenti e le passeggiate per le vie di Danzica e sul mare
Slaskie – un’arrampicata ... per fare il pieno di energia positiva (slogan della regione). Nella foto, l’Itinerario dei Nidi d’Aquila, certificato come Miglior Prodotto Turistico dall’Ente Nazionale Polacco per il Turismo!
Swietokrzyskie – ti strega! Luoghi pieni di fascino dove seguendo le piste ciclabili ci si può imbattere in personaggi della leggenda- In linea con lo slogan della regione, l’immagine della Strega di certo non è in contrasto col senso della nostra campagna!
Warminsko-mazurskie – Pesce in abbondanza nella Masuria, la regione dei Mille Laghi, un paradiso per gli amanti della pesca e degli sport acquatici.
Wielkopolska – Paese delle meraviglie con numerosi monumenti storici e castelli mozzafiato; Poznan è uno dei più importanti centri fieristici della Polonia.
Zachodniopomorskie – Paradiso per i velisti e per chi ama il kajak, qui sono numerose le località balneari, una priorità nel prodotto turistico della regione.
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Forte aumento degli arrivi da Russia, Polonia, Repubblica Ceca ed Ucraina nelle località turistiche delle montagne italiane. È quanto emerge dai primi bilanci della stagione invernale, giunta al “giro di boa”. Al netto delle difficoltà riscontrate nella prima settimana di febbraio in diverse località per “eccesso di neve”, complessivamente i mesi di dicembre e gennaio si chiudono con indici positivi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La stagione era partita alla grande, con le due settimane di festività tra Natale ed Epifania che hanno visto l’incremento di presenze e fatturato su tutto l’arco alpino e sulla maggioranza delle destinazioni appenniniche.
In questo periodo, che da sempre vede una forte concentrazione di clientela italiana, si è notata una maggiore presenza di ospiti stranieri che hanno fortemente caratterizzato le successive settimane di gennaio. Analizzandone la composizione, si nota che nel periodo di Natale/Capodanno 2013/2014, le aree primarie di provenienza sono: Gran Bretagna con il 20,9%, seguita dalla Russia con il 19,8%, Germania con il 10%, Repubblica Ceca con l’8,8%, Belgio con il 6,6%.
Nel periodo dal 7 gennaio al 2 febbraio aumenta invece notevolmente il numero dei Paesi esteri generatori di flussi turistici, con un forte incremento delle presenze dall’Est Europa. Non sono però positive le indicazioni per i restanti mesi di stagione invernale: febbraio e marzo sono fiacchi, e anche il periodo di Carnevale non sembra promettente. Si spera nelle prenotazioni last minute e in una stagionalità prolungata, vista l’enorme coltre di neve presente sulle piste. (vioedellest)
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Gli ultimi dati relativi al Regno Unito sono stati annunciati da VisitBritain mostrano cifre annuali da record per quanto riguarda l’ammontare speso e il numero di turisti nel 2013.
I visitatori stranieri hanno speso infatti un totale di 21 miliardi di sterline nel 2013, circa il 13% in più rispetto al precedente record del 2012 (18,64 miliardi di sterline). Si tratta dell’importo più alto mai raggiunto in un periodo di 12 mesi in termini nominali e, per la prima volta, il traguardo dei 20 miliardi di sterline è stato oltrepassato.
Nel 2013 sono state registrate inoltre 32,89 milioni di visite dall’estero, il 6% in più rispetto al 2012, con il superamento del precedente record relativo all’anno solare del 2007 (32,78 milioni).
Le visite di turisti provenienti da ogni parte del mondo e per i più disparati motivi hanno registrato una crescita rispetto al 2012, come testimoniano le cifre da record raggiunte nel 2013 principalmente dovute a un’estate e a un inizio autunno particolarmente intensi. In 365 giorni sono stati raggiunti inoltre livelli storici per quanto riguarda le visite durante le festività (il 7% in più rispetto al 2012 e il 6% in più rispetto al precedente record del 2011).
I viaggi di lavoro e per motivi familiari hanno entrambi contribuito alla miglior annata dal 2008, con un 7% in più per i primi e un 5% in più per i secondi rispetto al 2012. Lo scorso anno si è assistito inoltre a visite record dai mercati del “Resto del mondo” (fuori Europa/Nord America), con un 10% in più di visite rispetto al 2012 da parte di turisti che da sempre hanno buone possibilità economiche.
Nel 2013 le visite dai 15 principali Stati membri dell’Unione Europea in termini di mercato hanno registrato un aumento del 5% rispetto al 2012, segnando il miglior anno solare dal 2007, senza stabilire però alcun primato. I turisti provenienti dagli altri mercati dell’Unione Europea sono aumentati notevolmente (+15%) nel 2013 rispetto al 2012, tuttavia il numero di visite è stato di poco inferiore ai livelli record.
Sandie Dawe, CEO di VisitBritain ha dichiarato: “Non solo siamo riusciti a superare per la prima volta la soglia dei 20 miliardi di sterline, ma abbiamo battuto i record grazie ai vacanzieri e ai turisti provenienti dai principali mercati in crescita, quali Cina e Corea del Sud.
I nostri turisti internazionali stanno cominciando a vedere e fare di più nel nostro paese, il che ci suggerisce che la nostra GRANDE campagna non solo funziona, ma influisce anche sui viaggi. Le cifre relative ai vacanzieri sono in aumento in tutta la Gran Bretagna, con una forte crescita in Scozia, Galles, resto dell’Inghilterra e Londra”.
“Ogni sterlina investita nel marketing del turismo per il nostro Paese porta a una spesa pari a 19 sterline da parte dei visitatori. I vantaggi economici derivanti dal turismo in entrata sono chiari a tutti”.
Il ministro del Turismo Helen Grant ha dichiarato: “I visitatori stranieri non hanno mai speso tanto nel Regno Unito come l’anno scorso e ciò dimostra che la strategia che utilizziamo in campo turistico sta funzionando. La spesa di circa 21 miliardi di sterline testimonia inoltre il notevole contributo che l’industria del turismo sta dando alla ripresa economica del Paese. Continueremo a sostenere il settore e a promuovere la Gran Bretagna nel mondo”.
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Dei 38 siti del patrimonio mondiale UNESCO riconosciuti in Germania, ben sette si trovano in Baviera. L‘elenco comprende i resti del Limes romano che attraversa la regione e le palafitte preistoriche dell’area alpina, il teatro barocco dei Margravi di Bayreuth con i suoi preziosi interni, la Residenza di Würzburg affrescata dal Tiepolo e l’altrettanto sfarzosa Wieskirche rococò di Steingaden, sulla Strada romantica. Completano la lista i centri storici di Ratisbona e di Bamberga; il primo è un capolavoro medioevale ricco d’atmosfera sul Danubio, il secondo racchiude il duomo imperiale a quattro torri e case decorate perfettamente conservate e affacciate sul fiume Regnitz.
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Nei giardini del Rijksmuseum di Amsterdam, fioriranno questa primavera delle varietà di tulipani del XVII secolo, i cui bulbi (ben 2.000) sono stati piantati lo scorso autunno da Bart Siemerink e Wim Pijbes, direttori rispettivamente del parco Keukenhof e del Rijksmuseum. Tra le antiche specie di tulipano si potranno ammirare ad esempio il Lac van Rijn, già menzionato per la prima volta nel 1629, mentre all’interno del Rijksmuseum numerose opere d’arte del Secolo d’Oro olandese illustrano le specie storiche del fiore largamente più famoso d’Olanda.
Nel XVII secolo il tulipano era molto alla moda, tanto che si diffuse una vera e propria “febbre del tulipano“. I bulbi erano considerati un bene prezioso, e con essi fiorirono anche commercio e speculazione.La qualità “Root en geel Van Leyden” ad esempio, costava all’epoca circa 100 fiorini, mentre la varietà “Anvers” raggiunse il valore massimo di 510 fiorini: prezzi davvero elevati se si considera che a quel tempo un insegnante guadagnava circa 200 fiorini l’anno.
Il parco floreale Keukenhof di Lisse, a pochi kilometri da Amsterdam, accoglie ogni anno circa 800.000 visitatori, e quest’anno sarà aperto al pubblico dal 20 marzo al 18 maggio. Dopo la sua riapertura lo scorso aprile 2013, il Rijksmuseum ha già ricevuto due milioni di visite. Insieme, le due attrazioni sono quelle di maggiore richiamo in Olanda.
www.rijksmuseum.nl
www.holland.com
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Il prossimo 5 marzo la capitale serba ospiterà per il primo anno Balkan Wine Expo, l’unico evento dedicato al vino italiano rivolto al mercato dell’area balcanica. L’evento, nato nel 2012 su iniziativa di Bacco Arianna, editore della rivista Papageno, dopo le due edizioni tenutesi a Tirana - Albania, diventa itinerante e approda a Belgrado.
Balkan Wine Expo è rivolto esclusivamente agli addetti ai lavori (importatori, distributori, buyer, Horeca, opinion leader e media) e vuole essere un’occasione di contatto e di scambio con gli operatori interessati a stringere rapporti commerciali. Prevista la presenza di oltre 40 aziende vinicole italiane e due importanti Consorzi di Tutela del Veneto, e la possibilità di degustare oltre 300 etichette.
La Serbia negli ultimi anni, complice un rinnovato interesse degli investitori internazionali, ha visto aumentare la propria produzione del 1,9% su base annua e l’Italia rappresenta il primo investitore.
Belgrado, punto di riferimento dei Balcani, è città molto viva, con la presenza di numerosi locali dove si percepisce un forte fermento. Dalla Slovenia, dalla Bosnia e perfino dalla Transilvania rumena, la gente si reca a Belgrado per respirare le nuove tendenze.
Balkan Wine Expo 2014 si riconferma pertanto, punto di incontro per le aziende vinicole italiane
che potranno così presentare la loro miglior produzione in un contesto di assoluta esclusività.
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Il ‘Treno del Formaggio’, un servizio iniziato nel dicembre scorso, parte dalla stazione di Montreux per un gita di un intera giornata. I viaggiatori vengono accolti a bordo di grandi vetture Belle Epoque da una hostess che offre loro un assaggio di formaggio e li omaggia di un bicchiere souvenir.
Man mano che il treno si allontana dalle rive del lago di Ginevra è un susseguirsi di paesaggi tipici uno diverso dall’altro. A Rossinière si passa davanti al più grande chalet della regione, un tempo casa del pittore Balthus, un imponente edificio tutto in legno con le facciate completamente decorate. I viaggiatori scendono quindi a Château d’OEx alla volta del ristorante Le Chalet, che li attende per una dimostrazione della produzione di formaggio fatto in casa con il fuoco della legna, tutti in costume tradizionale. Viene poi il momento per degustare una buona fonduta!
La gita si conclude con una visita al tradizionale Museo dei Vieux-pays-d’Enhaut, dedicato all’arte popolare di montagna con ricostruzioni di ambienti antichi, manufatti tradizionali ed una celebre esposizione di decoupage, vere opere d’arte di carta ritagliata. Il rientro a Montreux è previsto per la fine della giornata.
Il treno viaggia fino al 27 aprile 2014, da venerdì a domenica. Pacchetti a partire da CHF 39.00.
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Al via a Praga, nei 45 anni dal suo sacrificio, un progetto di ristrutturazione della casa dei genitori di Jan Palach, lo studente che nel 1969 si diede fuoco per protesta contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Il Parlamento ceco ha di recente approvato lo stanziamento di 240.000 euro per restaurare la casa del padre a Vsetaty, presso Melnik, a nord di Praga. L’edificio dovrebbe essere convertito in un museo. Si ipotizza anche di ristrutturare la pasticceria del padre, ubicata nello stesso immobile, che gli fu espropriata dal regime comunista negli anni ’50.
“L’obbiettivo è conservare la memoria di Palach, cresciuto in questa casa, onorare il suo sacrificio, mostrare l’alto senso morale e il patriottismo di questo giovane e incoraggiare la gente a non essere indifferente dinanzi a ciò che accade nella società”, spiega Jan Poukar, fondatore dell’associazione “Nazione Estinta”, che si adopera da due anni per il museo nella casa vuota e malridotta dei Palach. All’interno, i lavori prevedono la risistemazione della camera di Palach, nelle altre stanze dovrebbe essere allestita una mostra audiovisiva per documentare il clima opprimente dell’epoca. Nato l’11 agosto 1948, ovvero l’anno dell’arrivo al potere del regime comunista con un colpo di stato, Jan Palach trascorse a Vsetaty l’infanzia e la gioventù, fino a quando, a 19 anni, iniziò gli studi di lettere all’Università Carlo a Praga. Il 16 gennaio 1969, a 21 anni, Jan Palach si immolò dandosi fuoco in piazza San Venceslao per protestare contro l’occupazione sovietica, cominciata con l’invasione dei carri armati nell’agosto 1968 per reprimere nel sangue l’esperimento del “socialismo dal volto umano” di riforme e libertà di Dubcek, la ben nota “Primavera di Praga”. Jan morì a seguito delle ustioni tre giorni dopo, il 19 gennaio 1969.
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Le ultime stime parlano di 47 milioni di viaggiatori outbound, di cui circa 1 milione diretti in Italia: è un mercato gigante, quello russo. Un bacino florido che si colloca al quinto posto nella classifica mondiale dei big spender, preceduto solo da cinesi, tedeschi, statunitensi e britannici.
La Russia turistica sarà protagonista, neanche un mese dopo le Olimpiadi di Sochi, della 21ª edizione del Mitt - Moscow International Travel and Tourism, in programma nella capitale dal 19 al 22 marzo.
Grandi nomi per un mercato strategico
In uno spazio di 55mila metri quadrati saranno presenti oltre 3mila aziende con operatori in arrivo da oltre 190 destinazioni e almeno 75mila visitatori internazionali. Tra le new entry Bangladesh, Rodi, Isole Baleari, Canarie, Karnataka, Perù e Capo Verde. Ma anche l’Islanda, vincitrice del Mitt Wild Card Programme.
Anno del Turismo Italia-Russia
Nell’Anno del turismo Italia-Russia 2013-2014, il Paese partner del Mitt non poteva che essere il nostro. L’Enit e una schiera di operatori privati saranno in prima fila per presentare le novità dell’offerta, in particolare i package su misura per i corteggiatissimi turisti russi.
Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, tra gennaio e settembre 2013 sono stati registrati alla frontiera 902mila turisti russi, il 10% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I pernottamenti sono stati 6,3 milioni nel 2012 e oltre 6,65 milioni lo scorso anno, con previsioni di crescita futura del 10%. In Italia i russi sono in cima alla lista dei big spender con una quota del 27%, seguiti dai cinesi con il 21% e dagli americani con il 6%. Ma l’aumento più significativo dei budget di spesa riguarda i turisti ucraini, che registrano una crescita del 48%.
Riflettori su Expo 2015, lusso e shopping
C’è la regia dell’Enit dietro la country partnership dell’Italia con il Mitt di Mosca. "È' una delle principali azioni promozionali nell’Anno del turismo incrociato", spiega Domenico Di Salvo, delegato dell’Agenzia in Russia. "Questo strumento di comunicazione – afferma – oltre a rafforzare il già solido brand Italia, consentirà agli operatori russi di concentrarsi su segmenti come il business travel, l’Expo 2015 e sulle destinazioni meno note. E ancora: lusso, shopping, turismo medico e wellness, tutti prodotti di sempre maggiore appeal".
Tra i punti di forza c’è la fama dell’Italia come top destination per il turismo culturale: "È' una moda nell’ambito delle vacanze, un vero e proprio status symbol nella società russa".
Le due ‘V’: visti e voli
Sulla questione visti, il delegato Enit chiarisce: "Non è più un ostacolo per la crescita dei flussi turistici dalla Russia, anche grazie al forte impulso dato dalla rete diplomatico-consolare italiana per la facilitazione del rilascio. Abbiamo registrato una crescita esponenziale dei visti multipli di lunga validità". Per quest’anno l’Enit promette di continuare a fornire il proprio supporto ai consolati italiani in Russa per il rilascio dei visti. (adv)
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Nel 2014 la promozione dell’Olanda sarà all’insegna della bicicletta. Più che comprensibile, considerando che per l’Olanda, il Paese dove si pedala di più nel mondo, questo veicolo a due ruote rappresenta una vera e propria icona nazionale. Basti pensare che in Olanda il numero di biciclette (18 milioni) supera quello degli abitanti (16,6 milioni): ne risulta la densità di biciclette più alta al mondo. La bicicletta fa parte del dna degli olandesi, che iniziano a pedalare fin da piccolissimi quando ancora non sono in grado di camminare. Le due ruote sono il mezzo preferito per recarsi al lavoro, a scuola, per fare la spesa, per incontrare gli amici e naturalmente anche per fare escursioni, per un totale di 15 miliardi di chilometri percorsi ogni anno dalla popolazione. Tutti pedalano, senza distinzione di età e stato sociale. L’Olanda dispone di ben 32.000 km di piste ciclabili, distribuite su un territorio pianeggiante particolarmente favorevole e su città realizzate totalmente a misura di ciclista. In città le biciclette godono infatti di particolari agevolazioni rispetto agli altri mezzi, al ciclista è garantita una circolazione sicura, veloce e agevole. Fuori dall’ambiente urbano, invece, impagabile è un’escursione a pedali tra i campi di tulipani in fiore, scegliendo fra itinerari a lunga tratta o a tappe più brevi. Lo scopo di quest’anno tematico è quello di porre l’attenzione sulle opportunità uniche che questo paese offre agli amanti delle due ruote e di attirare nuovi visitatori a scoprirne le bellezze.
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Amsterdam & Region Day Ticket è un pass valido 24 ore che permette di girare Amsterdam e zone limitrofe su metropolitana, tram e autobus.
Il biglietto, con il quale viene distribuita anche una guida al trasporto pubblico della regione di Amsterdam, è disponibile al prezzo di €13,50 presso gli Uffici del Turismo VVV di Amsterdam (Stazione Centrale di Amsterdam, Leidseplein e aeroporto di Schiphol), i GVB Tickets & Info (stazioni: Stazione Centrale di Amsterdam, Bijlmer ArenA, Lelylaan e Zuid), EBS Tickets & Info (Stazione Centrale di Amsterdam, stazione dei tram di Purmerend, stazione dei bus di Edam, stazione centrale di Hoorn), Connexxion Tickets & Info (aeroporto Schiphol di Amsterdam), alcuni alberghi e campeggi.
Il biglietto Amsterdam & Region Day Ticket è valido 24 ore su qualsiasi linea indicata sulla guida al trasporto pubblico. Il pass si attiva al primo check-in effettuato a bordo di un tram, un bus o sulla metropolitana. È obbligatorio fare check-in ogni volta che si sale e si scende da un mezzo, avvicinando il pass al lettore ottico situato a bordo del veicolo o sulla banchina della metropolitana. Il biglietto è valido per ogni linea di metropolitana, bus e metro servite dalle società GVB, Connexxion ed EBS, inclusi i bus notturni, mentre non è valido sui treni NS, sui bus Arriva o sui traghetti Fast Flying.
Con il pass giornaliero Amsterdam & Region Day si potrà scoprire tutta Amsterdam ma non solo: vi aspetteranno anche le spiagge di Zandvoort, il mercato del formaggio di Edam, l’asta dei fiori di Aalsmeer e villaggi pittoreschi come Volendam.
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La Spagna è tornata ad essere la terza destinazione turistica a livello mondiale nel 2013, dopo Francia e Stati Uniti, recuperando il podio che le era stato tolto dalla Cina nel 2010. A confermare il dato, riporta Ansamed, è stata il ministro del Turismo, Isabel Borrego, nella presentazione della prossima edizione di Fitur, la fiera internazionale del turismo, in programma dal 22 al 26 gennaio a Madrid.
Il numero di viaggiatori in Spagna registrato fino a novembre ammonta a quasi 57,6 milioni di stranieri, e già supera i 55,4 milioni di turisti che hanno visitato la Cina per l'intero 2013.
Gli operatori ed Exceltur stimano in oltre 6,4 milioni il numero di turisti stranieri che hanno visitato la Spagna lo scorso anno. Un dato che dovrà essere confermato dalle cifre ufficiali, che saranno pubblicate dal ministero il prossimo 27 gennaio. Entrate e spesa turistica fino a novembre 2013 segnano un incremento dell'8% - fino a un totale di 55,896 milioni di euro - rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Intanto, Fitur si svolgerà su una superficie di 54.000 metri quadrati, duemila in meno rispetto alla passata edizione, anche se il numero di operatori e aziende partecipanti è aumentato del 3%, secondo i dati forniti dagli organizzatori. E' prevista la partecipazione di 9mila imprese provenienti da 165 Paesi.
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Circondato dai laghi Maggiore, di Como e di Lugano, con le sue valli verdeggianti e le montagne spruzzate di neve, il Ticino, uno dei 26 cantoni svizzeri, può vantare non solo il famosissimo passo del San Gottardo e belle piste da sci, ma città, paesini e borghi ricchi di storia e attrattive turistiche.
A cominciare naturalmente da Bellinzona, definita “la porta d’Italia” o “la chiave delle Alpi”, dichiarata patrimonio dell’Unesco, chiaro esempio di un bellissimo connubio tra antico e moderno, vecchio e nuovo. Ai nuovi palazzi, alti e moderni, si contrappongono case antiche, in pietra a vista, o con facciate decorate da affreschi. Dall’asfalto delle strade principali, si passa all’acciottolato delle strade del centro storico, teatro di eventi e manifestazioni. Da sempre Bellinzona, è protetta e controllata da ciò che la rende unica e bella, ovvero dai suoi tre castelli: Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro.
Il primo che si incontra che imponente vigila da vicino la città, è il Castelgrande.
Il complesso attualmente visibile risale a epoche diverse. Una parte risale al XIII secolo, un’altra alla fase “milanese” (1493-1486), alcuni interventi risalgono all’inizio del ‘600, mentre i più grossi sono dell’800. L’odierno aspetto è il risultato di ultimi restauri della seconda metà del secolo scorso.
Sono ancora visibili e in parte visitabili, la Torre detta Bianca, alta 27 metri, la Torre Nera, di 28 metri, e la cinta muraria merlata, di cui una parte scende fino in città.
Il castello ospita il museo storico archeologico, che mostra i 6500 anni di presenza umana sulla collina, dai primi villaggi del neolitico, al ventesimo secolo.
Non manca la parte artistica con una collezione di monete cinquecentesche.
Secondo castello che incontriamo è quello di Montebello, forse quello meglio conservato e più ricco di fascino. Situato sul colle da cui prende il nome, domina la città e il Castelgrande. La parte più antica risale al XIII-XIV secolo. E’ possibile visitare i cortili interni con due ponti levatoi, le camminate nelle mura merlate, le corti esterne.
Anche qui è ospitato un museo archeologico, con reperti regionali dell’epoca del bronzo, del ferro, dell’epoca romana e dell’Alto Medioevo.
Infine non rimane che salire sul Sasso Corbaro per visitare il castello omonimo, tipica fortezza sforzesca del ‘400. Oltre che le passeggiate sulle mura e i cortili interni, è possibile visitare la sala Emma Poglia, sala lignea del XVII secolo.
La funzione di questa sala era di vestibolo e di stuva (stufa, luogo per riscaldare), e, nonostante nel tempo sia stata smontata e rimontata, conserva intatta la sua bellezza. Tornando nel centro abitato, è possibile visitare numerose chiese ognuna con proprie particolarità artistiche e storiche.
Domina nel centro di Bellinzona la bellissima Collegiata, principale chiesa della città, del XV secolo, caratterizzata da una facciata elegante con un interessante rosone di cinque metri di diametro eseguito all’inizio del ‘600 e porte quattrocentesche.
L’interno è ricco di stucchi e cappelle laterali decorate in epoche diverse.
Dopo undici anni chiusa per ristrutturazione a seguito di un incendio, notevole è la piccola Santa Maria delle Grazie, che risale alla fine del XV secolo.
Mentre l’esterno è molto semplice e spartano, l’interno è diviso, trasversalmente, da una grande arcata affrescata con episodi della vita di Cristo, al cui centro è posto il momento della crocifissione.
Un edificio particolare e bellissimo, che abbiamo rischiato di perdere per sempre.
Sara Marchesi
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La Croazia ha avviato la procedura per dare in concessione a un investitore privato le infrastrutture turistiche e alberghiere dell’isola istriana di Brioni Maggiore, che fa parte di uno dei più rinomati parchi naturali dell’Adriatico, l’arcipelago delle Isole Brioni, dove l’ex leader jugoslavo Tito stabilì la sua residenza estiva. Secondo il ministro del Turismo, Darko Lorencin, il concorso mirerà a trasformare l’offerta turistica dell’isola in una destinazione esclusiva coniugando il turismo di lusso con la tutela dell’ambiente. Le Isole Brioni furono trasformate in una destinazione turistica già alla fine dell’Ottocento, per divenire un punto nevralgico della vita sociale dell’élite tedesca del Litorale austriaco di Gorizia e Trieste e nel 1945 fu ceduto dall’Italia alla Jugoslavia.
Il maresciallo Josip Broz Tito vi trascorreva anche vari mesi nell’anno, vi teneva riunioni del governo e vi riceveva capi di Stato – almenio un centinaio - e decine di star del cinema internazionale, tra i quali Elizabeth Taylor, Sophia Loren, Carlo Ponti e Gina Lollobrigida. Il complesso non ha però visto investimenti e modernizzazioni da almeno trent’anni e il governo croato vuole valorizzare le alte potenzialità turistiche del Parco nazionale. Il futuro concessionario, che sarà scelto entro autunno, dovrà proporre un piano di investimenti per “una totale modernizzazione delle infrastrutture e costruzione di nuove”. Il valore della concessione è stimato tra i 200 e i 300 milioni di euro per la gestione dell’intera infrastruttura turistica e i campi da golf, mentre la tutela dell’ambiente resterà di competenza del Parco nazionale.
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La Spagna si avvia a stabilire il record storico del turismo straniero: a fine novembre ha raggiunto i 57,6 milioni, appena 300 mila unità in meno rispetto al primato stabilito nel 2012, con un incremento interannuale del 5%. Secondo i dati del Frontur, del Ministero del Turismo, a novembre il numero di turisti stranieri è aumentato del 9,3% a 3,3 milioni. All’incremento hanno contribuito soprattutto i Paesi nordici, mentre i turisti italiani sono scesi del 9,2%.
A scegliere le località spagnole sono in gran parte anglosassoni (+4,6% tra gennaio e novembre), tedeschi (+5,2%) e la Francia (+6,4%). In termini percentuali, il maggior incremento è rappresentato dai russi (+31,3%, con oltre 1,5 milioni). Tra le comunità autonome, la Catalogna ha il maggior indice di incremento (+7,4%), seguita da Baleari e canarie; in calo del 6,8% Madrid. (nelle foto On the road, Granada)
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"Non fissare le belle donne" e “coprire le ascelle in treno” sono due dei dodici comandamenti elencati in un dépliant pensato e scritto per i passeggeri della metro di Parigi. Il libretto chiamato "Manuel du savoir-vivre à l’usage du voyageur moderne" o "Il manuale delle buone maniere per il viaggiatore moderno" elenca i 12 comandamenti che ogni parigino che si rispetti deve seguire, accompagnato da vignette per rendere il messaggio più chiaro.
La guida è disponibile online ed è divisa in quattro sezioni – ‘disponibilità’ ‘cortesia’‘comportamento’ e ‘buone maniere’ - e spiega come i parigini debbano essere sempre disposti a dare informazioni a gente che indossa "bermuda e cappellino in testa." I turisti, si legge all’interno del volantino, dovrebbero anche capire che “la sigaretta con una croce sopra la banchina non è un’opera d’arte ma un divieto di fumo”. Il volantino precisa anche che le conversazioni ad alta voce e i fazzoletti sventolati in faccia alla gente non sono un segno di civiltà.
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L’anno sta per finire e deve finire in grande stile… Le città della Repubblica Ceca, si vestono a festa, si agghindano di luci e colori e ammaliano con atmosfere languide. Qui, tra tradizione, sacro, profano e fantasia il Natale si fa particolarmente magico… Nelle piazze, lungo i vicoli, tra le bancarelle, dentro le mura di antichi castelli, nelle chiese, tra le figure e le casupole di presepi bellissimi va in scena un dolcissimo spettacolo di colori, suoni, profumi che travolge chiunque decida di farne parte. E non solo nella capitale. L’Avvento in Repubblica Ceca, terra di musica con la M maiuscola, ha naturalmente la sua colonna sonora. E’ la ‘Messa natalizia ceca’ del compositore Jakub Jan Ryba, scaturita dal suo talento nel 1796 e subito eseguita nella chiesa della sua città, Stary Rozmital.
Accanto al sacro, non guasta nemmeno un pò di profano e anche sul suolo ceco proliferano i sempre affollatissimi mercatini dell’Avvento, che alzano il sipario già a fine novembre su idee regalo, addobbi, manufatti e pezzi d’artigianato. Non aspettatevi succursali dei centri commerciali, oggetti omologati prodotti su scala industriale, qui è tutto artigianale e tipico.
Tra le casupole di legno gli artigiani si adoperano in dimostrazioni dal vero del proprio talento, così come in rievocazioni di antichi mestieri. Dai movimenti esperti di mani talentuose vedrete nascere come per incanto statuine intagliate nel legno, mestoli per la cucina, addobbi natalizi intrecciati nella paglia o soffiati nel vetro, stoviglie e soprammobili di ceramica, candele artistiche, gioielli originali e i tipici campanelli di Gesù Bambino forgiati nel ferro.
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Mürren deve i suoi primi turisti britannici, che trascorsero il periodo invernale nella località, all’organizzatore di viaggi e pastore Sir Henry Lunn. Suo figlio, Arnold Lunn, fondò l’”Alpine Ski Club” nel 1908 durante un suo soggiorno a Mürren e si adoperò affinché la ferrovia di Mürren fosse per la prima volta operativa con orario continuato per l’inverno 1910/11.
Nel 1912 fu fondata la Allmendhubelbahn, la prima ferrovia sportiva nell’Oberland Bernese, che pose la pietra miliare per quelle attuali presenti nelle regioni montane. Lunn fu considerato il “padre dello sci” già nel 1920, anno in cui ottenne l’inserimento delle gare di discesa e di slalom nei campionati di sci britannici. Il primo campionato combinato britannico si tenne nel 1921 a Lauberhorn; oggi questa gara di discesa è nota sotto il nome di Lauberhornrennen. Nel 1922 ebbe luogo la prima gara di slalom a Mürren, mentre nel 1930 la Federazione Internazionale Sci (FIS) accettò definitivamente la discesa libera e lo slalom come nuove discipline. Contemporaneamente, a Mürren venne fondata la scuola di sci. Nello stesso anno, a Lauberhorn si tenne la prima edizione della Lauberhornrennen per le discipline discesa libera, slalom e combinata. Un anno più tardi, ebbe luogo a Mürren il primo campionato patrocinato FIS per le medesime discipline, che venne riconosciuto poi come prima Coppa del mondo in assoluto.
A tutt’oggi i britannici sono rimasti fedeli alla loro regione sciistica: ogni inverno arrivano numerosissimi a Mürren, per esercitarsi nelle curve nello stesso luogo in cui il loro connazionale, Arnold Lunn, ha scritto la storia dello sci.
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