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Gli ultimi dati relativi al Regno Unito sono stati annunciati da VisitBritain mostrano cifre annuali da record per quanto riguarda l’ammontare speso e il numero di turisti nel 2013.
I visitatori stranieri hanno speso infatti un totale di 21 miliardi di sterline nel 2013, circa il 13% in più rispetto al precedente record del 2012 (18,64 miliardi di sterline). Si tratta dell’importo più alto mai raggiunto in un periodo di 12 mesi in termini nominali e, per la prima volta, il traguardo dei 20 miliardi di sterline è stato oltrepassato.
Nel 2013 sono state registrate inoltre 32,89 milioni di visite dall’estero, il 6% in più rispetto al 2012, con il superamento del precedente record relativo all’anno solare del 2007 (32,78 milioni).
Le visite di turisti provenienti da ogni parte del mondo e per i più disparati motivi hanno registrato una crescita rispetto al 2012, come testimoniano le cifre da record raggiunte nel 2013 principalmente dovute a un’estate e a un inizio autunno particolarmente intensi. In 365 giorni sono stati raggiunti inoltre livelli storici per quanto riguarda le visite durante le festività (il 7% in più rispetto al 2012 e il 6% in più rispetto al precedente record del 2011).
I viaggi di lavoro e per motivi familiari hanno entrambi contribuito alla miglior annata dal 2008, con un 7% in più per i primi e un 5% in più per i secondi rispetto al 2012. Lo scorso anno si è assistito inoltre a visite record dai mercati del “Resto del mondo” (fuori Europa/Nord America), con un 10% in più di visite rispetto al 2012 da parte di turisti che da sempre hanno buone possibilità economiche.
Nel 2013 le visite dai 15 principali Stati membri dell’Unione Europea in termini di mercato hanno registrato un aumento del 5% rispetto al 2012, segnando il miglior anno solare dal 2007, senza stabilire però alcun primato. I turisti provenienti dagli altri mercati dell’Unione Europea sono aumentati notevolmente (+15%) nel 2013 rispetto al 2012, tuttavia il numero di visite è stato di poco inferiore ai livelli record.
Sandie Dawe, CEO di VisitBritain ha dichiarato: “Non solo siamo riusciti a superare per la prima volta la soglia dei 20 miliardi di sterline, ma abbiamo battuto i record grazie ai vacanzieri e ai turisti provenienti dai principali mercati in crescita, quali Cina e Corea del Sud.
I nostri turisti internazionali stanno cominciando a vedere e fare di più nel nostro paese, il che ci suggerisce che la nostra GRANDE campagna non solo funziona, ma influisce anche sui viaggi. Le cifre relative ai vacanzieri sono in aumento in tutta la Gran Bretagna, con una forte crescita in Scozia, Galles, resto dell’Inghilterra e Londra”.
“Ogni sterlina investita nel marketing del turismo per il nostro Paese porta a una spesa pari a 19 sterline da parte dei visitatori. I vantaggi economici derivanti dal turismo in entrata sono chiari a tutti”.
Il ministro del Turismo Helen Grant ha dichiarato: “I visitatori stranieri non hanno mai speso tanto nel Regno Unito come l’anno scorso e ciò dimostra che la strategia che utilizziamo in campo turistico sta funzionando. La spesa di circa 21 miliardi di sterline testimonia inoltre il notevole contributo che l’industria del turismo sta dando alla ripresa economica del Paese. Continueremo a sostenere il settore e a promuovere la Gran Bretagna nel mondo”.
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Dei 38 siti del patrimonio mondiale UNESCO riconosciuti in Germania, ben sette si trovano in Baviera. L‘elenco comprende i resti del Limes romano che attraversa la regione e le palafitte preistoriche dell’area alpina, il teatro barocco dei Margravi di Bayreuth con i suoi preziosi interni, la Residenza di Würzburg affrescata dal Tiepolo e l’altrettanto sfarzosa Wieskirche rococò di Steingaden, sulla Strada romantica. Completano la lista i centri storici di Ratisbona e di Bamberga; il primo è un capolavoro medioevale ricco d’atmosfera sul Danubio, il secondo racchiude il duomo imperiale a quattro torri e case decorate perfettamente conservate e affacciate sul fiume Regnitz.
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Nei giardini del Rijksmuseum di Amsterdam, fioriranno questa primavera delle varietà di tulipani del XVII secolo, i cui bulbi (ben 2.000) sono stati piantati lo scorso autunno da Bart Siemerink e Wim Pijbes, direttori rispettivamente del parco Keukenhof e del Rijksmuseum. Tra le antiche specie di tulipano si potranno ammirare ad esempio il Lac van Rijn, già menzionato per la prima volta nel 1629, mentre all’interno del Rijksmuseum numerose opere d’arte del Secolo d’Oro olandese illustrano le specie storiche del fiore largamente più famoso d’Olanda.
Nel XVII secolo il tulipano era molto alla moda, tanto che si diffuse una vera e propria “febbre del tulipano“. I bulbi erano considerati un bene prezioso, e con essi fiorirono anche commercio e speculazione.La qualità “Root en geel Van Leyden” ad esempio, costava all’epoca circa 100 fiorini, mentre la varietà “Anvers” raggiunse il valore massimo di 510 fiorini: prezzi davvero elevati se si considera che a quel tempo un insegnante guadagnava circa 200 fiorini l’anno.
Il parco floreale Keukenhof di Lisse, a pochi kilometri da Amsterdam, accoglie ogni anno circa 800.000 visitatori, e quest’anno sarà aperto al pubblico dal 20 marzo al 18 maggio. Dopo la sua riapertura lo scorso aprile 2013, il Rijksmuseum ha già ricevuto due milioni di visite. Insieme, le due attrazioni sono quelle di maggiore richiamo in Olanda.
www.rijksmuseum.nl
www.holland.com
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Il prossimo 5 marzo la capitale serba ospiterà per il primo anno Balkan Wine Expo, l’unico evento dedicato al vino italiano rivolto al mercato dell’area balcanica. L’evento, nato nel 2012 su iniziativa di Bacco Arianna, editore della rivista Papageno, dopo le due edizioni tenutesi a Tirana - Albania, diventa itinerante e approda a Belgrado.
Balkan Wine Expo è rivolto esclusivamente agli addetti ai lavori (importatori, distributori, buyer, Horeca, opinion leader e media) e vuole essere un’occasione di contatto e di scambio con gli operatori interessati a stringere rapporti commerciali. Prevista la presenza di oltre 40 aziende vinicole italiane e due importanti Consorzi di Tutela del Veneto, e la possibilità di degustare oltre 300 etichette.
La Serbia negli ultimi anni, complice un rinnovato interesse degli investitori internazionali, ha visto aumentare la propria produzione del 1,9% su base annua e l’Italia rappresenta il primo investitore.
Belgrado, punto di riferimento dei Balcani, è città molto viva, con la presenza di numerosi locali dove si percepisce un forte fermento. Dalla Slovenia, dalla Bosnia e perfino dalla Transilvania rumena, la gente si reca a Belgrado per respirare le nuove tendenze.
Balkan Wine Expo 2014 si riconferma pertanto, punto di incontro per le aziende vinicole italiane
che potranno così presentare la loro miglior produzione in un contesto di assoluta esclusività.
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Il ‘Treno del Formaggio’, un servizio iniziato nel dicembre scorso, parte dalla stazione di Montreux per un gita di un intera giornata. I viaggiatori vengono accolti a bordo di grandi vetture Belle Epoque da una hostess che offre loro un assaggio di formaggio e li omaggia di un bicchiere souvenir.
Man mano che il treno si allontana dalle rive del lago di Ginevra è un susseguirsi di paesaggi tipici uno diverso dall’altro. A Rossinière si passa davanti al più grande chalet della regione, un tempo casa del pittore Balthus, un imponente edificio tutto in legno con le facciate completamente decorate. I viaggiatori scendono quindi a Château d’OEx alla volta del ristorante Le Chalet, che li attende per una dimostrazione della produzione di formaggio fatto in casa con il fuoco della legna, tutti in costume tradizionale. Viene poi il momento per degustare una buona fonduta!
La gita si conclude con una visita al tradizionale Museo dei Vieux-pays-d’Enhaut, dedicato all’arte popolare di montagna con ricostruzioni di ambienti antichi, manufatti tradizionali ed una celebre esposizione di decoupage, vere opere d’arte di carta ritagliata. Il rientro a Montreux è previsto per la fine della giornata.
Il treno viaggia fino al 27 aprile 2014, da venerdì a domenica. Pacchetti a partire da CHF 39.00.
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Al via a Praga, nei 45 anni dal suo sacrificio, un progetto di ristrutturazione della casa dei genitori di Jan Palach, lo studente che nel 1969 si diede fuoco per protesta contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Il Parlamento ceco ha di recente approvato lo stanziamento di 240.000 euro per restaurare la casa del padre a Vsetaty, presso Melnik, a nord di Praga. L’edificio dovrebbe essere convertito in un museo. Si ipotizza anche di ristrutturare la pasticceria del padre, ubicata nello stesso immobile, che gli fu espropriata dal regime comunista negli anni ’50.
“L’obbiettivo è conservare la memoria di Palach, cresciuto in questa casa, onorare il suo sacrificio, mostrare l’alto senso morale e il patriottismo di questo giovane e incoraggiare la gente a non essere indifferente dinanzi a ciò che accade nella società”, spiega Jan Poukar, fondatore dell’associazione “Nazione Estinta”, che si adopera da due anni per il museo nella casa vuota e malridotta dei Palach. All’interno, i lavori prevedono la risistemazione della camera di Palach, nelle altre stanze dovrebbe essere allestita una mostra audiovisiva per documentare il clima opprimente dell’epoca. Nato l’11 agosto 1948, ovvero l’anno dell’arrivo al potere del regime comunista con un colpo di stato, Jan Palach trascorse a Vsetaty l’infanzia e la gioventù, fino a quando, a 19 anni, iniziò gli studi di lettere all’Università Carlo a Praga. Il 16 gennaio 1969, a 21 anni, Jan Palach si immolò dandosi fuoco in piazza San Venceslao per protestare contro l’occupazione sovietica, cominciata con l’invasione dei carri armati nell’agosto 1968 per reprimere nel sangue l’esperimento del “socialismo dal volto umano” di riforme e libertà di Dubcek, la ben nota “Primavera di Praga”. Jan morì a seguito delle ustioni tre giorni dopo, il 19 gennaio 1969.
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Le ultime stime parlano di 47 milioni di viaggiatori outbound, di cui circa 1 milione diretti in Italia: è un mercato gigante, quello russo. Un bacino florido che si colloca al quinto posto nella classifica mondiale dei big spender, preceduto solo da cinesi, tedeschi, statunitensi e britannici.
La Russia turistica sarà protagonista, neanche un mese dopo le Olimpiadi di Sochi, della 21ª edizione del Mitt - Moscow International Travel and Tourism, in programma nella capitale dal 19 al 22 marzo.
Grandi nomi per un mercato strategico
In uno spazio di 55mila metri quadrati saranno presenti oltre 3mila aziende con operatori in arrivo da oltre 190 destinazioni e almeno 75mila visitatori internazionali. Tra le new entry Bangladesh, Rodi, Isole Baleari, Canarie, Karnataka, Perù e Capo Verde. Ma anche l’Islanda, vincitrice del Mitt Wild Card Programme.
Anno del Turismo Italia-Russia
Nell’Anno del turismo Italia-Russia 2013-2014, il Paese partner del Mitt non poteva che essere il nostro. L’Enit e una schiera di operatori privati saranno in prima fila per presentare le novità dell’offerta, in particolare i package su misura per i corteggiatissimi turisti russi.
Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, tra gennaio e settembre 2013 sono stati registrati alla frontiera 902mila turisti russi, il 10% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I pernottamenti sono stati 6,3 milioni nel 2012 e oltre 6,65 milioni lo scorso anno, con previsioni di crescita futura del 10%. In Italia i russi sono in cima alla lista dei big spender con una quota del 27%, seguiti dai cinesi con il 21% e dagli americani con il 6%. Ma l’aumento più significativo dei budget di spesa riguarda i turisti ucraini, che registrano una crescita del 48%.
Riflettori su Expo 2015, lusso e shopping
C’è la regia dell’Enit dietro la country partnership dell’Italia con il Mitt di Mosca. "È' una delle principali azioni promozionali nell’Anno del turismo incrociato", spiega Domenico Di Salvo, delegato dell’Agenzia in Russia. "Questo strumento di comunicazione – afferma – oltre a rafforzare il già solido brand Italia, consentirà agli operatori russi di concentrarsi su segmenti come il business travel, l’Expo 2015 e sulle destinazioni meno note. E ancora: lusso, shopping, turismo medico e wellness, tutti prodotti di sempre maggiore appeal".
Tra i punti di forza c’è la fama dell’Italia come top destination per il turismo culturale: "È' una moda nell’ambito delle vacanze, un vero e proprio status symbol nella società russa".
Le due ‘V’: visti e voli
Sulla questione visti, il delegato Enit chiarisce: "Non è più un ostacolo per la crescita dei flussi turistici dalla Russia, anche grazie al forte impulso dato dalla rete diplomatico-consolare italiana per la facilitazione del rilascio. Abbiamo registrato una crescita esponenziale dei visti multipli di lunga validità". Per quest’anno l’Enit promette di continuare a fornire il proprio supporto ai consolati italiani in Russa per il rilascio dei visti. (adv)
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Nel 2014 la promozione dell’Olanda sarà all’insegna della bicicletta. Più che comprensibile, considerando che per l’Olanda, il Paese dove si pedala di più nel mondo, questo veicolo a due ruote rappresenta una vera e propria icona nazionale. Basti pensare che in Olanda il numero di biciclette (18 milioni) supera quello degli abitanti (16,6 milioni): ne risulta la densità di biciclette più alta al mondo. La bicicletta fa parte del dna degli olandesi, che iniziano a pedalare fin da piccolissimi quando ancora non sono in grado di camminare. Le due ruote sono il mezzo preferito per recarsi al lavoro, a scuola, per fare la spesa, per incontrare gli amici e naturalmente anche per fare escursioni, per un totale di 15 miliardi di chilometri percorsi ogni anno dalla popolazione. Tutti pedalano, senza distinzione di età e stato sociale. L’Olanda dispone di ben 32.000 km di piste ciclabili, distribuite su un territorio pianeggiante particolarmente favorevole e su città realizzate totalmente a misura di ciclista. In città le biciclette godono infatti di particolari agevolazioni rispetto agli altri mezzi, al ciclista è garantita una circolazione sicura, veloce e agevole. Fuori dall’ambiente urbano, invece, impagabile è un’escursione a pedali tra i campi di tulipani in fiore, scegliendo fra itinerari a lunga tratta o a tappe più brevi. Lo scopo di quest’anno tematico è quello di porre l’attenzione sulle opportunità uniche che questo paese offre agli amanti delle due ruote e di attirare nuovi visitatori a scoprirne le bellezze.
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Amsterdam & Region Day Ticket è un pass valido 24 ore che permette di girare Amsterdam e zone limitrofe su metropolitana, tram e autobus.
Il biglietto, con il quale viene distribuita anche una guida al trasporto pubblico della regione di Amsterdam, è disponibile al prezzo di €13,50 presso gli Uffici del Turismo VVV di Amsterdam (Stazione Centrale di Amsterdam, Leidseplein e aeroporto di Schiphol), i GVB Tickets & Info (stazioni: Stazione Centrale di Amsterdam, Bijlmer ArenA, Lelylaan e Zuid), EBS Tickets & Info (Stazione Centrale di Amsterdam, stazione dei tram di Purmerend, stazione dei bus di Edam, stazione centrale di Hoorn), Connexxion Tickets & Info (aeroporto Schiphol di Amsterdam), alcuni alberghi e campeggi.
Il biglietto Amsterdam & Region Day Ticket è valido 24 ore su qualsiasi linea indicata sulla guida al trasporto pubblico. Il pass si attiva al primo check-in effettuato a bordo di un tram, un bus o sulla metropolitana. È obbligatorio fare check-in ogni volta che si sale e si scende da un mezzo, avvicinando il pass al lettore ottico situato a bordo del veicolo o sulla banchina della metropolitana. Il biglietto è valido per ogni linea di metropolitana, bus e metro servite dalle società GVB, Connexxion ed EBS, inclusi i bus notturni, mentre non è valido sui treni NS, sui bus Arriva o sui traghetti Fast Flying.
Con il pass giornaliero Amsterdam & Region Day si potrà scoprire tutta Amsterdam ma non solo: vi aspetteranno anche le spiagge di Zandvoort, il mercato del formaggio di Edam, l’asta dei fiori di Aalsmeer e villaggi pittoreschi come Volendam.
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La Spagna è tornata ad essere la terza destinazione turistica a livello mondiale nel 2013, dopo Francia e Stati Uniti, recuperando il podio che le era stato tolto dalla Cina nel 2010. A confermare il dato, riporta Ansamed, è stata il ministro del Turismo, Isabel Borrego, nella presentazione della prossima edizione di Fitur, la fiera internazionale del turismo, in programma dal 22 al 26 gennaio a Madrid.
Il numero di viaggiatori in Spagna registrato fino a novembre ammonta a quasi 57,6 milioni di stranieri, e già supera i 55,4 milioni di turisti che hanno visitato la Cina per l'intero 2013.
Gli operatori ed Exceltur stimano in oltre 6,4 milioni il numero di turisti stranieri che hanno visitato la Spagna lo scorso anno. Un dato che dovrà essere confermato dalle cifre ufficiali, che saranno pubblicate dal ministero il prossimo 27 gennaio. Entrate e spesa turistica fino a novembre 2013 segnano un incremento dell'8% - fino a un totale di 55,896 milioni di euro - rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Intanto, Fitur si svolgerà su una superficie di 54.000 metri quadrati, duemila in meno rispetto alla passata edizione, anche se il numero di operatori e aziende partecipanti è aumentato del 3%, secondo i dati forniti dagli organizzatori. E' prevista la partecipazione di 9mila imprese provenienti da 165 Paesi.
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Circondato dai laghi Maggiore, di Como e di Lugano, con le sue valli verdeggianti e le montagne spruzzate di neve, il Ticino, uno dei 26 cantoni svizzeri, può vantare non solo il famosissimo passo del San Gottardo e belle piste da sci, ma città, paesini e borghi ricchi di storia e attrattive turistiche.
A cominciare naturalmente da Bellinzona, definita “la porta d’Italia” o “la chiave delle Alpi”, dichiarata patrimonio dell’Unesco, chiaro esempio di un bellissimo connubio tra antico e moderno, vecchio e nuovo. Ai nuovi palazzi, alti e moderni, si contrappongono case antiche, in pietra a vista, o con facciate decorate da affreschi. Dall’asfalto delle strade principali, si passa all’acciottolato delle strade del centro storico, teatro di eventi e manifestazioni. Da sempre Bellinzona, è protetta e controllata da ciò che la rende unica e bella, ovvero dai suoi tre castelli: Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro.
Il primo che si incontra che imponente vigila da vicino la città, è il Castelgrande.
Il complesso attualmente visibile risale a epoche diverse. Una parte risale al XIII secolo, un’altra alla fase “milanese” (1493-1486), alcuni interventi risalgono all’inizio del ‘600, mentre i più grossi sono dell’800. L’odierno aspetto è il risultato di ultimi restauri della seconda metà del secolo scorso.
Sono ancora visibili e in parte visitabili, la Torre detta Bianca, alta 27 metri, la Torre Nera, di 28 metri, e la cinta muraria merlata, di cui una parte scende fino in città.
Il castello ospita il museo storico archeologico, che mostra i 6500 anni di presenza umana sulla collina, dai primi villaggi del neolitico, al ventesimo secolo.
Non manca la parte artistica con una collezione di monete cinquecentesche.
Secondo castello che incontriamo è quello di Montebello, forse quello meglio conservato e più ricco di fascino. Situato sul colle da cui prende il nome, domina la città e il Castelgrande. La parte più antica risale al XIII-XIV secolo. E’ possibile visitare i cortili interni con due ponti levatoi, le camminate nelle mura merlate, le corti esterne.
Anche qui è ospitato un museo archeologico, con reperti regionali dell’epoca del bronzo, del ferro, dell’epoca romana e dell’Alto Medioevo.
Infine non rimane che salire sul Sasso Corbaro per visitare il castello omonimo, tipica fortezza sforzesca del ‘400. Oltre che le passeggiate sulle mura e i cortili interni, è possibile visitare la sala Emma Poglia, sala lignea del XVII secolo.
La funzione di questa sala era di vestibolo e di stuva (stufa, luogo per riscaldare), e, nonostante nel tempo sia stata smontata e rimontata, conserva intatta la sua bellezza. Tornando nel centro abitato, è possibile visitare numerose chiese ognuna con proprie particolarità artistiche e storiche.
Domina nel centro di Bellinzona la bellissima Collegiata, principale chiesa della città, del XV secolo, caratterizzata da una facciata elegante con un interessante rosone di cinque metri di diametro eseguito all’inizio del ‘600 e porte quattrocentesche.
L’interno è ricco di stucchi e cappelle laterali decorate in epoche diverse.
Dopo undici anni chiusa per ristrutturazione a seguito di un incendio, notevole è la piccola Santa Maria delle Grazie, che risale alla fine del XV secolo.
Mentre l’esterno è molto semplice e spartano, l’interno è diviso, trasversalmente, da una grande arcata affrescata con episodi della vita di Cristo, al cui centro è posto il momento della crocifissione.
Un edificio particolare e bellissimo, che abbiamo rischiato di perdere per sempre.
Sara Marchesi
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La Croazia ha avviato la procedura per dare in concessione a un investitore privato le infrastrutture turistiche e alberghiere dell’isola istriana di Brioni Maggiore, che fa parte di uno dei più rinomati parchi naturali dell’Adriatico, l’arcipelago delle Isole Brioni, dove l’ex leader jugoslavo Tito stabilì la sua residenza estiva. Secondo il ministro del Turismo, Darko Lorencin, il concorso mirerà a trasformare l’offerta turistica dell’isola in una destinazione esclusiva coniugando il turismo di lusso con la tutela dell’ambiente. Le Isole Brioni furono trasformate in una destinazione turistica già alla fine dell’Ottocento, per divenire un punto nevralgico della vita sociale dell’élite tedesca del Litorale austriaco di Gorizia e Trieste e nel 1945 fu ceduto dall’Italia alla Jugoslavia.
Il maresciallo Josip Broz Tito vi trascorreva anche vari mesi nell’anno, vi teneva riunioni del governo e vi riceveva capi di Stato – almenio un centinaio - e decine di star del cinema internazionale, tra i quali Elizabeth Taylor, Sophia Loren, Carlo Ponti e Gina Lollobrigida. Il complesso non ha però visto investimenti e modernizzazioni da almeno trent’anni e il governo croato vuole valorizzare le alte potenzialità turistiche del Parco nazionale. Il futuro concessionario, che sarà scelto entro autunno, dovrà proporre un piano di investimenti per “una totale modernizzazione delle infrastrutture e costruzione di nuove”. Il valore della concessione è stimato tra i 200 e i 300 milioni di euro per la gestione dell’intera infrastruttura turistica e i campi da golf, mentre la tutela dell’ambiente resterà di competenza del Parco nazionale.
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La Spagna si avvia a stabilire il record storico del turismo straniero: a fine novembre ha raggiunto i 57,6 milioni, appena 300 mila unità in meno rispetto al primato stabilito nel 2012, con un incremento interannuale del 5%. Secondo i dati del Frontur, del Ministero del Turismo, a novembre il numero di turisti stranieri è aumentato del 9,3% a 3,3 milioni. All’incremento hanno contribuito soprattutto i Paesi nordici, mentre i turisti italiani sono scesi del 9,2%.
A scegliere le località spagnole sono in gran parte anglosassoni (+4,6% tra gennaio e novembre), tedeschi (+5,2%) e la Francia (+6,4%). In termini percentuali, il maggior incremento è rappresentato dai russi (+31,3%, con oltre 1,5 milioni). Tra le comunità autonome, la Catalogna ha il maggior indice di incremento (+7,4%), seguita da Baleari e canarie; in calo del 6,8% Madrid. (nelle foto On the road, Granada)
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"Non fissare le belle donne" e “coprire le ascelle in treno” sono due dei dodici comandamenti elencati in un dépliant pensato e scritto per i passeggeri della metro di Parigi. Il libretto chiamato "Manuel du savoir-vivre à l’usage du voyageur moderne" o "Il manuale delle buone maniere per il viaggiatore moderno" elenca i 12 comandamenti che ogni parigino che si rispetti deve seguire, accompagnato da vignette per rendere il messaggio più chiaro.
La guida è disponibile online ed è divisa in quattro sezioni – ‘disponibilità’ ‘cortesia’‘comportamento’ e ‘buone maniere’ - e spiega come i parigini debbano essere sempre disposti a dare informazioni a gente che indossa "bermuda e cappellino in testa." I turisti, si legge all’interno del volantino, dovrebbero anche capire che “la sigaretta con una croce sopra la banchina non è un’opera d’arte ma un divieto di fumo”. Il volantino precisa anche che le conversazioni ad alta voce e i fazzoletti sventolati in faccia alla gente non sono un segno di civiltà.
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L’anno sta per finire e deve finire in grande stile… Le città della Repubblica Ceca, si vestono a festa, si agghindano di luci e colori e ammaliano con atmosfere languide. Qui, tra tradizione, sacro, profano e fantasia il Natale si fa particolarmente magico… Nelle piazze, lungo i vicoli, tra le bancarelle, dentro le mura di antichi castelli, nelle chiese, tra le figure e le casupole di presepi bellissimi va in scena un dolcissimo spettacolo di colori, suoni, profumi che travolge chiunque decida di farne parte. E non solo nella capitale. L’Avvento in Repubblica Ceca, terra di musica con la M maiuscola, ha naturalmente la sua colonna sonora. E’ la ‘Messa natalizia ceca’ del compositore Jakub Jan Ryba, scaturita dal suo talento nel 1796 e subito eseguita nella chiesa della sua città, Stary Rozmital.
Accanto al sacro, non guasta nemmeno un pò di profano e anche sul suolo ceco proliferano i sempre affollatissimi mercatini dell’Avvento, che alzano il sipario già a fine novembre su idee regalo, addobbi, manufatti e pezzi d’artigianato. Non aspettatevi succursali dei centri commerciali, oggetti omologati prodotti su scala industriale, qui è tutto artigianale e tipico.
Tra le casupole di legno gli artigiani si adoperano in dimostrazioni dal vero del proprio talento, così come in rievocazioni di antichi mestieri. Dai movimenti esperti di mani talentuose vedrete nascere come per incanto statuine intagliate nel legno, mestoli per la cucina, addobbi natalizi intrecciati nella paglia o soffiati nel vetro, stoviglie e soprammobili di ceramica, candele artistiche, gioielli originali e i tipici campanelli di Gesù Bambino forgiati nel ferro.
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Mürren deve i suoi primi turisti britannici, che trascorsero il periodo invernale nella località, all’organizzatore di viaggi e pastore Sir Henry Lunn. Suo figlio, Arnold Lunn, fondò l’”Alpine Ski Club” nel 1908 durante un suo soggiorno a Mürren e si adoperò affinché la ferrovia di Mürren fosse per la prima volta operativa con orario continuato per l’inverno 1910/11.
Nel 1912 fu fondata la Allmendhubelbahn, la prima ferrovia sportiva nell’Oberland Bernese, che pose la pietra miliare per quelle attuali presenti nelle regioni montane. Lunn fu considerato il “padre dello sci” già nel 1920, anno in cui ottenne l’inserimento delle gare di discesa e di slalom nei campionati di sci britannici. Il primo campionato combinato britannico si tenne nel 1921 a Lauberhorn; oggi questa gara di discesa è nota sotto il nome di Lauberhornrennen. Nel 1922 ebbe luogo la prima gara di slalom a Mürren, mentre nel 1930 la Federazione Internazionale Sci (FIS) accettò definitivamente la discesa libera e lo slalom come nuove discipline. Contemporaneamente, a Mürren venne fondata la scuola di sci. Nello stesso anno, a Lauberhorn si tenne la prima edizione della Lauberhornrennen per le discipline discesa libera, slalom e combinata. Un anno più tardi, ebbe luogo a Mürren il primo campionato patrocinato FIS per le medesime discipline, che venne riconosciuto poi come prima Coppa del mondo in assoluto.
A tutt’oggi i britannici sono rimasti fedeli alla loro regione sciistica: ogni inverno arrivano numerosissimi a Mürren, per esercitarsi nelle curve nello stesso luogo in cui il loro connazionale, Arnold Lunn, ha scritto la storia dello sci.
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Il nuovo collegamento marittimo bisettimanale partirà il prossimo 19 dicembre
Napoli, 12 Dicembre 2013. Il Gruppo Grimaldi rafforza ulteriormente la propria presenza sulle rotte adriatiche tra Italia e Grecia lanciando un nuovo servizio diretto tra i porti di Ravenna, Igoumenitsa e Patrasso. Il nuovo collegamento, dedicato al trasporto di merce rotabile e passeggeri, sarà inaugurato il 19 dicembre prossimo.
A servire la nuova linea sarà la nave traghetto Euroferry Olympia, lunga 183 metri, larga 28,50 metri e con una capacità di carico di circa 200 camion e semirimorchi e 600 passeggeri, sistemati in cabina e poltrone reclinabili.
La nuova autostrada del mare avrà frequenza bisettimanale: le partenze da Ravenna saranno il mercoledì alle ore 12.00 e il sabato alle ore 18.00, con arrivo a Igoumenitsa rispettivamente alle ore 15.00 di giovedì e alle ore 21.30 di domenica, e a Patrasso alle
ore 22.30 di giovedì e alle ore 5.00 di lunedì. Il percorso inverso prevede partenze dal porto greco di Patrasso il lunedì alle ore 22.00 e il giovedì alle ore 23.59, da Igoumenitsa invece il martedì alle ore 6.00 e il venerdì alle ore 9.30 con arrivo a Ravenna il mercoledì alle ore 7.00 e il sabato alle ore 12.00.
Il nuovo collegamento marittimo si aggiunge a quelli già offerti dal Gruppo Grimaldi tra l’Italia e la Grecia, attraverso Grimaldi Lines e Minoan Lines. Attualmente, Grimaldi Lines offre partenze giornaliere tra Brindisi, Igoumenitsa e Patrasso per il trasporto di merci e passeggeri nonché una partenza settimanale tra Genova, Livorno, Catania e Patrasso per sole merci rotabili.
Inoltre, la controllata greca Minoan Lines collega i porti di Ancona e Trieste con Igoumenitsa e Patrasso, rispettivamente, sei e tre volte alla settimana, impiegando tre traghetti moderni, due de quali, il Cruise Europa ed il Cruise Olympia, sono i cruise ferry più grandi del Mediterraneo.
Infine, attraverso trasbordo negli scali di Catania e Brindisi, le società di autotrasporto possono usufruire degli altri servizi regolari del Gruppo Grimaldi verso la Sicilia, Malta e la Libia. Attualmente, il Gruppo partenopeo offre partenze trisettimanali da Brindisi verso Catania, nonché partenze quattro volte alla settimana da Catania per Malta e settimanali da Malta per la Libia.
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Gli internati a Mürren
Lo sviluppo del turismo a Mürren fu interrotto dal primo conflitto mondiale; tuttavia, gli abitanti del luogo ebbero fortuna nella sfortuna: 800 soldati britannici vennero internati dalla Croce Rossa in vari hotel e chalet e Arnold Lunn, il futuro padre dello sci alpino sportivo, fu incaricato di assisterli.
Essendo lo sci, appunto, la sua passione, egli organizzò corsi di sci per gli inglesi già più esperti, che, dopo il loro ritorno in Gran Bretagna, fecero pubblicità alle piste e al paese di Mürren rendendolo noto in tutta il paese. Grazie a loro, Mürren divenne un vero e proprio paradiso per lo sci, nonché meta turistica privilegiata degli inglesi.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Mürren ricevette nuove visite: poco dopo la caduta di Mussolini nel 1943, circa 20.000 italiani furono internati in Svizzera, di cui buona parte a Mürren. Tra di essi, vi era anche Zeno Colò, che successivamente divenne uno dei grandi protagonisti della storia dello sci italiano.
Sulla scorta di questa massiccia e improvvisa affluenza di persone a Mürren, per un breve periodo venne addirittura aperta un’università.
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Profumo di cannella e mandorle tostate, luci colorate, decorazioni natalizie e tante bancarelle che espongono dolciumi, oggetti d’artigianato e varia mercanzia. Anche Düsseldorf si anima ogni anno con i tradizionali mercatini di Natale (21 novembre - 23 dicembre). I mercatini di Natale di Düsseldorf comprendono circa 210 stand, distribuiti in varie zone della città. In Marktplatz ci si trova per un bicchiere di Glühwein (caratteristico vin brulé dal sapore speziato) o una cioccolata calda, per curiosare poi tra i banchi di vetrai, falegnami e orafi, e osservare i mastri cerai all’opera, mentre creano le loro candele. Fra le attrazioni del mercatino in Marktplatz, anche il carosello d’epoca e un presepe intagliato a mano, a grandezza naturale. Si prosegue poi nella vicina Flinger Strasse, dove le tradizionali casette di legno del mercatino di Natale sono costruite sulla falsariga delle antiche case borghesi di Düsseldorf. Spostandosi in Heinrich-Heine-Platz, invece, l’ambiente diventa art nouveau: nella piazza, dominata dalla facciata in pietra arenaria in stile liberty del raffinato department store Carsch-Haus, ci si muove tra bancarelle eleganti, decorate con motivi floreali e angioletti, che regalano a questo mercatino l’epiteto di Engelmarkt (mercatino degli angeli). Allo Sternchenmarkt, allestito nella corte della Wilhelm-Marx-Haus, l’atmosfera è pervasa di magia: le casette di legno sono infatti illuminate dalla luce cangiante di decine di stelle e cristalli, che donano agli spazi una speciale aurea invernale. Chi, invece, è un appassionato del Grande Nord non mancherà di visitare il nuovo mercatino in Schadowsplatz, costruito ispirandosi ad un bianco villaggio della Scandinavia, fra renne e alberi di Natale.
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Non è un caso che la Sassonia sia conosciuta come il paese delle meraviglie di Natale. Ogni anno, infatti, appassionati e collezionisti scelgono i mercatini sassoni per i propri acquisti natalizi, attirati dalla celebre qualità dei manufatti in legno, considerati da secoli un cult della tradizione natalizia tedesca. E a pochi chilometri a sud di Dresda e Lipsia, nella regione dei Monti Metalliferi, la magia del Natale è ancora più sentita per via del legame con i minatori, che da sempre abitano questa regione ricca di miniere. Qui il Natale viene associato alla luce, elemento molto rispettato da chi lavora nelle viscere della terra. E proprio questo loro intenso desiderio di vedere la luce al di fuori dalla miniera trova espressione negli scintillanti scenari natalizi dei paesi sassoni: le luminarie luccicano nelle piazze del mercato, le piramidi spiccano nei centri cittadini e alle finestre delle case si vedono appesi i tipici candelieri (Schwibbögen) per ricordare le lampade che illuminavano l’ingresso in miniera. Realizzati nelle circa 1.600 imprese artigianali della zona, le stelle natalizie, gli angeli, le piramidi, gli schiaccianoci, gli archi e tanti altri manufatti sono considerati veri e propri simboli protagonisti del Natale. Ogni anno questi preziosi oggetti, chiamati 'Männeln' (omini), entrano nelle case sassoni addobbate a festa per il periodo dell’Avvento.
Nella cornice dei Monti Metalliferi le parate delle corporazioni dei minatori rappresentano il culmine dei festeggiamenti nei fine settimana dell’Avvento. Per esempio ad Annaberg-Buchholz, roccaforte dell’antica industria mineraria, a Schneeberg, Schwarzenberg, a Seiffen o Marienberg. Nel Mittenschicht si può assistere ancora all’ultimo turno di lavoro dei minatori prima di andare incontro alle luci della notte di Natale. Un’esplosione di colori all’insegna del vecchio saluto del minatore 'Glück-Auf' (buona fortuna). La Sassonia vanta il più antico mercatino di Natale al mondo, quello di Dresda (dal 28 novembre al 24 dicembre 2013), allestito per la prima volta nel 1434, ma anche innumerevoli eventi e tradizioni disseminate in tutte le altre città e borghi medioevali, come il grande 'Calendario dell’Avvento' di Lipsia (dal 26 novembre al 22 dicembre 2013) o il 'Christkindelmarkt' di Görlitz (6 - 15 dicembre 2013).
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